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	<title>Il cane in città Archivi - Il cane in città</title>
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	<description>Alessandra Piccolo, Istruttrice Cinofila.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 09 Jun 2026 08:01:50 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Dog City Garden</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/06/09/dog-city-garden/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con un cane in città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo confesso… Potrei essere stata piuttosto scettica la prima volta che ho sentito parlare di ‘Dog City Garden’.Non per colpa&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2026/06/09/dog-city-garden/">Dog City Garden</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lo confesso… Potrei essere stata piuttosto scettica la prima volta che ho sentito parlare di ‘Dog City Garden’.<br>Non per colpa loro, ma perché in quel periodo professionale rimbalzavo da un progetto all’altro dedicato al pet: idee che, appena le senti nominare, sembrano nate durante una riunione piena di parole come <em>experience</em>, <em>comfort zone</em> e <em>pet friendly premium</em>.</p>



<p>Quindi, quando ho sentito parlare di aree cani private su prenotazione, a essere sincera, le ho fatte rientrare immediatamente in quella categoria.</p>



<p>La prima immagine che mi è comparsa in testa era quasi caricaturale: un prato recintato trasformato nell’ennesimo servizio “esclusivo” per proprietari ansiosi e cani con il profilo Instagram più curato della loro educazione.</p>



<p>Ho peccato davvero di superficialità.<br>Ma anche perché ero circondata da progetti che erano realmente poco pet e molto marketing.</p>



<p>Poi ho visto la nuova apertura nella zona vicino a casa mia, sono andata a visitarla e ho deciso di dedicare questo articolo al loro progetto.<br>Perché ne vale veramente la pena.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La nascita dell’idea.</strong></h3>



<p>La realtà dietro &#8216;Dog City Garden&#8217; parte da qualcosa di molto meno patinato e molto più familiare.<br>Parte dalla vita concreta di chi convive davvero con un cane complicato.<br>Dalla fatica quotidiana che ti costringe a cambiare orari, abitudini e perfino il modo in cui vivi la città.</p>



<p>Veronica, una delle fondatrici del progetto, mi ha raccontato chi è stato il vero detonatore di tutto questo…<br>E no, non è nata da una strategia di marketing.</p>



<p>È nata da Harry, soprannominato Houdini: un levriero rescue arrivato dall’Irlanda con un talento quasi artistico per la fuga, un’ossessione per qualunque cosa si muovesse e una discreta capacità di seminare il panico nel quartiere.</p>



<p>Per mesi Veronica si è alzata alle cinque del mattino per permettergli di correre quando la città era ancora vuota: zero cani, poche bici, meno imprevisti del solito e nessun sguardo giudicante.</p>



<p>Una routine che chi convive con un cane reattivo, pauroso o ingestibile conosce fin troppo bene.</p>



<p>Si esce quando gli altri dormono e si inventano percorsi.<br>Si evitano piazze ed si impara a calcolare distanze e traiettorie velocemente.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Se manca, inventiamolo!</strong></h3>



<p>È da lì che nasce &#8216;Dog City Garden&#8217;: aree private su prenotazione, recintate in maniera adeguata e pensate per permettere ai proprietari di vivere un momento tranquillo col proprio cane, senza troppi pensieri.</p>



<p>Ed è qui che il progetto diventa interessante.</p>



<p>Perché il punto non è creare un lusso per cani cittadini.<br>Il punto è chiedersi quanti proprietari, oggi, non trovino davvero uno spazio adatto ai propri animali.</p>



<p>Cani reattivi, cani anziani, cuccioli ancora inesperti oppure razze che si portano addosso pregiudizi automatici.</p>



<p>Ma possiamo anche cambiare punto di vista: a volte non è nemmeno una questione legata al cane.</p>



<p>Ci sono persone anziane che non si sentono sicure nei parchi pubblici, proprietari inesperti o, banalmente, educatori che cercano contesti controllati in cui lavorare.</p>



<p>Dietro l’idea apparentemente semplice di “un’area cani privata” si apre in realtà una questione molto più grande: le città moderne sono davvero pensate per tutti i proprietari?</p>



<p>Forse è proprio questo il motivo per cui, nonostante lo scetticismo iniziale, &#8216;Dog City Garden&#8217; ha iniziato lentamente a incuriosire anche chi, come me, pensava al solito giochino di marketing.<br>O chi alza gli occhi al cielo sentendo parlare di “area cani”, associandola automaticamente a caos, sporco e confusione.</p>



<p>La cosa più interessante, però, è che col tempo &#8216;Dog City Garden&#8217; ha iniziato ad attirare persone molto diverse da quelle che ci si potrebbe aspettare.</p>



<figure class="wp-block-gallery alignwide has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="820" data-id="6771" src="https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260529-WA0043-3-1024x820.jpg" alt="" class="wp-image-6771" srcset="https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260529-WA0043-3-1024x820.jpg 1024w, https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260529-WA0043-3-300x240.jpg 300w, https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260529-WA0043-3-768x615.jpg 768w, https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260529-WA0043-3.jpg 1197w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Dog City Garden</figcaption></figure>
</figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Gli avventori di ‘Dog City Garden’.</strong></h3>



<p>Non ci sono soltanto proprietari di cani “difficili”.<br>Non solo persone che vivono situazioni ingestibili o problematiche.</p>



<p>Il pubblico che ruota attorno a ‘Dog City Garden’ è molto più vario di quanto immaginassi: cani anziani che possono godersi uno spazio tranquillo senza troppi trambusti, nuovi proprietari con i loro cuccioli che vogliono sperimentare la libertà in sicurezza o magari provare qualche esercizio, binomi che hanno smesso di frequentare le aree pubbliche dopo esperienze spiacevoli e cercano semplicemente un luogo più controllato dove passare un’ora serena insieme.</p>



<p>Ed è qui che il progetto cambia leggermente forma.</p>



<p>Perché da “area cani privata” diventa quasi una specie di micro-rifugio urbano.</p>



<p>Uno spazio in cui non devi continuamente anticipare il problema.<br>Non devi leggere a distanza il linguaggio corporeo degli altri cani.<br>Non devi sperare che qualcuno richiami davvero il proprio cane mentre urla: “Tranquillo, vuole solo giocare”.</p>



<p>Forse è anche per questo che il servizio sta crescendo così rapidamente, nonostante una formula inizialmente meno intuitiva del previsto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L’utilizzo.</strong></h3>



<p>Il sistema a pacchetti, racconta Veronica, ha richiesto molte più spiegazioni di quanto immaginassero.</p>



<p>E in effetti non è difficile capirne il motivo: siamo abituati a pensare agli spazi per cani come qualcosa di spontaneo, pubblico, quasi automatico.<br>L’idea di prenotare un’area privata rompe prima di tutto un’abitudine culturale, ancora prima che pratica.</p>



<p>Nel frattempo, però, le richieste hanno iniziato a cambiare.</p>



<p>C’è chi utilizza l’area occasionalmente, ma anche chi vorrebbe frequentarla ogni giorno. Così ‘Dog City Garden’ ha introdotto formule in abbonamento, cercando di adattarsi a un utilizzo sempre più quotidiano e meno “straordinario”.</p>



<p>Ed è curioso osservare come un progetto nato per risolvere il problema di un levriero sempre pronto a partire stia lentamente raccontando qualcosa di molto più grande sul rapporto tra città, stress e gestione del cane.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>&#8216;Dog City Garden&#8217;</strong>, <strong>Milano, Parco Solari.</strong></h3>



<p>L’apertura dell’area in zona Solari sembra averlo confermato.</p>



<p>Lì il servizio ha trovato una comunità di quartiere estremamente ricettiva, con proprietari che raggiungono l’area a piedi nel giro di pochi minuti. Un utilizzo quasi di prossimità, diverso da quello di Viale Espinasse, più accessibile anche a chi arriva in auto da altre zone della città.</p>



<p>Cambiano i quartieri, cambiano le abitudini, ma il bisogno sembra restare sorprendentemente simile. Ed è, probabilmente, questo il punto in cui anche i più scettici dovrebbero fermarsi a osservare meglio il fenomeno.</p>



<p>Perché sì, a una prima occhiata ‘Dog City Garden’ può sembrare una startup costruita attorno a un servizio “premium”. Ma parlando con Veronica e osservando il tipo di utilizzo reale delle aree emerge qualcosa di più interessante: il tentativo di creare contesti prevedibili dentro una cinofilia urbana sempre più caotica.</p>



<p>Non a caso anche il rapporto con gli educatori cinofili, col tempo, ha iniziato a svilupparsi.</p>



<p>La diffidenza iniziale, in alcuni casi, c’è stata. Ed è comprensibile.<br>Quando un progetto entra nel mondo pet con un linguaggio da startup, il rischio di sembrare più commerciale che utile è sempre dietro l’angolo.</p>



<p>‘Dog City Garden’ non vuole sostituirsi agli educatori, ma offrire uno strumento in più. Uno spazio senza interferenze, senza cani sconosciuti che entrano all’improvviso, senza stimoli ingestibili. Un contesto in cui alcuni percorsi educativi possono diventare più fluidi e meno stressanti, sia per il cane che per il proprietario.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>“Vieni a provarlo con un tuo cliente. Poi ne parliamo.”</strong></h3>



<p>Più che una strategia di comunicazione, è un vero invito.</p>



<p>E funziona proprio perché ‘Dog City Garden’, almeno per ora, mantiene ancora addosso quella sensazione da progetto in costruzione.<br>Non perfetto e non completamente “concluso”.</p>



<p>È proprio questo uno dei suoi punti di forza: mantenere aperta una linea di comunicazione continua con chi quelle aree le utilizza davvero, per capire cosa funziona, cosa manca e cosa può essere migliorato.</p>



<p>La piattaforma è ancora in evoluzione. Alcuni meccanismi vengono modificati strada facendo. Si sperimenta, si corregge, si ascoltano i clienti.</p>



<p>Ed è forse uno degli aspetti più interessanti dell’intera storia: l’idea che il progetto stia crescendo insieme alle esigenze reali delle persone che lo utilizzano.</p>



<p>La visione futura, però, è decisamente più ampia:<br>Più aree in diverse città, una rete di spazi accessibili anche in vacanza, al mare o in montagna.</p>



<p>Ma soprattutto un’evoluzione del concetto stesso di area cani: non più soltanto luogo di sgambamento, ma spazio dedicato anche al benessere emotivo e psicologico di cani e proprietari. Che detta così potrebbe sembrare l’ennesimo slogan contemporaneo buono per una campagna pubblicitaria minimalista…</p>



<p>Poi però penso al ragazzo che fa yoga sull’erba mentre il suo cane dorme accanto a lui, scena che Veronica mi ha raccontato durante la nostra chiacchierata, e forse, per una volta, la realtà è davvero più interessante del marketing.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>A volte, è bello non avere ragione…</strong></h3>



<p>Sono contenta di essermi sbagliata e di aver potuto conoscere Veronica e il loro progetto.</p>



<p>Mentre scrivevo questo articolo mi sono tornate in mente tante situazioni vissute con i miei cani, ma anche con quelli dei miei clienti. Sia con cani complicati che con cani buoni come il pane.</p>



<p>Perché continuerò a ripeterlo fino allo sfinimento: molto spesso il problema non è il cane.</p>



<p>Un milione di volte uscivo sperando di trovare l’area cani vuota per poter stare tranquilla con i miei cani. Anche solo per farli sgambare o fare qualche esercizio senza tensioni inutili.</p>



<p>E mi ricordo anche quando, per motivi di lavoro, gestivo uno spazio dedicato: era bella quella sensazione di chiudersi il cancelletto alle spalle e potersi concentrare davvero sul proprio cane o sul proprio cliente.</p>



<p>Detto questo, le aree cani pubbliche devono esistere! E dobbiamo anche sentirci fortunati ad averne così tante a Milano: in molte città non ci sono, oppure sono pessime.</p>



<p>Ma penso anche che molte persone debbano imparare a utilizzarle meglio. O perlomeno ricordarsi che, quando si scende con il cane, oltre ai sacchettini e alla borraccia, bisognerebbe portarsi dietro anche un po’ di educazione e buon senso.</p>



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<h3 class="wp-block-heading"><strong>L’obiettivo di &#8216;Dog City Garden&#8217;.</strong></h3>



<p>Poter vivere le aree pubbliche nei momenti di socializzazione e utilizzare quelle private quando si vuole dare un valore aggiunto all’uscita con il proprio cane.</p>



