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	<title>Iniziare con il piede giusto Archivi - Il cane in città</title>
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	<description>Alessandra Piccolo, Istruttrice Cinofila.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 01 Jun 2026 16:29:32 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Se vuoi un cane prenditi un cane!</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/06/01/se-vuoi-un-cane-prenditi-un-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 18:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziare con il piede giusto]]></category>
		<category><![CDATA[miti e leggende cinofili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“C@ZXO però, Se vuoi un cane prenditi un cane!&#160; Se volevi un gatto dovevi prenderti un gatto. Questo è un&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2026/06/01/se-vuoi-un-cane-prenditi-un-cane/">Se vuoi un cane prenditi un cane!</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>“C@ZXO però, Se vuoi un cane prenditi un cane!&nbsp;</p>



<p>Se volevi un gatto dovevi prenderti un gatto. Questo è un cane e come tale va trattato!”</p>



<p>Avrei voluto rispondere così…</p>



<p>Invece sono stata professionale, mi sono morsa la lingua, ho dato del lei alla signora e ho cercato una soluzione. Dopotutto è il mio lavoro.</p>



<p>Però quella frase mi è rimasta in testa per giorni, perché racchiude uno dei problemi che incontro più spesso quando lavoro con le persone e i loro cani.</p>



<p>Alla fine, in situazioni come queste, di chi è la colpa?</p>



<p>Nostra!</p>



<p>Perché molto spesso, quando si decide di prendere un cane, si pensa a tutto tranne che al cane.</p>



<p>Si pensa alla compagnia che farà, alle passeggiate insieme, a quanto sarà bello averlo accanto. Si immagina l&#8217;emozione del primo giorno, alle fotografie da cucciolo, al nome da scegliere e perfino al posto in cui dormirà.</p>



<p>Molto più raramente ci si ferma a riflettere su chi sia davvero il soggetto che stiamo per portare a casa.</p>



<p>Perché un cane non è un contenitore vuoto da riempire con le nostre aspettative. È un individuo con caratteristiche precise, con predisposizioni, limiti, bisogni ed eventuali difficoltà che continueranno a esistere anche dopo l&#8217;entusiasmo iniziale.</p>



<p>E spesso è proprio da qui che iniziano i problemi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le anime nobili</strong></h3>



<p>Tra i futuri proprietari esiste una categoria che incontro con una certa frequenza e che, paradossalmente, è animata dalle migliori intenzioni.</p>



<p>Sono le anime nobili… Quelle che si avvicinano a un canile o a un rifugio con l&#8217;idea di salvare qualcuno. Non cercano il cane più semplice, il più compatibile o il più adatto alla loro vita. Cercano il più bisognoso.</p>



<p>L&#8217;intenzione, sia chiaro, è meravigliosa.</p>



<p>Il problema è che il desiderio di aiutare qualcuno non coincide necessariamente con la capacità di gestirlo. Così capita che operatori, volontari o educatori provino a suggerire un cane diverso. Un soggetto più equilibrato, più adatto ad una prima esperienza, più compatibile con il tempo e le competenze a disposizione.</p>



<p>Ma spesso quel consiglio viene interpretato come un ostacolo anziché come una tutela.</p>



<p>E allora si cerca un altro rifugio, un&#8217;altra associazione o un&#8217;altra occasione in cui nessuno faccia troppe domande. Il risultato poi, è che persone prive di esperienza si ritrovano improvvisamente a convivere con cani che portano sulle spalle anni di difficoltà, paure, insicurezze o problematiche comportamentali importanti.</p>



<p>Non c&#8217;è nulla di sbagliato in quei cani, la questione è che richiedono strumenti che non tutti possiedono. E quando le aspettative si scontrano con la realtà quotidiana iniziano: frustrazione, sensi di colpa e la sensazione di aver fallito.</p>



<p>Non perché il cane sia &#8220;sbagliato&#8221;, ma perché si è scelto un cane che, in quel preciso momento della propria vita, non si era ancora pronti ad accogliere.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le anime furbe</strong></h3>



<p>All&#8217;estremo opposto troviamo invece quelli che potremmo definire i proprietari preparatissimi, o almeno apparentemente.</p>



<p>Sono quelli che studiano per mesi, leggono libri, seguono allevatori sui social, frequentano forum specializzati, scrivono email e percorrono centinaia di chilometri per visitare allevamenti. Sembrano l&#8217;esempio perfetto del proprietario responsabile.</p>



<p>Poi però arriva il momento della scelta, ed è lì che qualcosa cambia…</p>



<p>Perché il cane deve essere anche particolare, raro, deve avere quel colore che si vede poco, deve attirare l’attenzione. Insomma, se vuoi un cane prenditi un cane&#8230; ma possibilmente quello che nessun altro ha.</p>



<p>Eppure una domanda dovremmo imparare a farcela più spesso.</p>



<p>Per quale motivo quella razza non la si vede in area cani? Vedi un po&#8217; tu&#8230;</p>



<p>La risposta non è sempre negativa, però dovrebbe essere uno spunto di riflessione. Il mondo cinofilo sta vivendo da anni una rincorsa all&#8217;originalità che spesso mette in secondo piano aspetti decisamente più importanti come il carattere, la salute, la compatibilità con la vita quotidiana in città.</p>



<p>Facendo certe scelte, si continuano ad alimentare mode assurde e cani selezionati più per estetica che per equilibrio.</p>



