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	<title>blog Archivi - Il cane in città</title>
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	<description>Alessandra Piccolo, Istruttrice Cinofila.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 15 Jul 2026 10:33:30 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>Intervista Cinofila, seconda parte…</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/07/15/intervista-cinofila/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella prima parte dell’intervista cinofila abbiamo parlato di chi siamo e con chi lavoriamo. &#8216;Go Go Dog&#8217; e &#8216;Il cane&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2026/07/15/intervista-cinofila/">Intervista Cinofila, seconda parte…</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nella prima parte dell’intervista cinofila abbiamo parlato di chi siamo e con chi lavoriamo. &#8216;Go Go Dog&#8217; e &#8216;Il cane in città&#8217;, ci siamo raccontate, esposte, confidate. Abbiamo parlato di territori, clienti e difficoltà quotidiane. Ma il confronto non finisce qui.</p>



<p>In questa seconda parte ribaltiamo la prospettiva: questa volta sarà Milano ad aprire con le risposte. Parleremo dei vantaggi e dei limiti delle due realtà, dei pregiudizi, delle attività che coinvolgono maggiormente i proprietari e di tutto quello che, dietro una semplice lezione cinofila, spesso non si vede.</p>



<p>Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati…</p>



<h3 class="wp-block-heading"><em><strong>Qual è il vantaggio più grande del lavorare nel tuo territorio?</strong></em></h3>



<p><strong>IL CANE IN CITTA’, Milano:</strong></p>



<p>Milano è enorme e i cani non mancano. Questo significa avere la possibilità di incontrare situazioni molto diverse, lavorare con persone differenti e continuare a imparare ogni giorno.</p>



<p>Ovviamente gli educatori cinofili sono numerosi, ma non ho mai vissuto la concorrenza come un problema. Ognuno porta competenze, percorsi e professionalità differenti.</p>



<p>Nel mio caso ho investito molto nella formazione, nelle esperienze pratiche e nell&#8217;ampliare le mie competenze. Questo mi permette di lavorare con serenità e di proporre un approccio che sento davvero mio.</p>



<p>Un aneddoto divertente? Qualche anno fa un brand milanese piuttosto esclusivo cercava collaboratori per il proprio progetto cinofilo. Dopo aver letto il mio CV mi dissero che il mio profilo era estremamente preparato e completo&#8230; forse persino troppo, quindi non idonea.</p>



<p>La motivazione era che una figura con competenze così ampie avrebbe potuto &#8220;creare confusione nella clientela&#8221;.</p>



<p>Sono rimasta senza parole.</p>



<p>In quel momento ho capito che Milano è una città meravigliosa: può offrirti opportunità straordinarie e, nello stesso giorno, cancellarle.</p>



<p>Ecco, anche questo è Milano.</p>



<p><strong>GO GO DOG, Novara:&nbsp;</strong></p>



<p>Senza dubbio la campagna. Avere a disposizione ampi spazi naturali rappresenta un grande vantaggio sia per noi professionisti sia per i cani.</p>



<p>Possiamo proporre attività in contesti più tranquilli, permettere ai cani di esprimere comportamenti naturali e offrire un&#8217;alternativa concreta agli spazi urbani e alle classiche aree cani.</p>



<p>Per molti proprietari è anche un&#8217;occasione per riscoprire il piacere di vivere il cane all&#8217;aria aperta, in un ambiente meno frenetico e più vicino alle sue esigenze.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Quale attività del tuo centro piace di più ai clienti?</em></strong></h3>



<p><strong>IL CANE IN CITTA’, Milano:&nbsp;</strong></p>



<p>In questo momento lavoro principalmente a domicilio e il mio obiettivo è aiutare le persone a risolvere i problemi reali della quotidianità e a vivere meglio la routine con il proprio cane.</p>



<p>Se devo essere sincera, però, una cosa mi manca.</p>



<p>Quando gestivo il Dog Camp, dopo il percorso educativo tradizionale potevo proporre attività che, agli occhi dei proprietari, sembravano semplicemente divertenti, mentre in realtà erano educazione avanzata travestita da gioco.</p>



<p>Ludo Agility, Rally Obedience, caccia al tesoro, percorsi con attrezzi e attività pensate per aumentare la fiducia del cane e migliorare la relazione con il proprietario.</p>



<p>I cani insieme ai proprietari si divertivano e nel frattempo si lavorava su autocontrollo, gestione emotiva, attenzione e insicurezze. Un piccolo trucco professionale che funzionava sempre molto bene. Ogni tanto mi manca tutto questo… </p>



<p><em>Grazie a questa intervista cinofila siamo riuscite ad aprire vecchi cassetti ormai chiusi da tempo, forse ci aiuteranno per realizzare nuovi progetti.</em></p>



<p><strong>GO GO DOG, Novara:&nbsp;</strong></p>



<p>L&#8217;educazione di base resta sempre il punto di partenza e l&#8217;attività più richiesta.</p>



<p>È il primo passo che permette alle persone di costruire una relazione più serena con il proprio cane e di acquisire gli strumenti necessari per affrontare la vita quotidiana.</p>



<p>Una volta concluso questo percorso, però, offriamo la possibilità di sperimentare diverse discipline cinofile e di trovare quella più adatta alla coppia cane-proprietario.</p>



<p>Se dovessi sceglierne una particolarmente apprezzata e divertente, direi senza dubbio il Disc Dog.</p>



<p>È una disciplina dinamica, coinvolgente e spettacolare, che permette ai cani di esprimere energia e capacità atletiche, mentre i proprietari si divertono a costruire un vero gioco di squadra con il proprio compagno a quattro zampe.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Quale pregiudizio esiste sul fare educazione cinofila nella tua zona?</em></strong></h3>



<p><strong>IL CANE IN CITTA’, Milano:&nbsp;</strong></p>



<p>A Milano capita che la percezione di un professionista venga misurata con parametri piuttosto curiosi.</p>



<p>Quanti follower ha? Con chi ha collaborato? È stato visto insieme a qualcuno di famoso? Ha una bella pagina Instagram?</p>



<p>A volte sembra che curriculum, esperienza, aggiornamento professionale e competenze tecniche debbano contendersi l&#8217;attenzione con algoritmi, reel e video.</p>



<p>Non sempre è così, per fortuna. Esistono moltissimi proprietari attenti e interessati alla sostanza.</p>



<p>Però Milano ha anche questo lato un po&#8217; glamour, dove a volte il contenitore viene osservato più del contenuto.</p>



<p>E così può capitare che una persona venga considerata competente solo perché è molto visibile, mentre qualcun altro debba dimostrare il proprio valore ogni giorno sgomitando nonostante anni di studio ed esperienza.</p>



<p>È il fascino di questa città… dove puoi incontrare un cane che pesa quaranta chili dentro una borsa firmata e nessuno sembra trovare la cosa particolarmente strana.</p>