<p>Perché il senso del progetto, alla fine, sta proprio qui: dare ai proprietari che vivono in città la possibilità di fare qualcosa di diverso insieme al proprio compagno a quattro zampe.</p>



<p>&#8220;<em>Grazie Veronica,&nbsp; per il tempo che mi hai dedicato e per avermi dato l’occasione di conoscere il progetto più da vicino.</em>&#8220;</p>



<p>Per seguire<strong> &#8216;Dog City Garden&#8217;</strong> nella sua quotidianità:<br>Instagram &#8211; <strong><a href="https://www.instagram.com/dogcitygarden/">@Dogcitygarden</a></strong></p>



<p>Per informazioni, contatti e regolamento:<br>Sito ufficiale <strong><a href="https://www.dogcitygarden.it">www.dogcitygarden.it</a></strong></p>



<p>Nel mondo del pet si parla tantissimo, a volte troppo e spesso a caso.<br>Questa rubrica prova a fare una cosa semplice: ascoltare chi lavora davvero sul campo, tra cani, persone, errori, idee buone e qualche inevitabile caos urbano.</p>



<p>Se vuoi seguire le prossime interviste, <strong><a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/">mi trovi sui Social !!!</a></strong></p>



<p>E se sei un professionista del settore e hai un progetto… beh, probabilmente potremmo avere qualcosa di cui parlare: <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">Scrivimi</a></strong>!</p>



<p></p>



<p>Foto concesse da &#8216;Dog City Garden&#8217;.</p>



<p></p>
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		<title>Se vuoi un cane prenditi un cane!</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/06/01/se-vuoi-un-cane-prenditi-un-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 18:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziare con il piede giusto]]></category>
		<category><![CDATA[miti e leggende cinofili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“C@ZXO però, Se vuoi un cane prenditi un cane!&#160; Se volevi un gatto dovevi prenderti un gatto. Questo è un&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2026/06/01/se-vuoi-un-cane-prenditi-un-cane/">Se vuoi un cane prenditi un cane!</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>“C@ZXO però, Se vuoi un cane prenditi un cane!&nbsp;</p>



<p>Se volevi un gatto dovevi prenderti un gatto. Questo è un cane e come tale va trattato!”</p>



<p>Avrei voluto rispondere così…</p>



<p>Invece sono stata professionale, mi sono morsa la lingua, ho dato del lei alla signora e ho cercato una soluzione. Dopotutto è il mio lavoro.</p>



<p>Però quella frase mi è rimasta in testa per giorni, perché racchiude uno dei problemi che incontro più spesso quando lavoro con le persone e i loro cani.</p>



<p>Alla fine, in situazioni come queste, di chi è la colpa?</p>



<p>Nostra!</p>



<p>Perché molto spesso, quando si decide di prendere un cane, si pensa a tutto tranne che al cane.</p>



<p>Si pensa alla compagnia che farà, alle passeggiate insieme, a quanto sarà bello averlo accanto. Si immagina l&#8217;emozione del primo giorno, alle fotografie da cucciolo, al nome da scegliere e perfino al posto in cui dormirà.</p>



<p>Molto più raramente ci si ferma a riflettere su chi sia davvero il soggetto che stiamo per portare a casa.</p>



<p>Perché un cane non è un contenitore vuoto da riempire con le nostre aspettative. È un individuo con caratteristiche precise, con predisposizioni, limiti, bisogni ed eventuali difficoltà che continueranno a esistere anche dopo l&#8217;entusiasmo iniziale.</p>



<p>E spesso è proprio da qui che iniziano i problemi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le anime nobili</strong></h3>



<p>Tra i futuri proprietari esiste una categoria che incontro con una certa frequenza e che, paradossalmente, è animata dalle migliori intenzioni.</p>



<p>Sono le anime nobili… Quelle che si avvicinano a un canile o a un rifugio con l&#8217;idea di salvare qualcuno. Non cercano il cane più semplice, il più compatibile o il più adatto alla loro vita. Cercano il più bisognoso.</p>



<p>L&#8217;intenzione, sia chiaro, è meravigliosa.</p>



<p>Il problema è che il desiderio di aiutare qualcuno non coincide necessariamente con la capacità di gestirlo. Così capita che operatori, volontari o educatori provino a suggerire un cane diverso. Un soggetto più equilibrato, più adatto ad una prima esperienza, più compatibile con il tempo e le competenze a disposizione.</p>



<p>Ma spesso quel consiglio viene interpretato come un ostacolo anziché come una tutela.</p>



<p>E allora si cerca un altro rifugio, un&#8217;altra associazione o un&#8217;altra occasione in cui nessuno faccia troppe domande. Il risultato poi, è che persone prive di esperienza si ritrovano improvvisamente a convivere con cani che portano sulle spalle anni di difficoltà, paure, insicurezze o problematiche comportamentali importanti.</p>



<p>Non c&#8217;è nulla di sbagliato in quei cani, la questione è che richiedono strumenti che non tutti possiedono. E quando le aspettative si scontrano con la realtà quotidiana iniziano: frustrazione, sensi di colpa e la sensazione di aver fallito.</p>



<p>Non perché il cane sia &#8220;sbagliato&#8221;, ma perché si è scelto un cane che, in quel preciso momento della propria vita, non si era ancora pronti ad accogliere.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le anime furbe</strong></h3>



<p>All&#8217;estremo opposto troviamo invece quelli che potremmo definire i proprietari preparatissimi, o almeno apparentemente.</p>



<p>Sono quelli che studiano per mesi, leggono libri, seguono allevatori sui social, frequentano forum specializzati, scrivono email e percorrono centinaia di chilometri per visitare allevamenti. Sembrano l&#8217;esempio perfetto del proprietario responsabile.</p>



<p>Poi però arriva il momento della scelta, ed è lì che qualcosa cambia…</p>



<p>Perché il cane deve essere anche particolare, raro, deve avere quel colore che si vede poco, deve attirare l’attenzione. Insomma, se vuoi un cane prenditi un cane&#8230; ma possibilmente quello che nessun altro ha.</p>



<p>Eppure una domanda dovremmo imparare a farcela più spesso.</p>



<p>Per quale motivo quella razza non la si vede in area cani? Vedi un po&#8217; tu&#8230;</p>



<p>La risposta non è sempre negativa, però dovrebbe essere uno spunto di riflessione. Il mondo cinofilo sta vivendo da anni una rincorsa all&#8217;originalità che spesso mette in secondo piano aspetti decisamente più importanti come il carattere, la salute, la compatibilità con la vita quotidiana in città.</p>



<p>Facendo certe scelte, si continuano ad alimentare mode assurde e cani selezionati più per estetica che per equilibrio.</p>



<p>Così si finisce per scegliere il cane che piace di più invece del cane che si adatta meglio.</p>



<p>E quando il fascino della novità svanisce, rimane ciò che quel cane è sempre stato: un essere vivente con esigenze reali, indipendenti dalle aspettative che avevate costruito su di lui.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le anime più ingenue</strong></h3>



<p>Esiste poi una categoria di proprietari che raramente agisce per superficialità o cattiveria. Al contrario, spesso è animata dalle intenzioni migliori.</p>



<p>Sono quelli che desiderano un cane da tempo, che sentono di avere finalmente lo spazio, il tempo o la disponibilità emotiva per accoglierne uno, con grande slancio ed entusiasmo.</p>



<p>Entrano in un negozio per animali e si trovano davanti un cucciolo. Lo osservano. Lui li osserva. Nel giro di pochi minuti iniziano già a immaginarselo sul divano di casa, durante le passeggiate o accanto ai figli.</p>



<p>Tutto appare semplice.</p>



<p>Quello che spesso non appare, invece, è ciò che si trova dietro quella vetrina.</p>



<p>Per anni il commercio di cuccioli ha alimentato un sistema fatto di importazioni discutibili, allevamenti intensivi, trasporti lunghissimi e condizioni che poco hanno a che vedere con il benessere animale. Non tutti i negozi lavorano allo stesso modo e non tutte le situazioni sono identiche, ma il problema esiste ed è molto più grande del singolo cucciolo che vediamo davanti a noi.</p>



<p>È comprensibile pensare di star facendo una buona azione portandolo a casa. In fondo, chiunque abbia un minimo di sensibilità prova tenerezza davanti a un animale rinchiuso in una vetrina. Il paradosso, però, è che spesso quel gesto nasce dal desiderio di salvare un individuo senza interrogarsi sul sistema che lo ha prodotto.</p>



<p>E forse è proprio qui che dovrebbe iniziare la riflessione.</p>



<p>Perché scegliere un cane richiede tempo. Richiede domande. Richiede la disponibilità ad approfondire aspetti che all&#8217;inizio sembrano noiosi (come l’educazione), ma che avranno un impatto enorme sulla vita futura del cane e della famiglia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Se vuoi un cane, prenditi un cane&#8230;</h3>



<p>Ma concediti anche il tempo necessario per capire da dove arriva e quale storia si porta dietro. Chiediti di cosa potrebbe aver bisogno e se sei davvero in grado di offrirglielo: cure veterinarie, attenzioni particolari, tempo, pazienza o magari l&#8217;aiuto di altri professionisti come educatori cinofili, dog sitter, pensioni o fisioterapisti.</p>



<p>Può capitare, infatti, che il solo amore e il desiderio di avere un cane nella propria vita non siano sufficienti. Bisogna essere pronti ad affrontare le difficoltà che possono presentarsi lungo il percorso, alcune dettate dalla natura stessa dell&#8217;animale, altre conseguenza di scelte impulsive o poco consapevoli.</p>



<p>Perché scegliere un cane significa assumersi la responsabilità della sua vita, non soltanto godersi la parte più bella della convivenza.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le anime più inquiete</strong></h3>



<p>Poi ci sono quelle che, a prima vista, sembrano le più indecise.</p>



<p>Ascoltano consigli.</p>



<p>Fanno domande.</p>



<p>Valutano senza troppo rumore possibilità diverse.</p>



<p>A volte aspettano mesi e, in alcuni casi, perfino anni prima di portare a casa un cane.</p>



<p>Chi le osserva da fuori spesso pensa che stiano complicando inutilmente una decisione che dovrebbe essere semplice. In realtà stanno facendo qualcosa che nel mondo cinofilo è molto più raro di quanto si creda: stanno provando a scegliere il cane giusto invece di cercare semplicemente un cane.</p>



<p>Non sempre è facile.</p>



<p>Significa rinunciare a qualche colpo di fulmine. Accettare che la razza che ti affascina potrebbe non essere quella più adatta alla tua quotidianità. Significa ascoltare risposte che non coincidono con quelle che speravi di ricevere.</p>



<p>Ma significa anche iniziare la relazione con aspettative più realistiche.</p>



<p>Perché un cane non è un vuoto da riempire, né un&#8217;estensione della nostra personalità. Non è un progetto educativo, un simbolo di status o un accessorio che racconta qualcosa di noi.</p>



<p>È un individuo che porterà nella nostra vita bisogni, limiti, attitudini e caratteristiche che continueranno a esistere indipendentemente dai desideri che abbiamo proiettato su di lui.</p>



<p>Forse non è il percorso più rapido, quello scelto da queste anime, ma spesso è quello che permette alle persone e ai cani di incontrarsi davvero.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Se vuoi un cane, prenditi un cane!</strong></h3>



<p>E arriviamo al punto… Non prendere quel tipo di cane perché qualcuno ti ha detto che è &#8220;la razza più simile a un gatto”. Perché se vuoi un gatto, prenditi un gatto. Se vuoi un cane, prenditi un cane.</p>



<p>Con tutto quello che comporta.</p>



<p>Le passeggiate quando piove, i peli sul divano, le uscite quotidiane per espletare i suoi bisogni, le sue esigenze fisiche e sociali. Gli imprevisti. Le responsabilità e le soddisfazioni che “nonostante” tutto ci sono, e anche tante se dai l’opportunità al tuo cane di fare il cane.&nbsp;</p>



<p>Perché ultimamente sembra che molte persone desiderino un cane che però non sporchi, non abbia troppe esigenze. Che non richieda più tempo del dovuto e che non modifichi abitudini e routine.</p>



<p>Che sia disponibile per le coccole quando serve ma poco invadente quando non serve.</p>



<p>E allora permettimi di farti una proposta:</p>



<p>Se stai cercando tutto questo, ti consiglio il nuovissimo <strong>Seemhound®: “</strong>il cane segugio delle apparenze”.</p>



