Quando si parla di educazione cinofila spesso immaginiamo che il lavoro sia uguale ovunque: il centro cinofilo ‘Go Go Dog’ di Novara ci aiuta a capirlo. Sarà davvero così?
Per scoprirlo, ‘Il Cane in Città’ di Alessandra Piccolo di Milano, e il ‘Go Go Dog’ di Silvia Rossi, si sono messi a confronto. Due educatrici cinofile che ogni giorno vivono territori diversi ma condividono la stessa passione: aiutare cani e persone a capirsi un po’ meglio.
Stesse domande. Due città. Due punti di vista.
Iniziamo.
Perché hai scelto questo nome per la tua attività?
GO GO DOG, Novara:
È stata una scelta piuttosto spontanea, fatta diversi anni fa insieme alla mia amica Valentina.
Volevamo un nome che richiamasse l’idea di un cane attivo, dinamico, sempre in movimento. Da lì è nato ‘Go Go Dog’: un invito ad andare, scoprire, fare esperienze insieme al proprio cane.
In fondo racchiude perfettamente lo spirito con cui vivo la cinofilia: movimento, crescita e voglia di mettersi in gioco.
IL CANE IN CITTA’, Milano:
Ho scelto il nome ‘Il Cane in Città’ perché, in fondo, è esattamente quello che faccio: seguo cani e proprietari che vivono in città e cerco di aiutarli a convivere serenamente con tutto quello che la vita urbana comporta.
Mi sembrava il nome più semplice, diretto e adatto a raccontare quello che faccio. Poi il destino ha dato una zampata a mio favore: il dominio per creare il sito era libero e ho colto l’occasione al volo!
Racconta qualcosa di te: Cosa ti ha portato a fare questa professione?
GO GO DOG, Novara:
Fin da bambina ho sempre avuto una forte attrazione per il mondo animale. Non è stata una passione nata all’improvviso: è qualcosa che mi accompagna da sempre e che, guardandomi indietro, ritrovo in moltissimi ricordi della mia infanzia.
La mia prima compagna a quattro zampe è stata Lady, una boxerina quasi completamente bianca con cui avevo instaurato un rapporto speciale. Ricordo ancora le sere d’estate in giardino, quando uscivo con il mio gelato e lei compariva puntualmente attirata da quella piccola golosità. A quel punto avevo due possibilità: farmelo rubare con entusiasmo oppure dividerlo con lei. Molto spesso finivamo per gustarcelo insieme.
Da bambina sognavo di diventare veterinaria. All’epoca la figura dell’istruttore cinofilo era molto meno conosciuta rispetto a oggi e, se avessi saputo prima che esisteva questa professione, probabilmente avrei avuto le idee molto più chiare fin dall’inizio.
Accanto ai cani c’era però un’altra passione che mi accompagna ancora oggi: le galline.
Silvia Rossi, fondatrice del ‘Go Go Dog’, si racconta…
A casa di mia nonna c’era un pollaio e io passavo lì ore intere. Con mia nonna Luigina mi occupavo di nutrirle, raccogliere le uova e prendermi cura di loro. Ma ciò che mi affascinava davvero era la relazione che riuscivo a costruire.
Le galline sono molto più intelligenti di quanto si pensi. Ricordo che insegnavo loro piccoli comportamenti: riuscivo a farle saltare sulla mia spalla, a metterle in fila sul trespolo e a rimanere ferme su richiesta. Tra tutte avevo un debole per un galletto di nome Crestino, con il quale avevo instaurato un legame davvero speciale.
Nello stesso periodo in famiglia c’era anche Full, un Pastore Tedesco che accompagnavo spesso in campagna insieme a mio nonno Gaudenzio. Vederlo correre libero nei prati era una delle cose che mi rendeva più felice. Erano momenti semplici, ma hanno contribuito a costruire il mio modo di guardare gli animali e il rapporto con loro.
Sono passati molti anni da allora, ma quei ricordi sono ancora vivissimi.