<p><strong>GO GO DOG, Novara:&nbsp;</strong></p>



<p>Come accennavo prima, il fatto di avere molta campagna a disposizione porta con sé anche qualche limite.</p>



<p>A volte, quando un cane manifesta delle difficoltà, soprattutto nei confronti dei propri simili, invece di affrontare il problema e lavorarci sopra si tende semplicemente a evitarlo. Si sceglie la passeggiata in luoghi isolati, si riducono le occasioni di incontro e si cerca di aggirare la situazione.</p>



<p>Questo può funzionare nell&#8217;immediato, ma non sempre aiuta a risolvere davvero il problema.</p>



<p>Nei piccoli centri e nei paesi limitrofi esiste ancora, in alcuni casi, una mentalità un po&#8217; tradizionale, secondo la quale il cane deve semplicemente adattarsi e arrangiarsi. Per fortuna, però, negli ultimi anni sto vedendo sempre più persone interessate a capire il proprio cane e a costruire con lui una relazione migliore.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Se dovessi descrivere i tuoi clienti con tre parole?</em></strong></h3>



<p><strong>IL CANE IN CITTA’, Milano:&nbsp;</strong></p>



<p>solo 3 parole… non riesco.</p>



<p>Interessati, affettuosi ma incoerenti = in poche parole, <em>genuinamente impegnativi</em>.</p>



<p>Perché quando decidono di mettersi davvero in gioco possono ottenere risultati straordinari. Ma sono pur sempre milanesi: hanno l&#8217;agenda piena, mille impegni e la straordinaria capacità di voler risolvere un problema comportamentale in una pausa pranzo da quarantacinque minuti.</p>



<p><strong>GO GO DOG, Novara:&nbsp;</strong></p>



<p><em>Appassionati. Consapevoli. Motivati.</em></p>



<p>Sono persone che scelgono di dedicare tempo al proprio cane, di mettersi in gioco e di costruire insieme un percorso di crescita. Ed è proprio questo che rende il lavoro così gratificante.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><em><strong>Intervista cinofila: </strong></em><strong><em>Cosa invidi della realtà dell&#8217;altra città?</em></strong></h3>



<p><strong>IL CANE IN CITTA’, Milano:&nbsp;</strong></p>



<p>Della realtà novarese invidio soprattutto la praticità.</p>



<p>Ho l&#8217;impressione che ci sia ancora una maggiore voglia di organizzare qualcosa semplicemente perché ha senso farlo, perché crea gruppo e fa vivere il territorio. Non necessariamente perché deve diventare un evento mediatico.</p>



<p>Invidio anche la possibilità di comunicare ciò che si fa attraverso giornali locali, radio e realtà del territorio che hanno ancora interesse nel raccontare le iniziative della comunità.</p>



<p>A Milano è decisamente più complicato. O paghi per avere visibilità, oppure, se sei fortunato, ottieni due righe nascoste in qualche angolo remoto di un giornale che nemmeno un segugio riuscirebbe a trovare.</p>



<p>Spesso sembra che per attirare l&#8217;attenzione tu debba collegare qualsiasi attività a qualcosa di straordinario: un influencer, un personaggio famoso, un evento virale.</p>



<p>Milano offre tantissime opportunità, ma una cosa l&#8217;ho imparata: se vuoi essere visto, devi sgomitare parecchio e conoscere qualcuno.</p>



<p><strong>GO GO DOG, Novara, risponde all&#8217;intervista cinofila:&nbsp;</strong></p>



<p>A volte invidio i colleghi che lavorano nelle grandi città.</p>



<p>Ho la sensazione che chi vive in contesti urbani sia spesso più motivato a investire nell&#8217;educazione del proprio cane. Probabilmente perché la vita cittadina richiede una maggiore gestione della convivenza: persone, mezzi pubblici, locali, parchi e tante situazioni diverse da affrontare ogni giorno.</p>



<p>In una realtà più provinciale può capitare che alcune difficoltà vengano percepite come meno urgenti, semplicemente perché ci sono più spazi e meno occasioni di confronto.</p>



<p>Per questo penso che, sotto certi aspetti, vivere in città possa portare i proprietari a essere più attenti e consapevoli rispetto all&#8217;importanza dell&#8217;educazione cinofila.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Qual è una cosa che chi vive nell&#8217;altra realtà (Milano/Novara) probabilmente non immagina del tuo lavoro quotidiano?</em></strong></h3>



<p><strong>IL CANE IN CITTA’, Milano:&nbsp;</strong></p>



<p>Probabilmente la mia collega non vive la fatica che a volte richiede la gestione dei proprietari, rispetto i loro cani, in una realtà urbana.</p>



<p>A Milano può capitare di incontrare persone che investono molto nel cane, ma poco nel tempo da dedicargli direttamente. L&#8217;educatore c&#8217;è, il percorso c&#8217;è, il cane anche&#8230; poi però la gestione quotidiana viene delegata a una lunga catena di collaboratori, dog sitter e aiuti vari.</p>



<p>Altre volte, invece, ti ritrovi quasi a svolgere il ruolo di confidente. Parti parlando del cane che tira al guinzaglio e la lezione dopo stai ascoltando questioni lavorative, familiari o esistenziali per giustificare il comportamento del cane, sulle quali però puoi fare ben poco.</p>



<p>Quando per alcuni anni ho lavorato in un centro cinofilo nella campagna Pavese, la dinamica era diversa. Le persone prendevano l&#8217;auto, raggiungevano il campo, lavoravano con il cane e poi tornavano a casa con i compiti da fare.</p>



<p>Forse proprio perché arrivare fin lì richiedeva un piccolo sforzo, chi partecipava era spesso molto motivato.</p>



<p>Ecco una cosa che forse da fuori non si vede: fare l&#8217;educatore cinofilo significa lavorare con i cani, ma soprattutto con i loro proprietari.&nbsp;</p>



<p><strong>GO GO DOG, Novara:&nbsp;</strong></p>



<p>Credo che chi lavora nelle grandi città faccia fatica a immaginare cosa significhi svolgere questo lavoro completamente immersi nella natura.</p>



<p>Ogni giorno abbiamo la possibilità di lavorare all&#8217;aria aperta, circondati dal verde, con ampi spazi a disposizione e persino un bosco che utilizziamo durante molte attività.</p>



<p>Per noi è qualcosa di normale, quasi scontato. Ma fermandomi a pensarci, mi rendo conto che è un privilegio enorme.</p>



<p>Poter osservare i cani in un ambiente naturale, lasciando che esplorino, si muovano e si esprimano liberamente, è uno degli aspetti che amo di più del mio lavoro e del territorio in cui opero.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione dell&#8217; intervista cinofila&#8230;</strong></h3>



<p>Due città. Due territori. Due modi diversi di vivere il cane.</p>



<p>Questo confronto non aveva lo scopo di decretare quale realtà fosse migliore, ma di raccontare una storia, la nostra. In questa seconda parte dell&#8217;intervista cinofila, infatti, abbiamo raccontato di <strong>come viviamo questa professione</strong>.</p>