<p>Disponibile in diverse taglie e materiali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Legno.</li>



<li>Porcellana.</li>



<li>Peluche.</li>



<li>Plastica.</li>



<li>Versione da tavolo o da salotto.</li>



<li>Con o senza batterie.</li>
</ul>



<p>I modelli più avanzati permettono persino di personalizzare i suoni: può abbaiare, miagolare, nitrire o pigolare a seconda dell&#8217;umore e delle necessità.</p>



<p>Non sporca, non si ammala. Per casa nemmeno un pelo. Non richiede passeggiate, quindi nessuna problematica con il guinzaglio. In poche parole: non ha bisogni&#8230; Esattamente come molti vorrebbero che fosse un cane.</p>



<p>Peccato che i cani veri siano decisamente più complicati e, forse, anche per questo infinitamente più interessanti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa abbiamo fatto io e la Signora?</strong></h3>



<p>Alla fine io mi sono seduta per terra e ho iniziato ad accarezzare quel cucciolone che, nel giro di pochi mesi, sarebbe diventato un Flat Coated Retriever di almeno trenta chili.</p>



<p>La signora, invece, si è accomodata in poltrona con il suo blocco per gli appunti.</p>



<p>E abbiamo iniziato a parlare, non di gatti, non di razze che &#8220;si comportano come gatti”. Abbiamo parlato di quel cane e di ciò di cui aveva bisogno, di quanto tempo sarebbe rimasto da solo. Di come organizzare le uscite e di quali attività potessero renderlo più sereno e appagato.</p>



<p>Perché alla fine il problema non era che quel Flat non assomigliasse abbastanza a un gatto, il problema era che nessuno aveva spiegato alla signora cosa significasse davvero vivere con un cane.</p>



<p>Così abbiamo costruito una routine sostenibile per entrambi. Dove lei non poteva arrivare da sola abbiamo cercato un dogsitter. Dove mancavano competenze abbiamo inserito qualche lezione per migliorare la comunicazione e la gestione quotidiana.</p>



<p>Dopo un periodo di assestamento, come spesso accade quando le aspettative lasciano spazio alla realtà, le cose hanno iniziato a funzionare. La signora ha imparato a comprendere meglio il proprio cane, ed il Flat ha trovato punti di riferimento chiari. Insieme hanno costruito una convivenza serena, fatta di compromessi, attenzioni e reciproca fiducia.</p>



<p>Perché, in fondo, è questo che succede quando scegliamo un cane per quello che è e non per quello che vorremmo che fosse: il cane smette di essere un problema da risolvere e torna a essere ciò che è sempre stato… un compagno straordinario.</p>



<p>Con esigenze reali, certo, ma anche con quella straordinaria capacità di adattarsi alla nostra vita, purché anche noi siamo disposti a fare lo stesso.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Per questo, se vuoi un cane, prenditi un cane.</strong>..</h3>



<p>Non un gatto travestito da cane.</p>



<p>Non una fantasia a quattro zampe costruita sulle tue aspettative.</p>



<p>Un cane. Forse scoprirai che non aveva bisogno di assomigliare a nessun altro animale per meritare un posto nella tua vita.</p>



<p>La convivenza con un cane è già abbastanza complicata senza aggiungerci anche le leggende metropolitane. Per seguire i prossimi articoli della Rubrica:<strong> <a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/"><em>Miti e Leggende Cinofile</em> mi trovi sui social</a></strong>. Per approfondire la gestione del cane in città, puoi dare un&#8217;occhiata al mio libro: <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/il-mio-libro/">&#8220;Il cane in città&#8221;, Ed Tea.</a></strong></p>



<p></p>



<p>Immagine creata con <a href="https://www.canva.com">Canva</a>.</p>
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		<title>&#8220;Pet-Friendly&#8221; cosa significa veramente.</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/05/14/cosa-significa-veramente-pet-friendly/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 11:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fate attenzione prima di scegliere la vostra meta turistica insieme all’amico a quattro zampe, perché c’è una bella differenza tra&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Fate attenzione prima di scegliere la vostra meta turistica insieme all’amico a quattro zampe, perché c’è una bella differenza tra “Pet-Friendly” e “Animali Ammessi”! </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Pet-Friendly</strong></h3>



<p>Hai prenotato una settimana al mare in un albergo che dichiara di essere Pet-Friendly, quali servizi dovresti trovare? </p>



<p>Prima di tutto una struttura pet-friendly accoglie i cani di tutte le taglie con i documenti in regola. Ti permette di muoverti con lui dove vuoi, dal bar ai salottini, e potete cenare insieme al ristorante e godervi un aperitivo nelle zone comuni. In camera avrà a disposizione una ciotola per l’acqua, una per la pappa e una comoda cuccia (tutto ben sanificato). </p>



<p>L’albergo saprà segnalarti (se non fanno parte dello staff) dogsitter, educatori o strutture lì vicino dove portare il tuo cane a fare attività. Ovviamente deve avere un Veterinario di riferimento per le urgenze. </p>



<p>Se ben attrezzati potranno offrire servizi top come: uno spazio dedicato alla toelettatura, pet-shop, e pasti gourmet anche per l’amico a quattro zampe.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Animali ammessi</strong></h3>



<p>Cosa significa? Che puoi portare il tuo cane o gatto MA devi seguire le regole di “gestione-pet” dettate dall’albergo. </p>



<p>La struttura può decidere che tipo di animali ammettere in base alla taglia o razza, può limitare il transito degli animali nelle zone comuni. Può vietarti di lasciare il cane in stanza da solo per troppo tempo o in certe fasce orarie. Non troverai in camera supporti come ciotole o cuccia. Il conto avrà un sovrapprezzo per la pulizia e servizi extra. Dogsitter o aree sgambo, non sono contemplati nella struttura. </p>



<p>Vale la stessa storia per le spiagge, state attenti!!!</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>In spiaggia con il cane? Sì, ma</strong>&#8230;</h3>



<p><strong><em>&#8220;Animali ammessi in spiaggia&#8221;</em></strong> (negli stabilimenti balneari) significa che puoi portare il cane MA deve stare sotto l’ombrellone. E di solito questi sono collocati all’inizio della struttura, non vicino al bagnasciuga. Non puoi andare con il cane a fare il bagno o a passeggiare sulla riva. Informarti sul <strong>regolamento comunale</strong> e vedi in quali momenti della giornata è possibile. Non è mai completamente vietato, di solito si può utilizzare la spiaggia liberamente con il proprio cane alla mattina presto, e dopo le 18.30/19.</p>



<p>Invece le <strong><em>“Dog Beach”</em></strong> sono tutt’altra faccenda! Sono stabilimenti che comprendono al suo interno aree attrezzate con fontanelle, zone dedicate per fare i bisogni, spazi d&#8217;ombra per rilassarsi. Hai sempre a disposizione un ombrellone, uno o più sdraio, una brandina per il cane, ciotole e asciugamano. Addirittura in alcune ogni ombrellone si trova all&#8217;interno di un recinto. Il cane può fare il bagno in acqua quando vuole, con te o con i suoi amici a quattro zampe. Può muoversi liberamente sulla spiaggia, c&#8217;è una zona per la doccia prima di rientrare a casa. In alcuni casi il personale di servizio specializzato organizzerà attività di gioco o di educazione. </p>



<p>Dove sei andato o dove andrai questa estate con il tuo cane? Per te cosa dovrebbe avere una struttura pet friendly? <a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/"><strong>Raccontami le tue esperienze …</strong>&nbsp;</a></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Per me, cosa dovrebbe avere una struttura Pet-Friendly?&nbsp;</strong></h2>



<p>Ovviamente ciotole e cuccia nelle stanze, e un kit di salviette per la pulizia. Non amo le ciotole nelle aree comuni perché la condivisione dell’acqua con più cani può portare il proliferare di alcune malattie. Capisco che faccia una buona impressione e può essere utile a chi non ha ancora capito l’importanza dell’utilizzo della borraccia. Vedrei più utile una fonte d’acqua, come un lavandino o una fontanella, all&#8217;entrata per poter riempire la propria ciotola. Se non è presente in albergo sarebbe bello avere nell’immediate vicinanze un toelettatore e un pet-shop. </p>



<p>Invece lo chef gourmet per gli ospiti a quattro zampe per me è un servizio &#8220;<em>too-much&#8221;</em>.</p>



<p>E&#8217; sempre rischioso cambiare alimentazione se non ci sono motivi di salute, se usi le crocchette continua anche in vacanza. Capisco che alcuni cani sono abituati al cibo cucinato quindi, una struttura che ti permetta di seguire la dieta casalinga, è molto utile. Un’area sgambo all’interno dell’albergo, ad uso esclusivo degli ospiti, dovrebbe essere obbligatoria. Per quanto riguarda i professionisti del settore (Veterinario, Dogsitter, Educatore Cinofilo), non penso sia necessario averli nello staff fisso, ma dovrebbero essere reperibili al bisogno. </p>



<p>Organizzare per gli ospiti eventi cinofili ed attività d’intrattenimento sarebbe il top!</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Qualcosa di personale&#8230;</strong></h5>



<p>Sinceramente per godermi una vacanza con il mio cane non ho bisogno di strutture Pet- Friendly, mi basta che siano ammessi. Sono sempre stata ben organizzata: ciotole e cuccia da viaggio in auto, la borraccia non manca mai. Ed i quadrupedi, che mi stavano accanto erano abituati a seguirmi ovunque. </p>



<p>Sta di fatto che se decidevo di trascorre con i miei cani una vacanza questa doveva essere a misura di bipede e di quadrupede. Quando non potevo portarli con me, sapevo che affidarli ad una struttura (per chi ce l&#8217;ha: il dogsitter) era la scelta migliore. Ne sono tutt&#8217;ora convinta anche ste non ho più cani accanto.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Consigli&#8230;</strong></h4>



<p>Che l’albergo sia Pet-Friendly o la spiaggia Dog-Beach il tuo cane dovrà comunque sapersi comportare. Dovrà saper stare con i suoi simili, non dico socializzare con tutti gli ospiti bipedi ma almeno tollerarne la presenza nelle zone comuni. Se necessario essere in grado di stare qualche momento in stanza senza fare disastri o farsi male. </p>



<p>Le strutture Pet-Friendly ti permettono di viaggiare leggero sia di bagagli che di pensieri. Oltre alla tua valigia e al cane dovrai portare con te veramente poche altre cose. Ma i due elementi fondamentali che devono accompagnarti in ogni viaggio sono: il libretto sanitario aggiornato e qualche pillola di buona educazione cinofila.</p>



<p></p>



<p></p>



<p>Immagine di copertina di <strong><a href="https://shockdom.com/autore/virginia-salucci/">Virginia Salucci</a></strong>.</p>
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		<title>Non si dà il cibo da tavola al cane!</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/04/06/non-si-da-il-cibo-da-tavola-al-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 10:40:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziare con il piede giusto]]></category>
		<category><![CDATA[miti e leggende cinofili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quante volte hai sentito questa frase?Dal tuo veterinario, dall’educatore durante una lezione, da un video su YouTube… oppure dal classico&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quante volte hai sentito questa frase?<br>Dal tuo veterinario, dall’educatore durante una lezione, da un video su YouTube… oppure dal classico “tuttologo” al parco, in vena di elargire perle cinofile: «Non si dà il cibo da tavola al cane!»</p>



<p>Non è una leggenda cinofila.<br>È una delle frasi più dette e tramandate, ma nasconde molto più di quanto si pensi.</p>



<p>Quelle poche parole racchiudono un concetto più ampio che, ahimè, in pochi conoscono davvero. Ma cosa significa veramente?</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il cane non deve mangiare mentre mangi?</li>



<li>Non deve stare seduto a tavola?</li>



<li>È sconsigliato condividere pietanze, snack o dolci con lui?</li>
</ul>



<p>Potrebbero essere tutte vere. Oppure solo in parte.<br>La vera questione, però, sono le conseguenze di queste abitudini. Vediamole insieme&#8230;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il cane non deve mangiare mentre mangi</strong></h3>



<p>Questa indicazione viene spesso usata per spiegare, in modo molto sintetico, la famosa “gerarchia del branco”. In realtà, insegnare a non creare cattive abitudini è fondamentale.<br>Forse anche più importante che insegnare al cane a sedersi a comando in ascensore.</p>



