Perchè il cane lecca per terra? 

Inizio questo articolo con una domanda: perché il cane lecca per terra? Perché è un cane. detto questo, devi imparare a porre attenzione e quando riesci non farglielo fare!

L’anno scorso seguivo due cani nello stesso stabile, in zona Corso Magenta.
Due amiche, due appartamenti diversi, stesso contesto: una palazzina liberty curata nei minimi dettagli. Facciata impeccabile, marciapiede ampio, aiuole perfette e un giardino interno da cartolina.

Il merito? Del custode.
Il signor Mario. Preciso, attento… e decisamente protettivo.
Diciamo che per entrare lì, il “terzo grado” era incluso nel servizio.

Con il passare dei mesi, in diverse occasioni, i cani che seguivo iniziarono ad avere episodi di dissenteria. Essendo cani giovani, all’inizio si pensò a un virus. Poi a un’intolleranza alimentare. Ma più passava il tempo, più conoscevo le loro abitudini… e più qualcosa non mi tornava.

Il primo campanello d’allarme arrivò durante una settimana di ferie del custode.
Al suo rientro fui involontariamente spettatrice di un diverbio tra lui e il ragazzo che lo stava sostituendo. Il motivo?
“Il marciapiede è sporco. Puzza. Non è stato pulito bene.” Rimasi colpita da quanto fosse importante, per il signor Mario, la pulizia di quello spazio.

Nei giorni successivi riprese le sue mansioni a pieno ritmo.
E, quasi in contemporanea, uno dei cani tornò ad avere dissenteria.
L’altro no perché era in campagna. Un dettaglio…ma poi ne notai un altro.

Partiamo dal presupposto che: il cane lecca per terra.

Il custode, con una gentilezza solo apparente, cercava di imporre le sue regole anche a una ragazza che si occupava delle pulizie in un appartamento nel palazzo.
Nel pomeriggio lei faceva correre nel giardino il cane della signora per cui lavorava. E ovviamente il cane faceva i suoi bisogni lì.

Ma Mario non lo voleva.
Non voleva che i cani usassero il cortile condominiale.
Diceva che lo sporcavano, lo rovinavano, scavavano buche, rovinavano le aiuole.
Quel giardino, che lui curava con tanta dedizione, doveva restare perfetto.

Non era solo una mia impressione.
Un giorno me lo disse chiaramente: “Non pensare di portare qui i cani a fare i tuoi esercizi da circo. Insegnagli a fare i bisogni nella lettiera del gatto o lontano da qui.”

Non ebbi nemmeno il tempo di rispondere.
Arrivò un’inquilina e, come se nulla fosse, tornò a indossare la maschera del “custode gentile ed impeccabile”.

Qualche giorno dopo, anche il cagnolino che correva in giardino ebbe un paio di giorni difficili. Dissenteria. A quel punto le coincidenze iniziarono a sembrarmi… troppo precise. Credo che certe coincidenze siano segnali, piccoli avvisi che ti invitano a guardare meglio. Così ho iniziato a osservare, con più attenzione.

E le mie osservazioni mi portarono dritte al signor Mario.

In realtà dentro nello stanzino degli attrezzi, dove fui io a essere “beccata” a curiosare, con la scusa di dover sciacquare le zampe del cane prima di salire. Non fu per niente cortese e a quel punto lo affrontai.

Gli dissi apertamente che doveva smettere di mettere qualsiasi cosa stesse usando nell’acqua con cui puliva muri, marciapiede e cortile.
Avevo solo un’intuizione e ho rischiato. Si arrabbiò.
Succede spesso quando dico le cose in faccia, ormai me ne sono fatta una ragione.

Ne approfittai e portai su il cane. Quando scesi, pronta al secondo round mi trovai davanti un signor Malio diverso.

Dimesso. Stanco. Esausto.

Mi fermai ed iniziammo a parlare.

Il problema è che aveva trovato una soluzione sbagliata… a un problema reale.

Questa non è una storia inventata.

È successa davvero, a Milano, qualche anno fa proprio a me quando non ero ancora un’educatrice cinofila ma solo una proprietaria di cani in città. I nomi sono stati cambiati e alcuni dettagli smussati, ma il punto resta lo stesso.

Mario era un custode “vecchia maniera”.
Vedovo, viveva e lavorava in quella palazzina da sempre.
Amava il suo lavoro e lo prendeva sul serio, forse più di quanto gli venisse riconosciuto.

Ma a pochi anni dalla pensione si trovava a fare i conti con qualcosa che faticava a comprendere: i “nuovi” proprietari di cani. Cani trattati come bambini, ma spesso senza regole.
Intoccabili.
E, soprattutto, accompagnati da persone sempre più distratte, per non dire maleducate.