<p>Ogni territorio porta con sé opportunità, difficoltà e richieste differenti. Cambiano i paesaggi, cambiano le abitudini dei proprietari, cambiano perfino le aspettative verso il cane. Quello che non cambia è il lavoro dell&#8217;educatore: osservare, ascoltare e aiutare persone e cani a trovare un equilibrio nella loro quotidianità.</p>



<p>Alla fine, Milano e Novara si assomigliano molto più di quanto sembri. Perché dietro ogni guinzaglio c&#8217;è sempre una relazione da costruire. Ed è proprio quella, indipendentemente dal CAP, la parte più bella del nostro lavoro.</p>



<p>Un grazie di cuore a Silvia Rossi di<strong> &#8216;Go Go Dog&#8217;</strong> per essersi prestata con entusiasmo a questo piccolo esperimento di intervista cinofila.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong><a href="https://www.instagram.com/gogodog_/">I prossimi appuntamenti del &#8216;Go Go Dog&#8217;&#8230;</a></strong></h4>



<p>Se questo confronto ti ha incuriosito e vuoi conoscere da vicino il lavoro del centro cinofilo, ecco alcuni dei prossimi eventi in programma:</p>



<p><strong>Oltre al Guinzaglio</strong><br><strong>Domenica 6 settembre</strong> | Novara<br>Un evento divulgativo dedicato al benessere del cane e alla costruzione di una relazione più consapevole con il proprio proprietario.</p>



<p><strong>Novara Dog Show</strong><br><strong>13 settembre</strong><br>Un&#8217;esposizione amatoriale aperta agli appassionati e ai loro cani.</p>



<p><strong>Corso per Educatore Cinofilo</strong><br><strong>Inizio: settembre 2026</strong><br>Un nuovo percorso formativo dedicato a chi desidera trasformare la passione per i cani in una professione.</p>



<p><strong>Passeggiata Benefica</strong><br><strong>20 settembre</strong> | Novara<br>Una passeggiata aperta a tutti per condividere una giornata insieme e sostenere una buona causa.</p>



<p><strong>Quattro Zampe in Fiera</strong><br><strong>3 e 4 ottobre</strong> | Novegro (MI)<br>Il team di Go Go Dog sarà presente con il proprio stand durante la manifestazione.</p>



<p><strong>Una giornata da Schnauzer</strong><br><strong>Domenica 25 ottobre</strong><br>Una giornata interamente dedicata agli Schnauzer e ai loro proprietari.</p>



<p>Per maggiori informazioni sugli eventi, sui corsi e sulle attività puoi seguire i loro canali social, Instagram: <strong><a href="https://www.instagram.com/gogodog_/">Gogodog Attività Cinofile</a></strong>. Oppure visitare il centro cinofilo. Magari questo confronto tra Milano e Novara sarà anche l&#8217;occasione per fare una gita fuori porta.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Questa volta è stata un&#8217;intervista cinofila la prossima&#8230; chissà</strong></h3>



<p>Se vuoi seguire le prossime interviste,&nbsp;<strong><a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/">mi trovi sui Social !!!</a></strong></p>



<p>E se sei un professionista del settore e hai un progetto… beh, probabilmente potremmo avere qualcosa di cui parlare:&nbsp;<strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">Scrivimi</a></strong>!</p>



<p></p>
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			</item>
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		<title>GO GO DOG!</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/07/07/go-go-dog/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 18:04:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di educazione cinofila spesso immaginiamo che il lavoro sia uguale ovunque: il centro cinofilo &#8216;Go Go Dog&#8217;&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2026/07/07/go-go-dog/">GO GO DOG!</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quando si parla di educazione cinofila spesso immaginiamo che il lavoro sia uguale ovunque: il centro cinofilo &#8216;Go Go Dog&#8217; di Novara ci aiuta a capirlo. Sarà davvero così?</p>



<p>Per scoprirlo, <em>&#8216;Il Cane in Città&#8217;</em> di Alessandra Piccolo di Milano,  e il <em>&#8216;Go Go Dog&#8217;</em> di Silvia Rossi, si sono messi a confronto. Due educatrici cinofile che ogni giorno vivono territori diversi ma condividono la stessa passione: aiutare cani e persone a capirsi un po&#8217; meglio.</p>



<p>Stesse domande. Due città. Due punti di vista.</p>



<p>Iniziamo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Perché hai scelto questo nome per la tua attività?</em></strong></h3>



<p><strong>GO GO DOG, Novara:</strong></p>



<p>È stata una scelta piuttosto spontanea, fatta diversi anni fa insieme alla mia amica Valentina.</p>



<p>Volevamo un nome che richiamasse l&#8217;idea di un cane attivo, dinamico, sempre in movimento. Da lì è nato ‘<em>Go Go Dog’</em>: un invito ad andare, scoprire, fare esperienze insieme al proprio cane.</p>



<p>In fondo racchiude perfettamente lo spirito con cui vivo la cinofilia: movimento, crescita e voglia di mettersi in gioco.</p>



<p><strong>IL CANE IN CITTA’, Milano:&nbsp;</strong></p>



<p>Ho scelto il nome <strong><a href="https://ilcaneincitta.it">‘<em>Il Cane in Città’</em> </a></strong>perché, in fondo, è esattamente quello che faccio: seguo cani e proprietari che vivono in città e cerco di aiutarli a convivere serenamente con tutto quello che la vita urbana comporta.</p>



<p>Mi sembrava il nome più semplice, diretto e adatto a raccontare quello che faccio. Poi il destino ha dato una zampata a mio favore: il dominio per creare il sito era libero e ho colto l’occasione al volo!</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Racconta qualcosa di te: Cosa ti ha portato a fare questa professione?&nbsp;</em></strong></h3>



<p><strong>GO GO DOG, Novara:</strong>&nbsp;</p>



<p>Fin da bambina ho sempre avuto una forte attrazione per il mondo animale. Non è stata una passione nata all&#8217;improvviso: è qualcosa che mi accompagna da sempre e che, guardandomi indietro, ritrovo in moltissimi ricordi della mia infanzia.</p>



<p>La mia prima compagna a quattro zampe è stata Lady, una boxerina quasi completamente bianca con cui avevo instaurato un rapporto speciale. Ricordo ancora le sere d&#8217;estate in giardino, quando uscivo con il mio gelato e lei compariva puntualmente attirata da quella piccola golosità. A quel punto avevo due possibilità: farmelo rubare con entusiasmo oppure dividerlo con lei. Molto spesso finivamo per gustarcelo insieme.</p>



<p>Da bambina sognavo di diventare veterinaria. All&#8217;epoca la figura dell&#8217;istruttore cinofilo era molto meno conosciuta rispetto a oggi e, se avessi saputo prima che esisteva questa professione, probabilmente avrei avuto le idee molto più chiare fin dall&#8217;inizio.</p>