<p>Così si finisce per scegliere il cane che piace di più invece del cane che si adatta meglio.</p>



<p>E quando il fascino della novità svanisce, rimane ciò che quel cane è sempre stato: un essere vivente con esigenze reali, indipendenti dalle aspettative che avevate costruito su di lui.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le anime più ingenue</strong></h3>



<p>Esiste poi una categoria di proprietari che raramente agisce per superficialità o cattiveria. Al contrario, spesso è animata dalle intenzioni migliori.</p>



<p>Sono quelli che desiderano un cane da tempo, che sentono di avere finalmente lo spazio, il tempo o la disponibilità emotiva per accoglierne uno, con grande slancio ed entusiasmo.</p>



<p>Entrano in un negozio per animali e si trovano davanti un cucciolo. Lo osservano. Lui li osserva. Nel giro di pochi minuti iniziano già a immaginarselo sul divano di casa, durante le passeggiate o accanto ai figli.</p>



<p>Tutto appare semplice.</p>



<p>Quello che spesso non appare, invece, è ciò che si trova dietro quella vetrina.</p>



<p>Per anni il commercio di cuccioli ha alimentato un sistema fatto di importazioni discutibili, allevamenti intensivi, trasporti lunghissimi e condizioni che poco hanno a che vedere con il benessere animale. Non tutti i negozi lavorano allo stesso modo e non tutte le situazioni sono identiche, ma il problema esiste ed è molto più grande del singolo cucciolo che vediamo davanti a noi.</p>



<p>È comprensibile pensare di star facendo una buona azione portandolo a casa. In fondo, chiunque abbia un minimo di sensibilità prova tenerezza davanti a un animale rinchiuso in una vetrina. Il paradosso, però, è che spesso quel gesto nasce dal desiderio di salvare un individuo senza interrogarsi sul sistema che lo ha prodotto.</p>



<p>E forse è proprio qui che dovrebbe iniziare la riflessione.</p>



<p>Perché scegliere un cane richiede tempo. Richiede domande. Richiede la disponibilità ad approfondire aspetti che all&#8217;inizio sembrano noiosi (come l’educazione), ma che avranno un impatto enorme sulla vita futura del cane e della famiglia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Se vuoi un cane, prenditi un cane&#8230;</h3>



<p>Ma concediti anche il tempo necessario per capire da dove arriva e quale storia si porta dietro. Chiediti di cosa potrebbe aver bisogno e se sei davvero in grado di offrirglielo: cure veterinarie, attenzioni particolari, tempo, pazienza o magari l&#8217;aiuto di altri professionisti come educatori cinofili, dog sitter, pensioni o fisioterapisti.</p>



<p>Può capitare, infatti, che il solo amore e il desiderio di avere un cane nella propria vita non siano sufficienti. Bisogna essere pronti ad affrontare le difficoltà che possono presentarsi lungo il percorso, alcune dettate dalla natura stessa dell&#8217;animale, altre conseguenza di scelte impulsive o poco consapevoli.</p>



<p>Perché scegliere un cane significa assumersi la responsabilità della sua vita, non soltanto godersi la parte più bella della convivenza.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le anime più inquiete</strong></h3>



<p>Poi ci sono quelle che, a prima vista, sembrano le più indecise.</p>



<p>Ascoltano consigli.</p>



<p>Fanno domande.</p>



<p>Valutano senza troppo rumore possibilità diverse.</p>



<p>A volte aspettano mesi e, in alcuni casi, perfino anni prima di portare a casa un cane.</p>



<p>Chi le osserva da fuori spesso pensa che stiano complicando inutilmente una decisione che dovrebbe essere semplice. In realtà stanno facendo qualcosa che nel mondo cinofilo è molto più raro di quanto si creda: stanno provando a scegliere il cane giusto invece di cercare semplicemente un cane.</p>



<p>Non sempre è facile.</p>



<p>Significa rinunciare a qualche colpo di fulmine. Accettare che la razza che ti affascina potrebbe non essere quella più adatta alla tua quotidianità. Significa ascoltare risposte che non coincidono con quelle che speravi di ricevere.</p>



<p>Ma significa anche iniziare la relazione con aspettative più realistiche.</p>



<p>Perché un cane non è un vuoto da riempire, né un&#8217;estensione della nostra personalità. Non è un progetto educativo, un simbolo di status o un accessorio che racconta qualcosa di noi.</p>



<p>È un individuo che porterà nella nostra vita bisogni, limiti, attitudini e caratteristiche che continueranno a esistere indipendentemente dai desideri che abbiamo proiettato su di lui.</p>



<p>Forse non è il percorso più rapido, quello scelto da queste anime, ma spesso è quello che permette alle persone e ai cani di incontrarsi davvero.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Se vuoi un cane, prenditi un cane!</strong></h3>



<p>E arriviamo al punto… Non prendere quel tipo di cane perché qualcuno ti ha detto che è &#8220;la razza più simile a un gatto”. Perché se vuoi un gatto, prenditi un gatto. Se vuoi un cane, prenditi un cane.</p>



<p>Con tutto quello che comporta.</p>



<p>Le passeggiate quando piove, i peli sul divano, le uscite quotidiane per espletare i suoi bisogni, le sue esigenze fisiche e sociali. Gli imprevisti. Le responsabilità e le soddisfazioni che “nonostante” tutto ci sono, e anche tante se dai l’opportunità al tuo cane di fare il cane.&nbsp;</p>