<p>Come ho già spiegato, non è una questione di dominanza, ma di gestione e abitudini.<br><em>(Trovi l’articolo completo qui: <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/2026/03/09/devi-essere-il-capo-branco/">“Devi essere il capo branco!”</a></strong>)</em></p>



<p>Che tu abbia un cucciolo o un cane adulto, farlo mangiare nello stesso momento in cui mangi tu può portare a diversi comportamenti poco utili.</p>



<p>Per esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Un cane che mangia velocemente per poi concentrarsi su quello che c’è sul tavolo. Un’abitudine rischiosa: spesso ingoia senza masticare e può avere rigurgiti.</li>



<li>Un cucciolo che non mangia il suo pasto perché attirato dal tuo. In questo modo impara che il suo cibo è meno interessante… o addirittura inutile.</li>



<li>Un cane che, fuori casa, pretende di mangiare ogni volta che ti siedi. Che sia un aperitivo o un ristorante, per lui “tu mangi = si mangia”.</li>
</ul>



<p>I cani sono animali estremamente abitudinari.<br>Quando escono dalla routine, cercano riferimenti nelle situazioni che vivono. Così, dopo un pomeriggio al parco, se ti siedi al bar con amici, nella sua testa si attiva una specie di automatismo:<br>“È il momento di mangiare.”</p>



<p>E non si fermerà facilmente finché non otterrà qualcosa.</p>



<p>Risultato? Passerai l’aperitivo a condividere patatine e pizzette…<br>esattamente ciò che sarebbe meglio evitare.</p>



<p>Quindi: dire che il cane non dovrebbe mangiare mentre mangi tu significa:<br>«non si dà il cibo da tavola al cane»? Sì… ma non solo.</p>



<p>Ci sono altre sfumature che vale la pena capire.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il cane non deve stare seduto a tavola</strong></h3>



<p><strong><em>Avvertenza: </em></strong><em>in questo paragrafo potrei essere più schietta del solito.<br>Per il benessere del cane, però, è necessario.</em></p>



<p>Potrei fermarmi qui senza aggiungere altro, ma da quello che si vede in giro, anche questo concetto non è così chiaro. Quando vedo un cane seduto su una sedia, se di piccola taglia, o con il muso appoggiato al tavolo, se di taglia grande,<br>faccio fatica ad accettare certe giustificazioni.</p>



<p>Non si dà il cibo da tavola al cane, è una questione, e non si fa accomodare il cane a tavola, perché non ha senso.&nbsp;</p>



<p>È un cane, fa parte della famiglia, certo. Non è più visto come un animale da lavoro che deve “guadagnarsi” cibo e ruolo, va bene, ma resta comunque un cane.</p>



<p>Umanizzarlo fino a metterlo su una sedia e farlo mangiare dal tavolo è un’estremizzazione che non porta benefici. Poi, è chiaro: a casa propria ognuno è libero di creare le abitudini che vuole,<br><em>se non fanno male a nessuno.</em></p>



<p>Ma nel momento in cui entri in un ristorante o in un locale e chiedi una sedia per il cane…<br>la situazione diventa quantomeno bizzarra&nbsp;e gli esercenti avrebbero tutto il diritto di non assecondarti.</p>



<p>Il concetto di base nella gestione del cane è semplice: ognuno dovrebbe rimanere nel proprio ruolo. Il cane, anche se è un membro della famiglia, non dovrebbe diventare il contenitore di frustrazioni, sogni irrisolti o vuoti emotivi. Dovrebbe essere un compagno con cui condividere un pezzo di strada. Un incontro che, se gestito bene, può tirare fuori una versione migliore di se stessi: più attenzione, più empatia, più capacità di osservare il mondo da un’altra prospettiva.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Se non si dà il cibo da tavola al cane</strong>, <strong>il cane sulla sedia è necessario?</strong></h3>



<p>Non è un bambino. Non è un pupazzo. In un luogo pubblico, il cane dovrebbe essere in grado di stare accanto a te. Se il pavimento è freddo, non serve metterlo sulla sedia, puoi portare un telo e insegnargli a stare lì. Se nel locale c’è confusione non lo devi tenerlo in braccio, trova invece il posto migliore per entrambi.</p>



<p>Abituarlo a stare in braccio o con il muso sul tavolo mentre mangi non è una buona idea. Certo, il cane è felice, sta comodo, sa che probabilmente riceverà anche qualcosa di buono. È un animale opportunista: per genetica, non rifiuterà mai un vantaggio. Il problema arriva però dopo, quando ti troverai in una situazione in cui non potrai assecondarlo ed il cane non avrà gli strumenti per gestirla. Potrebbe abbaiare, agitarsi, salivare in modo eccessivo e in un contesto pubblico, anche chi ama i cani potrebbe non apprezzare.</p>



<p>Sono stata chiara… o solo troppo schietta?</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>È vivamente sconsigliato condividere pietanze, snack o dolci con lui</strong></h3>



<p>Condividere il cibo può sembrare un gesto d’affetto, un modo per includerlo, per “non farlo sentire escluso”.<br>Ma per il cane non è questo il significato: per lui è un apprendimento.</p>



<p>Ogni volta che riceve qualcosa mentre mangi, che sia dal tuo piatto durante il pranzo oppure uno snack mentre sei sul divano, impara che chiedere, fissare, avvicinarsi… porta a ottenere.<br>Impara che quel comportamento funziona!</p>



<p>Così, senza accorgertene, a volte per abitudine, altre per gestire una situazione scomoda, costruisci un cane sempre più insistente e sempre meno capace di tollerare l’attesa.</p>



<p>Un cane che, abituato ad averti sempre “disponibile”, quando non lo sei si agita, protesta, mette in atto quelli che spesso vengono chiamati “dispetti”.</p>



<p>E allora si cerca una soluzione veloce:<br>lo fai mangiare mentre mangi tu per cenare tranquillo,<br>oppure aggiungi qualcosa di “più buono” nella sua ciotola, anche se ha già mangiato, per tenerlo calmo.</p>



<p>Funziona, nell’immediato.<br>Ma nel tempo rafforza esattamente il comportamento che vorresti evitare.</p>



<p>E, soprattutto, rende sempre più difficile uscirne.</p>



<p>Ricordati che molti degli alimenti che consumiamo quotidianamente non sono adatti al cane e, con il tempo, possono creare problemi anche seri.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><br><strong>Non si dà il cibo da tavola al cane</strong></h3>



<p>Non è solo una regola, è una sintesi. Dentro questa frase ci sono abitudini, comunicazione, gestione e rispetto dei ruoli. Non si tratta di essere rigidi, si tratta solamente di essere chiari.</p>



<p>Un cane non ha bisogno di mangiare dal tuo piatto per sentirsi parte della tua vita o per capire quanto gli vuoi bene. Ha bisogno di qualcuno che si prenda cura di lui con coerenza e costanza,<br>che gli insegni come muoversi dentro questa giungla urbana chiamata città, che gli renda il mondo comprensibile attraverso regole semplici e attività appaganti.</p>



<p>Un cane agitato non è solo un cane “pieno di energie”, spesso è un cane che non sa come gestire ciò che ha dentro. Come una pentola a pressione, accumula fino a quando non trova una via di uscita e poi si sfoga come può: tirando al guinzaglio, distruggendo oggetti, rubando ciò che trova, abbaiando a ogni stimolo, sporcando in casa, non tollerando la solitudine e molto altro ancora</p>



<p>Forse lo chef ha reagito in modo eccessivo, fino a sentirsi male. Ma, in quella sala, qualcuno avrà sicuramente pensato: “Non si dà il cibo da tavola al cane” e qualcun altro, probabilmente, avrà detto: “Ma che carino!”, ma questa è un’altra storia.</p>



<p>Alla fine, <strong><em>“non dare il cibo da tavola”</em></strong> significa questo:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il cane non dovrebbe mangiare mentre mangi tu, anche se si tratta del suo cibo, se questo lo porta a non stare tranquillo.</li>



<li>Non dovrebbe ricevere ciò che mangi, che tu sia a tavola, su una panchina al parco o sdraiato in spiaggia;</li>



<li>Il cane ha i suoi momenti per mangiare, anche quando si tratta di snack.</li>



<li>Il suo pasto dovrebbe avvenire nello spazio dedicato a questo momento, in una ciotola appoggiata a terra, con accanto acqua fresca sempre a disposizione.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione&#8230;</strong></h3>



<p>Se ti sei riconosciut* in almeno una di queste situazioni, non sei l’unic*. Ma è proprio da qui che si può iniziare a cambiare qualcosa.</p>



<p>Se vuoi capire meglio come costruire abitudini sane con il tuo cane,<br>trovi altri articoli e approfondimenti sul blog o sul mio profilo Instagram. Se hai una situazione che non riesci a gestire,<br>puoi <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">contattarmi!</a><em><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">&nbsp;</a></em></strong></p>



<p>A volte basta poco per rimettere ordine!</p>



<p>Immagine creata con <strong><em><a href="https://www.canva.com">Canva</a></em></strong>.</p>
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		<title>Devi essere il capo branco!</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/03/09/devi-essere-il-capo-branco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 13:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[miti e leggende cinofili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il signor Desdua, forse tra tutte le indicazioni ricevute dall’allevatore o dal veterinario, aveva memorizzato soprattutto quella che diceva: “Devi&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il signor Desdua, forse tra tutte le indicazioni ricevute dall’allevatore o dal veterinario, aveva memorizzato soprattutto quella che diceva: “Devi essere il capo branco per poter gestire un cane in casa.”<br>“Devi dimostrargli chi comanda, altrimenti non ti ascolterà.”</p>



<p>Forse perché in casa erano solo loro due.<br>Forse perché, essendo entrambi maschi e nella sua testa si era trasformata in una sorta di competizione, di conseguenza la gerarchia doveva essere forte e chiara.<br>Anche se ormai non c’erano più dinamiche legate alla sopravvivenza del branco o alla riproduzione.</p>



<p>Ma alla questione del <strong>“capo branco”</strong> lui ci teneva.<br>E parecchio, a quanto pare.</p>



<p>Quando gli agenti sono finalmente riusciti ad entrare nell’appartamento, la scena che si sono trovati davanti li ha lasciati tutti piuttosto basiti.</p>



<p>Un barboncino serenamente accucciato sulla poltrona.<br>E davanti a lui il suo proprietario che si agitava e sbraitava:</p>



<p>«La poltrona ora è sua !?!»<br>«Non è la cuccia del cane.»<br>«Vuole essere lui il capo branco!»</p>



<p>Una serie di farneticazioni che il cane probabilmente non stava nemmeno ascoltando e che facevano apparire il povero signor Desdua completamente fuori controllo.</p>



<p>«Sono stanco! Gli dico di mangiare dopo di me e non lo fa. Gli preparo le crocchette e non le vuole… poi devo cucinargli riso e pollo!»<br>«Ha la sua cuccia, ma appena mi alzo va sulla mia poltrona!»<br>«Dorme dove vuole e decide lui quando uscire!»</p>



<p>Poi conclude: «Mi hanno detto che devo essere il capo branco per gestirlo e seguire certe regole… ma non funziona nulla! Fa quello che vuole e io sono in balia del cane!»</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa sarà realmente successo?</strong></h3>



<p>Dietro alla sfuriata del signor Desdua c’è probabilmente un piccolo esaurimento, sicuramente non causato dal cane.</p>



<p>Ma questa scena ci offre uno spunto perfetto per parlare di <strong>alcuni falsi miti cinofili</strong> che, se presi alla lettera, possono incrinare un rapporto che potrebbe essere più che soddisfacente.</p>



<p>Almeno dal punto di vista del cane.</p>



<p>Alcuni dettagli di questa storia potrebbero essere romanzati per tutelare la privacy dei protagonisti. Il mito invece è assolutamente reale.</p>



<p>Ancora oggi la frase <strong>“devi essere il capo branco”</strong> è una delle più mormorate.</p>



<p>Così come: “Per poter gestire il tuo cane devi mantenere la gerarchia.”<br>“Devi fargli capire chi comanda.”</p>



<p>Non dico che siano frasi completamente sbagliate, ma è necessario modernizzarle e <strong>contestualizzarle</strong>.<br>Bisogna usare termini più adeguati e inserirle nella realtà quotidiana del proprietario e del cane.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>“Devi essere il capo branco”</strong></h3>



