Quanto ti costa educare il cane … In termini economici? Di tempo? Di fiducia?
Oppure di aspettative e risultati?
La lettera che mi ha mandato “Untitled 125” iniziava più o meno così:
“Devo farmi aiutare perché non riesco a gestire la situazione, ma sinceramente non credo nella disciplina di educare un cane.”
Dall’altra parte c’è un cane che tira al guinzaglio, abbaia troppo, distrugge casa quando resta solo.
Un cane in città, uno dei tanti. Forse “Untitled 125”, più che non credere nell’educazione cinofila, non si fida davvero di chi questo lavoro lo fa.
E sai una cosa? Lo capisco.
Perché oggi basta un profilo Instagram con un paio di reel motivazionali, un cane che fa il “seduto” in slow motion e qualche frase che parla di “comunicazione empatica”, e improvvisamente tutti sembrano diventati esperti di cani.
Internet è pieno di educatori “per passione”, guru che conoscono la parola magica per risolvere ogni problema e persone convinte che basti amare gli animali per poter insegnare qualcosa agli altri.
Quindi sì, capisco la diffidenza.
Il problema è che tutta questa confusione ha creato un cortocircuito abbastanza triste: le persone cercano aiuto, ma contemporaneamente guardano i professionisti con sospetto. E spesso senza avere davvero i parametri giusti per valutarli.
Prezzi troppo alti?
“Mi vuoi fregare.”
Hai aiutato il cane del vicino chiedendo poco?
“Perfetto, vieni anche da me perché lo fai per passione.”
Hai pochi followers?
“Non ti conosce nessuno.”
Eppure non dovrebbe funzionare così.
Ormai, dopo anni di lavoro, certe telefonate sono diventate quasi una mia rubrica tragicomica personale.
“Buongiorno, è lei che ammaestra i cani?”
Oppure:
“Quanto costa educare il cane a non tirare?”
Detta così sembra quasi che io debba cambiare una lampadina al cane: tre viti, un click e via.
Ed invece no. Educare un cane non funziona a pezzi.
Non esiste: “guinzaglio 30€”, “abbaio 20€”, “consulenza gratuita e poi pacchetto scontato”.
Ogni cane vive dentro una casa, dentro un quartiere, dentro una relazione.
Ha una routine, delle abitudini, delle difficoltà e accanto ha persone con tempi, energie e aspettative diverse. Per questo spesso il lavoro più difficile non è insegnare qualcosa al cane, è aiutare gli esseri umani a guardarlo in modo diverso.
Quanto costa educare il cane?
Rimango sempre un po’ perplessa quando la prima e unica domanda è questa, non perché il prezzo non sia importante, lo è eccome, ma perché il costo, da solo, non racconta nulla.
Non racconta gli anni di studio, il tempo passato a formarsi e le esperienze fatte sul campo. Non descrive la capacità di leggere situazioni più varie tra loro, persone diverse con cani completamente differenti tra loro.
E soprattutto, non racconta il modo in cui qualcuno lavorerà con te. Perché un professionista serio non dovrebbe venderti il cane perfetto. Dovrebbe aiutarti a capire il cane che hai davanti e a costruire con lui un rapporto più equilibrato.
E questa differenza cambia tutto.
Spesso la percepisci già dalla prima telefonata, anzi, a volte bastano davvero cinque minuti. Un educatore serio non parte vendendoti pacchetti miracolosi o soluzioni magiche, non ti promette un “cane nuovo” entro tre lezioni.
Ti propone un incontro conoscitivo, e durante quell’incontro ti fa domande:
- Ti chiede come vive il cane.
- Che passeggiate fate.
- Quanto tempo resta solo.
- Come dorme.
- Come mangia.
- Cosa succede davvero nella vostra quotidianità.
E poi ti chiede anche altro:
cosa vi aspettate, cosa vi sta mettendo in difficoltà, quali obiettivi vorreste raggiungere insieme.
Senza contesto, i problemi raccontano poco.
Oggi però siamo abituati a cercare soluzioni rapide, risposte pronte, tutorial con il trucco definitivo.
Come se il cane fosse un elettrodomestico che ha smesso di funzionare correttamente.
“Mi serve qualcuno che lo faccia smettere di…”
Questa frase non viene quasi mai detta apertamente, ma spesso è lì, nascosta sotto moltissime richieste di aiuto.