<p>Perché ultimamente sembra che molte persone desiderino un cane che però non sporchi, non abbia troppe esigenze. Che non richieda più tempo del dovuto e che non modifichi abitudini e routine.</p>



<p>Che sia disponibile per le coccole quando serve ma poco invadente quando non serve.</p>



<p>E allora permettimi di farti una proposta:</p>



<p>Se stai cercando tutto questo, ti consiglio il nuovissimo <strong>Seemhound®: “</strong>il cane segugio delle apparenze”.</p>



<p>Disponibile in diverse taglie e materiali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Legno.</li>



<li>Porcellana.</li>



<li>Peluche.</li>



<li>Plastica.</li>



<li>Versione da tavolo o da salotto.</li>



<li>Con o senza batterie.</li>
</ul>



<p>I modelli più avanzati permettono persino di personalizzare i suoni: può abbaiare, miagolare, nitrire o pigolare a seconda dell&#8217;umore e delle necessità.</p>



<p>Non sporca, non si ammala. Per casa nemmeno un pelo. Non richiede passeggiate, quindi nessuna problematica con il guinzaglio. In poche parole: non ha bisogni&#8230; Esattamente come molti vorrebbero che fosse un cane.</p>



<p>Peccato che i cani veri siano decisamente più complicati e, forse, anche per questo infinitamente più interessanti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa abbiamo fatto io e la Signora?</strong></h3>



<p>Alla fine io mi sono seduta per terra e ho iniziato ad accarezzare quel cucciolone che, nel giro di pochi mesi, sarebbe diventato un Flat Coated Retriever di almeno trenta chili.</p>



<p>La signora, invece, si è accomodata in poltrona con il suo blocco per gli appunti.</p>



<p>E abbiamo iniziato a parlare, non di gatti, non di razze che &#8220;si comportano come gatti”. Abbiamo parlato di quel cane e di ciò di cui aveva bisogno, di quanto tempo sarebbe rimasto da solo. Di come organizzare le uscite e di quali attività potessero renderlo più sereno e appagato.</p>



<p>Perché alla fine il problema non era che quel Flat non assomigliasse abbastanza a un gatto, il problema era che nessuno aveva spiegato alla signora cosa significasse davvero vivere con un cane.</p>



<p>Così abbiamo costruito una routine sostenibile per entrambi. Dove lei non poteva arrivare da sola abbiamo cercato un dogsitter. Dove mancavano competenze abbiamo inserito qualche lezione per migliorare la comunicazione e la gestione quotidiana.</p>



<p>Dopo un periodo di assestamento, come spesso accade quando le aspettative lasciano spazio alla realtà, le cose hanno iniziato a funzionare. La signora ha imparato a comprendere meglio il proprio cane, ed il Flat ha trovato punti di riferimento chiari. Insieme hanno costruito una convivenza serena, fatta di compromessi, attenzioni e reciproca fiducia.</p>



<p>Perché, in fondo, è questo che succede quando scegliamo un cane per quello che è e non per quello che vorremmo che fosse: il cane smette di essere un problema da risolvere e torna a essere ciò che è sempre stato… un compagno straordinario.</p>



<p>Con esigenze reali, certo, ma anche con quella straordinaria capacità di adattarsi alla nostra vita, purché anche noi siamo disposti a fare lo stesso.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Per questo, se vuoi un cane, prenditi un cane.</strong>..</h3>



<p>Non un gatto travestito da cane.</p>



<p>Non una fantasia a quattro zampe costruita sulle tue aspettative.</p>



<p>Un cane. Forse scoprirai che non aveva bisogno di assomigliare a nessun altro animale per meritare un posto nella tua vita.</p>



<p>La convivenza con un cane è già abbastanza complicata senza aggiungerci anche le leggende metropolitane. Per seguire i prossimi articoli della Rubrica:<strong> <a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/"><em>Miti e Leggende Cinofile</em> mi trovi sui social</a></strong>. Per approfondire la gestione del cane in città, puoi dare un&#8217;occhiata al mio libro: <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/il-mio-libro/">&#8220;Il cane in città&#8221;, Ed Tea.</a></strong></p>



<p></p>



<p>Immagine creata con <a href="https://www.canva.com">Canva</a>.</p>
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		<title>Estate con il cane&#8230;</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/05/18/estate-con-il-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 14:07:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziare con il piede giusto]]></category>
		<category><![CDATA[salva il tuo cane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arrivano i primi caldi, cambia l’aria e improvvisamente tutti vogliono vivere appieno l&#8217;estate con il proprio cane. Compaiono i programmi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2026/05/18/estate-con-il-cane/">Estate con il cane&#8230;</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Arrivano i primi caldi, cambia l’aria e improvvisamente tutti vogliono vivere appieno l&#8217;estate con il proprio cane. Compaiono i programmi dell’ultimo minuto, gli aperitivi al tramonto, le escursioni, le gite fuori porta, il SUP, il mare al mattino presto e le foto perfette delle vacanze pet friendly. Tutto molto bello. Peccato che, spesso, il cane fino a due settimane prima conoscesse solo il tragitto casa-parchetto e l’unica acqua vista da vicino fosse quella del bidet mentre scorre.</p>



<p>Così, verso fine maggio, iniziano le ricerche frenetiche di spiagge dog-friendly, campeggi pet-friendly, hotel family welcome, appartamenti vista mare che accettano animali. Una corsa all’organizzazione della vacanza perfetta, in cui però raramente ci si ferma a chiedersi se il cane sia davvero pronto ad affrontarla.</p>



