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	<title>Alessandra Piccolo, Autore presso Il cane in città</title>
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	<description>Alessandra Piccolo, Istruttrice Cinofila.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Apr 2026 05:32:00 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Perchè il cane lecca per terra? </title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/04/14/il-cane-lecca-per-terra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 05:31:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[salva il tuo cane]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con un cane in città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inizio questo articolo con una domanda: perché il cane lecca per terra? Perché è un cane. detto questo, devi imparare&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Inizio questo articolo con una domanda: perché il cane lecca per terra? Perché è un cane. detto questo, devi imparare a porre attenzione e quando riesci non farglielo fare!</p>



<p>L’anno scorso seguivo due cani nello stesso stabile, in zona Corso Magenta.<br>Due amiche, due appartamenti diversi, stesso contesto: una palazzina liberty curata nei minimi dettagli. Facciata impeccabile, marciapiede ampio, aiuole perfette e un giardino interno da cartolina.</p>



<p>Il merito? Del custode.<br>Il signor Mario. Preciso, attento… e decisamente protettivo.<br>Diciamo che per entrare lì, il “terzo grado” era incluso nel servizio.</p>



<p>Con il passare dei mesi, in diverse occasioni, i cani che seguivo iniziarono ad avere episodi di dissenteria. Essendo cani giovani, all’inizio si pensò a un virus. Poi a un’intolleranza alimentare. Ma più passava il tempo, più conoscevo le loro abitudini… e più qualcosa non mi tornava.</p>



<p>Il primo campanello d’allarme arrivò durante una settimana di ferie del custode.<br>Al suo rientro fui involontariamente spettatrice di un diverbio tra lui e il ragazzo che lo stava sostituendo. Il motivo?<br>“Il marciapiede è sporco. Puzza. Non è stato pulito bene.” Rimasi colpita da quanto fosse importante, per il signor Mario, la pulizia di quello spazio.</p>



<p>Nei giorni successivi riprese le sue mansioni a pieno ritmo.<br>E, quasi in contemporanea, uno dei cani tornò ad avere dissenteria.<br>L’altro no perché era in campagna. Un dettaglio&#8230;ma poi ne notai un altro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Partiamo dal presupposto che: il cane lecca per terra.</h3>



<p>Il custode, con una gentilezza solo apparente, cercava di imporre le sue regole anche a una ragazza che si occupava delle pulizie in un appartamento nel palazzo.<br>Nel pomeriggio lei faceva correre nel giardino il cane della signora per cui lavorava. E ovviamente il cane faceva i suoi bisogni lì.</p>



<p>Ma Mario non lo voleva.<br>Non voleva che i cani usassero il cortile condominiale.<br>Diceva che lo sporcavano, lo rovinavano, scavavano buche, rovinavano le aiuole.<br>Quel giardino, che lui curava con tanta dedizione, doveva restare perfetto.</p>



<p>Non era solo una mia impressione.<br>Un giorno me lo disse chiaramente: “Non pensare di portare qui i cani a fare i tuoi esercizi da circo. Insegnagli a fare i bisogni nella lettiera del gatto o lontano da qui.”</p>



<p>Non ebbi nemmeno il tempo di rispondere.<br>Arrivò un’inquilina e, come se nulla fosse, tornò a indossare la maschera del “custode gentile ed impeccabile”.</p>



<p>Qualche giorno dopo, anche il cagnolino che correva in giardino ebbe un paio di giorni difficili. Dissenteria. A quel punto le coincidenze iniziarono a sembrarmi… troppo precise. Credo che certe coincidenze siano segnali, piccoli avvisi che ti invitano a guardare meglio. Così ho iniziato a osservare, con più attenzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">E le mie osservazioni mi portarono dritte al signor Mario.</h3>



<p>In realtà dentro nello stanzino degli attrezzi, dove fui io a essere “beccata” a curiosare, con la scusa di dover sciacquare le zampe del cane prima di salire. Non fu per niente cortese e a quel punto lo affrontai.</p>



<p>Gli dissi apertamente che doveva smettere di mettere qualsiasi cosa stesse usando nell’acqua con cui puliva muri, marciapiede e cortile.<br>Avevo solo un’intuizione e ho rischiato. Si arrabbiò.<br>Succede spesso quando dico le cose in faccia, ormai me ne sono fatta una ragione.</p>



<p>Ne approfittai e portai su il cane. Quando scesi, pronta al secondo round mi trovai davanti un signor Malio diverso.</p>



<p>Dimesso. Stanco. Esausto.</p>



<p>Mi fermai ed iniziammo a parlare.</p>



<p>Il problema è che aveva trovato una soluzione sbagliata… a un problema reale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Questa non è una storia inventata.</h3>



<p>È successa davvero, a Milano, qualche anno fa proprio a me quando non ero ancora un’educatrice cinofila ma solo una proprietaria di cani in città. I nomi sono stati cambiati e alcuni dettagli smussati, ma il punto resta lo stesso.</p>



<p>Mario era un custode “vecchia maniera”.<br>Vedovo, viveva e lavorava in quella palazzina da sempre.<br>Amava il suo lavoro e lo prendeva sul serio, forse più di quanto gli venisse riconosciuto.</p>



<p>Ma a pochi anni dalla pensione si trovava a fare i conti con qualcosa che faticava a comprendere: i “nuovi” proprietari di cani. Cani trattati come bambini, ma spesso senza regole.<br>Intoccabili.<br>E, soprattutto, accompagnati da persone sempre più distratte, per non dire maleducate.</p>



<p>Il suo compito era mantenere alto il livello della palazzina, dentro e fuori.<br>Ma ogni giorno si scontrava con marciapiedi sporchi, bisogni non raccolti, aiuole rovinate, pipì lasciate ovunque senza nemmeno un gesto per pulire o diluire.</p>



<p>E no, non è solo una questione estetica.</p>



<p>Quando nessuno raccoglie, quando nessuno pulisce, quando tutto viene lasciato “tanto è normale”…<br>lo spazio condiviso smette di essere vivibile.</p>



<p>L’odore aumenta.<br>Il degrado si vede.<br>E la convivenza si incrina.</p>



<p>Era arrabbiato.<br>Frustrato.<br>Perché vedeva il suo lavoro, fatto con cura e dedizione, vanificato ogni giorno.</p>



<p>Questo però non giustifica quello che ha fatto. Far stare male dei cani non è una soluzione, ma solamente uno sfogo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ma fermarsi qui sarebbe troppo facile.</h3>



<p>Perché, se vogliamo essere onesti, una parte di quella rabbia aveva una base reale.</p>



<p>La libertà di avere un cane finisce nel momento in cui inizia quella degli altri.<br>E questo vale sempre.</p>



<p>Se il tuo cane sporca, tu pulisci.<br>Sempre.<br>Non “quando capita”, non “se ho voglia”, non “tanto è erba”.</p>



<p>Perché no, non è concime.<br>E quando fa caldo… si sente.</p>



<p>E c’è un altro aspetto che spesso viene sottovalutato:<br>più un ambiente è sporco, più aumenta il rischio che qualcuno cerchi di “risolvere” il problema nel modo sbagliato.</p>



<p>Con prodotti aggressivi.<br>Con sostanze chimiche.<br>Nei casi peggiori, con veri e propri veleni.</p>



<p>Ed è lì che il rischio smette di essere teorico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il cane lecca per terra&#8230; Basta una leccata, una sola.</h3>



<p>E il problema non è più il decoro.<br>È la salute del tuo cane.</p>



<p>Quindi sì: controlla cosa lecca il tuo cane.</p>



<p>Ma ancora prima…<br>chiediti che ambiente stai contribuendo a creare quando esci con lui.</p>



<p>Perché è tutto lì.</p>



<p>Che sia una macchia sul muro, una pozza, una ciotola fuori da un negozio, la pipì o il sedere di un altro cane, se puoi anticipalo e bloccalo.<br>Altrimenti preparati: qualcosa potrebbe succedere, soprattutto se ha lo stomaco delicato.</p>



<p>Il cane lecca per terra e ingerisce cose da terra per tanti motivi: curiosità, fame, sete.<br>A volte perché l’ambiente lo stressa e concentrarsi su qualcosa lo aiuta a distrarsi.<br>Altre volte per attirare l’attenzione di un proprietario troppo distratto o per rendere più interessante una passeggiata noiosa.</p>



<p>Le ciotole lasciate nei parchi o fuori dai negozi sono un bel gesto, soprattutto nelle giornate calde.<br>Ma se l’acqua non viene cambiata spesso e viene condivisa da più cani, può diventare un veicolo per batteri e malattie.<br>Senza contare il rischio peggiore: che qualcuno ci metta “qualcosa” dentro.</p>



<p>Anche leccare la pipì di un altro cane può provocare qualche disturbo, soprattutto in certi periodi o da pozze sporche e stagnanti nelle giornate calde.</p>



<p>E no, non puoi controllare tutto.<br>Non puoi impedirgli di esplorare.<br>Non puoi passare la passeggiata a sgridarlo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ma puoi fare una cosa fondamentale: essere consapevole.</h3>



<p>Sapere cosa osservare. Sapere cosa riferire al veterinario se qualcosa non va. Non lasciar sporco e chiedere di pulire a chi è &#8220;distratto&#8221;.</p>



<p>Perché una dissenteria non è sempre uguale.<br>Può essere alimentare, batterica, ambientale. E capire la differenza può fare la differenza.</p>



<p>Quando è successo a me, uno dei miei cani stava davvero male.<br>Il veterinario, conoscendomi, mi disse subito:<br>“Avrà leccato qualcosa da terra.”. Aveva ragione!</p>



<p>Ho collegato i segnali, abbiamo agito in fretta e si è risolta. Ero giovane, non ero ancora un&#8217;educatrice cinofila ma solo una proprietaria di cani in città!</p>



<p>&#8220;Perché il cane lecca per terra?&#8221;, chiesi spaventata alla veterinaria. La sua risposta fu semplice: perché è un cane. Perché, specialmente da giovane, è un animale curioso, è il suo modo per esplorare, per conoscere. Con il tempo è un comportamento che diminuisce, lo fa solo per le cose veramente interessanti, oppure se subentrano situazioni che lo stressano. L&#8217;importante è stare attenti!</p>



<p>Perché a volte basta una leccata.</p>



<p>E il problema non è più il marciapiede sporco o &#8220;troppo pulito&#8221;, è il tuo cane che non sta bene.</p>



<p><strong>Se questo articolo ti ha fatto venire anche solo un dubbio, la prossima volta che esci poni più attenzione.</strong></p>



<p>Salva il tuo cane anche dalle disattenzioni altrui e dalle cose che non vedi. Per non perderci di vista seguimi su <strong><a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/">Instagram</a></strong>… oppure sfoglia le pagine del mio libro <strong><em><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/il-mio-libro/">“Il cane in città”, Ed.Tea</a></em></strong>.</p>



<p>Immagine creata con <strong><em><a href="https://www.canva.com">Canva</a></em></strong>.</p>
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		<title>Non si dà il cibo da tavola al cane!</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/04/06/non-si-da-il-cibo-da-tavola-al-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 10:40:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziare con il piede giusto]]></category>
		<category><![CDATA[miti e leggende cinofili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quante volte hai sentito questa frase?Dal tuo veterinario, dall’educatore durante una lezione, da un video su YouTube… oppure dal classico&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quante volte hai sentito questa frase?<br>Dal tuo veterinario, dall’educatore durante una lezione, da un video su YouTube… oppure dal classico “tuttologo” al parco, in vena di elargire perle cinofile: «Non si dà il cibo da tavola al cane!»</p>