<p>Accanto ai cani c&#8217;era però un&#8217;altra passione che mi accompagna ancora oggi: le galline.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Silvia Rossi, fondatrice del &#8216;Go Go Dog&#8217;, si racconta&#8230;</em></strong></h3>



<p>A casa di mia nonna c&#8217;era un pollaio e io passavo lì ore intere. Con mia nonna Luigina mi occupavo di nutrirle, raccogliere le uova e prendermi cura di loro. Ma ciò che mi affascinava davvero era la relazione che riuscivo a costruire.</p>



<p>Le galline sono molto più intelligenti di quanto si pensi. Ricordo che insegnavo loro piccoli comportamenti: riuscivo a farle saltare sulla mia spalla, a metterle in fila sul trespolo e a rimanere ferme su richiesta. Tra tutte avevo un debole per un galletto di nome Crestino, con il quale avevo instaurato un legame davvero speciale.</p>



<p>Nello stesso periodo in famiglia c&#8217;era anche Full, un Pastore Tedesco che accompagnavo spesso in campagna insieme a mio nonno Gaudenzio. Vederlo correre libero nei prati era una delle cose che mi rendeva più felice. Erano momenti semplici, ma hanno contribuito a costruire il mio modo di guardare gli animali e il rapporto con loro.</p>



<p>Sono passati molti anni da allora, ma quei ricordi sono ancora vivissimi.</p>



<p>Oggi, dopo oltre vent&#8217;anni nel mondo della cinofilia, posso dire che il mio lavoro è nato proprio da lì: da una bambina che passava il tempo con cani, galline e galletti, osservandoli con curiosità e cercando ogni giorno un modo per comunicare con loro.</p>



<p>Più che una professione, per me è la naturale evoluzione di una passione che non mi ha mai abbandonata.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>IL CANE IN CITTA’, Milano:&nbsp;</strong></h4>



<p>Una laurea in Zootecnia e due cani. Ho preso questi ingredienti, li ho mescolati insieme e ne è uscita una carriera da istruttore cinofilo.</p>



<p>Vivendo a Milano ho pensato che ci fossero buone possibilità per sviluppare questa professione. Solo il comune di Milano ha più di un milione di residenti , i cani registrati sono circa 120 mila (un cane ogni 11 persone), i presupposti c&#8217;erano tutti. E infatti non mi sono sbagliata, anche se insieme alle opportunità sono arrivati anche tutti i pro e i contro che una grande città può offrire.</p>



<p>Diciamo che i cani mi ha indicato la strada e io l&#8217;ho seguita.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Racconta il tuo territorio: Com’è il luogo in cui lavori e quali opportunità offre ai cani?</em></strong></h3>



<p><strong>GO GO DOG, Novara:&nbsp;</strong></p>



<p>Il mio non è un territorio semplicissimo. Siamo una realtà di provincia immersa nella campagna e non sempre è così scontato che le persone vedano valore nell&#8217;educazione cinofila o nel dedicare tempo e risorse alla formazione del proprio cane.</p>



<p>Proprio per questo motivo sono particolarmente orgogliosa di quello che siamo riusciti a costruire negli anni. Nonostante il contesto, il nostro campo è molto attivo e continua ad accogliere numerosi clienti.</p>



<p>Oggi possiamo definirci un centro cinofilo attivo e una realtà di riferimento non solo per la provincia di Novara, ma anche per molte persone che arrivano da territori limitrofi.</p>



<p>È una soddisfazione importante, soprattutto considerando il punto di partenza.</p>



<p><strong>IL CANE IN CITTA’, Milano:&nbsp;</strong></p>



<p>Milano offre tantissimo, ma a volte riesce anche a complicare incredibilmente le cose più semplici. È un po&#8217; come una moneta: da una parte la comodità, dall&#8217;altra qualche limite che non ti aspetti.</p>



<p>Le opportunità per i cani non mancano: parchi, aree cani, eventi, servizi e professionisti. Il problema è che non sempre sono dietro l&#8217;angolo. In alcune zone ci sono spazi adatti, in altre bisogna fare qualche passo in più. E spesso quei dieci minuti di cammino vengono percepiti da certi proprietari come un macigno sulle spalle.</p>



<p>Attualmente lavoro soprattutto a domicilio e questo ha grandi vantaggi. Posso osservare e affrontare le difficoltà reali della famiglia nel contesto in cui si presentano ogni giorno, senza dover ricorrere a troppe simulazioni. Dall&#8217;altra parte, però, c&#8217;è la Milano degli spostamenti: parcheggi, traffico, zone a pagamento… la costante sensazione che per lavorare tu debba prima vincere alla lotteria.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>A Milano bisogna essere un po&#8217; educatori e un po&#8217; urbanisti</strong>:</h4>



<p>In alcuni casi manca anche uno spazio neutro dove impostare certi esercizi e lì entra in gioco la fantasia.</p>



<p>Per alcuni anni ho gestito un campo di addestramento all&#8217;aperto proprio a Milano. Un&#8217;esperienza bellissima che mi ha insegnato una cosa: al milanese piace la natura&#8230; purché sia comoda. Fango, pioggia, scarpe sporche e tragitto in auto non sempre rientrano nel pacchetto desiderato.</p>



<p>Successivamente ho gestito per molti anni un Dog Camp all&#8217;interno di un importante Pet Store milanese. Lì ho trovato una clientela molto ampia che apprezzava la possibilità di lavorare al chiuso, in un ambiente pulito e facilmente raggiungibile, magari approfittandone per fare anche qualche acquisto per il cane dopo la lezione.</p>



<p>Probabilmente era la soluzione perfetta per il cane cittadino e per il proprietario milanese: educazione, comodità e shopping sotto lo stesso tetto. Purtroppo il progetto si è concluso per esigenze aziendali, ma resta una delle esperienze professionali più interessanti che abbia fatto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Qual è il cane &#8220;tipico&#8221; che arriva da te?</em></strong></h3>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>GO GO DOG, Novara:&nbsp;</strong></h3>



<p>Negli anni passati la maggior parte delle persone si rivolgeva a noi per affrontare una difficoltà specifica: problemi di gestione, comportamenti indesiderati o situazioni che richiedevano un aiuto professionale.</p>



<p>Negli ultimi anni ho notato un cambiamento interessante.</p>



<p>Sempre più persone arrivano al campo semplicemente perché desiderano fare qualcosa insieme al proprio cane. Sono curiose, vogliono imparare, scoprire nuove attività e approfondire il mondo della cinofilia.</p>



<p>È un&#8217;evoluzione che mi fa molto piacere perché significa che, oltre alla risoluzione dei problemi, sta crescendo anche la cultura della relazione e della condivisione con il proprio cane.</p>



<p><strong>IL CANE IN CITTA’, Milano:</strong></p>



<p>Dipende molto dalla moda del momento e dal passaparola che gira in città. Milano segue le tendenze con una precisione quasi scientifica.</p>