<p>Per molti cani l’anno è trascorso dentro una routine piuttosto prevedibile: passeggiate veloci incastrate tra gli impegni, poche esperienze nuove, poca autonomia e pochi contesti realmente stimolanti. Alcuni non hanno mai imparato a rilassarsi in un locale affollato, altri non sanno aspettare, non sono abituati a viaggiare o faticano ancora a gestire la presenza di altri cani. C’è chi non ha mai indossato una museruola, chi non riesce a restare solo in un ambiente sconosciuto e chi, semplicemente, non ha mai sperimentato nulla di diverso dalla propria routine urbana.</p>



<p>Poi, all’improvviso, arriva l’estate e quel cane dovrebbe affrontare autostrade, hotel, spiagge piene di persone, caldo, bambini che corrono, rumori, mercatini, funivie, aperitivi interminabili e giornate intere fuori casa. E quando qualcosa va storto, la spiegazione più usata è quasi sempre la stessa: “non è socializzato”.</p>



<p>Ma non sempre è questo il problema.</p>



<p>A volte, più semplicemente, nessuno si è preparato… né voi né i vostri cani.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Primo step: gli antiparassitari.</strong></h3>



<p>Con l’arrivo della bella stagione torna puntuale anche il grande dibattito sugli antiparassitari. Una specie di rituale estivo collettivo dove, a un certo punto, compare sempre qualcuno che dice:<br>“Io non uso niente perché ho letto su internet…”,<br>“in televisione hanno detto…”,<br>“al cane della vicina è successo…”</p>



<p>Negli ultimi anni gli antiparassitari sono diventati terreno di battaglia tra allarmismi, terrorismo psicologico, influencer improvvisati e persone convinte che una zecca possa essere fermata con due gocce di lavanda e la forza del pensiero positivo.</p>



<p>La realtà è che d&#8217;estate il cane ha bisogno di determinate profilassi. Punto.</p>



<p>Pulci, zecche, zanzare e pappataci esistono davvero. E soprattutto esistono le malattie che possono trasmettere. Leishmaniosi e filariosi non sono invenzioni create per vendere collari fluorescenti nei negozi per animali, ma patologie serie che, in alcune zone e situazioni, rappresentano un rischio concreto.</p>



<p>Per questo il consiglio più sensato resta sempre lo stesso: parlarne con il proprio veterinario e costruire una prevenzione adatta al singolo cane. Perché non esiste una soluzione universale valida per tutti. Cambiano le esigenze del cane, la zona in cui vive o viaggia, l’età, lo stato di salute, la frequenza dei bagni, il tipo di vita che conduce e persino la convivenza con altri animali o bambini.</p>



<p>C’è chi si trova bene con il collare, chi preferisce le compresse e chi usa gli spot-on. La scelta del prodotto può cambiare, ma basare la prevenzione sulla paura alimentata online resta una delle idee peggiori con cui affrontare l’estate.</p>



<p>Perché a volte il problema non è “la chimica”.<br>Il problema è sottovalutare rischi che esistono davvero.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Secondo step: “Pet-friendly” e “animali ammessi” non sono la stessa cosa.</strong></h3>



<p>Altro grande classico dell’estate: le prenotazioni fatte all’ultimo secondo in strutture descritte come “pet-friendly”.</p>



<p>Sulla carta sembra tutto perfetto. Foto del cane sorridente sul prato, ciotolina elegante all’ingresso, zampette stampate ovunque. Poi arrivi lì e scopri che il cane, in realtà, non può entrare quasi da nessuna parte. Non può restare solo in stanza, il ristorante lo accetta ma con dei MA e la spiaggia “dog friendly” consente sì l’accesso… purché il cane resti immobile sotto l’ombrellone senza avvicinarsi all’acqua.</p>



<p>E lì arriva la grande rivelazione dell’estate: “pet-friendly” e “animali ammessi” non sono la stessa cosa.</p>



<p>Molto spesso, semplicemente, si prenota di fretta senza approfondire davvero cosa offra quella struttura e si scopre troppo tardi che il cane è tollerato, più che realmente accolto.</p>



<p>Una struttura davvero pet-friendly dovrebbe essere pensata anche per il benessere del cane, non solo per la presenza del cane. Dovrebbe avere spazi adeguati, personale preparato e una gestione che renda la permanenza più semplice e serena anche per chi viaggia con un animale.</p>



<p>Questo però non significa presentarsi in vacanza contando sul fatto che l’hotel risolva ogni necessità. Anche nei posti migliori resta importante portare con sé tutto ciò che aiuta il cane a sentirsi al sicuro e a mantenere una continuità con la propria routine: la sua cuccia, i suoi accessori, i suoi riferimenti.</p>



<p>Perché il punto non è soltanto trovare un posto dove il cane possa entrare.<br>Il punto è trovare un posto dove possa stare bene davvero.</p>



<p>Se vuoi approfondire meglio questo argomento, trovi un articolo dedicato: <strong><em><a href="https://ilcaneincitta.it/2023/08/14/cosa-significa-veramente-pet-friendly/">“Pet-Friendly” cosa significa veramente.</a></em></strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Terzo step: è bellissimo passare l&#8217;estate con il cane, ma…</strong></h3>



<p>Io adoro vedere persone che vogliono condividere esperienze con il proprio cane. Fa parte anche del mio lavoro: aiutare le persone a costruire con gli strumenti giusti un rapporto solido, essere così in grado di affrontare certe situazioni e capire quali esperienze siano davvero adatte alla coppia cane-proprietario.</p>