<p>Iniziamo dalla più famosa: “Devi essere il capo branco.”</p>



<p>Una traduzione più corretta sarebbe: <em>Devi essere il suo punto di riferimento</em>. Questo è il concetto che personalmente preferisco insegnare. Il cane è geneticamente un animale sociale, abituato a vivere in gruppo.<br>Ma vivendo in un contesto urbano siamo noi a dover gestire molte situazioni.</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<p>Per esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il cane non sa quando è sicuro attraversare una strada;</li>



<li>non sa quali luoghi sono pericolosi;</li>



<li>non sa che i suoi bisogni vanno raccolti;</li>



<li>non si procura più il cibo da solo.</li>
</ul>
</div></div>



<p>Quindi, indipendentemente dalla taglia del cane, deve poter vedere in te una figura di riferimento. Tu sei il suo custode, sei la persona che: lo accudisce, lo tiene al sicuro, che gli dà indicazioni per affrontare il mondo urbano.</p>



<p>Le indicazioni concrete sono, ad esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>il richiamo</strong>, quando lo lasci libero al parco</li>



<li>la capacità di <strong>passeggiare al guinzaglio senza trascinarti ovunque</strong></li>



<li>oppure, al contrario, aiutare quei cani che si bloccano e non vogliono camminare perché spaventati o annoiati.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>“Sei il capo branco, quindi il cane deve vederti mangiare”</strong></h3>



<p>Anche questa frase ha una spiegazione che arriva da lontano, dai cugini lupi.</p>



<p>Nel branco di lupi la <strong>coppia alfa</strong> mangiava per prima, spesso in una zona più tranquilla, scegliendo le parti migliori della preda.<br>Solo dopo il resto del branco si nutriva.</p>



<p>Ma come si traduce questa cosa nella vita con un cane in città? In realtà, in modo molto più semplice: insegnare al cane a stare tranquillo mentre voi mangiate. Questo evita che:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>chieda continuamente cibo dal tavolo;</li>



<li>si agiti durante i pasti;</li>



<li>crei problemi quando siete a casa di amici o al ristorante.</li>



<li>Detto questo&#8230; bisogna sempre conoscere il proprio cane.</li>
</ul>



<p>Se avete un cane molto famelico e cenate alle <strong>21:30</strong>, è probabile che a quell’ora lui sia già affamatissimo. In questo caso è più sensato nutrirlo <strong>dopo la passeggiata del tardo pomeriggio</strong>, qualche ora prima della vostra cena. Così quando vi sedete a tavola sarà già sazio e, se non gli date cibo dal tavolo, difficilmente verrà a chiedervelo.</p>



<p>Se invece cenate presto, potete mangiare voi e poi pensare a lui. L’importante è <strong>non creare confusione</strong> e non viziarlo con assaggi di cibo mentre cucinate o siete a tavola.</p>



<p>In poche parole: non è una questione di dominanza. È <strong>una questione di gestione e abitudini</strong>.</p>



<p>Con i cuccioli, in particolare, si consiglia di evitare il pasto nello stesso momento non perchè altrimenti diventano loro i capi branco, ma perché potrebbero:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>distrarsi guardando il vostro cibo e non mangiare il loro;</li>



<li>mangiare troppo velocemente e poi cercare il vostro cibo;</li>



<li>non mangiare affatto perché vogliono capire cosa sta facendo il resto del “branco”.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>“Non devono dormire sui posti alti, altrimenti pensano di comandare.”</strong></h3>



<p>Altro mito che merita di essere contestualizzato. Non devono gestire gli spazi di casa,<br>non devono diventare territoriali, bisogna evitare che facciano tana sotto il letto o sotto il tavolo. <strong>Questo è il punto.</strong></p>



<p>Se il cane sale sul letto, e non gli è mai stato insegnato a non farlo, non puoi sgridarlo e nel momento in cui hai bisogno che scenda lui deve farlo senza ringhiare o opporsi.</p>



<p>Io, per esempio, non ho mai vietato ai miei cani di salire su letti o divani.<br>Ho semplicemente insegnato <strong>quando potevano farlo</strong>. Negli altri momenti avevano comunque a disposizione la loro bella cuccia per condividere quello spazio vicino a me.</p>



<p>Il cane sulla poltrona non lo rende il capo branco.<br>È un animale opportunista per genetica: sa che la poltrona è accogliente e calda, che lo isola dall’ambiente circostante e che da lì ha una visuale migliore.</p>



<p>Quindi quando è libera e ha voglia di comodità… ci sale. Punto. Solo un pizzico di astuzia.<br>E, se vogliamo dirla tutta, anche piuttosto intelligente.</p>



<p>Se invece non vuoi che ci salga, per una questione di igiene o di gestione, la soluzione è molto più semplice: <strong>non farlo mai salire</strong>. E se lo fa quando non ci sei, impedisciglielo.<br>Metti sopra delle sedie, chiudi la stanza, rendi quello spazio non accessibile.</p>



<p>Ti svelo anche un piccolo segreto:  se un cane <strong>non impara una determinata abitudine durante la crescita o l’educazione</strong>, molto difficilmente inizierà a farla più avanti. Vale anche se hai appena adottato un cane adulto.</p>



<p>A patto che voi restiate coerenti e costanti nelle indicazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h3>



<p>I miti cinofili non spariscono da soli. Ma con un po’ di buon senso possiamo almeno smettere di litigare con i barboncini sulle poltrone.</p>



<p>Il signor Desdua aveva probabilmente molto chiara una cosa: doveva essere il capo branco. Quello che nessuno gli aveva insegnato era <strong>come diventarlo davvero</strong>.</p>



<p>Forse non aveva neppure grande manualità nella gestione del cagnolino che i figli gli avevano portato a casa.<br>Un gesto sicuramente pieno d’amore, ma che non sempre tiene conto di una cosa fondamentale: quanto una persona sia davvero pronta a gestire un cane. Soprattutto in città.</p>



<p>Colgo l’occasione per lasciarti anche un altro piccolo consiglio: <strong>non regalare mai un cane senza che venga esplicitamente desiderato e richiesto.</strong> </p>



<p><a href="https://ilcaneincitta.it/2025/11/13/vivere-con-un-cane/"><em><strong>(in questo link troverai un articolo dedicato all&#8217;argomento)</strong></em></a></p>



<p>Per continuare a parlare di miti e leggende cinofile da sfatare o da capire meglio, ci vediamo il mese prossimo con questa Rubrica.</p>



<p>Nel frattempo puoi seguirmi su <strong><a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/">Instagram</a></strong>, dove condivido altri articoli e spunti sulla vita con i cani in città.</p>



<p>E presto arriverà anche il podcast dedicato proprio a questo tema, ma nel frattempo ti lascio il link del mio libro <strong><em><a href="https://www.amazon.it/cane-città-Alessandra-Piccolo/dp/8850259166/ref=sr_1_2?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&amp;crid=33Y5MT5AJMSFK&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.QUTRezcL2WeWLP0b1lAVqg6l-JQ5f5gelHcOLk0ulwyqqCuN_VDnMjxnDDnlhXSiu8uB3ULDdngEAuoB2zEIdZPvm5TfRGLvIFShY0znm46pQEMTSlJBWnaO4QW0FkEIweAzVHG6b8H2F0GnO76Q1xNPSykmIgwOSa7HK-qCWQvwuAlezxoQ9vVD-_kD8Ya7u-0gD8zdFdrux2UESvdBFez98Eztr_f3b37pXIDJeYyh42Cg_ECAUK3w_vcpvUF7Kzn3qJU2CSNXNKXScFKHwCo5jO_mt2681UAyjwUvccU.Rea6UHLIpzwhC4aT4M--5WjXjJd2JL8VEmS2mirZdss&amp;dib_tag=se&amp;keywords=alessandra+piccolo&amp;qid=1773060534&amp;sprefix=alessandra+piccolo%2Caps%2C261&amp;sr=8-2">“Il cane in città”, Ed. Tea.</a></em></strong></p>



<p>Immagine creata con Canva.</p>
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		<title>Per vivere con un cane</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2025/11/13/vivere-con-un-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 17:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziare con il piede giusto]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[cani in città]]></category>
		<category><![CDATA[educazione cane]]></category>
		<category><![CDATA[il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[istruttore cinofilo]]></category>
		<category><![CDATA[vivere con un cane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;amore non basta, serve coerenza, perché prendere un cane significa… fare i conti con la realtà. Non solo cuccioli che&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;amore non basta, serve coerenza, perché prendere un cane significa… fare i conti con la realtà.</h3>



<p>Non solo cuccioli che dormono sul divano e passeggiate al tramonto — ma anche peli ovunque, scarpe rosicchiate, orari sballati e qualche compromesso quotidiano.<br>Perché sì, <strong>vivere con un cane è un atto d’amore</strong>, ma prima ancora è una questione di <strong>coerenza</strong>.</p>



<p>Prima di portarlo a casa chiediti: <em>“Sono davvero disposto a cambiare qualcosa della mia vita?”</em><br>Perché cambierà tutto: la casa, le abitudini, le vacanze, persino la tua pazienza. Come in una convivenza (o un matrimonio), la parola chiave è <strong>adattamento reciproco</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>La coerenza prima di tutto</strong></h4>



<p>Avere un cane non è solo “voler bene agli animali”, ma <strong>scegliere consapevolmente</strong> un compagno con cui condividere tempo, spazio e quotidianità.<br>E per farlo servono coerenza e onestà: con se stessi prima di tutto.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="1024" height="681" src="//i0.wp.com/ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2019/12/tamara-bellis-VLKvzQQiR3o-unsplash-1024x681.jpg" alt="" class="wp-image-507" srcset="https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2019/12/tamara-bellis-VLKvzQQiR3o-unsplash-1024x681.jpg 1024w, https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2019/12/tamara-bellis-VLKvzQQiR3o-unsplash-300x199.jpg 300w, https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2019/12/tamara-bellis-VLKvzQQiR3o-unsplash-768x511.jpg 768w, https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2019/12/tamara-bellis-VLKvzQQiR3o-unsplash-1600x1064.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em><a href="https://unsplash.com/s/photos/tamara-bellis-">Photo by Tamara Bellis, Unsplash</a></em></figcaption></figure>



<p><strong>Ecco qualche esempio semplice ma illuminante :</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ami le camminate in montagna? Ti serve un cane atletico, che regga il ritmo. Magari evita i cani da caccia se non vuoi passare metà giornata a inseguirlo nei boschi.</li>



<li>Vivi in città e passi ore in ufficio? Meglio un cane tranquillo e gestibile, ma non dimenticare: anche i piccoli hanno bisogno di movimento e stimoli veri, non solo coccole e cuscini.</li>



<li>Sei più da divano che da maratona? Forse un cucciolo iperattivo non è la scelta ideale. Ma un cane adulto o anziano, da adottare con amore, potrebbe essere la compagnia perfetta.</li>



<li>Ami la socialità? Scegli razze o meticci con buon carattere e predisposti al contatto con altri cani e persone.</li>



<li>Vivi per il mare? Ci sono cani che adorano l’acqua e ti seguiranno felici tra onde e sabbia.&nbsp;</li>



<li>È il tuo primo cane e non hai esperienza? Inizia facile: un cucciolo equilibrato o un adulto socievole, non infilarti in caso complicato solo perché “fa tenerezza”, anche se c&#8217;è <em>l&#8217;amore</em> potresti non avere tutti gli strumenti necessari per aiutarlo.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il problema non è &#8220;vivere con un cane&#8221;: sono le aspettative</strong></h3>



<p>Molti si chiedono:</p>



<p><em>“Perché quando usciamo l’unico che si diverte è lui?”<br>“Ma il bello di avere un cane dov’è?”</em></p>



<p>La verità?<br>Perché spesso facciamo cose “da umani”, non <em>da cani</em>.<br>Se sei uscito con il cane,&nbsp; <em>fai almeno una cosa da cane!</em><br>Una corsa al parco, una sessione di annusate libere, un incontro con altri cani, una passeggiata lenta senza fretta né telefono.</p>



<p>Poi potrai anche prendere quel caffè o fare la spesa, ma <strong>prima viene lui</strong>.<br>È questo il compromesso, il bello dell’avere un cane è proprio lì: <em>nella condivisione autentica</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Non sceglierlo per moda, colore o forma del muso</strong></h3>