Forse è anche per questo che tante persone restano deluse, perché cercano qualcuno che elimini un comportamento, non qualcuno che li aiuti a costruire una relazione.
Poi certo, esistono anche professionisti pessimi.
Persone improvvisate.
Personaggi pieni di marketing e vuoti di contenuto.
Quelli che online mostrano solo cani perfetti, video motivazionali e frasi che sembrano uscite da un biscotto della fortuna.
Per questo non ti dirò mai: “Fidati degli educatori cinofili.”… Non riesco a farlo neppure io.
Ti dirò invece: impara a riconoscere chi hai davanti.
Fatti consigliare da qualcuno, ma poi parla con più professionisti e confrontali.
Fai domande, ma non basarti solo sul prezzo.
Chiedi come lavorano, ma ascolta soprattutto il modo in cui comunicano.
Un bravo educatore non dovrebbe metterti a disagio, non dovrebbe riempirti di termini tecnici solo per sembrare più competente. Dovrebbe riuscire a spiegarti cose complesse in modo semplice.
Perché sta lavorando per aiutarti a creare una relazione con il tuo cane, non per aggiustare un oggetto guasto.
E soprattutto, un professionista serio dovrebbe avere il coraggio di dirti una cosa poco vendibile sui social: non esistono magie. Ma esistono tempo, costanza, errori, progressi e quotidianità.
Esistono cani reali: quelli che a volte abbaiano, tirano, rompono cose, si agitano e fanno fatica.
Ed esistono persone reali: stanche, frustrate, confuse che chiedono aiuto.
Forse la cinofilia avrebbe bisogno di meno guru e più conversazioni sincere.
Meno:
“Ti cambio il cane in tre lezioni.”
Più:
“Cerchiamo di capire cosa sta succedendo.”
Perché il punto non è avere un cane perfetto. Il punto è riuscire a vivere meglio insieme.
Per rispondere a “Untitled 125”…
Sì, io ho un costo.
Per alcuni è troppo alto e la conversazione finisce subito dopo il primo contatto.
Per altri è più che onesto per il tempo che dedico, per l’impegno che ci metto e per il tipo di lavoro che offro.
La verità?
Probabilmente, viste le mie qualifiche e gli anni di esperienza, potrei anche chiedere di più.
Ma questa non è la parte importante.
La parte importante è che, leggendo la tua email,”Untitled 125” ho capito una cosa:
mi hai raccontato le difficoltà che stai vivendo con il tuo cane, ma mi manca ancora il contesto.
E senza contesto io non posso aiutarti davvero.
Per questo, prima di iniziare qualsiasi percorso, ti propongo un incontro per conoscerci, per capire, per avere un quadro completo della situazione.
E solo dopo consigliarti il percorso più adatto a voi.
Avrei potuto rispondere semplicemente via email con una soluzione veloce?
La risposta è molto semplice: NO, perché non sarebbe stato professionale.
E no, non lo faccio solo per ricevere un compenso per il mio lavoro. È prima di tutto una questione di professionalità. Ed avendo a che fare con un professionista penso sia necessario dare un valore:
- Al mio tempo.
- Alle mie competenze.
- Agli anni passati a studiare, lavorare, osservare cani e persone dentro contesti completamente diversi.
Ma davvero questa cosa è così strana?
Perché chi offre tutto gratuitamente viene percepito automaticamente come più bravo?
Più professionale?
O addirittura come qualcuno che ama di più gli animali?
Sono domande retoriche, non mi interessa ricevere una risposta.
Mi interessa che tu rifletta su “quanto costa educare il cane”.
Perché scegliere un educatore cinofilo non dovrebbe significare trovare “quello con la miglior offerta” o “quello che ti promette di sistemare il cane più in fretta”. Dovrebbe significare trovare qualcuno capace di aiutarti a leggere meglio la relazione che stai vivendo.
Qualcuno che non venda miracoli, ma strumenti.
Qualcuno che non ti faccia sentire giudicato e che abbia il coraggio di dirti anche cose scomode, quando servono.
“Untitled 125” ha ricevuto una risposta educata, professionale e tutte le informazioni utili per capire come lavoro e senza saperlo, mi ha regalato anche lo spunto per questo articolo.
Perché queste conversazioni, nel nostro settore, sono molto più comuni di quanto si pensi.
Forse la vera domanda non è:
“Quanto costa educare il cane?”
Forse la vera domanda è:
“Di chi devo fidarmi quando chiedo aiuto?”
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immagine creata con Canva.