<p>Però vivere bene insieme non è qualcosa che nasce all’improvviso a giugno, tre giorni prima della partenza.</p>



<p>Si costruisce lentamente durante l’anno, abituando il cane a contesti diversi, insegnandogli a rilassarsi, facendogli fare esperienze graduali e imparando anche a leggere i suoi limiti.&nbsp;</p>



<p>Uno degli errori più grandi è pensare che tutti i cani debbano amare tutto: il mare, la spiaggia affollata, i locali pieni di gente, il caldo, le giornate infinite fuori casa.</p>



<p>Non sempre è così.</p>



<p>A volte il gesto più rispettoso non è trascinare il cane ovunque per forza, ma scegliere attività davvero adatte a lui. Oppure decidere che, in certi momenti, possa stare meglio altrove mentre tu ti godi la tua vacanza.</p>



<p>Io, ad esempio, sia per lavoro sia per alcuni viaggi, mi sono sempre affidata a ottime pensioni. Quando sapevo di non poter garantire a Etna una routine adeguata, oppure quando la destinazione sarebbe stata troppo calda, stressante o poco compatibile con il suo benessere, preferivo lasciarla a professionisti di fiducia. Poi tornare e dedicare del tempo a qualcosa che potesse piacere davvero ad entrambe.</p>



<p>Perché a volte il compromesso migliore è proprio questo: qualcosa per noi e qualcosa anche per loro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ultimo step: salva il tuo cane da un’estate improvvisata</strong></h3>



<p>Prima di partire, forse la domanda più importante non è “dove andiamo?”, ma:&nbsp;</p>



<p><strong><em>il mio cane è davvero pronto?</em></strong></p>



<p>Perché organizzare una vacanza col cane non significa soltanto trovare una struttura che lo accetti. Significa chiedersi come affronterà quel viaggio, quel contesto, quei cambiamenti improvvisi nella routine.</p>



<p>C’è il cane che soffre l’auto, quello che non riesce a rilassarsi in ambienti nuovi, quello che il mare lo ama e quello che dopo dieci minuti sotto il sole vorrebbe soltanto tornare a casa sul pavimento fresco della cucina. Ci sono cani che vivono bene le passeggiate infinite e altri che fanno fatica.</p>



<p>E poi ci siamo noi. Con la nostra organizzazione spesso un po’ romantica e un po’ improvvisata.</p>



<p>Perché oltre al costume e alle prenotazioni, bisognerebbe pensare anche al resto:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>avere documenti e profilassi in ordine,&nbsp;</li>



<li>sapere dove si trova il veterinario più vicino,</li>



<li>avere con sé l’attrezzatura giusta,&nbsp;</li>



<li>capire se quel posto è davvero adatto al proprio cane oppure semplicemente adatto all’idea di vacanza che abbiamo in testa noi.</li>
</ul>



<p>Perché una struttura può essere piena di scritte “pet-friendly”, avere la ciotola brandizzata all’ingresso e gli snack di benvenuto alla reception. Ma questo non significa automaticamente che quella sarà una vacanza davvero vivibile per il cane.</p>



<p>Una vacanza davvero pet-friendly è quella in cui le esigenze del cane vengono considerate sul serio. Dove può sentirsi al sicuro, riposare, bere, avere i suoi spazi e affrontare le giornate senza essere trascinato dentro esperienze troppo grandi per lui.</p>



<p>E forse il punto è proprio questo: smettere di chiederci se il cane può venire ovunque con noi e iniziare a chiederci se, in certi posti, ci può stare bene davvero.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione…</strong></h4>



<p>Perché il problema non è portare il cane ovunque. Il problema è dimenticarsi chi hai accanto: un animale con delle esigenze.</p>



<p>Meno “dog friendly” scritto sui cartelli, più cani davvero ascoltati.</p>



<p>Se hai dubbi, ansie o semplicemente vuoi capire come affrontare meglio l’estate col tuo cane, puoi <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">scrivermi</a></strong> oppure approfondire questi temi nel <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/il-mio-libro/">mio libro</a></strong> e negli altri articoli del blog. Meglio una domanda in più oggi che una vacanza stressante per entrambi domani.</p>



<p>Immagine creata con <strong><a href="https://www.canva.com">Canva.</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Non si dà il cibo da tavola al cane!</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/04/06/non-si-da-il-cibo-da-tavola-al-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 10:40:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziare con il piede giusto]]></category>
		<category><![CDATA[miti e leggende cinofili]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaneincitta.it/?p=6696</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quante volte hai sentito questa frase?Dal tuo veterinario, dall’educatore durante una lezione, da un video su YouTube… oppure dal classico&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2026/04/06/non-si-da-il-cibo-da-tavola-al-cane/">Non si dà il cibo da tavola al cane!</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quante volte hai sentito questa frase?<br>Dal tuo veterinario, dall’educatore durante una lezione, da un video su YouTube… oppure dal classico “tuttologo” al parco, in vena di elargire perle cinofile: «Non si dà il cibo da tavola al cane!»</p>



<p>Non è una leggenda cinofila.<br>È una delle frasi più dette e tramandate, ma nasconde molto più di quanto si pensi.</p>



<p>Quelle poche parole racchiudono un concetto più ampio che, ahimè, in pochi conoscono davvero. Ma cosa significa veramente?</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il cane non deve mangiare mentre mangi?</li>