<p>Un cane non è un accessorio da Instagram.<br>Non sceglierlo per il colore, la taglia o perché “l’ha preso il vicino”.<br>Ogni cane è un individuo con esigenze reali, e ogni razza ha le sue sfide.<br>Sii onesto: <strong>fermati un attimo a riflettere </strong>quando qualcuno ti dice che “forse” non è il cane adatto o non è il momento giusto (ti confido una cosa: come non è piacevole ricevere un rifiuto, non è facile neanche darlo in queste situazioni).<br>A volte, la decisione più amorevole è proprio quella di aspettare.</p>



<p>Se si è fatta la scelta giusta tutto è bello e semplice!&nbsp;Perché con un cane ben educato puoi andare ovunque, e trovare un’attività che piace ad entrambi rafforzerà il rapporto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando per vivere con un cane l’amore non basta (ma ci sono i compromessi)</strong></h3>



<p>Se ormai il cane è già a casa e ti senti un po’ sopraffatto… niente panico.<br>Con amore, impegno e qualche compromesso, si può sistemare tutto,&nbsp; specialmente dopo aver <strong>chiamato un professionista</strong> — educatore o veterinario — che ti aiuti a rimettere equilibrio nella relazione.</p>



<p>Perché vivere con un cane non deve essere una fatica.<br>Deve essere una scelta consapevole, fatta di rispetto reciproco e coerenza.</p>



<p><strong>E tu? Ti siete mai trovato a dover scendere a compromessi con il tuo cane?</strong><br><strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">[Scrivimi]</a></strong>: a tua storia potrebbe finire nel prossimo episodio del podcast .</p>



<p class="has-text-align-right"><br><em>Sempre sincera, mai addestrata. La Tua Cinofila Bastarda.</em></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-left">Foto di copertina di <strong><a href="https://manusardi.it">Federico Manusardi.</a></strong><br></p>
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		<title>Sopravvivere nell’Area Cani</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2025/11/13/area-cani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 09:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con un cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[educazione cane]]></category>
		<category><![CDATA[gestione del cane]]></category>
		<category><![CDATA[manuale di sopravvivenza]]></category>
		<category><![CDATA[proprietario di cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[suggerimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hai un cane? Vivi in città? Questo è il tuo manuale dell&#8217;area cani! Ho un rapporto di amore e odio&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Hai un cane? Vivi in città? Questo è il tuo manuale dell&#8217;area cani!</strong></h3>



<p>Ho un rapporto di amore e odio con l&#8217;area cani.<br>La amo perché, diciamolo, in città è indispensabile: permette al cane di correre, socializzare e (se siete fortunati) persino divertirsi.<br>La odio perché spesso si trasforma in teatri dell’assurdo urbano, dove l’umanità mette in scena il meglio — e il peggio — del proprio repertorio.</p>



<p>Se vivete a Milano, sapete di cosa parlo: all’ora X, di solito tra le 17.30 e le 19, scatta l’<strong>“Happy Hour del Cane”</strong>.<br>Tradotto: il cane viene sganciato come una mina vagante mentre il bipede si perde in chiacchiere infinite, rigorosamente ignorando cosa stia succedendo intorno.<br>Ma stanno giocando? Qualcuno litiga? Chi mangia le feci? Mistero. L’importante è che <em>Fuffy</em> “si sfoghi”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Prima di entrare: osserva (e respira)</strong></h3>



<p>Prima regola di sopravvivenza: <strong>non buttarti dentro a occhi chiusi</strong>.<br>Guarda i cani che ci sono. Sono tranquilli o sembrano un branco di ultras al derby?<br>Ci sono proprietari attenti o zombie con lo smartphone?<br>Meglio aspettare cinque minuti fuori che dover correre al pronto soccorso veterinario dopo.</p>



<p>Se potete, scegliete <strong>le aree cani meno affollate</strong>, o quelle dove conoscete già gli altri frequentatori.<br>E se trovate un gruppo equilibrato, tenetevelo stretto: è più raro di un parcheggio gratuito in centro. Ma non occupate l’area cani per troppo tempo, date l’opportunità anche agli altri entrare!</p>



<p>L’area cani racconta molto già prima di entrarci. Se vedi troppa tensione, code dritte come antenne e umani assenti, magari è il caso di fare due passi altrove e tornare dopo.<br>L’area cani non è né il paradiso sociale dei quattrozampe, né il luogo maledetto dove tutto va storto — ma di sicuro è un <em>ecosistema complesso</em>, popolato da dinamiche canine… e umane. Vediamole insieme, con un po’ di ironia e parecchio buon senso&#8230;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il mito del “gioco libero”</strong></h3>



<p>Molti credono che “area cani” significhi: <em>“lascia il cane e spera vada bene”.</em><br>No, non è Disneyland per cani.<br>Il gioco libero funziona solo se i partecipanti (umani e cani) sanno comunicare e rispettare gli spazi.<br>Se il tuo cane è timido o insicuro, non serve è utili buttarlo in spazi affollati: è come buttare un introverso in una festa universitaria e dire “divertiti!”.</p>



<p>La socialità non si impone, si costruisce.<br>E a volte la cosa più educativa che puoi fare è dire “oggi no, grazie”, aspettare momenti migliori e farvi una bella passeggiata tranquilla.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Regole non scritte (ma fondamentali)</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Togli guinzaglio solo se puoi controllare il cane anche senza.</strong><br>Non perché sei un drill sergeant, ma perché la libertà è una responsabilità reciproca.</li>



<li><strong>Non intervenire sugli altri cani.</strong><br>Mai. A meno che non ci sia un’emergenza vera. Nessuno ama l’“istruttore improvvisato” che commenta tutto dal recinto.</li>



<li><strong>Parla col tuo cane.</strong><br>Non serve urlare, serve esserci. Il tuo cane deve sapere che ci sei, che lo stai guardando e sei pronto a giocare con lui, non perderti al telefono o in chiacchiere.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando le cose si scaldano (e succede)</strong></h3>



<p>Risse, ringhi, scatti improvvisi: sì, può capitare.<br>Il trucco non è “chi ha ragione”, ma <em>come reagisci</em>.<br>Anticipa, chiama il tuo cane, allontanati, respira. Poi valuta.<br>Non serve litigare con l’altro umano: tanto nessuno ammetterà mai che il suo cane ha sbagliato.</p>



<p>Se vedi segnali di disagio ricorrenti, cambia orario o area.<br>L’obiettivo non è “resistere”, ma <em>scegliere contesti sani</em> per entrambi.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Bonus: l’area cani come specchio</strong></h4>



<p>Sai qual è la parte più interessante?<br>Che l’area cani riflette te.<br>La tua calma, la tua ansia, il tuo modo di gestire le interazioni.<br>È uno specchio, impari tanto su come vivi la relazione con il tuo cane… e pure con gli altri esseri umani</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Decalogo Area Cani:</strong></h2>



<p>(<em>liberamente ispirato alle regole ufficiali del Comune, ma con un tocco di realtà</em>)</p>



<p><strong>1) Raccogli le feci. Sempre.</strong><br>Sì, anche se “la fa sull&#8217;erba”, non è concime. E no, il sacchetto non va lasciato lì “perché è biodegradabile o perché tanto qualcuno lo prende”. Spoiler: nessuno lo prende.</p>



<p><strong>2) Entra solo con cani microchippati e identificabili.</strong><br>Serve a te, al tuo cane e al povero cristiano che lo troverà se scappa. Il chip e la medaglietta identificativa, non sono un complotto, ma buon senso.</p>



<p><strong>3) Porta solo cani vaccinati e trattati contro parassiti.</strong><br>Non è snobismo, è igiene. Pulci, zecche e giardia non sono infestazioni da collezionare.</p>



<p><strong>4) Non introdurre femmine in calore.<br></strong>Sì, lo so, “tanto non succede niente”. Certo, come no. Due mesi dopo, cucciolata indesiderata e dramma annunciato. Questo non significa che <em>le femmine in calore restano a casa,</em> ma evitiamo lasciarle libere nei parchi.</p>



<p><strong>5) Evita di introdurre cani aggressivi.<br></strong>Se l’area è affollata, passa oltre. Se l’area è vuota entra pure e goditi il momento, se arriva qualcuno chiedi ancora 5 minuti e poi esci a passeggiare. Questo vale per tutti, non è un test di coraggio, è rispetto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>6) Non portare cani malati o convalescenti in area cani.</strong></h3>



<p>Davvero vuoi farli stressare (e rischiare)? Le coccole e le passeggiate tranquille bastano.</p>



<p><strong>7) Entra e esci col guinzaglio.</strong><br>E chiudi il cancello, per l’amor del cielo. Non hai la coda, quindi non serve lasciarlo aperto.</p>



<p><strong>8) Tieni sempre sotto controllo il cane.</strong><br>Non serve il GPS, serve attenzione. Se vuoi farti una telefonata di mezz’ora, fallo dopo. Non è l’asilo nido del tuo cane.</p>



<p><strong>9) I bambini non sono cani. E i cani non sono babysitter.</strong><br>Sembra ovvio, ma a quanto pare non lo è. Se tuo figlio entra, tu entri con lui. Non puoi delegare la vigilanza al cane del vicino.</p>



<p><strong>10) Niente abbaio prolungato (soprattutto alle 7 del mattino).</strong><br>Le aree cani esistono <em>finché non disturbano</em>. Se rovini il sonno dei vicini, la prossima lamentela sarà per te.</p>



<p><strong>Conclusione</strong></p>



<p>Le aree cani non sono il male. In alcuni casi sono l&#8217;espressione di come viviamo la relazione con i nostri cani — e con gli altri umani.<br>Possono essere un piccolo inferno urbano o un’ottima palestra di convivenza. Dipende da noi.</p>



<p>Se vuoi imparare a viverle <strong>senza stress (e senza esaurirti)</strong>, nel mio libro dedico un intero capitolo a questo tema — con casi reali, errori classici e risate garantite.&nbsp;</p>



<p><strong><a href="https://www.tealibri.it/libri/alessandra-piccolo-il-cane-in-citta-9788850259168">[il mio Libro]</a></strong></p>



<p><strong>Qual è stata la tua esperienza nell’area cani del quartiere?</strong><br>Raccontatemelo <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">[scrivimi]</a></strong>: potrei citarti nel prossimo episodio del [podcast].</p>



<p class="has-text-align-right"><em>Sempre sincera, mai addestrata. La Tua Cinofila Bastarda.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2025/11/13/area-cani/">Sopravvivere nell’Area Cani</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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		<title>“Il Cane in Città&#8221;, conosciamo l&#8217;autrice.</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2023/08/28/il-cane-in-citta-autrice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 10:35:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[professionisti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Potrei cominciare dicendoti che fin da piccola amavo gli animali, che ho riempito la casa dei miei genitori dei randagi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2023/08/28/il-cane-in-citta-autrice/">“Il Cane in Città&#8221;, conosciamo l&#8217;autrice.</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Potrei cominciare dicendoti che fin da piccola amavo gli animali, che ho riempito la casa dei miei genitori dei randagi che trovavo in giro, che la vita con loro era come quella nelle favole in cui animali e umani cantano e vivono in totale armonia. Purtroppo però la mia storia non è una favola, a cominciare dal fatto che sono completamente stonata e se dovessi cantare l&#8217;unica cosa che potrebbero fare gli animali sarebbe darsi alla fuga. </p>



<p>Come molti bambini, da piccola, chiedevo un cane e, immancabilmente, mi arrivava un pesce rosso, non puoi immaginare quanti ne ho ricevuti e quanti sono finiti miseramente dietro al mobile (ovviamente non per colpa mia! Non sapevo ancora che saltavano fuori dalla vasca, erano gli anni 80 si usavano le bocce rotonde senza coperchio). Con l’arrivo dell’adolescenza ho cominciato a chiedere il motorino oltre al cane, e ho ricevuto l’upgrade del pesce: la tartaruga. Quando ho iniziato l’università, sono uscita dalla casa genitoriale ed è arrivato il mio primo &#8220;cane in città&#8221;.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Tutto accadde una notte&#8230;</strong></h5>



<p>Non c’è stata ricerca, non c’è stata alcuna visita in allevamento. Una sera ricevo una telefonata:&lt;&lt; Ale ti piacciono i cani? &gt;&gt;, io candidamente rispondo &lt;&lt; Certo, a chi non piacciono. Perché? &gt;&gt;. E la comunicazione si interrompe, la sera dopo, dentro una scatola, arriva un batuffolo bianco e nero: Fiamma.</p>