Oggi, dopo oltre vent’anni nel mondo della cinofilia, posso dire che il mio lavoro è nato proprio da lì: da una bambina che passava il tempo con cani, galline e galletti, osservandoli con curiosità e cercando ogni giorno un modo per comunicare con loro.
Più che una professione, per me è la naturale evoluzione di una passione che non mi ha mai abbandonata.
IL CANE IN CITTA’, Milano:
Una laurea in Zootecnia e due cani. Ho preso questi ingredienti, li ho mescolati insieme e ne è uscita una carriera da istruttore cinofilo.
Vivendo a Milano ho pensato che ci fossero buone possibilità per sviluppare questa professione. Solo il comune di Milano ha più di un milione di residenti , i cani registrati sono circa 120 mila (un cane ogni 11 persone), i presupposti c’erano tutti. E infatti non mi sono sbagliata, anche se insieme alle opportunità sono arrivati anche tutti i pro e i contro che una grande città può offrire.
Diciamo che i cani mi ha indicato la strada e io l’ho seguita.
Racconta il tuo territorio: Com’è il luogo in cui lavori e quali opportunità offre ai cani?
GO GO DOG, Novara:
Il mio non è un territorio semplicissimo. Siamo una realtà di provincia immersa nella campagna e non sempre è così scontato che le persone vedano valore nell’educazione cinofila o nel dedicare tempo e risorse alla formazione del proprio cane.
Proprio per questo motivo sono particolarmente orgogliosa di quello che siamo riusciti a costruire negli anni. Nonostante il contesto, il nostro campo è molto attivo e continua ad accogliere numerosi clienti.
Oggi possiamo definirci un centro cinofilo attivo e una realtà di riferimento non solo per la provincia di Novara, ma anche per molte persone che arrivano da territori limitrofi.
È una soddisfazione importante, soprattutto considerando il punto di partenza.
IL CANE IN CITTA’, Milano:
Milano offre tantissimo, ma a volte riesce anche a complicare incredibilmente le cose più semplici. È un po’ come una moneta: da una parte la comodità, dall’altra qualche limite che non ti aspetti.
Le opportunità per i cani non mancano: parchi, aree cani, eventi, servizi e professionisti. Il problema è che non sempre sono dietro l’angolo. In alcune zone ci sono spazi adatti, in altre bisogna fare qualche passo in più. E spesso quei dieci minuti di cammino vengono percepiti da certi proprietari come un macigno sulle spalle.
Attualmente lavoro soprattutto a domicilio e questo ha grandi vantaggi. Posso osservare e affrontare le difficoltà reali della famiglia nel contesto in cui si presentano ogni giorno, senza dover ricorrere a troppe simulazioni. Dall’altra parte, però, c’è la Milano degli spostamenti: parcheggi, traffico, zone a pagamento… la costante sensazione che per lavorare tu debba prima vincere alla lotteria.
A Milano bisogna essere un po’ educatori e un po’ urbanisti:
In alcuni casi manca anche uno spazio neutro dove impostare certi esercizi e lì entra in gioco la fantasia.
Per alcuni anni ho gestito un campo di addestramento all’aperto proprio a Milano. Un’esperienza bellissima che mi ha insegnato una cosa: al milanese piace la natura… purché sia comoda. Fango, pioggia, scarpe sporche e tragitto in auto non sempre rientrano nel pacchetto desiderato.
Successivamente ho gestito per molti anni un Dog Camp all’interno di un importante Pet Store milanese. Lì ho trovato una clientela molto ampia che apprezzava la possibilità di lavorare al chiuso, in un ambiente pulito e facilmente raggiungibile, magari approfittandone per fare anche qualche acquisto per il cane dopo la lezione.
Probabilmente era la soluzione perfetta per il cane cittadino e per il proprietario milanese: educazione, comodità e shopping sotto lo stesso tetto. Purtroppo il progetto si è concluso per esigenze aziendali, ma resta una delle esperienze professionali più interessanti che abbia fatto.
Qual è il cane “tipico” che arriva da te?
GO GO DOG, Novara:
Negli anni passati la maggior parte delle persone si rivolgeva a noi per affrontare una difficoltà specifica: problemi di gestione, comportamenti indesiderati o situazioni che richiedevano un aiuto professionale.