<li>Non deve stare seduto a tavola?</li>



<li>È sconsigliato condividere pietanze, snack o dolci con lui?</li>
</ul>



<p>Potrebbero essere tutte vere. Oppure solo in parte.<br>La vera questione, però, sono le conseguenze di queste abitudini. Vediamole insieme&#8230;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il cane non deve mangiare mentre mangi</strong></h3>



<p>Questa indicazione viene spesso usata per spiegare, in modo molto sintetico, la famosa “gerarchia del branco”. In realtà, insegnare a non creare cattive abitudini è fondamentale.<br>Forse anche più importante che insegnare al cane a sedersi a comando in ascensore.</p>



<p>Come ho già spiegato, non è una questione di dominanza, ma di gestione e abitudini.<br><em>(Trovi l’articolo completo qui: <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/2026/03/09/devi-essere-il-capo-branco/">“Devi essere il capo branco!”</a></strong>)</em></p>



<p>Che tu abbia un cucciolo o un cane adulto, farlo mangiare nello stesso momento in cui mangi tu può portare a diversi comportamenti poco utili.</p>



<p>Per esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Un cane che mangia velocemente per poi concentrarsi su quello che c’è sul tavolo. Un’abitudine rischiosa: spesso ingoia senza masticare e può avere rigurgiti.</li>



<li>Un cucciolo che non mangia il suo pasto perché attirato dal tuo. In questo modo impara che il suo cibo è meno interessante… o addirittura inutile.</li>



<li>Un cane che, fuori casa, pretende di mangiare ogni volta che ti siedi. Che sia un aperitivo o un ristorante, per lui “tu mangi = si mangia”.</li>
</ul>



<p>I cani sono animali estremamente abitudinari.<br>Quando escono dalla routine, cercano riferimenti nelle situazioni che vivono. Così, dopo un pomeriggio al parco, se ti siedi al bar con amici, nella sua testa si attiva una specie di automatismo:<br>“È il momento di mangiare.”</p>



<p>E non si fermerà facilmente finché non otterrà qualcosa.</p>



<p>Risultato? Passerai l’aperitivo a condividere patatine e pizzette…<br>esattamente ciò che sarebbe meglio evitare.</p>



<p>Quindi: dire che il cane non dovrebbe mangiare mentre mangi tu significa:<br>«non si dà il cibo da tavola al cane»? Sì… ma non solo.</p>



<p>Ci sono altre sfumature che vale la pena capire.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il cane non deve stare seduto a tavola</strong></h3>



<p><strong><em>Avvertenza: </em></strong><em>in questo paragrafo potrei essere più schietta del solito.<br>Per il benessere del cane, però, è necessario.</em></p>



<p>Potrei fermarmi qui senza aggiungere altro, ma da quello che si vede in giro, anche questo concetto non è così chiaro. Quando vedo un cane seduto su una sedia, se di piccola taglia, o con il muso appoggiato al tavolo, se di taglia grande,<br>faccio fatica ad accettare certe giustificazioni.</p>



<p>Non si dà il cibo da tavola al cane, è una questione, e non si fa accomodare il cane a tavola, perché non ha senso.&nbsp;</p>



<p>È un cane, fa parte della famiglia, certo. Non è più visto come un animale da lavoro che deve “guadagnarsi” cibo e ruolo, va bene, ma resta comunque un cane.</p>



<p>Umanizzarlo fino a metterlo su una sedia e farlo mangiare dal tavolo è un’estremizzazione che non porta benefici. Poi, è chiaro: a casa propria ognuno è libero di creare le abitudini che vuole,<br><em>se non fanno male a nessuno.</em></p>



<p>Ma nel momento in cui entri in un ristorante o in un locale e chiedi una sedia per il cane…<br>la situazione diventa quantomeno bizzarra&nbsp;e gli esercenti avrebbero tutto il diritto di non assecondarti.</p>



<p>Il concetto di base nella gestione del cane è semplice: ognuno dovrebbe rimanere nel proprio ruolo. Il cane, anche se è un membro della famiglia, non dovrebbe diventare il contenitore di frustrazioni, sogni irrisolti o vuoti emotivi. Dovrebbe essere un compagno con cui condividere un pezzo di strada. Un incontro che, se gestito bene, può tirare fuori una versione migliore di se stessi: più attenzione, più empatia, più capacità di osservare il mondo da un’altra prospettiva.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Se non si dà il cibo da tavola al cane</strong>, <strong>il cane sulla sedia è necessario?</strong></h3>



<p>Non è un bambino. Non è un pupazzo. In un luogo pubblico, il cane dovrebbe essere in grado di stare accanto a te. Se il pavimento è freddo, non serve metterlo sulla sedia, puoi portare un telo e insegnargli a stare lì. Se nel locale c’è confusione non lo devi tenerlo in braccio, trova invece il posto migliore per entrambi.</p>



<p>Abituarlo a stare in braccio o con il muso sul tavolo mentre mangi non è una buona idea. Certo, il cane è felice, sta comodo, sa che probabilmente riceverà anche qualcosa di buono. È un animale opportunista: per genetica, non rifiuterà mai un vantaggio. Il problema arriva però dopo, quando ti troverai in una situazione in cui non potrai assecondarlo ed il cane non avrà gli strumenti per gestirla. Potrebbe abbaiare, agitarsi, salivare in modo eccessivo e in un contesto pubblico, anche chi ama i cani potrebbe non apprezzare.</p>