<p>Non è una leggenda cinofila.<br>È una delle frasi più dette e tramandate, ma nasconde molto più di quanto si pensi.</p>



<p>Quelle poche parole racchiudono un concetto più ampio che, ahimè, in pochi conoscono davvero. Ma cosa significa veramente?</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il cane non deve mangiare mentre mangi?</li>



<li>Non deve stare seduto a tavola?</li>



<li>È sconsigliato condividere pietanze, snack o dolci con lui?</li>
</ul>



<p>Potrebbero essere tutte vere. Oppure solo in parte.<br>La vera questione, però, sono le conseguenze di queste abitudini. Vediamole insieme&#8230;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il cane non deve mangiare mentre mangi</strong></h3>



<p>Questa indicazione viene spesso usata per spiegare, in modo molto sintetico, la famosa “gerarchia del branco”. In realtà, insegnare a non creare cattive abitudini è fondamentale.<br>Forse anche più importante che insegnare al cane a sedersi a comando in ascensore.</p>



<p>Come ho già spiegato, non è una questione di dominanza, ma di gestione e abitudini.<br><em>(Trovi l’articolo completo qui: <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/2026/03/09/devi-essere-il-capo-branco/">“Devi essere il capo branco!”</a></strong>)</em></p>



<p>Che tu abbia un cucciolo o un cane adulto, farlo mangiare nello stesso momento in cui mangi tu può portare a diversi comportamenti poco utili.</p>



<p>Per esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Un cane che mangia velocemente per poi concentrarsi su quello che c’è sul tavolo. Un’abitudine rischiosa: spesso ingoia senza masticare e può avere rigurgiti.</li>



<li>Un cucciolo che non mangia il suo pasto perché attirato dal tuo. In questo modo impara che il suo cibo è meno interessante… o addirittura inutile.</li>



<li>Un cane che, fuori casa, pretende di mangiare ogni volta che ti siedi. Che sia un aperitivo o un ristorante, per lui “tu mangi = si mangia”.</li>
</ul>



<p>I cani sono animali estremamente abitudinari.<br>Quando escono dalla routine, cercano riferimenti nelle situazioni che vivono. Così, dopo un pomeriggio al parco, se ti siedi al bar con amici, nella sua testa si attiva una specie di automatismo:<br>“È il momento di mangiare.”</p>



<p>E non si fermerà facilmente finché non otterrà qualcosa.</p>



<p>Risultato? Passerai l’aperitivo a condividere patatine e pizzette…<br>esattamente ciò che sarebbe meglio evitare.</p>



<p>Quindi: dire che il cane non dovrebbe mangiare mentre mangi tu significa:<br>«non si dà il cibo da tavola al cane»? Sì… ma non solo.</p>



<p>Ci sono altre sfumature che vale la pena capire.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il cane non deve stare seduto a tavola</strong></h3>



<p><strong><em>Avvertenza: </em></strong><em>in questo paragrafo potrei essere più schietta del solito.<br>Per il benessere del cane, però, è necessario.</em></p>



<p>Potrei fermarmi qui senza aggiungere altro, ma da quello che si vede in giro, anche questo concetto non è così chiaro. Quando vedo un cane seduto su una sedia, se di piccola taglia, o con il muso appoggiato al tavolo, se di taglia grande,<br>faccio fatica ad accettare certe giustificazioni.</p>



<p>Non si dà il cibo da tavola al cane, è una questione, e non si fa accomodare il cane a tavola, perché non ha senso.&nbsp;</p>



<p>È un cane, fa parte della famiglia, certo. Non è più visto come un animale da lavoro che deve “guadagnarsi” cibo e ruolo, va bene, ma resta comunque un cane.</p>



<p>Umanizzarlo fino a metterlo su una sedia e farlo mangiare dal tavolo è un’estremizzazione che non porta benefici. Poi, è chiaro: a casa propria ognuno è libero di creare le abitudini che vuole,<br><em>se non fanno male a nessuno.</em></p>



<p>Ma nel momento in cui entri in un ristorante o in un locale e chiedi una sedia per il cane…<br>la situazione diventa quantomeno bizzarra&nbsp;e gli esercenti avrebbero tutto il diritto di non assecondarti.</p>



<p>Il concetto di base nella gestione del cane è semplice: ognuno dovrebbe rimanere nel proprio ruolo. Il cane, anche se è un membro della famiglia, non dovrebbe diventare il contenitore di frustrazioni, sogni irrisolti o vuoti emotivi. Dovrebbe essere un compagno con cui condividere un pezzo di strada. Un incontro che, se gestito bene, può tirare fuori una versione migliore di se stessi: più attenzione, più empatia, più capacità di osservare il mondo da un’altra prospettiva.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Se non si dà il cibo da tavola al cane</strong>, <strong>il cane sulla sedia è necessario?</strong></h3>



<p>Non è un bambino. Non è un pupazzo. In un luogo pubblico, il cane dovrebbe essere in grado di stare accanto a te. Se il pavimento è freddo, non serve metterlo sulla sedia, puoi portare un telo e insegnargli a stare lì. Se nel locale c’è confusione non lo devi tenerlo in braccio, trova invece il posto migliore per entrambi.</p>



<p>Abituarlo a stare in braccio o con il muso sul tavolo mentre mangi non è una buona idea. Certo, il cane è felice, sta comodo, sa che probabilmente riceverà anche qualcosa di buono. È un animale opportunista: per genetica, non rifiuterà mai un vantaggio. Il problema arriva però dopo, quando ti troverai in una situazione in cui non potrai assecondarlo ed il cane non avrà gli strumenti per gestirla. Potrebbe abbaiare, agitarsi, salivare in modo eccessivo e in un contesto pubblico, anche chi ama i cani potrebbe non apprezzare.</p>



<p>Sono stata chiara… o solo troppo schietta?</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>È vivamente sconsigliato condividere pietanze, snack o dolci con lui</strong></h3>



<p>Condividere il cibo può sembrare un gesto d’affetto, un modo per includerlo, per “non farlo sentire escluso”.<br>Ma per il cane non è questo il significato: per lui è un apprendimento.</p>



<p>Ogni volta che riceve qualcosa mentre mangi, che sia dal tuo piatto durante il pranzo oppure uno snack mentre sei sul divano, impara che chiedere, fissare, avvicinarsi… porta a ottenere.<br>Impara che quel comportamento funziona!</p>



<p>Così, senza accorgertene, a volte per abitudine, altre per gestire una situazione scomoda, costruisci un cane sempre più insistente e sempre meno capace di tollerare l’attesa.</p>



<p>Un cane che, abituato ad averti sempre “disponibile”, quando non lo sei si agita, protesta, mette in atto quelli che spesso vengono chiamati “dispetti”.</p>



<p>E allora si cerca una soluzione veloce:<br>lo fai mangiare mentre mangi tu per cenare tranquillo,<br>oppure aggiungi qualcosa di “più buono” nella sua ciotola, anche se ha già mangiato, per tenerlo calmo.</p>



<p>Funziona, nell’immediato.<br>Ma nel tempo rafforza esattamente il comportamento che vorresti evitare.</p>



<p>E, soprattutto, rende sempre più difficile uscirne.</p>



<p>Ricordati che molti degli alimenti che consumiamo quotidianamente non sono adatti al cane e, con il tempo, possono creare problemi anche seri.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><br><strong>Non si dà il cibo da tavola al cane</strong></h3>



<p>Non è solo una regola, è una sintesi. Dentro questa frase ci sono abitudini, comunicazione, gestione e rispetto dei ruoli. Non si tratta di essere rigidi, si tratta solamente di essere chiari.</p>



<p>Un cane non ha bisogno di mangiare dal tuo piatto per sentirsi parte della tua vita o per capire quanto gli vuoi bene. Ha bisogno di qualcuno che si prenda cura di lui con coerenza e costanza,<br>che gli insegni come muoversi dentro questa giungla urbana chiamata città, che gli renda il mondo comprensibile attraverso regole semplici e attività appaganti.</p>



<p>Un cane agitato non è solo un cane “pieno di energie”, spesso è un cane che non sa come gestire ciò che ha dentro. Come una pentola a pressione, accumula fino a quando non trova una via di uscita e poi si sfoga come può: tirando al guinzaglio, distruggendo oggetti, rubando ciò che trova, abbaiando a ogni stimolo, sporcando in casa, non tollerando la solitudine e molto altro ancora</p>



<p>Forse lo chef ha reagito in modo eccessivo, fino a sentirsi male. Ma, in quella sala, qualcuno avrà sicuramente pensato: “Non si dà il cibo da tavola al cane” e qualcun altro, probabilmente, avrà detto: “Ma che carino!”, ma questa è un’altra storia.</p>



<p>Alla fine, <strong><em>“non dare il cibo da tavola”</em></strong> significa questo:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il cane non dovrebbe mangiare mentre mangi tu, anche se si tratta del suo cibo, se questo lo porta a non stare tranquillo.</li>



<li>Non dovrebbe ricevere ciò che mangi, che tu sia a tavola, su una panchina al parco o sdraiato in spiaggia;</li>



<li>Il cane ha i suoi momenti per mangiare, anche quando si tratta di snack.</li>



<li>Il suo pasto dovrebbe avvenire nello spazio dedicato a questo momento, in una ciotola appoggiata a terra, con accanto acqua fresca sempre a disposizione.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione&#8230;</strong></h3>



<p>Se ti sei riconosciut* in almeno una di queste situazioni, non sei l’unic*. Ma è proprio da qui che si può iniziare a cambiare qualcosa.</p>



<p>Se vuoi capire meglio come costruire abitudini sane con il tuo cane,<br>trovi altri articoli e approfondimenti sul blog o sul mio profilo Instagram. Se hai una situazione che non riesci a gestire,<br>puoi <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">contattarmi!</a><em><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">&nbsp;</a></em></strong></p>



<p>A volte basta poco per rimettere ordine!</p>



<p>Immagine creata con <strong><em><a href="https://www.canva.com">Canva</a></em></strong>.</p>
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		<title>Corpus Alienum</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/03/16/corpus-alienum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 08:38:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[salva il tuo cane]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con un cane in città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il termine latino corpus alienum si traduce letteralmente come “corpo estraneo” e viene utilizzato in ambito medico per indicare qualsiasi&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il termine latino <em>corpus alienum</em> si traduce letteralmente come <strong>“corpo estraneo”</strong> e viene utilizzato in ambito medico per indicare qualsiasi oggetto o sostanza che si trova all&#8217;interno di un organismo ma che non vi appartiene o vi è entrato in modo anomalo.</p>



<p>Nel mondo veterinario è il termine medico utilizzato per indicare che <strong>il cane ha ingerito un oggetto estraneo</strong> che ora si trova nello stomaco o nell’intestino. Questo accade molto spesso ai cuccioli, che amano giocare, mordere e, non di rado, <strong>mandare giù corde, palline, calze, fazzoletti, mutande, stracci e tutto ciò che trovano in giro di interessante</strong>.</p>



<p>Può essere difficile impedire che un cucciolo mangi qualcosa che non dovrebbe: sono geneticamente attratti da ciò che li circonda, esplorano il mondo con la bocca, assaggiano e ingeriscono di tutto. Questo comportamento <strong>dovrebbe diminuire con la crescita</strong>, quando il cane impara, se correttamente educato, a gestire le proprie emozioni e ha finito la fase di esplorazione in cui deve “assaggiare” tutto ciò che trova.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il problema però non è tanto la fase di crescita in sé&#8230;</h3>