<p>In questo periodo ho Barboncini Toy marroni, Maltipoo, Cockapoo e tutte quelle combinazioni che sembrano nascere da un generatore automatico di nomi: prendi due razze, aggiungi &#8220;-poo&#8221; e hai buone probabilità di fare centro.</p>



<p>A volte basta che una razza compaia in un paio di pubblicità consecutive e che venga scelta da qualche personaggio famoso e nel giro di pochi mesi la incontri ovunque.&nbsp;</p>



<p>Per fortuna ho anche un buon passaparola. Grazie a quello mi arrivano cani di ogni tipo: Amstaff, Cane Corso, Pastori Tedeschi, meticci. Soggetti con esigenze molto diverse tra loro.</p>



<p>Nonostante le mode, Milano continua a essere una città con una notevole varietà di razze, di proprietari e tante storie da raccontare.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Qual è il problema più frequente per cui le persone ti contattano?</em></strong></h3>



<p><strong>GO GO DOG, Novara:&nbsp;</strong></p>



<p>Una delle difficoltà che viene segnalata più spesso riguarda la gestione del cane al guinzaglio. Molti proprietari lamentano il fatto che il cane tiri durante le passeggiate e facciano fatica a vivere questo momento con serenità.</p>



<p>Accanto a questo emergono spesso anche problematiche legate alla gestione quotidiana: la comunicazione con il cane, le regole in casa o la difficoltà nel trovare un equilibrio nella convivenza.</p>



<p>Spesso si tratta di piccoli aspetti che, se affrontati correttamente, possono migliorare notevolmente la qualità della vita di tutta la famiglia.</p>



<p><strong>IL CANE IN CITTA’, Milano:</strong></p>



<p>Paradossalmente, spesso non per l&#8217;educazione cinofila.</p>



<p>Ricevo richieste di consulenze veterinarie, persone che cercano qualcuno che porti fuori il cane o che lo tenga durante il weekend. Quando spiego che sono un&#8217;educatrice cinofila e non una veterinaria o una dog sitter, la risposta è spesso qualcosa del tipo:</p>



<p>&#8220;Ma lei è un&#8217;educatrice, quindi sicuramente saprà anche curarlo&#8230;&#8221;</p>



<p>Oppure:</p>



<p>&#8220;Prima di chiamare il veterinario volevo sentire il suo parere.&#8221;</p>



<p>Naturalmente dopo aver già pubblicato le foto del problema su tre gruppi Facebook di quartiere e aver raccolto diciassette diagnosi diverse da perfetti sconosciuti.</p>



<p>Resta uno dei grandi misteri della vita moderna.</p>



<p>Fortunatamente ci sono anche molti proprietari che mi contattano per i motivi giusti: l&#8217;arrivo di un cucciolo, la gestione della quotidianità, qualche difficoltà comportamentale o semplicemente la voglia di imparare qualcosa in più sul proprio cane.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fino a questo punto una cosa è già evidente</strong></h3>



<p>Quando si parla di educazione cinofila non cambia soltanto il paesaggio. Cambiano le persone, le richieste, le abitudini e perfino il modo in cui nasce la relazione con il cane. Eppure, tra Milano e Novara, c&#8217;è anche qualcosa che resta sorprendentemente uguale…</p>



<p>Per ora ci fermiamo qui, lo scopriremo la prossima settimana.</p>



<p>Nella seconda parte invertiremo la prospettiva. Questa volta sarà Milano ad aprire il confronto e parleremo di aspettative dei proprietari, errori più comuni, soddisfazioni professionali, pregiudizi e di quello che, alla fine, accomuna davvero due realtà così diverse.</p>



<p>Alla prossima settimana!</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nel frattempo per conoscere meglio il &#8216;Go Go Dog&#8217;</strong>&#8230;</h3>



<p><strong>Instagram:</strong> <strong><a href="https://www.instagram.com/gogodog_/">Gogodog Attività Cinofile</a></strong> , Novara, di Silvia Rossi<br><strong>Sito:</strong> <strong><a href="https://gogodog.it">www.gogodog.it</a></strong></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2026/07/07/go-go-dog/">GO GO DOG!</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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		<title>Dal punto di vista del cane.</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/02/04/dal-punto-di-vista-del-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 15:38:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con un cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[educazione cane]]></category>
		<category><![CDATA[gestione del cane]]></category>
		<category><![CDATA[proprietario di cane in città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una consulenza educativa raccontata in un altro modo. «Scusa… posso dire anche io una cosa?». Il punto di vista del&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Una consulenza educativa raccontata in un altro modo.</h3>



<p>«Scusa… posso dire anche io una cosa?». Il punto di vista del cane.</p>



<p>«Certo, dimmi pure. Sono qui per ascoltare entrambi.»</p>



<p>«Puoi dirgli che se avanzo qualcosa nella ciotola non è perché lo mangio dopo, ma perché è troppo.<br>SANTOCIELO, la mia dose la prende a caso: ogni volta con un contenitore diverso.<br>A volte mangio come un barboncino, altre come un San Bernardo dopo una giornata sotto la neve.<br>Una via di mezzo, ti prego. DIGLIELO!». Il punto di vista del cane.</p>



<p>«Lo sento parlare con la vicina che gli dà consigli dall’alto di non so quale piedistallo.<br>“Eh, la mia Betty si regola da sola, mangia quando vuole. Se non tocca il cibo le cucino qualcosina.”<br>GRAZIE AL PIFFERO DI UN VOLPINO!<br>La Betty può fare la cacca quando vuole sulle traversine.<br>Se mangiassi anche io a caso come lei, passerei la giornata a trattenerla mentre aspetto il momento della passeggiata.<br>Capisci il calvario?<br>Poi è pure capace di lamentarsi perché tiro al guinzaglio.»</p>



<p>Riferisco parola per parola quello che Lebowski, detto Lebo, vuole comunicare a Matteo, il suo giovane e inesperto, ma volenteroso proprietario.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;incontro conoscitiv</strong>o dal punto di vista del cane.</h3>



<p>Siamo a Milano. Sto svolgendo quello che avviene subito dopo la chiamata in cui timidi, sfrontati, disperati o ligi proprietari mi chiedono un appuntamento per “educare” il loro cane in città.<br>Durante il primo incontro, che io chiamo &#8211; <em><strong><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/consulenze-cinofile/">conoscitivo</a></strong></em> -, facciamo una lunga chiacchierata. Ovviamente non a caso.<br>Seguendo le loro prime, spesso vaghe indicazioni, mi appunto uno schema per avere un quadro completo della situazione.</p>



<p>Leggende metropolitane narrano che i cani sappiano regolarsi con il cibo come i gatti.<br>Nella realtà, tendono a mangiare quello che gli viene dato e, se le razioni sono abbondanti, a finirle. Con il rischio di vomitarle (se sono particolarmente abbondanti) o di produrre cacche da leoni in giro per casa, se non vengono letti i segnali di un’urgenza in corso.</p>