<p>Sono stata chiara… o solo troppo schietta?</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>È vivamente sconsigliato condividere pietanze, snack o dolci con lui</strong></h3>



<p>Condividere il cibo può sembrare un gesto d’affetto, un modo per includerlo, per “non farlo sentire escluso”.<br>Ma per il cane non è questo il significato: per lui è un apprendimento.</p>



<p>Ogni volta che riceve qualcosa mentre mangi, che sia dal tuo piatto durante il pranzo oppure uno snack mentre sei sul divano, impara che chiedere, fissare, avvicinarsi… porta a ottenere.<br>Impara che quel comportamento funziona!</p>



<p>Così, senza accorgertene, a volte per abitudine, altre per gestire una situazione scomoda, costruisci un cane sempre più insistente e sempre meno capace di tollerare l’attesa.</p>



<p>Un cane che, abituato ad averti sempre “disponibile”, quando non lo sei si agita, protesta, mette in atto quelli che spesso vengono chiamati “dispetti”.</p>



<p>E allora si cerca una soluzione veloce:<br>lo fai mangiare mentre mangi tu per cenare tranquillo,<br>oppure aggiungi qualcosa di “più buono” nella sua ciotola, anche se ha già mangiato, per tenerlo calmo.</p>



<p>Funziona, nell’immediato.<br>Ma nel tempo rafforza esattamente il comportamento che vorresti evitare.</p>



<p>E, soprattutto, rende sempre più difficile uscirne.</p>



<p>Ricordati che molti degli alimenti che consumiamo quotidianamente non sono adatti al cane e, con il tempo, possono creare problemi anche seri.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><br><strong>Non si dà il cibo da tavola al cane</strong></h3>



<p>Non è solo una regola, è una sintesi. Dentro questa frase ci sono abitudini, comunicazione, gestione e rispetto dei ruoli. Non si tratta di essere rigidi, si tratta solamente di essere chiari.</p>



<p>Un cane non ha bisogno di mangiare dal tuo piatto per sentirsi parte della tua vita o per capire quanto gli vuoi bene. Ha bisogno di qualcuno che si prenda cura di lui con coerenza e costanza,<br>che gli insegni come muoversi dentro questa giungla urbana chiamata città, che gli renda il mondo comprensibile attraverso regole semplici e attività appaganti.</p>



<p>Un cane agitato non è solo un cane “pieno di energie”, spesso è un cane che non sa come gestire ciò che ha dentro. Come una pentola a pressione, accumula fino a quando non trova una via di uscita e poi si sfoga come può: tirando al guinzaglio, distruggendo oggetti, rubando ciò che trova, abbaiando a ogni stimolo, sporcando in casa, non tollerando la solitudine e molto altro ancora</p>



<p>Forse lo chef ha reagito in modo eccessivo, fino a sentirsi male. Ma, in quella sala, qualcuno avrà sicuramente pensato: “Non si dà il cibo da tavola al cane” e qualcun altro, probabilmente, avrà detto: “Ma che carino!”, ma questa è un’altra storia.</p>



<p>Alla fine, <strong><em>“non dare il cibo da tavola”</em></strong> significa questo:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il cane non dovrebbe mangiare mentre mangi tu, anche se si tratta del suo cibo, se questo lo porta a non stare tranquillo.</li>



<li>Non dovrebbe ricevere ciò che mangi, che tu sia a tavola, su una panchina al parco o sdraiato in spiaggia;</li>



<li>Il cane ha i suoi momenti per mangiare, anche quando si tratta di snack.</li>



<li>Il suo pasto dovrebbe avvenire nello spazio dedicato a questo momento, in una ciotola appoggiata a terra, con accanto acqua fresca sempre a disposizione.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione&#8230;</strong></h3>



<p>Se ti sei riconosciut* in almeno una di queste situazioni, non sei l’unic*. Ma è proprio da qui che si può iniziare a cambiare qualcosa.</p>



<p>Se vuoi capire meglio come costruire abitudini sane con il tuo cane,<br>trovi altri articoli e approfondimenti sul blog o sul mio profilo Instagram. Se hai una situazione che non riesci a gestire,<br>puoi <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">contattarmi!</a><em><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">&nbsp;</a></em></strong></p>



<p>A volte basta poco per rimettere ordine!</p>



<p>Immagine creata con <strong><em><a href="https://www.canva.com">Canva</a></em></strong>.</p>
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		<title>Per vivere con un cane</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2025/11/13/vivere-con-un-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 17:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziare con il piede giusto]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[cani in città]]></category>
		<category><![CDATA[educazione cane]]></category>
		<category><![CDATA[il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[istruttore cinofilo]]></category>
		<category><![CDATA[vivere con un cane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;amore non basta, serve coerenza, perché prendere un cane significa… fare i conti con la realtà. Non solo cuccioli che&#8230;</p>
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<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;amore non basta, serve coerenza, perché prendere un cane significa… fare i conti con la realtà.</h3>



<p>Non solo cuccioli che dormono sul divano e passeggiate al tramonto — ma anche peli ovunque, scarpe rosicchiate, orari sballati e qualche compromesso quotidiano.<br>Perché sì, <strong>vivere con un cane è un atto d’amore</strong>, ma prima ancora è una questione di <strong>coerenza</strong>.</p>