<p>ma quanto <strong>prestare attenzione affinché il cane NON ingerisca oggetti estranei</strong>, perché non è affatto vero che ciò che manda giù poi esce sempre con le feci.</p>



<p>L’oggetto ingerito può infatti <strong>restare bloccato nello stomaco o nell’intestino</strong>. Solo nella migliore delle ipotesi viene espulso con le feci, ma questo dipende dal tipo e dalla dimensione dell’oggetto. Se è troppo grande e non riesce a passare attraverso l’apertura inferiore dello stomaco, può rimanere nell’organo anche per molto tempo, talvolta per mesi. Questo può causare episodi sporadici di vomito e, nel tempo, compromettere lo stato di salute del cane. Se invece l’oggetto passa nell’intestino ma <strong>provoca un’ostruzione</strong>, la situazione diventa ancora più critica: la salute del cane può peggiorare rapidamente e la sua vita può essere in serio pericolo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come evitare che il cane abbia un “corpus alienum”?</strong></h3>



<p>Una buona educazione e un’attenta gestione!</p>



<p>Con buona educazione non intendo un “seduto” da soldatino eseguito a comando con il dito alzato, ma il fatto che il cane <strong>non senta il bisogno di rubare e masticare qualsiasi cosa</strong> a causa di ansia, stress, frustrazione o ipo-stimolazione. Un cane appagato, con una buona routine e una gestione chiara delle <strong>tre grandi risorse</strong><br>– <strong>cibo, spazio e attività</strong> – ha molte meno probabilità di sviluppare comportamenti ingestivi problematici.</p>



<p>Queste sono le tre “carte” che abbiamo a disposizione per gestire il cane nel modo migliore. Se riusciamo a farlo, superata la fase del cucciolo e il periodo del cambio dei denti, la situazione tende generalmente a migliorare.</p>



<p>Questo non significa però che il cucciolo sia giustificato a mandare giù <strong>mutande rubate dalla cesta dei panni, calzini lasciati in salotto, strofinacci della cucina appesi alle maniglie dei cassetti</strong>, o qualunque altro oggetto potenzialmente pericoloso trovato sui comodini o nei cestini della spazzatura.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Come evitarlo?</strong></h4>



<p>Nel modo più semplice possibile. Prima ancora di parlare di routine e gestione emotiva, <strong>iniziate a gestire l’ambiente</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Tenete le spazzature in zone non accessibili al cane.</li>



<li>Evitate di lasciare stoffe interessanti per odore e consistenza a sua portata.</li>



<li>Chiudete le porte di bagni, lavanderie e camere molto disordinate.</li>
</ul>



<p>Sono tutti ambienti estremamente interessanti <strong>sia per un cucciolo in fase esplorativa sia per un cane annoiato in cerca di qualcosa da fare</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa fare quando il cane cerca il “corpus alienum”?</strong></h3>



<p>La prima cosa da fare è <strong>chiedersi perché lo fa</strong>&#8230; alcuni esempi:</p>



<p><strong><em>“Lo porto al parco e continua a mangiare cose da terra.”</em></strong></p>



<p>A volte succede perché <strong>la quantità di cibo non è adeguata alle sue esigenze</strong>, oppure perché i pasti sono troppo distanti tra loro. In altri casi può esserci qualcosa nella passeggiata che lo stressa e il continuo raccogliere oggetti da terra diventa una forma di scarico o di &#8220;richiesta di attenzioni&#8221;.</p>



<p><strong><em>“Ruba i calzini di mia moglie perché sta tante ore fuori casa.”</em></strong></p>



<p>In realtà spesso <strong>ruba i calzini semplicemente perché riesce a prenderli</strong>. Può scegliere quelli di una persona invece di un’altra perché hanno un odore o una consistenza più interessanti. Se invece avesse rubato gli slip, probabilmente non sarebbe per una questione affettiva ma per una questione di aroma. Anche per questo motivo è vivamente consigliato <strong>tenere la cesta dei panni in una zona non accessibile al cane</strong>.</p>



<p><strong><em>“Quando lavoro da casa, dopo un po’, inizia a rubarmi le ciabatte o le pezze della cucina. Poi si mette tranquillo nella cuccia a rosicchiarle e lo lascio fare.”</em></strong></p>



<p>I cani dovrebbero <strong>masticare i loro giochi o masticativi</strong>, non oggetti di uso domestico. Abituare il cane, per comodità, a rubare e tenersi oggetti di casa da distrugger è pericoloso. Il giorno in cui lo farà <strong>quando sarà solo in casa</strong>, il rischio di ingestione sarà molto più alto.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Quindi cosa fare oltre a chiudere le porte e non lasciare oggetti a portata di cane?</h4>



<p>Se il cane è agitato quando siete in casa al mattino, probabilmente <strong>non si è sfogato adeguatamente</strong>: può essere utile iniziare la giornata con una passeggiata più ricca e interessante. Se invece in casa continua a cercare oggetti da rubare e masticare, è importante <strong>individuare la fonte di stress o di noia</strong> e offrirgli masticativi adatti e interessanti per evitare incidenti.</p>



<p>La lista degli oggetti che un cane può ingerire è praticamente infinita.<br>Per questo motivo, <strong>è molto più semplice imparare a gestire il cane e l’ambiente in cui vive</strong>, invece di perdersi e capire se quello che ha ingerito e nocivo oppure no.</p>



<p><strong>Disclaimer</strong><br>Queste informazioni hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere di un veterinario. In caso di ingestione, contatta sempre un professionista. Quindi… <strong>cosa fare quando pensi che il cane possa avere un “corpus alienum”?</strong></p>



<p>Se hai anche solo il minimo dubbio che abbia ingerito qualcosa, <strong>non aspettare di vederlo nelle feci il giorno dopo</strong>, ma chiama subito il veterinario!</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando è necessario chiamare il veterinario?</strong></h3>



<p><strong>Sempre</strong>! E nel dubbio <strong>NON indurre il vomito con sale grosso, acqua ossigenata o altri metodi “fai da te”</strong>. Chiama invece il tuo veterinario o la tua clinica di riferimento e fatti guidare da un professionista. I sintomi causati dall’ingestione di un corpo estraneo possono essere diversi: vomito, dolore addominale, abbattimento, difficoltà a defecare. Possono essere più o meno intensi, ma a volte <strong>possono anche non comparire subito</strong>, facendo sembrare la situazione sotto controllo.</p>



<p>Ed è proprio questo uno dei rischi più grandi: pensare che non sia successo nulla e accorgersene troppo tardi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">In tanti anni di lavoro ne ho viste parecchie di situazioni… alcune anche piuttosto assurde.</h3>



<p>Una volta un pitbull mandò giù al volo la pallina con cui stava giocando con il proprietario. Nessuno se ne accorse e si pensò semplicemente che fosse stata persa nel prato. Dopo qualche giorno però il cane iniziò a stare malissimo. Alla fine la diagnosi fu proprio quella: <strong>corpus alienum</strong>.</p>



<p>Un altro caso era quello di un Golden che seguivo in educazione. Un cane tendenzialmente tranquillo, ma che soffriva molto le passeggiate in mezzo alla gente.<br>Improvvisamente iniziò a stare male: vomito, dissenteria. I proprietari pensavano fosse un virus intestinale. Quando la situazione peggiorò corsero dal veterinario… e si scoprì che il cane <strong>aveva ingerito molte castagne</strong>. Durante le passeggiate le raccoglieva da terra per scaricare lo stress. Alcune venivano espulse, ma molti residui e intere castagne erano rimaste nell’organismo.</p>



<p>Avevo consigliato di cambiare giro ed evitare i viali pieni di castagne, e di farlo sfogare un po’ di più in spazi adatti a lui. La risposta però era sempre la stessa: “Non possiamo portarlo sempre al parco, quella zona verde è più comoda per noi durante la settimana.”Avevo anche suggerito di usare temporaneamente la museruola per evitare che continuasse a ingerirle. La risposta?</p>



<h3 class="wp-block-heading">“Ma poverino, la museruola no!”, ma &#8220;corpus alienum&#8221; sì</h3>



<p>La museruola no, il parco più spesso non si può, dal veterinario <strong>pieno di castagne nello stomaco</strong>&#8230; sì.</p>



<p>Un’altra storia riguarda una giovane e vivace Beagle di una coppia di studenti. Quando si annoiava rubava strofinacci della cucina o asciugamani e li riduceva a brandelli. Il problema era che, dopo averli rovinati, <strong>le lasciavano continuare a distruggerli</strong> senza preoccuparsi troppo.<br>“Tanto poi li fa a pezzetti e li troviamo nella cacca al parchetto”, dicevano.</p>



<p>Avevo spiegato che la stoffa non è esattamente il masticativo più adatto.</p>



<p>Un giorno, durante una lezione, il cane si isolò per fare i bisogni. Dopo un po’ mi avvicinai perché vedevo che non finiva mai.<br>Mi trovai davanti una cagnolina che <strong>non riusciva a defecare</strong> perché aveva una lunga lingua di strofinaccio rimasta bloccata. Se la toccavi guaiva, la presi in braccio e via di corsa dal veterinario più vicino, che fece quello che doveva fare… compresa una bella lavata di capo ai due proprietari.</p>



<p>Io non dissi nulla per non infierire.</p>



<p>Fino all’incontro successivo, ovviamente.</p>



<p>Potrei andare avanti ancora…</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione&nbsp;</strong></h3>



<p>La verità è che i <strong>&#8220;corpus alienum&#8221;</strong> non arrivano dallo spazio. Nella maggior parte dei casi arrivano <strong>dalla nostra disattenzione, dalla noia del cane e da una gestione poco attenta dell’ambiente</strong>. Calzini lasciati in giro, strofinacci appesi, cestini della spazzatura aperti, oggetti a portata di bocca.<br>Per un cane curioso sono semplicemente <strong>inviti irresistibili</strong>.</p>



<p>La buona notizia è che la maggior parte di questi incidenti <strong>si può evitare</strong>.</p>



<p>Un cane appagato, con attività adeguate, oggetti da masticare adatti e un ambiente gestito con un minimo di attenzione, ha molte meno probabilità di cercarsi da solo un “corpus alienum”. E se, anche solo per un momento, pensi che il tuo cane possa aver ingerito qualcosa che non dovrebbe…</p>



<p><strong>non aspettare.</strong></p>



<p>Chiama il veterinario.</p>



<p>Meglio una telefonata in più e <strong>un calzino in meno nello stomaco del cane.</strong></p>



<p>Se il tuo cane non ha mai provato a mangiare qualcosa di assurdo… sei stato/a bravissimo/a o probabilmente non l’hai ancora beccato sul fatto.</p>



<p>Il tuo cane ha mai provato a mangiare qualcosa di improbabile? </p>



<p>Raccontamelo:  <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">i miei contatti!</a></strong></p>



<p>Per continuare a parlare di bizzarrie, tips sulla gestione e vita quotidiana con il cane, ci vediamo su <strong><a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/">Instagram</a></strong>… oppure tra le pagine del mio libro <strong><em><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/il-mio-libro/">“Il cane in città”, Ed.Tea</a></em></strong>.</p>