<p>Leggi sempre la tabella nutrizionale del cibo che stai dando: lì trovi anche la quantità corretta, da dividere in più razioni giornaliere.<br>Non dare dosi a manciate, a occhio o a sentimento. Usa sempre lo stesso misurino, segnati fin dove riempirlo e vai avanti senza troppi drammi.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Alla fine Lebowski ha ragione.</strong></h4>



<p>Se il quadrupede ha l’abitudine di non mangiare tutto, di avanzare o di piluccare durante il giorno quello che trova nella ciotola, non significa che sappia regolarsi.<br>Significa che ha capito che esiste la possibilità che arrivi qualcosa di diverso. Forse di più buono. Probabilmente fa anche poco movimento, e quindi ha meno fame.<br>Da punto di vista del cane: lui si sente furbo. Tu un po’ meno, perché il giorno in cui non mangia davvero perché non sta bene, potresti non accorgertene subito.</p>



<p>Torno da Matteo che, completamente sconcertato dalla dinamica di questo incontro, forse anche un po’ impaurito, mi chiede se Lebo abbia altro da comunicare.</p>



<p><em><strong><a href="https://ilcaneincitta.it/educatore-cinofilo-life-coach/">Alla fine, il mio lavoro è questo: fare da interprete fra te e il tuo cane.</a></strong></em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>DIVANO O NON DIVANO: ma è davvero questo il problema?</strong></h3>



<p>Sorrido e mi volto verso l’amata bestiola che, nel frattempo, si è sdraiata comodamente sul divano e ci osserva.<br>So già dove vuole andare a parare.</p>



<p>«Sì, mi approprio del divano. Che problema c’è?<br>Guarda dove il genio ribelle amante del feng shui mi ha messo la cuccia: in mezzo al nulla.<br>Spiffero sulla schiena, nessuna parete d’appoggio.<br>Sarà anche in tinta con l’arredamento, ma…<br>sto lì da solo, lontano da tutto.<br>E ogni volta che salgo su quella trappola di cuccia, si sposta. Traballa.»</p>



<p>«Certo che scelgo il divano: è comodo, caldo e accogliente.<br>E quando non si fa venire a trovare dall’amichetta di turno, lo condividiamo.»</p>



<p>«Ah, già che ci siamo: se vuole che smetta di abbaiare contro di lui e contro chi si porta sul divano, digli di cambiarmi la cuccia.<br>La voglio vicino al divano.<br>Il colore può sceglierlo lui, tanto vedo i colori a modo mio.<br>Ma la voglio soffice, avvolgente, con un bel bordo alto.»</p>



<p>Anche questa volta non posso dargli torto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Dal punto di vista del cane: si arreda anche casa.</strong></h3>



<p>Bella la cuccia, nulla da dire, ma forse un po’ troppo di design e poco adatta alla comodità di Lebowski.<br>Lo dico sempre, quando ho occasione di incontrare i proprietari prima dell’arrivo del cane: non spendete subito cifre esorbitanti per la cuccia. Alla fine sarà il cane a dirvi cosa gli piace e cosa lo fa stare bene.</p>



<p>C’è chi ama i tappeti, qualcosa di piatto e morbido senza fronzoli.<br>Chi preferisce i cuscinoni, con o senza sponde.<br>Le brandine oggi si usano meno, ma con pavimenti freddi possono essere utili, magari con un bel cuscino sopra.</p>



<p>Il consiglio resta sempre lo stesso: aspetta e impara a conoscere il quadrupede che hai accolto in casa. Qualunque cuccia scegli, sentiti libero di optare per il colore che più ti piace, ma fai attenzione a dove la metti.<br>La posizione deve essere strategica per il cane, non per l’arredamento.</p>



<p>Evita:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sotto i caloriferi sempre accesi</li>



<li>davanti alla porta</li>



<li>in mezzo al corridoio</li>



<li>vicino alle casse della TV</li>



<li>nascosta sotto un tavolo o relegata nell’angolo più lontano della stanza</li>
</ul>



<p>Il cane fa parte della famiglia. Vorrà stare con te mentre guardi la TV o lavori alla scrivania. Vorrà condividere il momento. Quindi, se non vuoi che salga sul divano, fai in modo che abbia una cuccia che gli piaccia davvero, in un luogo accogliente.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Premessa personale: </h4>



<p>per me il cane può anche salire sul divano.<br>L’importante è che <strong>sia tu ad avere le idee chiare</strong>.<br>Divano sì o divano no. Il cane non deve decidere tutto.<br>E’ importante anche che sappia dove mettersi quando il divano è occupato da altri.</p>



<p>Mentre spiego tutto questo a Matteo, dandogli qualche esercizio pratico da fare, guardo Lebo.<br>Ha sicuramente altro da dire, ma le informazioni per un primo incontro sono già tante.</p>



<p>Mi abbasso per dargli una carezza.<br>Alla fine mi scrocca un biscotto.</p>



<p><strong><a href="https://ilcaneincitta.it/2026/02/18/le-passeggiate-con-il-cane/">«Ci vediamo settimana prossima, furbacchione.»</a></strong></p>



<p>Vivere con un cane in città non è questione di obbedienza. È una questione di scelte quotidiane, spazi, tempi e coerenza. Tutte cose che raramente vengono spiegate prima che sorgano i problemi.&nbsp;È da qui che nasce l’idea di lavorare sulla gestione, prima ancora che sull’educazione.</p>



<p>Se ti va di seguire altre avventure urbane o consigli utili, mi trovi su Instagram&nbsp;<strong><a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/">@ilcaneincitta</a></strong>.<br>A breve, anche in formato podcast.<br>Immagine realizzata con Canva.</p>
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		<title>Per vivere con un cane</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2025/11/13/vivere-con-un-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 17:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziare con il piede giusto]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[cani in città]]></category>
		<category><![CDATA[educazione cane]]></category>
		<category><![CDATA[il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[istruttore cinofilo]]></category>
		<category><![CDATA[vivere con un cane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;amore non basta, serve coerenza, perché prendere un cane significa… fare i conti con la realtà. Non solo cuccioli che&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;amore non basta, serve coerenza, perché prendere un cane significa… fare i conti con la realtà.</h3>



<p>Non solo cuccioli che dormono sul divano e passeggiate al tramonto — ma anche peli ovunque, scarpe rosicchiate, orari sballati e qualche compromesso quotidiano.<br>Perché sì, <strong>vivere con un cane è un atto d’amore</strong>, ma prima ancora è una questione di <strong>coerenza</strong>.</p>



<p>Prima di portarlo a casa chiediti: <em>“Sono davvero disposto a cambiare qualcosa della mia vita?”</em><br>Perché cambierà tutto: la casa, le abitudini, le vacanze, persino la tua pazienza. Come in una convivenza (o un matrimonio), la parola chiave è <strong>adattamento reciproco</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>La coerenza prima di tutto</strong></h4>