Il suo compito era mantenere alto il livello della palazzina, dentro e fuori.
Ma ogni giorno si scontrava con marciapiedi sporchi, bisogni non raccolti, aiuole rovinate, pipì lasciate ovunque senza nemmeno un gesto per pulire o diluire.

E no, non è solo una questione estetica.

Quando nessuno raccoglie, quando nessuno pulisce, quando tutto viene lasciato “tanto è normale”…
lo spazio condiviso smette di essere vivibile.

L’odore aumenta.
Il degrado si vede.
E la convivenza si incrina.

Era arrabbiato.
Frustrato.
Perché vedeva il suo lavoro, fatto con cura e dedizione, vanificato ogni giorno.

Questo però non giustifica quello che ha fatto. Far stare male dei cani non è una soluzione, ma solamente uno sfogo.

Ma fermarsi qui sarebbe troppo facile.

Perché, se vogliamo essere onesti, una parte di quella rabbia aveva una base reale.

La libertà di avere un cane finisce nel momento in cui inizia quella degli altri.
E questo vale sempre.

Se il tuo cane sporca, tu pulisci.
Sempre.
Non “quando capita”, non “se ho voglia”, non “tanto è erba”.

Perché no, non è concime.
E quando fa caldo… si sente.

E c’è un altro aspetto che spesso viene sottovalutato:
più un ambiente è sporco, più aumenta il rischio che qualcuno cerchi di “risolvere” il problema nel modo sbagliato.

Con prodotti aggressivi.
Con sostanze chimiche.
Nei casi peggiori, con veri e propri veleni.

Ed è lì che il rischio smette di essere teorico.

Il cane lecca per terra… Basta una leccata, una sola.

E il problema non è più il decoro.
È la salute del tuo cane.

Quindi sì: controlla cosa lecca il tuo cane.

Ma ancora prima…
chiediti che ambiente stai contribuendo a creare quando esci con lui.

Perché è tutto lì.

Che sia una macchia sul muro, una pozza, una ciotola fuori da un negozio, la pipì o il sedere di un altro cane, se puoi anticipalo e bloccalo.
Altrimenti preparati: qualcosa potrebbe succedere, soprattutto se ha lo stomaco delicato.

Il cane lecca per terra e ingerisce cose da terra per tanti motivi: curiosità, fame, sete.
A volte perché l’ambiente lo stressa e concentrarsi su qualcosa lo aiuta a distrarsi.
Altre volte per attirare l’attenzione di un proprietario troppo distratto o per rendere più interessante una passeggiata noiosa.

Le ciotole lasciate nei parchi o fuori dai negozi sono un bel gesto, soprattutto nelle giornate calde.
Ma se l’acqua non viene cambiata spesso e viene condivisa da più cani, può diventare un veicolo per batteri e malattie.
Senza contare il rischio peggiore: che qualcuno ci metta “qualcosa” dentro.

Anche leccare la pipì di un altro cane può provocare qualche disturbo, soprattutto in certi periodi o da pozze sporche e stagnanti nelle giornate calde.

E no, non puoi controllare tutto.
Non puoi impedirgli di esplorare.
Non puoi passare la passeggiata a sgridarlo.

Ma puoi fare una cosa fondamentale: essere consapevole.

Sapere cosa osservare. Sapere cosa riferire al veterinario se qualcosa non va. Non lasciar sporco e chiedere di pulire a chi è “distratto”.

Perché una dissenteria non è sempre uguale.
Può essere alimentare, batterica, ambientale. E capire la differenza può fare la differenza.

Quando è successo a me, uno dei miei cani stava davvero male.
Il veterinario, conoscendomi, mi disse subito:
“Avrà leccato qualcosa da terra.”. Aveva ragione!

Ho collegato i segnali, abbiamo agito in fretta e si è risolta. Ero giovane, non ero ancora un’educatrice cinofila ma solo una proprietaria di cani in città!

“Perché il cane lecca per terra?”, chiesi spaventata alla veterinaria. La sua risposta fu semplice: perché è un cane. Perché, specialmente da giovane, è un animale curioso, è il suo modo per esplorare, per conoscere. Con il tempo è un comportamento che diminuisce, lo fa solo per le cose veramente interessanti, oppure se subentrano situazioni che lo stressano. L’importante è stare attenti!

Perché a volte basta una leccata.

E il problema non è più il marciapiede sporco o “troppo pulito”, è il tuo cane che non sta bene.

Se questo articolo ti ha fatto venire anche solo un dubbio, la prossima volta che esci poni più attenzione.

Salva il tuo cane anche dalle disattenzioni altrui e dalle cose che non vedi. Per non perderci di vista seguimi su Instagram… oppure sfoglia le pagine del mio libro “Il cane in città”, Ed.Tea.

Immagine creata con Canva.