<p>A breve, anche in formato podcast.<br>Immagine realizzata con Canva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2026/03/16/corpus-alienum/">Corpus Alienum</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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		<title>Devi essere il capo branco!</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/03/09/devi-essere-il-capo-branco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 13:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[miti e leggende cinofili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il signor Desdua, forse tra tutte le indicazioni ricevute dall’allevatore o dal veterinario, aveva memorizzato soprattutto quella che diceva: “Devi&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il signor Desdua, forse tra tutte le indicazioni ricevute dall’allevatore o dal veterinario, aveva memorizzato soprattutto quella che diceva: “Devi essere il capo branco per poter gestire un cane in casa.”<br>“Devi dimostrargli chi comanda, altrimenti non ti ascolterà.”</p>



<p>Forse perché in casa erano solo loro due.<br>Forse perché, essendo entrambi maschi e nella sua testa si era trasformata in una sorta di competizione, di conseguenza la gerarchia doveva essere forte e chiara.<br>Anche se ormai non c’erano più dinamiche legate alla sopravvivenza del branco o alla riproduzione.</p>



<p>Ma alla questione del <strong>“capo branco”</strong> lui ci teneva.<br>E parecchio, a quanto pare.</p>



<p>Quando gli agenti sono finalmente riusciti ad entrare nell’appartamento, la scena che si sono trovati davanti li ha lasciati tutti piuttosto basiti.</p>



<p>Un barboncino serenamente accucciato sulla poltrona.<br>E davanti a lui il suo proprietario che si agitava e sbraitava:</p>



<p>«La poltrona ora è sua !?!»<br>«Non è la cuccia del cane.»<br>«Vuole essere lui il capo branco!»</p>



<p>Una serie di farneticazioni che il cane probabilmente non stava nemmeno ascoltando e che facevano apparire il povero signor Desdua completamente fuori controllo.</p>



<p>«Sono stanco! Gli dico di mangiare dopo di me e non lo fa. Gli preparo le crocchette e non le vuole… poi devo cucinargli riso e pollo!»<br>«Ha la sua cuccia, ma appena mi alzo va sulla mia poltrona!»<br>«Dorme dove vuole e decide lui quando uscire!»</p>



<p>Poi conclude: «Mi hanno detto che devo essere il capo branco per gestirlo e seguire certe regole… ma non funziona nulla! Fa quello che vuole e io sono in balia del cane!»</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa sarà realmente successo?</strong></h3>



<p>Dietro alla sfuriata del signor Desdua c’è probabilmente un piccolo esaurimento, sicuramente non causato dal cane.</p>



<p>Ma questa scena ci offre uno spunto perfetto per parlare di <strong>alcuni falsi miti cinofili</strong> che, se presi alla lettera, possono incrinare un rapporto che potrebbe essere più che soddisfacente.</p>



<p>Almeno dal punto di vista del cane.</p>



<p>Alcuni dettagli di questa storia potrebbero essere romanzati per tutelare la privacy dei protagonisti. Il mito invece è assolutamente reale.</p>



<p>Ancora oggi la frase <strong>“devi essere il capo branco”</strong> è una delle più mormorate.</p>



<p>Così come: “Per poter gestire il tuo cane devi mantenere la gerarchia.”<br>“Devi fargli capire chi comanda.”</p>



<p>Non dico che siano frasi completamente sbagliate, ma è necessario modernizzarle e <strong>contestualizzarle</strong>.<br>Bisogna usare termini più adeguati e inserirle nella realtà quotidiana del proprietario e del cane.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>“Devi essere il capo branco”</strong></h3>



<p>Iniziamo dalla più famosa: “Devi essere il capo branco.”</p>



<p>Una traduzione più corretta sarebbe: <em>Devi essere il suo punto di riferimento</em>. Questo è il concetto che personalmente preferisco insegnare. Il cane è geneticamente un animale sociale, abituato a vivere in gruppo.<br>Ma vivendo in un contesto urbano siamo noi a dover gestire molte situazioni.</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<p>Per esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il cane non sa quando è sicuro attraversare una strada;</li>



<li>non sa quali luoghi sono pericolosi;</li>



<li>non sa che i suoi bisogni vanno raccolti;</li>



<li>non si procura più il cibo da solo.</li>
</ul>
</div></div>



<p>Quindi, indipendentemente dalla taglia del cane, deve poter vedere in te una figura di riferimento. Tu sei il suo custode, sei la persona che: lo accudisce, lo tiene al sicuro, che gli dà indicazioni per affrontare il mondo urbano.</p>



<p>Le indicazioni concrete sono, ad esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>il richiamo</strong>, quando lo lasci libero al parco</li>



<li>la capacità di <strong>passeggiare al guinzaglio senza trascinarti ovunque</strong></li>



<li>oppure, al contrario, aiutare quei cani che si bloccano e non vogliono camminare perché spaventati o annoiati.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>“Sei il capo branco, quindi il cane deve vederti mangiare”</strong></h3>



<p>Anche questa frase ha una spiegazione che arriva da lontano, dai cugini lupi.</p>



<p>Nel branco di lupi la <strong>coppia alfa</strong> mangiava per prima, spesso in una zona più tranquilla, scegliendo le parti migliori della preda.<br>Solo dopo il resto del branco si nutriva.</p>



<p>Ma come si traduce questa cosa nella vita con un cane in città? In realtà, in modo molto più semplice: insegnare al cane a stare tranquillo mentre voi mangiate. Questo evita che:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>chieda continuamente cibo dal tavolo;</li>



<li>si agiti durante i pasti;</li>



<li>crei problemi quando siete a casa di amici o al ristorante.</li>



<li>Detto questo&#8230; bisogna sempre conoscere il proprio cane.</li>
</ul>



<p>Se avete un cane molto famelico e cenate alle <strong>21:30</strong>, è probabile che a quell’ora lui sia già affamatissimo. In questo caso è più sensato nutrirlo <strong>dopo la passeggiata del tardo pomeriggio</strong>, qualche ora prima della vostra cena. Così quando vi sedete a tavola sarà già sazio e, se non gli date cibo dal tavolo, difficilmente verrà a chiedervelo.</p>



<p>Se invece cenate presto, potete mangiare voi e poi pensare a lui. L’importante è <strong>non creare confusione</strong> e non viziarlo con assaggi di cibo mentre cucinate o siete a tavola.</p>



<p>In poche parole: non è una questione di dominanza. È <strong>una questione di gestione e abitudini</strong>.</p>



<p>Con i cuccioli, in particolare, si consiglia di evitare il pasto nello stesso momento non perchè altrimenti diventano loro i capi branco, ma perché potrebbero:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>distrarsi guardando il vostro cibo e non mangiare il loro;</li>



<li>mangiare troppo velocemente e poi cercare il vostro cibo;</li>



<li>non mangiare affatto perché vogliono capire cosa sta facendo il resto del “branco”.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>“Non devono dormire sui posti alti, altrimenti pensano di comandare.”</strong></h3>



<p>Altro mito che merita di essere contestualizzato. Non devono gestire gli spazi di casa,<br>non devono diventare territoriali, bisogna evitare che facciano tana sotto il letto o sotto il tavolo. <strong>Questo è il punto.</strong></p>



<p>Se il cane sale sul letto, e non gli è mai stato insegnato a non farlo, non puoi sgridarlo e nel momento in cui hai bisogno che scenda lui deve farlo senza ringhiare o opporsi.</p>



<p>Io, per esempio, non ho mai vietato ai miei cani di salire su letti o divani.<br>Ho semplicemente insegnato <strong>quando potevano farlo</strong>. Negli altri momenti avevano comunque a disposizione la loro bella cuccia per condividere quello spazio vicino a me.</p>



<p>Il cane sulla poltrona non lo rende il capo branco.<br>È un animale opportunista per genetica: sa che la poltrona è accogliente e calda, che lo isola dall’ambiente circostante e che da lì ha una visuale migliore.</p>



<p>Quindi quando è libera e ha voglia di comodità… ci sale. Punto. Solo un pizzico di astuzia.<br>E, se vogliamo dirla tutta, anche piuttosto intelligente.</p>



<p>Se invece non vuoi che ci salga, per una questione di igiene o di gestione, la soluzione è molto più semplice: <strong>non farlo mai salire</strong>. E se lo fa quando non ci sei, impedisciglielo.<br>Metti sopra delle sedie, chiudi la stanza, rendi quello spazio non accessibile.</p>



<p>Ti svelo anche un piccolo segreto:  se un cane <strong>non impara una determinata abitudine durante la crescita o l’educazione</strong>, molto difficilmente inizierà a farla più avanti. Vale anche se hai appena adottato un cane adulto.</p>



<p>A patto che voi restiate coerenti e costanti nelle indicazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h3>



<p>I miti cinofili non spariscono da soli. Ma con un po’ di buon senso possiamo almeno smettere di litigare con i barboncini sulle poltrone.</p>



<p>Il signor Desdua aveva probabilmente molto chiara una cosa: doveva essere il capo branco. Quello che nessuno gli aveva insegnato era <strong>come diventarlo davvero</strong>.</p>



<p>Forse non aveva neppure grande manualità nella gestione del cagnolino che i figli gli avevano portato a casa.<br>Un gesto sicuramente pieno d’amore, ma che non sempre tiene conto di una cosa fondamentale: quanto una persona sia davvero pronta a gestire un cane. Soprattutto in città.</p>



<p>Colgo l’occasione per lasciarti anche un altro piccolo consiglio: <strong>non regalare mai un cane senza che venga esplicitamente desiderato e richiesto.</strong> </p>



<p><a href="https://ilcaneincitta.it/2025/11/13/vivere-con-un-cane/"><em><strong>(in questo link troverai un articolo dedicato all&#8217;argomento)</strong></em></a></p>



<p>Per continuare a parlare di miti e leggende cinofile da sfatare o da capire meglio, ci vediamo il mese prossimo con questa Rubrica.</p>



<p>Nel frattempo puoi seguirmi su <strong><a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/">Instagram</a></strong>, dove condivido altri articoli e spunti sulla vita con i cani in città.</p>



<p>E presto arriverà anche il podcast dedicato proprio a questo tema, ma nel frattempo ti lascio il link del mio libro <strong><em><a href="https://www.amazon.it/cane-città-Alessandra-Piccolo/dp/8850259166/ref=sr_1_2?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&amp;crid=33Y5MT5AJMSFK&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.QUTRezcL2WeWLP0b1lAVqg6l-JQ5f5gelHcOLk0ulwyqqCuN_VDnMjxnDDnlhXSiu8uB3ULDdngEAuoB2zEIdZPvm5TfRGLvIFShY0znm46pQEMTSlJBWnaO4QW0FkEIweAzVHG6b8H2F0GnO76Q1xNPSykmIgwOSa7HK-qCWQvwuAlezxoQ9vVD-_kD8Ya7u-0gD8zdFdrux2UESvdBFez98Eztr_f3b37pXIDJeYyh42Cg_ECAUK3w_vcpvUF7Kzn3qJU2CSNXNKXScFKHwCo5jO_mt2681UAyjwUvccU.Rea6UHLIpzwhC4aT4M--5WjXjJd2JL8VEmS2mirZdss&amp;dib_tag=se&amp;keywords=alessandra+piccolo&amp;qid=1773060534&amp;sprefix=alessandra+piccolo%2Caps%2C261&amp;sr=8-2">“Il cane in città”, Ed. Tea.</a></em></strong></p>



