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	<title>Rubrica &quot;Lettera all&#039;Educatrice&quot; Archivi - Il cane in città</title>
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	<description>Alessandra Piccolo, Istruttrice Cinofila.</description>
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		<title>Quanto costa educare il cane?</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/05/25/quanto-costa-educare-il-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 15:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Educazione Cinofila]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica "Lettera all'Educatrice"]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con un cane in città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quanto ti costa educare il cane … In termini economici? Di tempo? Di fiducia?Oppure di aspettative e risultati? La lettera&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quanto ti costa educare il cane … In termini economici? Di tempo? Di fiducia?<br>Oppure di aspettative e risultati?</p>



<p>La lettera che mi ha mandato “Untitled 125” iniziava più o meno così:</p>



<p>“Devo farmi aiutare perché non riesco a gestire la situazione, ma sinceramente non credo nella disciplina di educare un cane.”</p>



<p>Dall’altra parte c’è un cane che tira al guinzaglio, abbaia troppo, distrugge casa quando resta solo.<br>Un cane in città, uno dei tanti. Forse “Untitled 125”, più che non credere nell’educazione cinofila, non si fida davvero di chi questo lavoro lo fa.</p>



<p>E sai una cosa? Lo capisco.</p>



<p>Perché oggi basta un profilo Instagram con un paio di reel motivazionali, un cane che fa il “seduto” in slow motion e qualche frase che parla di “comunicazione empatica”, e improvvisamente tutti sembrano diventati esperti di cani.</p>



<p>Internet è pieno di educatori “per passione”, guru che conoscono la parola magica per risolvere ogni problema e persone convinte che basti amare gli animali per poter insegnare qualcosa agli altri.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quindi sì, capisco la diffidenza.</strong></h3>



<p>Il problema è che tutta questa confusione ha creato un cortocircuito abbastanza triste: le persone cercano aiuto, ma contemporaneamente guardano i professionisti con sospetto. E spesso senza avere davvero i parametri giusti per valutarli.</p>



<p>Prezzi troppo alti?<br>“Mi vuoi fregare.”</p>



<p>Hai aiutato il cane del vicino chiedendo poco?<br>“Perfetto, vieni anche da me perché lo fai per passione.”</p>



<p>Hai pochi followers?<br>“Non ti conosce nessuno.”</p>



<p>Eppure non dovrebbe funzionare così.</p>



<p>Ormai, dopo anni di lavoro, certe telefonate sono diventate quasi una mia rubrica tragicomica personale.</p>



<p><em>“Buongiorno, è lei che ammaestra i cani?”</em></p>



<p>Oppure:</p>



<p><em>“Quanto costa educare il cane a non tirare?”</em></p>



<p>Detta così sembra quasi che io debba cambiare una lampadina al cane: tre viti, un click e via.</p>



<p>Ed invece no. Educare un cane non funziona a pezzi.<br>Non esiste: “guinzaglio 30€”, “abbaio 20€”, “consulenza gratuita e poi pacchetto scontato”.</p>



<p>Ogni cane vive dentro una casa, dentro un quartiere, dentro una relazione.<br>Ha una routine, delle abitudini, delle difficoltà e accanto ha persone con tempi, energie e aspettative diverse. Per questo spesso il lavoro più difficile non è insegnare qualcosa al cane, è aiutare gli esseri umani a guardarlo in modo diverso.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quanto costa educare il cane?</strong></h3>



<p>Rimango sempre un po’ perplessa quando la prima e unica domanda è questa, non perché il prezzo non sia importante, lo è eccome, ma perché il costo, da solo, non racconta nulla.</p>



<p>Non racconta gli anni di studio, il tempo passato a formarsi e le esperienze fatte sul campo. Non descrive la capacità di leggere situazioni più varie tra loro, persone diverse con cani completamente differenti tra loro.</p>



<p>E soprattutto, non racconta il modo in cui qualcuno lavorerà con te. Perché un professionista serio non dovrebbe venderti il cane perfetto. Dovrebbe aiutarti a capire il cane che hai davanti e a costruire con lui un rapporto più equilibrato.</p>



<p>E questa differenza cambia tutto.</p>



<p>Spesso la percepisci già dalla prima telefonata, anzi, a volte bastano davvero cinque minuti. Un educatore serio non parte vendendoti pacchetti miracolosi o soluzioni magiche, non ti promette un “cane nuovo” entro tre lezioni.</p>



<p>Ti propone un incontro conoscitivo, e durante quell’incontro ti fa domande:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ti chiede come vive il cane.</li>



<li>Che passeggiate fate.</li>



<li>Quanto tempo resta solo.</li>



<li>Come dorme.</li>



<li>Come mangia.</li>



<li>Cosa succede davvero nella vostra quotidianità.</li>
</ul>



<p>E poi ti chiede anche altro:<br>cosa vi aspettate, cosa vi sta mettendo in difficoltà, quali obiettivi vorreste raggiungere insieme.</p>



<p>Senza contesto, i problemi raccontano poco.</p>



<p>Oggi però siamo abituati a cercare soluzioni rapide, risposte pronte, tutorial con il trucco definitivo.<br>Come se il cane fosse un elettrodomestico che ha smesso di funzionare correttamente.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>“Mi serve qualcuno che lo faccia smettere di…”</strong></h3>



<p>Questa frase non viene quasi mai detta apertamente, ma spesso è lì, nascosta sotto moltissime richieste di aiuto.</p>