<p>Avere un cane non è solo “voler bene agli animali”, ma <strong>scegliere consapevolmente</strong> un compagno con cui condividere tempo, spazio e quotidianità.<br>E per farlo servono coerenza e onestà: con se stessi prima di tutto.</p>



<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="681" src="//i0.wp.com/ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2019/12/tamara-bellis-VLKvzQQiR3o-unsplash-1024x681.jpg" alt="" class="wp-image-507" srcset="https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2019/12/tamara-bellis-VLKvzQQiR3o-unsplash-1024x681.jpg 1024w, https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2019/12/tamara-bellis-VLKvzQQiR3o-unsplash-300x199.jpg 300w, https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2019/12/tamara-bellis-VLKvzQQiR3o-unsplash-768x511.jpg 768w, https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2019/12/tamara-bellis-VLKvzQQiR3o-unsplash-1600x1064.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em><a href="https://unsplash.com/s/photos/tamara-bellis-">Photo by Tamara Bellis, Unsplash</a></em></figcaption></figure>



<p><strong>Ecco qualche esempio semplice ma illuminante :</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ami le camminate in montagna? Ti serve un cane atletico, che regga il ritmo. Magari evita i cani da caccia se non vuoi passare metà giornata a inseguirlo nei boschi.</li>



<li>Vivi in città e passi ore in ufficio? Meglio un cane tranquillo e gestibile, ma non dimenticare: anche i piccoli hanno bisogno di movimento e stimoli veri, non solo coccole e cuscini.</li>



<li>Sei più da divano che da maratona? Forse un cucciolo iperattivo non è la scelta ideale. Ma un cane adulto o anziano, da adottare con amore, potrebbe essere la compagnia perfetta.</li>



<li>Ami la socialità? Scegli razze o meticci con buon carattere e predisposti al contatto con altri cani e persone.</li>



<li>Vivi per il mare? Ci sono cani che adorano l’acqua e ti seguiranno felici tra onde e sabbia.&nbsp;</li>



<li>È il tuo primo cane e non hai esperienza? Inizia facile: un cucciolo equilibrato o un adulto socievole, non infilarti in caso complicato solo perché “fa tenerezza”, anche se c&#8217;è <em>l&#8217;amore</em> potresti non avere tutti gli strumenti necessari per aiutarlo.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il problema non è &#8220;vivere con un cane&#8221;: sono le aspettative</strong></h3>



<p>Molti si chiedono:</p>



<p><em>“Perché quando usciamo l’unico che si diverte è lui?”<br>“Ma il bello di avere un cane dov’è?”</em></p>



<p>La verità?<br>Perché spesso facciamo cose “da umani”, non <em>da cani</em>.<br>Se sei uscito con il cane,&nbsp; <em>fai almeno una cosa da cane!</em><br>Una corsa al parco, una sessione di annusate libere, un incontro con altri cani, una passeggiata lenta senza fretta né telefono.</p>



<p>Poi potrai anche prendere quel caffè o fare la spesa, ma <strong>prima viene lui</strong>.<br>È questo il compromesso, il bello dell’avere un cane è proprio lì: <em>nella condivisione autentica</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Non sceglierlo per moda, colore o forma del muso</strong></h3>



<p>Un cane non è un accessorio da Instagram.<br>Non sceglierlo per il colore, la taglia o perché “l’ha preso il vicino”.<br>Ogni cane è un individuo con esigenze reali, e ogni razza ha le sue sfide.<br>Sii onesto: <strong>fermati un attimo a riflettere </strong>quando qualcuno ti dice che “forse” non è il cane adatto o non è il momento giusto (ti confido una cosa: come non è piacevole ricevere un rifiuto, non è facile neanche darlo in queste situazioni).<br>A volte, la decisione più amorevole è proprio quella di aspettare.</p>



<p>Se si è fatta la scelta giusta tutto è bello e semplice!&nbsp;Perché con un cane ben educato puoi andare ovunque, e trovare un’attività che piace ad entrambi rafforzerà il rapporto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando per vivere con un cane l’amore non basta (ma ci sono i compromessi)</strong></h3>



<p>Se ormai il cane è già a casa e ti senti un po’ sopraffatto… niente panico.<br>Con amore, impegno e qualche compromesso, si può sistemare tutto,&nbsp; specialmente dopo aver <strong>chiamato un professionista</strong> — educatore o veterinario — che ti aiuti a rimettere equilibrio nella relazione.</p>



<p>Perché vivere con un cane non deve essere una fatica.<br>Deve essere una scelta consapevole, fatta di rispetto reciproco e coerenza.</p>



<p><strong>E tu? Ti siete mai trovato a dover scendere a compromessi con il tuo cane?</strong><br><strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">[Scrivimi]</a></strong>: a tua storia potrebbe finire nel prossimo episodio del podcast .</p>



<p class="has-text-align-right"><br><em>Sempre sincera, mai addestrata. La Tua Cinofila Bastarda.</em></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-left">Foto di copertina di <strong><a href="https://manusardi.it">Federico Manusardi.</a></strong><br></p>
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		<title>Sopravvivere nell’Area Cani</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2025/11/13/area-cani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 09:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con un cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[educazione cane]]></category>
		<category><![CDATA[gestione del cane]]></category>
		<category><![CDATA[manuale di sopravvivenza]]></category>
		<category><![CDATA[proprietario di cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[suggerimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hai un cane? Vivi in città? Questo è il tuo manuale dell&#8217;area cani! Ho un rapporto di amore e odio&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Hai un cane? Vivi in città? Questo è il tuo manuale dell&#8217;area cani!</strong></h3>



<p>Ho un rapporto di amore e odio con l&#8217;area cani.<br>La amo perché, diciamolo, in città è indispensabile: permette al cane di correre, socializzare e (se siete fortunati) persino divertirsi.<br>La odio perché spesso si trasforma in teatri dell’assurdo urbano, dove l’umanità mette in scena il meglio — e il peggio — del proprio repertorio.</p>



<p>Se vivete a Milano, sapete di cosa parlo: all’ora X, di solito tra le 17.30 e le 19, scatta l’<strong>“Happy Hour del Cane”</strong>.<br>Tradotto: il cane viene sganciato come una mina vagante mentre il bipede si perde in chiacchiere infinite, rigorosamente ignorando cosa stia succedendo intorno.<br>Ma stanno giocando? Qualcuno litiga? Chi mangia le feci? Mistero. L’importante è che <em>Fuffy</em> “si sfoghi”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Prima di entrare: osserva (e respira)</strong></h3>



<p>Prima regola di sopravvivenza: <strong>non buttarti dentro a occhi chiusi</strong>.<br>Guarda i cani che ci sono. Sono tranquilli o sembrano un branco di ultras al derby?<br>Ci sono proprietari attenti o zombie con lo smartphone?<br>Meglio aspettare cinque minuti fuori che dover correre al pronto soccorso veterinario dopo.</p>