<p>Immagine creata con Canva.</p>
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		<title>Le passeggiate con il cane&#8230; sempre dal suo punto di vista.</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/02/18/le-passeggiate-con-il-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 14:34:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con un cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[educazione cane]]></category>
		<category><![CDATA[istruttore cinofilo]]></category>
		<category><![CDATA[proprietario di cane in città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Vorrei dire la mia sulle uscite… perché NON ci siamo!”&#8230; le passeggiate con il cane croce e delizia di ogni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2026/02/18/le-passeggiate-con-il-cane/">Le passeggiate con il cane&#8230; sempre dal suo punto di vista.</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>“Vorrei dire la mia sulle uscite… perché NON ci siamo!”</strong>&#8230; le passeggiate con il cane croce e delizia di ogni proprietario di cani in città.</p>



<p>«BUONGIORNO Lebo! Dammi il tempo di sedermi e salutarvi.»</p>



<p>Matteo mi guarda già sconvolto. Non immagina cosa mi stia dicendo il cane, anche se i segnali sono piuttosto chiari:<br>Lebo è carico a molla, corre per casa, mi salta addosso e punta deciso verso la porta.</p>



<p>«Matteo, scusa… ma sei sceso con Lebo?»<br>«Ma sì, un giretto veloce. Tanto poi avevo lezione con te.»<br>«Ok… però ricordati che l’ora di lezione non è una bella passeggiata al parco.»</p>



<h3 class="wp-block-heading">Questo è un tasto dolente.</h3>



<p>Spesso le lezioni vengono scambiate per l’uscita della giornata. Ma non è così. Non sono passeggiate con il cane.<br>Bisogna scendere prima della lezione. Non per stancarlo fino allo sfinimento, ma neanche per fare una toccata e fuga da cronometro olimpico. Mi ricordo una volta che dovevo lavorare con un cane di taglia grande sulla conduzione al guinzaglio in città, perché “tirava un po’”, a dire della proprietaria.</p>



<p>Me lo ricordo come fosse ieri.</p>



<p>Era gasatissimo. Appena usciti dal cancello mi ha letteralmente strappato una spalla. Ero pronta, ma il contraccolpo è stato pazzesco.<br>Dieci metri di delirio puro. Poi sono riuscita a gestire la situazione e ho guardato la signora:</p>



<p>«Mi scusi, ma fa sempre così in passeggiata? Perché questo non è solo un problema di tirare al guinzaglio.»</p>



<p>«Beh… dipende. In effetti non usciva da ieri mattina. Tanto sapevo che facevo la passeggiata con te. È uscito solo per i bisogni nel giardinetto.»</p>



<p>Il giardinetto era un fazzoletto di terra grande quanto un parcheggio per un’auto.<br>Quel cane non usciva davvero da casa da un giorno e mezzo.</p>



<p>Oltre a essermi fatta male, ho concluso l’incontro facendo una passeggiata decente. Era così euforico che non avrebbe percepito nessun insegnamento. Ho preferito aiutarlo a rilassarsi.</p>



<p>Alla proprietaria ho fatto notare che:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>La lezione non è una passeggiata di sfogo.</li>



<li>La lezione non è un servizio di dogsitteraggio di gruppo.</li>



<li>Il cane deve uscire più volte al giorno, fuori dal cancello, non nel giardinetto.</li>



<li>Al prossimo incontro doveva essere già uscito prima del mio arrivo.</li>
</ol>



<p>Con queste premesse… cosa sarà mai successo dopo?</p>



<h4 class="wp-block-heading">Ma torniamo a Lebo e Matteo.</h4>



<p>Non faccio in tempo a finire la frase che l’amato quadrupede innaffia, letteralmente, la pianta vicino alla portafinestra del salotto.<br>Per un pelo non segna anche le tende.</p>



<p>Appena finisce, si gira, ci guarda e…</p>



<p>«Non mi ha dato il tempo di farle tutte stamattina. Aveva fretta.<br>Prima o poi gli do uno strattone che gli faccio volare il cellulare dentro la fontana. Traiettoria perfetta.»</p>



<p>Mi giro verso Matteo e gli dico di non sgridarlo. Ormai il danno è fatto. E, a dirla tutta, il cane non aveva tutti i torti.</p>



<p>«Respira. Fai finta di nulla. Non calcolarlo e pulisci senza drammi.»</p>



<p>Questo passaggio è fondamentale.<br>In questo caso il cane non è riuscito a trattenersi. Ma se si innesca il meccanismo “fa pipì &#8211; lo sgrido &#8211; mi guarda”, rischiamo che il cane impari a fare pipì per ottenere attenzione.</p>



<p>Per un cane, l’attenzione è attenzione, che sia positiva o negativa.<br>Che sia carezza o rimprovero, qualsiasi cosa arrivi… ha funzionato.</p>



<p>Ci sediamo. Matteo è sospeso tra il dispiaciuto e il disarmato.</p>



<p>«Prendi atto che hai un cane giovane.<br>Non puoi permetterti, al mattino, di fargli fare un giro veloce senza dargli modo di annusare e fare i bisogni.<br>Non è più un cucciolo e sai bene che non fa solo una pipì durante le passeggiate.<br>E poi, quando uscite, dagli retta.»</p>



<p>«Per il resto come va?»</p>



<p>Matteo non fa in tempo ad aprire bocca che interviene Lebo.</p>



<p>«Allora… la questione crocchette va meglio.<br>Ha capito come si usa un dosatore.<br>Abbiamo trovato una quadra sugli orari e, finalmente, mangio dopo aver evacuato.<br>Era così complicato?»</p>



<h3 class="wp-block-heading">Se fosse stato semplice non sarei qui.</h3>



<p>Lebo si sistema meglio sul tappeto e riparte:</p>



<p>«Se non esco di casa per nove ore, la prima cosa che voglio fare quando si sveglia lui, non io, è scendere.<br>Bisogni. Zampe da sgranchire. News del quartiere da annusare.»</p>



<p>«Però ora dobbiamo lavorare sulle passeggiate.<br>Io ho bisogno dei miei momenti di svago. Almeno una volta al giorno qualcosa di qualità.<br>TE LO DICO: impazzisco se continuiamo a fare il giro del parchetto a ogni uscita.»</p>



<p>Non ha tutti i torti. Le passeggiate con il cane, non vanno proprio bene se questo è il risultato</p>



<p>La routine è importante. Anche il giro del parchetto serve, spezza la giornata.<br>Ma devono esserci almeno un paio di passeggiate di qualità: percorsi variati, strade nuove, stimoli diversi, momenti di esplorazione vera. Magari anche qualche incontro gestito bene, qualche esperienza interessante.</p>



<p>Non basta il weekend. Soprattutto se accanto hai un cane giovane e vivace. In città, spesso, il problema non è quanto cammina il cane, è quanto poco viene ascoltato.</p>



<p>Si vedono da lontano i cani che patiscono l’uscita “subita”: proprietari al telefono per tutta la passeggiata, cani che zigzagano come trottole impazzite; cani che ingoiano qualcosa da terra per ottenere una reazione; cani che dopo un giro lampo vengono trascinati a fare commissioni e, nel dubbio, abbaiano o marcano territorio nel negozio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Anche nelle passeggiate con il cane un compromesso si può trovare.</h3>



<p>Si può rispondere a una telefonata mentre si passeggia.<br>Ma non per tutta la durata dell’uscita.</p>



<p>Si possono fare commissioni con il cane.<br>Ma prima fagli fare il cane. Davvero. Così entrambi finite il giro con meno tensione e meno sceneggiate improvvisate.</p>



<p>Lebo e Matteo ora dovranno lavorare su questo: costruire abitudini che abbiano senso per entrambi.</p>



<p>Il mio consiglio è semplice e spietato:<br>le uscite devono essere la struttura della giornata, non l’avanzo del tempo rimasto dopo tutto il resto.</p>



<p>Passeggiate di qualità al mattino e al pomeriggio. Prima&#8230; di mettersi a lavorare; di uscire per andare in ufficio; di lasciarlo solo. La Parola Chiave è: <strong><em>Prima</em></strong>.</p>



<p>Così poi sei libero di fare le tue cose con la coscienza di aver davvero soddisfatto il tuo cane.</p>



<p>Mentre ci prepariamo per uscire, Lebo mi guarda.<br>Ha quell’espressione di chi sa che non è finita qui.</p>



<p>Probabilmente ha ragione.</p>



<p>Vivere con un cane in città non significa riempire il tempo.<br>Significa organizzarlo.</p>



<p>Le passeggiate non sono un riempitivo tra un impegno e l’altro.<br>Sono il fondamento dell’equilibrio quotidiano. Quando questo fondamento manca, il problema non è il cane “agitato” è la gestione che scricchiola.</p>



<p>Se vi siete persi l’inizio della consulenza con Lebowski, lo recuperate nell’<a href="https://ilcaneincitta.it/2026/02/04/dal-punto-di-vista-del-cane/"><strong>articolo precedente</strong></a>.<br>Per continuare a parlare di passeggiate, gestione e vita quotidiana con il cane, ci vediamo su <strong><a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/">Instagram</a></strong>… oppure tra le pagine del mio libro <strong><em><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/il-mio-libro/">&#8220;Il cane in città&#8221;, Ed.Tea</a></em></strong>.</p>



<p>A breve, anche in formato podcast.<br>Immagine realizzata con Canva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2026/02/18/le-passeggiate-con-il-cane/">Le passeggiate con il cane&#8230; sempre dal suo punto di vista.</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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		<title>Dal punto di vista del cane.</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/02/04/dal-punto-di-vista-del-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 15:38:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con un cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[educazione cane]]></category>
		<category><![CDATA[gestione del cane]]></category>
		<category><![CDATA[proprietario di cane in città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una consulenza educativa raccontata in un altro modo. «Scusa… posso dire anche io una cosa?». Il punto di vista del&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Una consulenza educativa raccontata in un altro modo.</h3>



<p>«Scusa… posso dire anche io una cosa?». Il punto di vista del cane.</p>



<p>«Certo, dimmi pure. Sono qui per ascoltare entrambi.»</p>



<p>«Puoi dirgli che se avanzo qualcosa nella ciotola non è perché lo mangio dopo, ma perché è troppo.<br>SANTOCIELO, la mia dose la prende a caso: ogni volta con un contenitore diverso.<br>A volte mangio come un barboncino, altre come un San Bernardo dopo una giornata sotto la neve.<br>Una via di mezzo, ti prego. DIGLIELO!». Il punto di vista del cane.</p>



<p>«Lo sento parlare con la vicina che gli dà consigli dall’alto di non so quale piedistallo.<br>“Eh, la mia Betty si regola da sola, mangia quando vuole. Se non tocca il cibo le cucino qualcosina.”<br>GRAZIE AL PIFFERO DI UN VOLPINO!<br>La Betty può fare la cacca quando vuole sulle traversine.<br>Se mangiassi anche io a caso come lei, passerei la giornata a trattenerla mentre aspetto il momento della passeggiata.<br>Capisci il calvario?<br>Poi è pure capace di lamentarsi perché tiro al guinzaglio.»</p>



<p>Riferisco parola per parola quello che Lebowski, detto Lebo, vuole comunicare a Matteo, il suo giovane e inesperto, ma volenteroso proprietario.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;incontro conoscitiv</strong>o dal punto di vista del cane.</h3>



