Il cane tira troppo al guinzaglio …

Ciao Anonimo 210, proprietario di Alex, giovane e vivace mix di Dalmata, che mi chiedi cosa fare quando il cane tira troppo al guinzaglio.

Quando un cane tira con così tanta forza da farti rischiare di cadere, la questione non riguarda soltanto “la gestione del guinzaglio”. Il guinzaglio, in questi casi, è semplicemente il punto in cui emerge un problema più ampio.

Le passeggiate, in fondo, sono il risultato di come stai gestendo il tuo cane nella vita di tutti i giorni. Sono un po’ come l’esame finale di un percorso. Quando la gestione è equilibrata e adatta alle caratteristiche del cane, anche le uscite tendono ad essere più serene: il cane esplora, osserva, segue il proprietario e riesce ad ascoltare. Quando invece manca qualche tassello, questo equilibrio può venir meno e la passeggiata diventa il momento in cui tutte le difficoltà esplodono.

Per la mia esperienza è piuttosto raro incontrare un cane che tiri costantemente al guinzaglio e che, allo stesso tempo, abbia una gestione davvero soddisfacente. Paradossalmente è più facile trovare la situazione opposta: cani che al guinzaglio sembrano perfetti ma che, una volta lasciati liberi, ignorano completamente il proprietario. Questo succede quando il cane viene abituato a essere portato ovunque, ma senza avere davvero la possibilità di fare il cane: correre, esplorare, socializzare, svolgere attività adeguate e utilizzare le proprie competenze naturali.

Il cane tira troppo al guinzaglio…

Nel tuo caso, caro Anonimo 210, con le poche informazioni che mi hai fornito posso solo dirti che, probabilmente, per risolvere il problema è necessario valutare prima di tutto la gestione complessiva di Alex, tenendo conto della sua età, della sua taglia, delle sue caratteristiche e della sua personalità.

I parametri che prenderei in considerazione sono diversi: la gestione degli spazi, quella del cibo, le attività quotidiane e il modo in cui vengono proposte. In altre parole, mi chiederei se Alex abbia delle regole chiare, indicazioni coerenti e uno sfogo delle energie adeguato alle sue esigenze.

Non avendo ulteriori informazioni, posso soltanto descriverti alcune delle situazioni più comuni in cui potresti riconoscerti. Ogni cane, però, ha una storia diversa e richiede una valutazione specifica. Se vorrai approfondire la tua situazione, potrai contattarmi: sarà possibile costruire un percorso su misura, pensato sia per te che per Alex.

Esce poco

Hai la fortuna di avere un cane che rimane tranquillo per parecchie ore in casa. Non distrugge mobili, non sporca, non disturba il vicinato e ti permette di dedicarti alle tue attività. Ma il fatto che, appena arriva il momento di uscire, inizi a tirare come un trattore e a fare il matto è, tutto sommato, abbastanza comprensibile.

Immagina una pentola a pressione. Finché il coperchio rimane chiuso, il vapore continua ad accumularsi. A un certo punto la valvola inizia a fischiare e, appena si apre, il vapore esce con tutta la sua forza.

Per il cane succede qualcosa di molto simile. Il “fischio” è il momento in cui capisce che finalmente si esce: sente prendere il guinzaglio, vede che ti metti le scarpe, osserva i tuoi movimenti. L’apertura della valvola coincide con la porta di casa che si spalanca. Il vapore, invece, è tutta l’energia che Alex libera appena vede uno spiraglio di libertà, anche se quella libertà è lunga appena quanto il suo guinzaglio.

In una situazione del genere il cane è completamente immerso nell’euforia, nell’energia e nelle mille informazioni che arrivano dall’esterno. Pretendere che risponda subito ai comandi o che ti dedichi attenzione è piuttosto irrealistico.

Soluzione:

Se il cane tira troppo al guinzaglio perché esce poco, il primo passo non è cambiare guinzaglio o comprare una nuova pettorina. È costruire una routine di uscite e attività che sia costante e adatta alle sue esigenze.

Se per motivi di lavoro non riesci a garantirgliela, cerca un aiuto: un familiare, un dog sitter o una persona di fiducia possono fare una grande differenza.

Un cane giovane, anche se è bravissimo in casa, non può trascorrere molte ore consecutive in uno stato di ipo-stimolazione. Ha bisogno di uscire, camminare, esplorare e fare i propri bisogni. Trattenerli troppo a lungo, oltre a non essere salutare, aumenta inevitabilmente la fretta di arrivare al primo cespuglio disponibile.

In questo caso la parola chiave è costanza. Le uscite devono essere regolari ma anche abbastanza ricche da permettere ad Alex di tornare a casa realmente soddisfatto, non semplicemente “scaricato”.

Esce, ma non in maniera adeguata

Può anche succedere il contrario. Hai tempo da dedicargli, le uscite non mancano e la routine sembra regolare. Eppure Alex continua a tirare come se fosse la prima passeggiata della sua vita.

Questo mi porta a pensare che il problema non sia la quantità delle uscite, ma la loro qualità.

Molti proprietari fanno tanti giri brevissimi, utili soprattutto per permettere al cane di fare i bisogni. Si esce, si percorre l’isolato e si rientra. Ripetuto quattro o cinque volte al giorno può sembrare tanto, ma per un cane giovane, vivace e di taglia … qualsiasi taglia, spesso non è sufficiente.