Negli ultimi anni ho notato un cambiamento interessante.
Sempre più persone arrivano al campo semplicemente perché desiderano fare qualcosa insieme al proprio cane. Sono curiose, vogliono imparare, scoprire nuove attività e approfondire il mondo della cinofilia.
È un’evoluzione che mi fa molto piacere perché significa che, oltre alla risoluzione dei problemi, sta crescendo anche la cultura della relazione e della condivisione con il proprio cane.
IL CANE IN CITTA’, Milano:
Dipende molto dalla moda del momento e dal passaparola che gira in città. Milano segue le tendenze con una precisione quasi scientifica.
In questo periodo ho Barboncini Toy marroni, Maltipoo, Cockapoo e tutte quelle combinazioni che sembrano nascere da un generatore automatico di nomi: prendi due razze, aggiungi “-poo” e hai buone probabilità di fare centro.
A volte basta che una razza compaia in un paio di pubblicità consecutive e che venga scelta da qualche personaggio famoso e nel giro di pochi mesi la incontri ovunque.
Per fortuna ho anche un buon passaparola. Grazie a quello mi arrivano cani di ogni tipo: Amstaff, Cane Corso, Pastori Tedeschi, meticci. Soggetti con esigenze molto diverse tra loro.
Nonostante le mode, Milano continua a essere una città con una notevole varietà di razze, di proprietari e tante storie da raccontare.
Qual è il problema più frequente per cui le persone ti contattano?
GO GO DOG, Novara:
Una delle difficoltà che viene segnalata più spesso riguarda la gestione del cane al guinzaglio. Molti proprietari lamentano il fatto che il cane tiri durante le passeggiate e facciano fatica a vivere questo momento con serenità.
Accanto a questo emergono spesso anche problematiche legate alla gestione quotidiana: la comunicazione con il cane, le regole in casa o la difficoltà nel trovare un equilibrio nella convivenza.
Spesso si tratta di piccoli aspetti che, se affrontati correttamente, possono migliorare notevolmente la qualità della vita di tutta la famiglia.
IL CANE IN CITTA’, Milano:
Paradossalmente, spesso non per l’educazione cinofila.
Ricevo richieste di consulenze veterinarie, persone che cercano qualcuno che porti fuori il cane o che lo tenga durante il weekend. Quando spiego che sono un’educatrice cinofila e non una veterinaria o una dog sitter, la risposta è spesso qualcosa del tipo:
“Ma lei è un’educatrice, quindi sicuramente saprà anche curarlo…”
Oppure:
“Prima di chiamare il veterinario volevo sentire il suo parere.”
Naturalmente dopo aver già pubblicato le foto del problema su tre gruppi Facebook di quartiere e aver raccolto diciassette diagnosi diverse da perfetti sconosciuti.
Resta uno dei grandi misteri della vita moderna.
Fortunatamente ci sono anche molti proprietari che mi contattano per i motivi giusti: l’arrivo di un cucciolo, la gestione della quotidianità, qualche difficoltà comportamentale o semplicemente la voglia di imparare qualcosa in più sul proprio cane.
Fino a questo punto una cosa è già evidente
Quando si parla di educazione cinofila non cambia soltanto il paesaggio. Cambiano le persone, le richieste, le abitudini e perfino il modo in cui nasce la relazione con il cane. Eppure, tra Milano e Novara, c’è anche qualcosa che resta sorprendentemente uguale…
Per ora ci fermiamo qui, lo scopriremo la prossima settimana.
Nella seconda parte invertiremo la prospettiva. Questa volta sarà Milano ad aprire il confronto e parleremo di aspettative dei proprietari, errori più comuni, soddisfazioni professionali, pregiudizi e di quello che, alla fine, accomuna davvero due realtà così diverse.
Alla prossima settimana!
Nel frattempo per conoscere meglio il ‘Go Go Dog’…
Instagram: Gogodog Attività Cinofile , Novara, di Silvia Rossi
Sito: www.gogodog.it