<p>Dopo Fiamma, nella mia vita è entrata Venus, e dopo qualche mese sono andata ad iscrivermi alla Facoltà di Medicina Veterinaria per seguire l&#8217;indirizzo di Zootecnia. Ero affascinata dalla gestione degli animali, conoscere le patologie per evitarle, come seguire un allevamento, ecc, ecc. Tutte competenze utilissime nel momento in cui, prendendo atto che la mia vita milanese era predominante, ho pensato di veicolare le mie conoscenze nella cinofilia e specializzarmi sulla gestione, il comportamento e l’educazione del cane in città. Corsi, stage, qualifiche, tirocini, gavetta in pensioni e allevamenti, fino a stringere collaborazioni con centri cinofili, società di pet-care e importanti brand del settore pet.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Tecnicamente cosa faccio?&nbsp;</strong></h3>



<p>Non insegno solamente a far stare seduto un cane, l’amato quadrupede lo sa fare benissimo da solo senza che voi gli urliate addosso con il dito indice alzato.&nbsp;Io <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/educatore-cinofilo-life-coach/">&#8211; Educo &#8211;</a></strong> i proprietari di cani in città: “Li guido e conduco a un conveniente livello di maturità sul piano gestionale dell’animale d’affezione. Sviluppo e affino le capacità dei proprietari con l&#8217;insegnamento e l’esercizio&#8221;. Utilizzo le mie competenze per educare i bipedi a gestire i loro amati quadrupedi, insegno loro le esigenze del cane che hanno davanti, come interagire con lui ed insieme costruiamo un linguaggio per rendere possibile la comunicazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Perché il libro “Il cane in città”?</strong></h3>



<p>Prima c’è stato un abbozzo di blog perché volevo, e ancor oggi voglio, dare un <em>reale &#8211; interessante &#8211; assennato &#8211; scientifico</em> <em>punto di vista</em> sulla gestione del cane, consigli utili e leggende metropolitane del cane in città. Poi è arrivata la proposta del libro e ora eccomi qui a presentarvi il mio “Primus Liber”.</p>



<p>I capitoli vanno via veloci e scorrevoli, gli argomenti sono legati alla gestione del cane in città, la sua educazione, le problematiche più comuni che si incontrano, consigli su come uscire da alcune difficoltà e suggerimenti su come evitare di entrarci. Troverai tra le pagine vignette divertenti per sdrammatizzare certi argomenti e aneddoti per imparare dagli errori altrui.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2023/08/Screenshot_2023-08-23-12-12-45-25_1c337646f29875672b5a61192b9010f9-1024x1020.jpg" alt="" class="wp-image-4931" width="440" height="438" srcset="https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2023/08/Screenshot_2023-08-23-12-12-45-25_1c337646f29875672b5a61192b9010f9-1024x1020.jpg 1024w, https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2023/08/Screenshot_2023-08-23-12-12-45-25_1c337646f29875672b5a61192b9010f9-300x300.jpg 300w, https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2023/08/Screenshot_2023-08-23-12-12-45-25_1c337646f29875672b5a61192b9010f9-150x150.jpg 150w, https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2023/08/Screenshot_2023-08-23-12-12-45-25_1c337646f29875672b5a61192b9010f9-768x765.jpg 768w, https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2023/08/Screenshot_2023-08-23-12-12-45-25_1c337646f29875672b5a61192b9010f9.jpg 1076w" sizes="(max-width: 440px) 100vw, 440px" /></figure>



<p><strong><a href="https://www.instagram.com/virginia_salucci_ggd/?hl=it">(Copertina e disegni di Virginia Salucci)</a></strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Com’è stato scrivere questo libro?</strong></h3>



<p>Una giostra di emozioni. L’elenco degli argomenti è stata la parte più semplice che mi ha dettato i tempi di lavoro. Ci sono stati dei momenti in cui ero concentrata e galvanizzata e le parole scorrevano via veloci, altre volte invece avevo l’argomento in testa ma non riuscivo ad esprimerlo senza perdermi in tecnicismi. Tra pagine di questo libro non troverai schemi ed elenchi puntati che ti dicono i passaggi di come fare le cose, ma ti farò ragionare. Scoprirai&nbsp; quanto sia bello imparare ponendoti prima di tutto le domande giuste per riconoscere il contesto e saper realmente cosa bisogna fare. </p>



<p>Un esempio: sei in coda alla cassa di un negozio, se il cane è tranquillo accanto a te quanto è necessario obbligarlo a sedersi? Oppure, nel negozio c’è confusione, a parte a casa con il biscottino prima di dargli da mangiare, non gli chiedi mai di sedersi, pensi che in una situazione caotica fuori dalla sua routine e con la voce nervosa possa mai mettersi seduto tranquillo mentre ti sbrighi a pagare? Nelle pagine di questo libro ti indicherò, ti suggerirò, quali siano le priorità e i momenti adatti per ogni cosa.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché proprio il cane in città e non il cane in montagna?</strong></h2>



<p>Vivo a milano, le persone mi chiedono aiuto per gestire il cane in città, a casa loro, dove vivono la maggior parte del tempo. Ovviamente insegno anche come gestire il cane negli spazio aperti, non solamente nel recinto 6&#215;6 del loro quartiere. Nel marketing si dice “attirare un target specifico” e con il cane in città io mi apro a tutti coloro che vogliono vivere con il proprio cane la quotidianità a 360°… e un po’ di città c’è sempre!</p>



<p>Faccio quello che faccio e dico quello dico perché amo la materia, stimo e rispetto così tanto gli animali che aiuto loro, e i bipedi che hanno accanto, con la consapevolezza che sono prima di tutto degli animali che vivono fuori dal loro habitat naturale. Insegno al comune proprietario a conoscere il suo cane per quello che è, gli insegno a leggerlo, a capire i suoi segnali e le sue esigenze, per trovare così il compromesso migliore per la convivenza. Quando educhi il tuo cane non lo stai comandando, gli stai mostrando come comportarsi. Non imparare dei comandi ma cerca leparole chiave che ti aiuteranno a comunicare con lui, un piccolo vocabolario per esprimere innumerevoli concetti e poter guidare il tuo cane in città.&nbsp;</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>“Les jeux sont terminés, la magie dévoilée !”</strong></h5>



<p>I giochi sono fatti, magia svelata! Non sono un’influencer del settore pet, non sono una blogger o per meglio dire… mi piacerebbe esserlo ma con un taglio formativo interessante, non parlerò mai di animali per dirti i posti più fashion della città dove andare insieme, perché portare un cane nella borsetta o al guinzaglio ad un evento mondano può non essere necessario. Vorrei portarti nel mio mondo e fartelo conoscere, darti un nuovo punto di vista, farti divertire, ma farti anche spaventare per poterti insegnare ad essere autonomo e consapevole in materia “cane in città”.&nbsp;</p>



<p>Vorrei essere una guida prima di tutto.</p>



<p><strong>“Il cane in città”, <a href="https://bit.ly/IlCaneInCittà">mi puoi trovare qui!</a></strong></p>



<p>Casa editrice <a href="https://www.tealibri.it">Tea</a>, Gruppo editoriale Mauri Spagnol.</p>
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		<title>&#8220;Il cane in città si può innamorare?&#8221;</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2020/02/14/cane-in-citta-innamorato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2020 08:13:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Buon San Valentino! Anche nei cani l&#8217;Amore è tutta una questione di chimica… Come la freccia di Cupido, l’Ossitocina “l’ormone&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2020/02/14/cane-in-citta-innamorato/">&#8220;Il cane in città si può innamorare?&#8221;</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Buon San Valentino!</h3>



<p>Anche nei cani l&#8217;Amore è tutta una questione di chimica… Come la freccia di Cupido, l’Ossitocina “l’ormone dell’amore”, colpisce i nostri cani e li fa innamorare.<strong><em> Il cane in città si può innamorare!</em></strong></p>



<p>L’ossitocina prodotta dall’ipotalamo stimola l’interazione sociale. Ma nei cani l’amore è un sentimento legato ad emozioni semplici, da non confondere con l’innamoramento romantico e complesso che c’è fra noi esseri umani. Il cane in città si può innamorare dei sui proprietari? Sì&#8230; L’amore del cane per i compagni bipedi o per gli altri animali presenti nel branco è una spontanea e limpida dimostrazione di amicizia e fedeltà, che si conquista e si rinforza durante la vita quotidiana. </p>



<p class="has-tertiary-background-color has-background">Nei <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi/">Percorsi di Educazione</a></strong> i comandi che imparate e gli esercizi che vi vengono consigliati sono strumenti che servono per esprimervi chiaramente con il vostro cane, per rafforzare l&#8217;unione ed avere un rapporto unico e speciale.</p>



<h4 class="wp-block-heading">La gestualità affettiva&#8230;</h4>



<p>Più il cane passerà tempo con voi, maggiore sarà l’unione. Condividere gli spazi, fare attività insieme, procedere nella quotidianità senza troppi attriti &#8230; sono le fondamenta di un rapporto basato sull&#8217;amore. Stiamo descrivendo un amore mosso dall’affetto e dalla fiducia che lui svilupperà nei vostri confronti, la fedeltà dell’esserci sempre, condividere esperienze e risorse qualsiasi esse siano. </p>



<p>I gesti d&#8217;affetto dei cani li vediamo mentre scodinzolano quando gli diamo attenzioni, il saltare gioioso durante un&#8217;attività, passeggiare senza perderci d&#8217;occhio, invitarci a giocare, dormire a stretto contatto condividendo momenti di tranquillità.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Infatti cosa significa Innamorarsi?</strong> </h3>



<p>…provare un sentimento d&#8217;affetto incondizionato e un desiderio di vicinanza l’uno all’altro. Questo vale anche per i nostri amici a 4zampe!</p>



<figure class="wp-block-image size-medium is-resized"><img decoding="async" src="//i0.wp.com/ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_20200209_192841-300x297.jpg" alt="" class="wp-image-633" width="281" height="286"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il cane in città si può innamorare e provare attrazione fisica.</h2>



<p>Contrariamente a quello che succede a noi, un cane quando si innamora non ha il desiderio di un’unione fisica legata al piacere. La riproduzione nei cani, come nei gatti, viene “attivata” da ben altri fattori.</p>



<p class="has-tertiary-background-color has-background">Prima di tutto sfatiamo la diceria che i MASCHI vanno in calore … è una leggenda metropolitana!</p>



<p>Tutto nasce da un errato uso del termine “calore”… i maschi NON vanno calore, MA sentono quello delle femmine. In termini tecnici <strong>sentono “l’Amore  che c&#8217;è nell’aria”</strong>, percepiscono L’Estro delle femmine in zona (hanno un attimo fiuto e coprono lunghe distanze), di conseguenza gli atteggiamenti sociali cambiano, perché si attiva l’atavico istinto riproduttivo che li spinge a portar avanti la specie.&nbsp;</p>



<p>Nel cane femmina il periodo del calore corrisponde al momento in cui è matura sessualmente, ed è pronta per essere fecondata ed affrontare una gravidanza. L’arrivo di questa maturità varia a seconda della taglia del cane:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Nella taglia piccola si ha tra i 6 e i 12 mesi.&nbsp;</li>



<li>Nelle taglie medie si ha tra i 7 e i 13 mesi.&nbsp;</li>



<li>Nei cani di grossa taglia si ha tra i 16 e i 24 mesi</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading">Il calore è un evento stagionale,</h4>



<p>si ha due volte all’anno, la maggior parte delle femmine ci va a fine estate/autunno e in primavera. Il periodo del calore dura circa 3 settimane, nelle quali la cagnolina è sessualmente attiva, ma “accetta il maschio” solo in alcuni giorni specifici, non per tutto il periodo&#8230; RICORDATEL0!!!</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Il periodo del calore -nelle femmine- si divide in 4 fasi:</strong>&nbsp;</h4>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong><em>Proestro</em></strong> : Le parti intime si gonfiano e iniziano a sanguinare. La cagnolina è irrequieta, vorrà uscire più spesso per far la pipì, potrà avere mal di pancia e feci non sempre belle. Ma non è fertile in quesi giorni, anzi non apprezzerà le avance dei maschi e li potrebbe allontanare con aggressività. &#8211; <strong>Consigli UTILI…</strong> Saranno giorni di iper sensibilità per la vostra cagnolina perciò evitate anche in questo periodo di portarla a giocare con gli altri cani perché i maschi le staranno addosso e si potrebbe stressare, per poi associare negativamente le dinamiche di socializzazione e non voler più andare in area cani.-</li>