Anzi, in alcuni casi queste continue uscite “mordi e fuggi” finiscono per aumentare la frustrazione. Il cane assapora l’esterno senza avere davvero il tempo di viverlo.

La situazione può peggiorare se, una volta rientrato, trascorre molte ore senza particolari stimoli o interazioni. La noia si accumula in casa e viene scaricata tutta appena rimette le zampe fuori dalla porta.

Soluzione:

Quando il cane tira troppo al guinzaglio pur uscendo regolarmente, la parola chiave diventa adeguatezza.

Adeguata significa: proporzionata all’età, al carattere e alle esigenze di quel cane specifico. Un giovane cane di taglia medio/grande e vivace difficilmente sarà soddisfatto da una serie di uscite lampo.

Nella maggior parte dei casi consiglio una routine composta da più uscite distribuite durante la giornata, cercando di fare in modo che almeno due siano davvero appaganti. La mattina, per esempio, può essere il momento della passeggiata più ricca: camminata, possibilità di esplorare, qualche momento di gioco, eventuali incontri con altri cani e poi il rientro per il pasto. L’uscita di metà giornata può essere più breve o più lunga, anche in base a ciò che è stato fatto al mattino e alle temperature.

Nel pomeriggio o prima del pasto serale dovrebbe esserci un’altra passeggiata gratificante, mentre prima di andare a letto può bastare un’ultima uscita dedicata soprattutto ai bisogni. Se proprio dovessi sintetizzare tutto in una formula, direi questa: non conta soltanto quante volte esci, ma quante di quelle uscite permettono davvero al cane di sentirsi appagato.

Il cane tira troppo al guinzaglio però esce, ma è tutto lasciato al caso

In questo caso il problema non è tanto la quantità delle uscite, quanto il caos con cui vengono gestite.

Un giorno si esce pochissimo. Quello dopo si trascorrono ore fuori casa tra passeggiate, esperienze e incontri. Poi arrivano due o tre giorni fatti soltanto di giretti veloci e sterili, con un proprietario quasi assente perché preso da mille impegni.

Il cane tira troppo al guinzaglio perchè tutto questo significa una sola cosa: imprevedibilità.

Non avendo una routine, non può sapere cosa succederà quando si aprirà la porta di casa. Così, appena vede la possibilità di uscire, cerca di godersi ogni secondo disponibile. Tira, accelera e vuole prendersi tutto e subito, perché non sa quando gli ricapiterà.

Soluzione:

La parola chiave è routine.

Questo non significa vivere con il cronometro in mano o rinunciare alle giornate speciali. Se sai che trascorrerai un’intera giornata insieme al tuo cane, ben venga. L’importante è che anche in quelle occasioni ci siano momenti dedicati davvero a lui: tempo per esplorare, annusare, muoversi e vivere esperienze, non soltanto accompagnarti tra commissioni e appuntamenti.

Nei giorni più “normali”, invece, è fondamentale mantenere una gestione il più possibile costante. Il cane non può essere lasciato al caso se desideri costruire con lui un rapporto equilibrato.

Non ha la capacità di leggerti nel pensiero, non conosce la tua agenda e non sa se oggi avrà dieci minuti o due ore a disposizione. Una routine prevedibile lo aiuta a sentirsi più tranquillo e a gestire meglio le proprie aspettative.

Anche mantenere orari abbastanza regolari per i pasti può fare la differenza. Un cane che aspetta da troppo tempo di mangiare tende a essere più agitato e meno predisposto ad ascoltare.

Per concludere…

In tutte le situazioni che ho descritto manca uno dei tasselli fondamentali per costruire un buon rapporto con il proprio cane: l’educazione.

E per educazione non intendo necessariamente iscriversi a un corso di venti lezioni in un centro cinofilo a un’ora da casa. L’educazione è fatta soprattutto di piccoli gesti quotidiani. È il modo in cui interagisci con il tuo cane ogni giorno, costruendo poco alla volta un linguaggio comune, una comunicazione chiara e un rapporto basato sulla fiducia reciproca.

Quando parlo di “uscite corpose”, infatti, non intendo semplicemente passeggiate lunghe. Devono essere uscite ricche di esperienze, di esplorazione, di utilizzo dell’olfatto, di libertà compatibile con la situazione e di momenti di relazione con il proprietario.

Attenzione però: quando il cane tira troppo al guinzaglio la soluzione non è unica. I cani lo fanno per motivi diversi. Alcuni escono troppo poco, altri hanno una routine poco equilibrata, altri ancora vivono stati di forte eccitazione, frustrazione o insicurezza. Proprio per questo non esiste una soluzione valida per tutti. Esiste, invece, un percorso costruito sulle caratteristiche di quel cane e della sua famiglia.

Senza conoscere meglio la vostra situazione, caro Anonimo 210 ed Alex, ho potuto soltanto descriverti alcune delle vicende più frequenti che incontro nel mio lavoro. Spero però di averti aiutato almeno a capire in quale potresti riconoscerti e di averti dato qualche spunto per iniziare a guardare il problema da una prospettiva diversa.

La passeggiata non è il punto da cui partire per risolvere il problema. È il punto in cui il problema diventa visibile. Per questo, se le uscite diventano ogni giorno una lotta, forse il problema non è il guinzaglio ma è tutto quello che succede prima di agganciarlo.

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