<p>Siamo a Milano. Sto svolgendo quello che avviene subito dopo la chiamata in cui timidi, sfrontati, disperati o ligi proprietari mi chiedono un appuntamento per “educare” il loro cane in città.<br>Durante il primo incontro, che io chiamo &#8211; <em><strong><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/consulenze-cinofile/">conoscitivo</a></strong></em> -, facciamo una lunga chiacchierata. Ovviamente non a caso.<br>Seguendo le loro prime, spesso vaghe indicazioni, mi appunto uno schema per avere un quadro completo della situazione.</p>



<p>Leggende metropolitane narrano che i cani sappiano regolarsi con il cibo come i gatti.<br>Nella realtà, tendono a mangiare quello che gli viene dato e, se le razioni sono abbondanti, a finirle. Con il rischio di vomitarle (se sono particolarmente abbondanti) o di produrre cacche da leoni in giro per casa, se non vengono letti i segnali di un’urgenza in corso.</p>



<p>Leggi sempre la tabella nutrizionale del cibo che stai dando: lì trovi anche la quantità corretta, da dividere in più razioni giornaliere.<br>Non dare dosi a manciate, a occhio o a sentimento. Usa sempre lo stesso misurino, segnati fin dove riempirlo e vai avanti senza troppi drammi.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Alla fine Lebowski ha ragione.</strong></h4>



<p>Se il quadrupede ha l’abitudine di non mangiare tutto, di avanzare o di piluccare durante il giorno quello che trova nella ciotola, non significa che sappia regolarsi.<br>Significa che ha capito che esiste la possibilità che arrivi qualcosa di diverso. Forse di più buono. Probabilmente fa anche poco movimento, e quindi ha meno fame.<br>Da punto di vista del cane: lui si sente furbo. Tu un po’ meno, perché il giorno in cui non mangia davvero perché non sta bene, potresti non accorgertene subito.</p>



<p>Torno da Matteo che, completamente sconcertato dalla dinamica di questo incontro, forse anche un po’ impaurito, mi chiede se Lebo abbia altro da comunicare.</p>



<p><em><strong><a href="https://ilcaneincitta.it/educatore-cinofilo-life-coach/">Alla fine, il mio lavoro è questo: fare da interprete fra te e il tuo cane.</a></strong></em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>DIVANO O NON DIVANO: ma è davvero questo il problema?</strong></h3>



<p>Sorrido e mi volto verso l’amata bestiola che, nel frattempo, si è sdraiata comodamente sul divano e ci osserva.<br>So già dove vuole andare a parare.</p>



<p>«Sì, mi approprio del divano. Che problema c’è?<br>Guarda dove il genio ribelle amante del feng shui mi ha messo la cuccia: in mezzo al nulla.<br>Spiffero sulla schiena, nessuna parete d’appoggio.<br>Sarà anche in tinta con l’arredamento, ma…<br>sto lì da solo, lontano da tutto.<br>E ogni volta che salgo su quella trappola di cuccia, si sposta. Traballa.»</p>



<p>«Certo che scelgo il divano: è comodo, caldo e accogliente.<br>E quando non si fa venire a trovare dall’amichetta di turno, lo condividiamo.»</p>



<p>«Ah, già che ci siamo: se vuole che smetta di abbaiare contro di lui e contro chi si porta sul divano, digli di cambiarmi la cuccia.<br>La voglio vicino al divano.<br>Il colore può sceglierlo lui, tanto vedo i colori a modo mio.<br>Ma la voglio soffice, avvolgente, con un bel bordo alto.»</p>



<p>Anche questa volta non posso dargli torto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Dal punto di vista del cane: si arreda anche casa.</strong></h3>



<p>Bella la cuccia, nulla da dire, ma forse un po’ troppo di design e poco adatta alla comodità di Lebowski.<br>Lo dico sempre, quando ho occasione di incontrare i proprietari prima dell’arrivo del cane: non spendete subito cifre esorbitanti per la cuccia. Alla fine sarà il cane a dirvi cosa gli piace e cosa lo fa stare bene.</p>



<p>C’è chi ama i tappeti, qualcosa di piatto e morbido senza fronzoli.<br>Chi preferisce i cuscinoni, con o senza sponde.<br>Le brandine oggi si usano meno, ma con pavimenti freddi possono essere utili, magari con un bel cuscino sopra.</p>



<p>Il consiglio resta sempre lo stesso: aspetta e impara a conoscere il quadrupede che hai accolto in casa. Qualunque cuccia scegli, sentiti libero di optare per il colore che più ti piace, ma fai attenzione a dove la metti.<br>La posizione deve essere strategica per il cane, non per l’arredamento.</p>



<p>Evita:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sotto i caloriferi sempre accesi</li>



<li>davanti alla porta</li>



<li>in mezzo al corridoio</li>



<li>vicino alle casse della TV</li>



<li>nascosta sotto un tavolo o relegata nell’angolo più lontano della stanza</li>
</ul>



<p>Il cane fa parte della famiglia. Vorrà stare con te mentre guardi la TV o lavori alla scrivania. Vorrà condividere il momento. Quindi, se non vuoi che salga sul divano, fai in modo che abbia una cuccia che gli piaccia davvero, in un luogo accogliente.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Premessa personale: </h4>



<p>per me il cane può anche salire sul divano.<br>L’importante è che <strong>sia tu ad avere le idee chiare</strong>.<br>Divano sì o divano no. Il cane non deve decidere tutto.<br>E’ importante anche che sappia dove mettersi quando il divano è occupato da altri.</p>



<p>Mentre spiego tutto questo a Matteo, dandogli qualche esercizio pratico da fare, guardo Lebo.<br>Ha sicuramente altro da dire, ma le informazioni per un primo incontro sono già tante.</p>



<p>Mi abbasso per dargli una carezza.<br>Alla fine mi scrocca un biscotto.</p>



<p><strong><a href="https://ilcaneincitta.it/2026/02/18/le-passeggiate-con-il-cane/">«Ci vediamo settimana prossima, furbacchione.»</a></strong></p>



<p>Vivere con un cane in città non è questione di obbedienza. È una questione di scelte quotidiane, spazi, tempi e coerenza. Tutte cose che raramente vengono spiegate prima che sorgano i problemi.&nbsp;È da qui che nasce l’idea di lavorare sulla gestione, prima ancora che sull’educazione.</p>



<p>Se ti va di seguire altre avventure urbane o consigli utili, mi trovi su Instagram&nbsp;<strong><a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/">@ilcaneincitta</a></strong>.<br>A breve, anche in formato podcast.<br>Immagine realizzata con Canva.</p>
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		<title>Per vivere con un cane</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2025/11/13/vivere-con-un-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 17:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziare con il piede giusto]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[cani in città]]></category>
		<category><![CDATA[educazione cane]]></category>
		<category><![CDATA[il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[istruttore cinofilo]]></category>
		<category><![CDATA[vivere con un cane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;amore non basta, serve coerenza, perché prendere un cane significa… fare i conti con la realtà. Non solo cuccioli che&#8230;</p>
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<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;amore non basta, serve coerenza, perché prendere un cane significa… fare i conti con la realtà.</h3>



<p>Non solo cuccioli che dormono sul divano e passeggiate al tramonto — ma anche peli ovunque, scarpe rosicchiate, orari sballati e qualche compromesso quotidiano.<br>Perché sì, <strong>vivere con un cane è un atto d’amore</strong>, ma prima ancora è una questione di <strong>coerenza</strong>.</p>



<p>Prima di portarlo a casa chiediti: <em>“Sono davvero disposto a cambiare qualcosa della mia vita?”</em><br>Perché cambierà tutto: la casa, le abitudini, le vacanze, persino la tua pazienza. Come in una convivenza (o un matrimonio), la parola chiave è <strong>adattamento reciproco</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>La coerenza prima di tutto</strong></h4>



<p>Avere un cane non è solo “voler bene agli animali”, ma <strong>scegliere consapevolmente</strong> un compagno con cui condividere tempo, spazio e quotidianità.<br>E per farlo servono coerenza e onestà: con se stessi prima di tutto.</p>



<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="681" src="//i0.wp.com/ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2019/12/tamara-bellis-VLKvzQQiR3o-unsplash-1024x681.jpg" alt="" class="wp-image-507" srcset="https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2019/12/tamara-bellis-VLKvzQQiR3o-unsplash-1024x681.jpg 1024w, https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2019/12/tamara-bellis-VLKvzQQiR3o-unsplash-300x199.jpg 300w, https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2019/12/tamara-bellis-VLKvzQQiR3o-unsplash-768x511.jpg 768w, https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2019/12/tamara-bellis-VLKvzQQiR3o-unsplash-1600x1064.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em><a href="https://unsplash.com/s/photos/tamara-bellis-">Photo by Tamara Bellis, Unsplash</a></em></figcaption></figure>



<p><strong>Ecco qualche esempio semplice ma illuminante :</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ami le camminate in montagna? Ti serve un cane atletico, che regga il ritmo. Magari evita i cani da caccia se non vuoi passare metà giornata a inseguirlo nei boschi.</li>



<li>Vivi in città e passi ore in ufficio? Meglio un cane tranquillo e gestibile, ma non dimenticare: anche i piccoli hanno bisogno di movimento e stimoli veri, non solo coccole e cuscini.</li>



<li>Sei più da divano che da maratona? Forse un cucciolo iperattivo non è la scelta ideale. Ma un cane adulto o anziano, da adottare con amore, potrebbe essere la compagnia perfetta.</li>



<li>Ami la socialità? Scegli razze o meticci con buon carattere e predisposti al contatto con altri cani e persone.</li>



<li>Vivi per il mare? Ci sono cani che adorano l’acqua e ti seguiranno felici tra onde e sabbia.&nbsp;</li>



<li>È il tuo primo cane e non hai esperienza? Inizia facile: un cucciolo equilibrato o un adulto socievole, non infilarti in caso complicato solo perché “fa tenerezza”, anche se c&#8217;è <em>l&#8217;amore</em> potresti non avere tutti gli strumenti necessari per aiutarlo.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il problema non è &#8220;vivere con un cane&#8221;: sono le aspettative</strong></h3>



<p>Molti si chiedono:</p>



<p><em>“Perché quando usciamo l’unico che si diverte è lui?”<br>“Ma il bello di avere un cane dov’è?”</em></p>



<p>La verità?<br>Perché spesso facciamo cose “da umani”, non <em>da cani</em>.<br>Se sei uscito con il cane,&nbsp; <em>fai almeno una cosa da cane!</em><br>Una corsa al parco, una sessione di annusate libere, un incontro con altri cani, una passeggiata lenta senza fretta né telefono.</p>



<p>Poi potrai anche prendere quel caffè o fare la spesa, ma <strong>prima viene lui</strong>.<br>È questo il compromesso, il bello dell’avere un cane è proprio lì: <em>nella condivisione autentica</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Non sceglierlo per moda, colore o forma del muso</strong></h3>



<p>Un cane non è un accessorio da Instagram.<br>Non sceglierlo per il colore, la taglia o perché “l’ha preso il vicino”.<br>Ogni cane è un individuo con esigenze reali, e ogni razza ha le sue sfide.<br>Sii onesto: <strong>fermati un attimo a riflettere </strong>quando qualcuno ti dice che “forse” non è il cane adatto o non è il momento giusto (ti confido una cosa: come non è piacevole ricevere un rifiuto, non è facile neanche darlo in queste situazioni).<br>A volte, la decisione più amorevole è proprio quella di aspettare.</p>