<p>Prima di portarlo a casa chiediti: <em>“Sono davvero disposto a cambiare qualcosa della mia vita?”</em><br>Perché cambierà tutto: la casa, le abitudini, le vacanze, persino la tua pazienza. Come in una convivenza (o un matrimonio), la parola chiave è <strong>adattamento reciproco</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>La coerenza prima di tutto</strong></h4>



<p>Avere un cane non è solo “voler bene agli animali”, ma <strong>scegliere consapevolmente</strong> un compagno con cui condividere tempo, spazio e quotidianità.<br>E per farlo servono coerenza e onestà: con se stessi prima di tutto.</p>



<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="681" src="//i0.wp.com/ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2019/12/tamara-bellis-VLKvzQQiR3o-unsplash-1024x681.jpg" alt="" class="wp-image-507" srcset="https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2019/12/tamara-bellis-VLKvzQQiR3o-unsplash-1024x681.jpg 1024w, https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2019/12/tamara-bellis-VLKvzQQiR3o-unsplash-300x199.jpg 300w, https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2019/12/tamara-bellis-VLKvzQQiR3o-unsplash-768x511.jpg 768w, https://ilcaneincitta.it/wp-content/uploads/2019/12/tamara-bellis-VLKvzQQiR3o-unsplash-1600x1064.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em><a href="https://unsplash.com/s/photos/tamara-bellis-">Photo by Tamara Bellis, Unsplash</a></em></figcaption></figure>



<p><strong>Ecco qualche esempio semplice ma illuminante :</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ami le camminate in montagna? Ti serve un cane atletico, che regga il ritmo. Magari evita i cani da caccia se non vuoi passare metà giornata a inseguirlo nei boschi.</li>



<li>Vivi in città e passi ore in ufficio? Meglio un cane tranquillo e gestibile, ma non dimenticare: anche i piccoli hanno bisogno di movimento e stimoli veri, non solo coccole e cuscini.</li>



<li>Sei più da divano che da maratona? Forse un cucciolo iperattivo non è la scelta ideale. Ma un cane adulto o anziano, da adottare con amore, potrebbe essere la compagnia perfetta.</li>



<li>Ami la socialità? Scegli razze o meticci con buon carattere e predisposti al contatto con altri cani e persone.</li>



<li>Vivi per il mare? Ci sono cani che adorano l’acqua e ti seguiranno felici tra onde e sabbia.&nbsp;</li>



<li>È il tuo primo cane e non hai esperienza? Inizia facile: un cucciolo equilibrato o un adulto socievole, non infilarti in caso complicato solo perché “fa tenerezza”, anche se c&#8217;è <em>l&#8217;amore</em> potresti non avere tutti gli strumenti necessari per aiutarlo.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il problema non è &#8220;vivere con un cane&#8221;: sono le aspettative</strong></h3>



<p>Molti si chiedono:</p>



<p><em>“Perché quando usciamo l’unico che si diverte è lui?”<br>“Ma il bello di avere un cane dov’è?”</em></p>



<p>La verità?<br>Perché spesso facciamo cose “da umani”, non <em>da cani</em>.<br>Se sei uscito con il cane,&nbsp; <em>fai almeno una cosa da cane!</em><br>Una corsa al parco, una sessione di annusate libere, un incontro con altri cani, una passeggiata lenta senza fretta né telefono.</p>



<p>Poi potrai anche prendere quel caffè o fare la spesa, ma <strong>prima viene lui</strong>.<br>È questo il compromesso, il bello dell’avere un cane è proprio lì: <em>nella condivisione autentica</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Non sceglierlo per moda, colore o forma del muso</strong></h3>



<p>Un cane non è un accessorio da Instagram.<br>Non sceglierlo per il colore, la taglia o perché “l’ha preso il vicino”.<br>Ogni cane è un individuo con esigenze reali, e ogni razza ha le sue sfide.<br>Sii onesto: <strong>fermati un attimo a riflettere </strong>quando qualcuno ti dice che “forse” non è il cane adatto o non è il momento giusto (ti confido una cosa: come non è piacevole ricevere un rifiuto, non è facile neanche darlo in queste situazioni).<br>A volte, la decisione più amorevole è proprio quella di aspettare.</p>



<p>Se si è fatta la scelta giusta tutto è bello e semplice!&nbsp;Perché con un cane ben educato puoi andare ovunque, e trovare un’attività che piace ad entrambi rafforzerà il rapporto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando per vivere con un cane l’amore non basta (ma ci sono i compromessi)</strong></h3>



<p>Se ormai il cane è già a casa e ti senti un po’ sopraffatto… niente panico.<br>Con amore, impegno e qualche compromesso, si può sistemare tutto,&nbsp; specialmente dopo aver <strong>chiamato un professionista</strong> — educatore o veterinario — che ti aiuti a rimettere equilibrio nella relazione.</p>



<p>Perché vivere con un cane non deve essere una fatica.<br>Deve essere una scelta consapevole, fatta di rispetto reciproco e coerenza.</p>



<p><strong>E tu? Ti siete mai trovato a dover scendere a compromessi con il tuo cane?</strong><br><strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">[Scrivimi]</a></strong>: a tua storia potrebbe finire nel prossimo episodio del podcast .</p>



<p class="has-text-align-right"><br><em>Sempre sincera, mai addestrata. La Tua Cinofila Bastarda.</em></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-left">Foto di copertina di <strong><a href="https://manusardi.it">Federico Manusardi.</a></strong><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2025/11/13/vivere-con-un-cane/">Per vivere con un cane</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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