<li><em><strong>Estro</strong></em> : È il momento del calore vero e proprio, sono quei 2/3 giorni in cui la femmina è pronta per accoppiarsi e rimanere incinta, si hanno nella seconda settimana. Ha un comportamento molto accondiscendente con il maschio, lo chiama e lo cerca. Pigolerà spesso, chiederà di uscire anche senza un reale bisogno fisiologico, ma solo per “trovare” il maschio giusto per lei. Questo è l&#8217;unico caso in cui &#8220;Il cane in città si può innamorare, provare attrazione fisica ed essere ricambiato!&#8221; &#8211;<strong>Consigli UTILI…</strong> state molto attenti se volete evitare una gravidanza! Non lasciate la cagnolina libera al parco perché vi scapperà, o all’interno di un’area insieme ad altri maschi perché non dirà di no alle avance. Nel caso avvenga il “fattaccio” rivolgetevi subito al Vet, se invece il “fertile accoppiamento” dovesse avvenire lontano dalla vostra custodia dopo 60 gg aspettatevi una bella cucciolata.-</li>



<li><strong><em>Diestro</em></strong> : Sono i giorni successivi al periodo dell’accettazione, la terza settimana, e la cagnolina tornerà ad assumere un comportamento normale, si sgonfieranno gradualmente le parti intime e finiranno le perdite. Se invece è avvenuto l’accoppiamento, questo è il periodo della gravidanza che durerà 2 mesi. &#8211; <strong>Consigli Utili… </strong>non lasciare ancora la cagnolina con gli altri cani perché i maschi continueranno a starle addosso in maniera molesta.-</li>



<li><em><strong>Anestro</strong></em> : significa &#8220;assenza di estro&#8221;, sono i mesi successivi al calore, quando si ha inattività sessuale.</li>
</ol>



<p class="has-quinary-background-color has-background">In assenza di femmine in calore &#8220;il cane in città si può innamorare&#8221; e vivere nuovamente il sentimento con semplicità, giocando e socializzando spensierato con i suoi simili.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Altri Consigli Utili… </strong></h4>



<p>Si suggerisce caldamente di non portare le cagnoline in calore nei luoghi frequentati da altri cani non solo per evitare “gli accoppiamenti” , ma anche per questioni di ordine sociale. Viene chiesto di non portare una femmina in calore all’interno di un’Area Cani, anche se dentro non c’è nessuno, perchè le sue minzioni lasceranno dei segnali forti e i maschi che entreranno dopo di lei le sentiranno, le leccheranno e si “ecciteranno”.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Tutta questa eccitazione dei cani maschi porterà diverse difficoltà:&nbsp;</strong></h4>



<ul class="wp-block-list">
<li>probabili litigi.&nbsp;</li>



<li>le femmine sterilizzate verranno montate con frequenza.&nbsp;</li>



<li>durate le passeggiate tireranno di più per annusare e per fare tante pipì di territorio.</li>



<li>da liberi possono scappare per seguire la scia di una femmina in calore passata nel parco.</li>



<li>quando il cane trova i segni lasciati da una cagnolina in calore, si soffermerà molto in un solo punto ad annusare , gli tremerà la bocca e sbaverà, per poi fare la pipì più volte in quel posto.</li>



<li>State attenti! Leccare la pipì delle femmine in calore può provocare dissenteria.</li>



<li>Il discorso vale anche se si portano le cagnoline in calore nei negozi o nei locali, i cani che arriveranno in seguito potranno essere più predisposti a fare pipì sugli scaffali e a essere agitati per cercare la femmina in calore.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Saranno settimane di difficile gestione&#8230;</h3>



<p>&#8230;i padroni delle femmine dovranno cambiare le abitudini di uscita, passeggiate più frequenti, percorsi nuovi e magari evitare luoghi affollati, ma finito il loro periodo del calore posso riprendere la solita routine. Sono i proprietari dei cani maschi che soffrono di più perché quando finisce il calore di una femmina poi inizia quello di un&#8217;altra e via così per mesi. Armatevi di santa pazienza e imparate a leggere i segnali che vi da il vostro cane.</p>



<p>Durante il periodo del calore sia la femmina che il maschio potranno avere dei momenti di inappetenza, state attenti a non dare sbagliate abitudini pur di farli mangiare… come ad esempio lasciare la ciotola a terra tutto il giorno con le crocchette dentro, dargli il cucinato per invogliarlo o proporgli il cibo in orari diversi dal solito… perché poi, finito il periodo del calore, vi ritroverete un cane viziato che deciderà lui/lei cosa mangiare e quando!</p>



<h3 class="wp-block-heading">Alcuni gesti d&#8217;Amore&#8230;</h3>



<p>Il cane innamorato, nel periodo del calore delle femmine, oltre a segnare spesso il territorio e annusare avidamente, potrebbe mostrare atteggiamenti di monta. In area cani potreste vederlo montare le femmine sterilizzate, questo è un modo per sfogare la sua eccitazione perché sente nell&#8217;aria o nelle pipì, i segnali delle cagnoline in calore. Viene descritta come <strong>Monta legata all’istinto sessuale</strong>, ma ne esistono di altri tipi: monta gerarchica e monta da stress.</p>



<p>In tutti e 3 i casi il cane<em> vuole trasmettere un segnale forte</em> a un suo simile o ad un essere umano. La <strong>monta gerarchica</strong> può avvenire tra cani maschi, o anche da parte di una femmina su un maschio o verso un’altra femmina. La vediamo spesso tra i giovani in crescita quando vogliono esprime nel branco la loro nuova posizione (dopo un po’ che giocano in area cani o quando un nuovo membro entra nel gruppo). Avviane anche in casa, quando provano a montare il padrone&#8230; questo perché non sono ben chiari alcuni elementi fondamentali di gestione.</p>



<p>Durante <strong>la monta da stress</strong> invece il cane manifesta il suo disagio sul cuscino della cuccia&nbsp; o del divano, sul pupazzo preferito o sulla gamba del padrone (o di un infelice ospite). Questa avviene quando il cane è frustrato, ed è un modo per segnalare il suo disagio… non esce abbastanza , le uscite non sono adeguate, vuole attirare la vostra attenzione… quando succedono questi episodi sgridare non porta a nessuna soluzione, ma fate passo indietro, chiedetevi cosa c’è che non va e consultate un <a href="https://ilcaneincitta.it/servizi/problemi-comportamentali-cane/">professionista del comportamento</a>. La monta da stress e quella gerarchica sono legate da un filo sottile.</p>



<h4 class="wp-block-heading">NON credete a chi vi dice&#8230;</h4>



<p>&#8230;che lavando il cane “l’odore del calore” va via… perché non è vero, non sono odori che vanno via con una passata di shampoo. Non siate neppure troppo fiscali nel calcolare il periodo del calore, dura circa tre settimane giorno più giorno meno, sono dati indicativi. Specialmente il primo calore può avere tempistiche diverse, a volte perdite abbondanti e per più settimane, con una giovane cagnolina molto agitata, situazioni che poi nei calori successivi possono ridimensionarsi.</p>



<p>Se le difficoltà di gestione sono eccessive, parlate con il vostro <strong>Vet di fiducia</strong> e informatevi sulla sterilizzazione, i suoi pro e contro. </p>



<p><strong><em>&gt;&gt; Vi consiglio l&#8217;Articolo di Approfondimento: &#8220;<a href="https://ilcaneincitta.it/2019/11/18/il-veterinario/">IL VETERINARIO… chi è e dove esercita?&#8221; </a></em></strong></p>



<p>Buon San Valentino!!! Continuate a seguirmi anche sulla&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/ilcaneincitta.it/">pagina Fb</a>&nbsp;e su&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta_instag/">Instagram</a>.&nbsp;<em>Il cane in città</em></p>



<p><br></p>
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		<title>Milano: Il nuovo Regolamento per il benessere animale</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2020/02/07/nuovo-regolamento-benessere-animale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2020 11:21:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaneincitta.it/?p=591</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questo nuovo Regolamento è stato definito “Uno strumento” per una rinnovata cultura del rispetto degli animali in città. Milano, 3&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Questo nuovo Regolamento è stato definito “Uno strumento” per una rinnovata cultura del rispetto degli animali in città.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Milano, 3 febbraio 2020. Con 26 voti favorevoli e 7 contrari, il Consiglio comunale ha approvato il nuovo Regolamento per il benessere e la tutela degli animali.</h3>



<p>L’assessore&nbsp; Roberta Guaineri ,con delega alle Politiche per la tutela e difesa degli animali, ha dichiarato : “Il nuovo Regolamento vuole avere un ruolo educativo e di formazione per una rinnovata cultura del rispetto degli animali in città. A tal fine, questo documento non solo stabilisce norme vincolanti ma promuove principi generali di buon comportamento nei confronti degli animali e per la loro gestione. Il testo finale è frutto di un lungo percorso condiviso e partecipato con veterinari, associazioni e Municipi, fino alla discussione in Consiglio, dove tante sono state le proposte presentate dai consiglieri di tutti i gruppi accolte dalla Giunta”.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Nel rispetto delle leggi vigenti, statali e regionali, il Regolamento introduce alcuni elementi innovativi. Tra questi:</h4>



<ul class="wp-block-list"><li>maggiore rigore nella detenzione e vendita di alcune specie animali esotiche a tutela dell’ambiente, perché specie invasive, e del loro benessere, perché specie che richiedono alta professionalità per la loro corretta gestione;</li><li>modalità di gestione e maggiore tutela delle colonie feline;</li><li>introduzione e promozione del “Patentino” per proprietari di cani appartenenti a un elenco di razze potenzialmente pericolose per educare i cittadini a un corretto rapporto tra l’uomo e gli altri animali;</li><li>salvaguardia dei nidi di rondoni in caso di interventi edilizi;</li><li>norme per la gestione dei crostacei vivi destinati all’alimentazione per minimizzarne la sofferenza, sia in fase di conservazione sia in fase di preparazione al consumo;</li><li>allineamento con le linee guida della Commissione CITES ministeriale per circhi e spettacoli itineranti e divieto di attendamento di circhi con al seguito esemplari di primati, cetacei, lupi, orsi, pinnipedi, rinoceronti, ippopotami, giraffe;</li><li>modifiche nelle modalità di attività di cessione e o affido di cani e gatti del parco-canile comunale al fine di facilitare la gestione della struttura e favorire l’adozione degli animali;</li><li>divieto di vendita di animali d’affezione nei mercati allestiti in modo temporaneo all’aperto o al chiuso, in luogo pubblico o privato;</li><li>limitazione nell’autorizzazione di attività pirotecniche tenendo conto degli effetti negativi che petardi e fuochi d’artificio possono provocare su animali domestici e selvatici;</li><li>requisiti minimi e modalità di gestione di acquari, terrari e voliere;</li><li>divieto di accattonaggio esibendo animali, a esclusione dei cani qualora venga accertato che si tratti di “compagni di vita” dei mendicanti che li detengono, ai quali devono comunque essere garantite condizioni di vita e tutela conformi al Regolamento;</li><li>modalità di accesso ai luoghi pubblici e ai luoghi aperti al pubblico per i cani e per gli altri animali d’affezione di piccola taglia.</li></ul>



<p><a href="https://www.comune.milano.it/-/consiglio-comunale.-approvato-il-nuovo-regolamento-per-il-benessere-e-la-tutela-degli-animali">&#8211; comune.milano.it &#8211;&nbsp;</a></p>



<p>&#8230; Che dire, è stato fatto un passo verso una direzione. Alcuni punti sono chiari, altri sicuramente bisogna approfondirli e renderli più specifici. Diamo tempo al tempo, e vediamo&#8230;</p>



<p>Se vogliamo una società, nel nostro caso una città, <em>&#8220;Pet Friendly&#8221;</em> è giusto dare dei limiti e in alcuni casi delle indicazioni. Dobbiamo <a href="https://ilcaneincitta.it/servizi/">&#8211; Essere Educati &#8211; </a>sia per i nostri animali domestici, sia per gli altri che troviamo per strada, negli allevamenti o in altre strutture. Abbiamo deciso di condividere gli spazi insieme a loro, dobbiamo imparare a gestirli e a rispettarli per la loro essenza animale, sia che vivano in casa con noi o semplicemente nella nostra città sugli alberi, nei prati o nei cortili. </p>



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