<p>Se si è fatta la scelta giusta tutto è bello e semplice!&nbsp;Perché con un cane ben educato puoi andare ovunque, e trovare un’attività che piace ad entrambi rafforzerà il rapporto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando per vivere con un cane l’amore non basta (ma ci sono i compromessi)</strong></h3>



<p>Se ormai il cane è già a casa e ti senti un po’ sopraffatto… niente panico.<br>Con amore, impegno e qualche compromesso, si può sistemare tutto,&nbsp; specialmente dopo aver <strong>chiamato un professionista</strong> — educatore o veterinario — che ti aiuti a rimettere equilibrio nella relazione.</p>



<p>Perché vivere con un cane non deve essere una fatica.<br>Deve essere una scelta consapevole, fatta di rispetto reciproco e coerenza.</p>



<p><strong>E tu? Ti siete mai trovato a dover scendere a compromessi con il tuo cane?</strong><br><strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">[Scrivimi]</a></strong>: a tua storia potrebbe finire nel prossimo episodio del podcast .</p>



<p class="has-text-align-right"><br><em>Sempre sincera, mai addestrata. La Tua Cinofila Bastarda.</em></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-left">Foto di copertina di <strong><a href="https://manusardi.it">Federico Manusardi.</a></strong><br></p>
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		<title>Sopravvivere nell’Area Cani</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2025/11/13/area-cani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 09:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con un cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[educazione cane]]></category>
		<category><![CDATA[gestione del cane]]></category>
		<category><![CDATA[manuale di sopravvivenza]]></category>
		<category><![CDATA[proprietario di cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[suggerimenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://caneincitta.temp-site.it/?p=132</guid>

					<description><![CDATA[<p>Hai un cane? Vivi in città? Questo è il tuo manuale dell&#8217;area cani! Ho un rapporto di amore e odio&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Hai un cane? Vivi in città? Questo è il tuo manuale dell&#8217;area cani!</strong></h3>



<p>Ho un rapporto di amore e odio con l&#8217;area cani.<br>La amo perché, diciamolo, in città è indispensabile: permette al cane di correre, socializzare e (se siete fortunati) persino divertirsi.<br>La odio perché spesso si trasforma in teatri dell’assurdo urbano, dove l’umanità mette in scena il meglio — e il peggio — del proprio repertorio.</p>



<p>Se vivete a Milano, sapete di cosa parlo: all’ora X, di solito tra le 17.30 e le 19, scatta l’<strong>“Happy Hour del Cane”</strong>.<br>Tradotto: il cane viene sganciato come una mina vagante mentre il bipede si perde in chiacchiere infinite, rigorosamente ignorando cosa stia succedendo intorno.<br>Ma stanno giocando? Qualcuno litiga? Chi mangia le feci? Mistero. L’importante è che <em>Fuffy</em> “si sfoghi”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Prima di entrare: osserva (e respira)</strong></h3>



<p>Prima regola di sopravvivenza: <strong>non buttarti dentro a occhi chiusi</strong>.<br>Guarda i cani che ci sono. Sono tranquilli o sembrano un branco di ultras al derby?<br>Ci sono proprietari attenti o zombie con lo smartphone?<br>Meglio aspettare cinque minuti fuori che dover correre al pronto soccorso veterinario dopo.</p>



<p>Se potete, scegliete <strong>le aree cani meno affollate</strong>, o quelle dove conoscete già gli altri frequentatori.<br>E se trovate un gruppo equilibrato, tenetevelo stretto: è più raro di un parcheggio gratuito in centro. Ma non occupate l’area cani per troppo tempo, date l’opportunità anche agli altri entrare!</p>



<p>L’area cani racconta molto già prima di entrarci. Se vedi troppa tensione, code dritte come antenne e umani assenti, magari è il caso di fare due passi altrove e tornare dopo.<br>L’area cani non è né il paradiso sociale dei quattrozampe, né il luogo maledetto dove tutto va storto — ma di sicuro è un <em>ecosistema complesso</em>, popolato da dinamiche canine… e umane. Vediamole insieme, con un po’ di ironia e parecchio buon senso&#8230;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il mito del “gioco libero”</strong></h3>



<p>Molti credono che “area cani” significhi: <em>“lascia il cane e spera vada bene”.</em><br>No, non è Disneyland per cani.<br>Il gioco libero funziona solo se i partecipanti (umani e cani) sanno comunicare e rispettare gli spazi.<br>Se il tuo cane è timido o insicuro, non serve è utili buttarlo in spazi affollati: è come buttare un introverso in una festa universitaria e dire “divertiti!”.</p>



<p>La socialità non si impone, si costruisce.<br>E a volte la cosa più educativa che puoi fare è dire “oggi no, grazie”, aspettare momenti migliori e farvi una bella passeggiata tranquilla.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Regole non scritte (ma fondamentali)</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Togli guinzaglio solo se puoi controllare il cane anche senza.</strong><br>Non perché sei un drill sergeant, ma perché la libertà è una responsabilità reciproca.</li>



<li><strong>Non intervenire sugli altri cani.</strong><br>Mai. A meno che non ci sia un’emergenza vera. Nessuno ama l’“istruttore improvvisato” che commenta tutto dal recinto.</li>



<li><strong>Parla col tuo cane.</strong><br>Non serve urlare, serve esserci. Il tuo cane deve sapere che ci sei, che lo stai guardando e sei pronto a giocare con lui, non perderti al telefono o in chiacchiere.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando le cose si scaldano (e succede)</strong></h3>



<p>Risse, ringhi, scatti improvvisi: sì, può capitare.<br>Il trucco non è “chi ha ragione”, ma <em>come reagisci</em>.<br>Anticipa, chiama il tuo cane, allontanati, respira. Poi valuta.<br>Non serve litigare con l’altro umano: tanto nessuno ammetterà mai che il suo cane ha sbagliato.</p>



<p>Se vedi segnali di disagio ricorrenti, cambia orario o area.<br>L’obiettivo non è “resistere”, ma <em>scegliere contesti sani</em> per entrambi.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Bonus: l’area cani come specchio</strong></h4>



<p>Sai qual è la parte più interessante?<br>Che l’area cani riflette te.<br>La tua calma, la tua ansia, il tuo modo di gestire le interazioni.<br>È uno specchio, impari tanto su come vivi la relazione con il tuo cane… e pure con gli altri esseri umani</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Decalogo Area Cani:</strong></h2>



<p>(<em>liberamente ispirato alle regole ufficiali del Comune, ma con un tocco di realtà</em>)</p>



<p><strong>1) Raccogli le feci. Sempre.</strong><br>Sì, anche se “la fa sull&#8217;erba”, non è concime. E no, il sacchetto non va lasciato lì “perché è biodegradabile o perché tanto qualcuno lo prende”. Spoiler: nessuno lo prende.</p>



<p><strong>2) Entra solo con cani microchippati e identificabili.</strong><br>Serve a te, al tuo cane e al povero cristiano che lo troverà se scappa. Il chip e la medaglietta identificativa, non sono un complotto, ma buon senso.</p>



<p><strong>3) Porta solo cani vaccinati e trattati contro parassiti.</strong><br>Non è snobismo, è igiene. Pulci, zecche e giardia non sono infestazioni da collezionare.</p>



<p><strong>4) Non introdurre femmine in calore.<br></strong>Sì, lo so, “tanto non succede niente”. Certo, come no. Due mesi dopo, cucciolata indesiderata e dramma annunciato. Questo non significa che <em>le femmine in calore restano a casa,</em> ma evitiamo lasciarle libere nei parchi.</p>



<p><strong>5) Evita di introdurre cani aggressivi.<br></strong>Se l’area è affollata, passa oltre. Se l’area è vuota entra pure e goditi il momento, se arriva qualcuno chiedi ancora 5 minuti e poi esci a passeggiare. Questo vale per tutti, non è un test di coraggio, è rispetto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>6) Non portare cani malati o convalescenti in area cani.</strong></h3>



<p>Davvero vuoi farli stressare (e rischiare)? Le coccole e le passeggiate tranquille bastano.</p>



<p><strong>7) Entra e esci col guinzaglio.</strong><br>E chiudi il cancello, per l’amor del cielo. Non hai la coda, quindi non serve lasciarlo aperto.</p>



<p><strong>8) Tieni sempre sotto controllo il cane.</strong><br>Non serve il GPS, serve attenzione. Se vuoi farti una telefonata di mezz’ora, fallo dopo. Non è l’asilo nido del tuo cane.</p>



<p><strong>9) I bambini non sono cani. E i cani non sono babysitter.</strong><br>Sembra ovvio, ma a quanto pare non lo è. Se tuo figlio entra, tu entri con lui. Non puoi delegare la vigilanza al cane del vicino.</p>



<p><strong>10) Niente abbaio prolungato (soprattutto alle 7 del mattino).</strong><br>Le aree cani esistono <em>finché non disturbano</em>. Se rovini il sonno dei vicini, la prossima lamentela sarà per te.</p>



<p><strong>Conclusione</strong></p>



<p>Le aree cani non sono il male. In alcuni casi sono l&#8217;espressione di come viviamo la relazione con i nostri cani — e con gli altri umani.<br>Possono essere un piccolo inferno urbano o un’ottima palestra di convivenza. Dipende da noi.</p>



<p>Se vuoi imparare a viverle <strong>senza stress (e senza esaurirti)</strong>, nel mio libro dedico un intero capitolo a questo tema — con casi reali, errori classici e risate garantite.&nbsp;</p>



<p><strong><a href="https://www.tealibri.it/libri/alessandra-piccolo-il-cane-in-citta-9788850259168">[il mio Libro]</a></strong></p>



<p><strong>Qual è stata la tua esperienza nell’area cani del quartiere?</strong><br>Raccontatemelo <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">[scrivimi]</a></strong>: potrei citarti nel prossimo episodio del [podcast].</p>



<p class="has-text-align-right"><em>Sempre sincera, mai addestrata. La Tua Cinofila Bastarda.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2025/11/13/area-cani/">Sopravvivere nell’Area Cani</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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		<title>5 segnali per riconoscere un Istruttore Cinofilo serio!</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2025/11/12/istruttore-cinofilo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 16:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziare con il piede giusto]]></category>
		<category><![CDATA[cani in città]]></category>
		<category><![CDATA[educazione cane]]></category>
		<category><![CDATA[istruttore cinofilo]]></category>
		<category><![CDATA[professionisti del settore]]></category>
		<category><![CDATA[proprietari di cani in città]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://caneincitta.temp-site.it/?p=136</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8230;consigli pratici per scegliere la persona giusta per te, prima di affidagli il tuo cane. Trovare un istruttore cinofilo serio&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">&#8230;consigli pratici per scegliere la persona giusta per te, prima di affidagli il tuo cane.</h3>



<p>Trovare un <strong>istruttore cinofilo serio</strong> oggi è più difficile di quanto sembri.<br>Basta un profilo Instagram, qualche video carino e un cane “che fa i trucchetti”, e il web si riempie di “educatori per passione”.</p>



<p>Ma quando si tratta di educare il tuo cane — e di migliorare la vostra convivenza — la passione da sola <strong>non basta</strong>.<br>Serve competenza, metodo, empatia e capacità di comunicare <em>con te</em>, non solo con il cane.</p>



<p>Ecco <strong>5 segnali per riconoscere un vero professionista</strong> (e non perdere tempo o soldi con chi si improvvisa).</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1) Il passaparola è utile, ma non basta</strong></h3>