<p>Se potete, scegliete <strong>le aree cani meno affollate</strong>, o quelle dove conoscete già gli altri frequentatori.<br>E se trovate un gruppo equilibrato, tenetevelo stretto: è più raro di un parcheggio gratuito in centro. Ma non occupate l’area cani per troppo tempo, date l’opportunità anche agli altri entrare!</p>



<p>L’area cani racconta molto già prima di entrarci. Se vedi troppa tensione, code dritte come antenne e umani assenti, magari è il caso di fare due passi altrove e tornare dopo.<br>L’area cani non è né il paradiso sociale dei quattrozampe, né il luogo maledetto dove tutto va storto — ma di sicuro è un <em>ecosistema complesso</em>, popolato da dinamiche canine… e umane. Vediamole insieme, con un po’ di ironia e parecchio buon senso&#8230;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il mito del “gioco libero”</strong></h3>



<p>Molti credono che “area cani” significhi: <em>“lascia il cane e spera vada bene”.</em><br>No, non è Disneyland per cani.<br>Il gioco libero funziona solo se i partecipanti (umani e cani) sanno comunicare e rispettare gli spazi.<br>Se il tuo cane è timido o insicuro, non serve è utili buttarlo in spazi affollati: è come buttare un introverso in una festa universitaria e dire “divertiti!”.</p>



<p>La socialità non si impone, si costruisce.<br>E a volte la cosa più educativa che puoi fare è dire “oggi no, grazie”, aspettare momenti migliori e farvi una bella passeggiata tranquilla.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Regole non scritte (ma fondamentali)</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Togli guinzaglio solo se puoi controllare il cane anche senza.</strong><br>Non perché sei un drill sergeant, ma perché la libertà è una responsabilità reciproca.</li>



<li><strong>Non intervenire sugli altri cani.</strong><br>Mai. A meno che non ci sia un’emergenza vera. Nessuno ama l’“istruttore improvvisato” che commenta tutto dal recinto.</li>



<li><strong>Parla col tuo cane.</strong><br>Non serve urlare, serve esserci. Il tuo cane deve sapere che ci sei, che lo stai guardando e sei pronto a giocare con lui, non perderti al telefono o in chiacchiere.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando le cose si scaldano (e succede)</strong></h3>



<p>Risse, ringhi, scatti improvvisi: sì, può capitare.<br>Il trucco non è “chi ha ragione”, ma <em>come reagisci</em>.<br>Anticipa, chiama il tuo cane, allontanati, respira. Poi valuta.<br>Non serve litigare con l’altro umano: tanto nessuno ammetterà mai che il suo cane ha sbagliato.</p>



<p>Se vedi segnali di disagio ricorrenti, cambia orario o area.<br>L’obiettivo non è “resistere”, ma <em>scegliere contesti sani</em> per entrambi.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Bonus: l’area cani come specchio</strong></h4>



<p>Sai qual è la parte più interessante?<br>Che l’area cani riflette te.<br>La tua calma, la tua ansia, il tuo modo di gestire le interazioni.<br>È uno specchio, impari tanto su come vivi la relazione con il tuo cane… e pure con gli altri esseri umani</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Decalogo Area Cani:</strong></h2>



<p>(<em>liberamente ispirato alle regole ufficiali del Comune, ma con un tocco di realtà</em>)</p>



<p><strong>1) Raccogli le feci. Sempre.</strong><br>Sì, anche se “la fa sull&#8217;erba”, non è concime. E no, il sacchetto non va lasciato lì “perché è biodegradabile o perché tanto qualcuno lo prende”. Spoiler: nessuno lo prende.</p>



<p><strong>2) Entra solo con cani microchippati e identificabili.</strong><br>Serve a te, al tuo cane e al povero cristiano che lo troverà se scappa. Il chip e la medaglietta identificativa, non sono un complotto, ma buon senso.</p>



<p><strong>3) Porta solo cani vaccinati e trattati contro parassiti.</strong><br>Non è snobismo, è igiene. Pulci, zecche e giardia non sono infestazioni da collezionare.</p>



<p><strong>4) Non introdurre femmine in calore.<br></strong>Sì, lo so, “tanto non succede niente”. Certo, come no. Due mesi dopo, cucciolata indesiderata e dramma annunciato. Questo non significa che <em>le femmine in calore restano a casa,</em> ma evitiamo lasciarle libere nei parchi.</p>



<p><strong>5) Evita di introdurre cani aggressivi.<br></strong>Se l’area è affollata, passa oltre. Se l’area è vuota entra pure e goditi il momento, se arriva qualcuno chiedi ancora 5 minuti e poi esci a passeggiare. Questo vale per tutti, non è un test di coraggio, è rispetto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>6) Non portare cani malati o convalescenti in area cani.</strong></h3>



<p>Davvero vuoi farli stressare (e rischiare)? Le coccole e le passeggiate tranquille bastano.</p>



<p><strong>7) Entra e esci col guinzaglio.</strong><br>E chiudi il cancello, per l’amor del cielo. Non hai la coda, quindi non serve lasciarlo aperto.</p>



<p><strong>8) Tieni sempre sotto controllo il cane.</strong><br>Non serve il GPS, serve attenzione. Se vuoi farti una telefonata di mezz’ora, fallo dopo. Non è l’asilo nido del tuo cane.</p>



<p><strong>9) I bambini non sono cani. E i cani non sono babysitter.</strong><br>Sembra ovvio, ma a quanto pare non lo è. Se tuo figlio entra, tu entri con lui. Non puoi delegare la vigilanza al cane del vicino.</p>



<p><strong>10) Niente abbaio prolungato (soprattutto alle 7 del mattino).</strong><br>Le aree cani esistono <em>finché non disturbano</em>. Se rovini il sonno dei vicini, la prossima lamentela sarà per te.</p>



<p><strong>Conclusione</strong></p>



<p>Le aree cani non sono il male. In alcuni casi sono l&#8217;espressione di come viviamo la relazione con i nostri cani — e con gli altri umani.<br>Possono essere un piccolo inferno urbano o un’ottima palestra di convivenza. Dipende da noi.</p>



<p>Se vuoi imparare a viverle <strong>senza stress (e senza esaurirti)</strong>, nel mio libro dedico un intero capitolo a questo tema — con casi reali, errori classici e risate garantite.&nbsp;</p>



<p><strong><a href="https://www.tealibri.it/libri/alessandra-piccolo-il-cane-in-citta-9788850259168">[il mio Libro]</a></strong></p>



<p><strong>Qual è stata la tua esperienza nell’area cani del quartiere?</strong><br>Raccontatemelo <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">[scrivimi]</a></strong>: potrei citarti nel prossimo episodio del [podcast].</p>



<p class="has-text-align-right"><em>Sempre sincera, mai addestrata. La Tua Cinofila Bastarda.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2025/11/13/area-cani/">Sopravvivere nell’Area Cani</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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