<p>Chiedere a chi ha già fatto un percorso con il proprio cane è sempre un buon punto di partenza: amici, parenti, colleghi o il veterinario di fiducia.<br>Anche i negozi specializzati spesso conoscono centri o educatori della zona.</p>



<p>Ma se non trovi riferimenti, niente panico: <strong>Internet è pieno di contatti</strong>, basta saper cercare.<br>Il mio consiglio?<br>Prendi almeno 3 numeri di istruttori diversi e <strong>chiama</strong>. Non limitarti a messaggi o email: la prima telefonata dice già molto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2) La prima chiamata con un Istruttore Cinofilo</strong></h3>



<p>Durante quella chiamata puoi capire se hai davanti un professionista o un improvvisato.<br>Fai attenzione a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>come risponde</strong> (gentilezza, disponibilità, professionalità),</li>



<li><strong>come parla</strong> (terminologia chiara, senza tecnicismi buttati a caso),</li>



<li><strong>se ti fa domande</strong> per capire la situazione prima di darti soluzioni.</li>
</ul>



<p>Un bravo Istruttore Cinofilo <strong>non vende pacchetti al telefono</strong>, ma cerca di capire la vostra realtà.<br>E tu, da parte tua, chiedi pure tutto:</p>



<p>Dove si fanno le lezioni? Quanto durano? Come si svolgono? Quali sono i costi e la frequenza consigliata?</p>



<p>Queste risposte ti aiuteranno a riconoscere chi lavora con metodo da chi “improvvisa”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3) Guarda la sua presenza online</strong></h3>



<p>Un Istruttore Cinofilo serio lascia tracce chiare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>un sito aggiornato o almeno una pagina Facebook/Instagram dedicata al lavoro,</li>



<li>un profilo con contenuti coerenti e non solo “cani che obbediscono” o monologhi autoreferenziali.</li>



<li>un curriculum o riferimenti a collaborazioni, corsi o specializzazioni.</li>
</ul>



<p>Non servono effetti speciali, ma <strong>trasparenza e coerenza</strong>.<br>Chi mostra solo strategie di marketing, numeri e non specifica la propria formazione, di solito ha poco da mostrare.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>4) Chiedi un primo incontro conoscitivo</strong></h3>



<p>Un buon educatore ti proporrà un incontro conoscitivo, non una “lezione di prova” a caso.<br>È un momento per <strong>capire se c’è sintonia</strong> tra voi e per osservare il cane nel suo contesto reale.</p>



<p>Durante quell’incontro, l’educatore dovrebbe chiederti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>come gestisci il cane ogni giorno,</li>



<li>che tipo di passeggiate fate,</li>



<li>come dorme, cosa mangia, che giochi fate,</li>



<li>chi lo gestisce e quali difficoltà avete,</li>



<li>e soprattutto, <strong>cosa vorresti imparare</strong>.</li>
</ul>



<p>A fine incontro dovrebbe darti delle prime indicazioni e poi spiegarti in modo chiaro <strong>che percorso propone, perché e con quali obiettivi</strong>.<br>Nessuna magia, solo un piano di lavoro condiviso.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>5) L’organizzazione di un Istruttore Cinofilo dice molto</strong>&#8230;</h3>



<p>Un professionista serio si riconosce anche da come <strong>gestisce il suo lavoro</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>propone un’agenda chiara e orari definiti,</li>



<li>spiega la durata del percorso e le modalità,</li>



<li>motiva le proprie scelte con logica e competenza.</li>
</ul>



<p>Chi ti dice “vediamo man mano” senza spiegare nulla, spesso non ha un piano.<br>E un percorso senza direzione… non porta da nessuna parte.</p>



<p><strong>Bonus: fidati del tuo istinto!</strong></p>



<p>Al di là di tutto, la cosa più importante è <strong>sentirti a tuo agio</strong>.<br>Devi sentirti libero di fare domande, di dire “non ho capito”, di chiedere chiarimenti.<br>Un bravo istruttore cinofilo non giudica, <strong>insegna</strong>.<br>Il rapporto deve basarsi sulla fiducia reciproca: stai imparando a conoscere meglio il tuo cane, non a “correggerlo”.</p>



<p class="has-text-align-right"><em>Sempre sincera, mai addestrata. La Tua Cinofila Bastarda.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Raccontami la tua esperienza con un Istruttore Cinofilo</strong></h3>



<p>Hai mai avuto difficoltà nel trovare il professionista giusto?<br>O ti sei accorto troppo tardi che non era quello adatto?<br><strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">Scrivimi una mail</a></strong> e raccontami la tua esperienza: mi piacerebbe parlarne nel podcast!</p>



<p>Se hai letto per puro caso questo articolo… <em>“Piacere di conoscerti!”</em> , se ti è piaciuto e vuoi iniziare con il piede giusto seguimi su <strong><a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/">[Instagram]</a></strong> o leggi <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/il-mio-libro/">[il mio Libro]</a></strong>. Non te ne pentirai!<br></p>



<p>-Immagine di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Benito_Jacovitti">Benito Jacovitti</a> “Attenti al Cane”-       </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2025/11/12/istruttore-cinofilo/">5 segnali per riconoscere un Istruttore Cinofilo serio!</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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		<title>Quanto costa educare il cane?</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2025/11/11/quanto-costa-educare-il-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 16:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziare con il piede giusto]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[educazione cane]]></category>
		<category><![CDATA[istruttore cinofilo]]></category>
		<category><![CDATA[proprietario di cane in città]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://caneincitta.temp-site.it/?p=139</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8211; Le domande giuste da fare (e quelle da evitare) &#8211; Rispondo a tante domande ogni settimana — fa parte&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2025/11/11/quanto-costa-educare-il-cane/">Quanto costa educare il cane?</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"><strong>&#8211; Le domande giuste da fare (e quelle da evitare) &#8211;</strong></h3>



<p class="has-drop-cap">Rispondo a tante domande ogni settimana — fa parte del mio lavoro e mi piace farlo. Ma ammetto che ci sono alcune domande che mi lasciano ancora un po’ perplessa… la prima domanda (o unica) non può essere: Quanto costa educare il cane?</p>



<p>Perché sì, il costo è importante, ma <strong>non può essere il primo (e unico) criterio per valutare un professionista</strong>. Quando chiamate un istruttore cinofilo, il prezzo da solo non vi dirà nulla né sulla competenza, né sulla qualità del servizio.</p>



<p>Un professionista serio offre un valore fatto di esperienza, studio, aggiornamento, tempo dedicato e capacità di leggere situazioni molto diverse tra loro.<br>E il valore di un servizio si costruisce su più fattori:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>formazione e specializzazioni</strong> (titoli riconosciuti, collaborazioni, aggiornamento continuo),</li>



<li><strong>tempo e disponibilità</strong> che vi vengono dedicati,</li>



<li><strong>luogo e modalità</strong> delle lezioni, perché lavorare in città o in un campo privato non è la stessa cosa.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le domande giuste da fare&#8230;</strong> oltre a &#8220;Quanto costa educare il cane?&#8221;</h3>



<p>Se volete capire se avete trovato il professionista giusto, fate le domande che contano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>“Quali servizi offri?”</li>



<li>“Qual è il tuo metodo di lavoro?”</li>



<li>“In quali giorni e orari sei disponibile?”<br>E <em>solo dopo</em> aver compreso l’insieme del servizio, chiedete pure il prezzo.</li>
</ul>



<p>Personalmente, so di offrire un servizio di alta qualità a un prezzo competitivo — e chi mi chiama di solito se ne accorge: circa il 70% dei contatti fissa subito un primo appuntamento, un 10% si prende il tempo per riflettere e poi mi contatta nuovamente, il restante 20%… beh, mi regala conversazioni talmente assurde da meritare un articolo come questo.</p>



<p><strong>Il famigerato “20%” delle telefonate memorabili</strong></p>



<p>Vi racconto qualche esempio, con affetto e un pizzico di ironia.</p>



<p>Ci sono quelli che esordiscono con un:</p>



<p><em>“Buongiorno, è lei che ammaestra i cani?”</em><br>o con<br><em>“È lei che insegna i giochini ai cani?”</em></p>



<p>E già lì sento un piccolo campanello d’allarme.</p>



<p>Poi arrivano le domande lampo:</p>



<p><em>“Quanto costa educare il cane?”</em></p>



<p>E io, con tutta la calma del mondo, rispondo:</p>



<p><em>“Dipende.”</em></p>



<p>Perché davvero, <strong>dipende</strong>.<br>Da dove abitate, dal tipo di difficoltà, dal tempo che avete, da quando possiamo fare lezione (settimana, weekend, sera…). Senza informazioni, nessun preventivo potrà mai essere realistico.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quanto cosa educare il cane a non&#8230; ?</strong></h3>



<p><strong>Ma non siamo al banco della macelleria</strong>!</p>



<p>Un’altra classica:</p>



<p><em>“Quanto costa insegnare al cane a non tirare al guinzaglio?”</em></p>



<p>Ecco, educare un cane <strong>non funziona come comprare un etto di prosciutto</strong>.<br>Ogni cane, ogni contesto, ogni persona richiedono un approccio diverso.<br>Non c’è un listino “condotta al guinzaglio = 30€” e “terra = 20€”.<br>L’educazione è un percorso, non un servizio a pezzi.</p>



<p><strong>Il confronto (im)possibile</strong></p>



<p>La mia “telefonata top” è quella che, dopo mezz’ora di chiacchierata, termina così:</p>



<p><em>“Ah, ma ieri un altro istruttore mi ha chiesto 15€ senza limiti di tempo…”</em></p>



<p>Oppure:</p>



<p><em>“Così tanto? Mio cugino lo fa per passione!”</em></p>



<p>A quel punto, sorrido e rispondo:</p>



<p><em>“Signora, se qualcuno chiede un terzo del mio compenso, si faccia una domanda: o non ha spese, o offre un servizio completamente diverso.”</em></p>



<p>E per il cugino appassionato, beh…</p>



<p><em>“Se c’è passione, c’è tutto!”</em><br>(Di solito funziona: la diplomazia salverà il mondo.)</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Perché vi racconto tutto questo?</strong></h3>



<p>Perché il mercato è fatto di domanda e offerta, ed è <strong>giusto informarsi</strong>.<br>Ma è anche importante <strong>capire cosa state comprando davvero</strong>.</p>



<p>Questo articolo nasce con ironia per evidenziare alcune difficoltà di comunicazione e per aiutarvi a riconoscere chi avete davanti: un vero professionista o un improvvisato.</p>



<p>Nel prossimo articolo vi darò qualche dritta utile su come capire se chi avete contattato <strong>è davvero un professionista cinofilo:</strong> <strong>&#8220;5 segnali utili per riconoscerlo&#8221;.</strong> <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/2025/11/12/istruttore-cinofilo/">[Leggi l&#8217;articolo!]</a></strong></p>



<p class="has-text-align-right"><em>&#8220;Sempre sincera, mai addestrata. La Tua Cinofila Bastarda.&#8221;</em></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Ti va di raccontarmi la tua esperienza?</strong></h4>



<p><strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">Scrivimi una mail</a></strong> per raccontarmela: magari diventa spunto per una puntata <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/il-mio-podcast/">del mio podcast</a></strong> — ti aspetto lì!</p>



<p>Immagine di <strong><a href="http://cesar-cardoso-rfPQsMrMZW8-unsplash.jpg">Unsplash</a></strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2025/11/11/quanto-costa-educare-il-cane/">Quanto costa educare il cane?</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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