<p>Forse è anche per questo che tante persone restano deluse, perché cercano qualcuno che elimini un comportamento, non qualcuno che li aiuti a costruire una relazione.</p>



<p>Poi certo, esistono anche professionisti pessimi.<br>Persone improvvisate.<br>Personaggi pieni di marketing e vuoti di contenuto.<br>Quelli che online mostrano solo cani perfetti, video motivazionali e frasi che sembrano uscite da un biscotto della fortuna.</p>



<p>Per questo non ti dirò mai: “Fidati degli educatori cinofili.”… Non riesco a farlo neppure io.</p>



<p>Ti dirò invece: impara a riconoscere chi hai davanti.</p>



<p>Fatti consigliare da qualcuno, ma poi parla con più professionisti e confrontali.</p>



<p>Fai domande, ma non basarti solo sul prezzo.<br>Chiedi come lavorano, ma ascolta soprattutto il modo in cui comunicano.</p>



<p>Un bravo educatore non dovrebbe metterti a disagio, non dovrebbe riempirti di termini tecnici solo per sembrare più competente. Dovrebbe riuscire a spiegarti cose complesse in modo semplice.</p>



<p>Perché sta lavorando per aiutarti a creare una relazione con il tuo cane, non per aggiustare un oggetto guasto.</p>



<p>E soprattutto, un professionista serio dovrebbe avere il coraggio di dirti una cosa poco vendibile sui social: non esistono magie. Ma esistono tempo, costanza, errori, progressi e quotidianità.</p>



<p>Esistono cani reali: quelli che a volte abbaiano, tirano, rompono cose, si agitano e fanno fatica.</p>



<p>Ed esistono persone reali: stanche, frustrate, confuse che chiedono aiuto.</p>



<p>Forse la cinofilia avrebbe bisogno di meno guru e più conversazioni sincere.</p>



<p>Meno:<br>“Ti cambio il cane in tre lezioni.”</p>



<p>Più:<br>“Cerchiamo di capire cosa sta succedendo.”</p>



<p>Perché il punto non è avere un cane perfetto. Il punto è riuscire a vivere meglio insieme.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Per rispondere a “Untitled 125”…</strong></h3>



<p>Sì, io ho un costo.</p>



<p>Per alcuni è troppo alto e la conversazione finisce subito dopo il primo contatto.<br>Per altri è più che onesto per il tempo che dedico, per l’impegno che ci metto e per il tipo di lavoro che offro.</p>



<p>La verità?<br>Probabilmente, viste le mie qualifiche e gli anni di esperienza, potrei anche chiedere di più.</p>



<p>Ma questa non è la parte importante.</p>



<p>La parte importante è che, leggendo la tua email,”Untitled 125” ho capito una cosa:<br>mi hai raccontato le difficoltà che stai vivendo con il tuo cane, ma mi manca ancora il contesto.</p>



<p>E senza contesto io non posso aiutarti davvero.</p>



<p>Per questo, prima di iniziare qualsiasi percorso, ti propongo un incontro per conoscerci, per capire, per avere un quadro completo della situazione.<br>E solo dopo consigliarti il percorso più adatto a voi.</p>



<p>Avrei potuto rispondere semplicemente via email con una soluzione veloce?</p>



<p>La risposta è molto semplice: NO, perché non sarebbe stato professionale.</p>



<p>E no, non lo faccio solo per ricevere un compenso per il mio lavoro. È prima di tutto una questione di professionalità. Ed avendo a che fare con un professionista penso sia necessario dare un valore:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Al mio tempo.</li>



<li>Alle mie competenze.</li>



<li>Agli anni passati a studiare, lavorare, osservare cani e persone dentro contesti completamente diversi.</li>
</ul>



<p>Ma davvero questa cosa è così strana?</p>



<p>Perché chi offre tutto gratuitamente viene percepito automaticamente come più bravo?<br>Più professionale?<br>O addirittura come qualcuno che ama di più gli animali?</p>



<p>Sono domande retoriche, non mi interessa ricevere una risposta.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Mi interessa che tu rifletta su &#8220;quanto costa educare il cane&#8221;.</strong></h3>



<p>Perché scegliere un educatore cinofilo non dovrebbe significare trovare “quello con la miglior offerta” o “quello che ti promette di sistemare il cane più in fretta”. Dovrebbe significare trovare qualcuno capace di aiutarti a leggere meglio la relazione che stai vivendo.</p>



<p>Qualcuno che non venda miracoli, ma strumenti.<br>Qualcuno che non ti faccia sentire giudicato e che abbia il coraggio di dirti anche cose scomode, quando servono.</p>



<p>“Untitled 125” ha ricevuto una risposta educata, professionale e tutte le informazioni utili per capire come lavoro e senza saperlo, mi ha regalato anche lo spunto per questo articolo.</p>



<p>Perché queste conversazioni, nel nostro settore, sono molto più comuni di quanto si pensi.</p>



<p>Forse la vera domanda non è:<br>“Quanto costa educare il cane?”</p>



<p>Forse la vera domanda è:<br>“Di chi devo fidarmi quando chiedo aiuto?”</p>



<p>Se vuoi conoscere il mio modo di lavorare e i miei servizi educativi clicca <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/">[qui]</a></strong>&nbsp; per leggere altri articoli della rubrica <em>Lettera all’Educatrice</em>, seguimi su <strong><a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/">Instagram</a></strong>.</p>



<p></p>



<p>immagine creata con <strong><a href="https://www.canva.com">Canva</a></strong>.</p>
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		<title>Il cane che non resta da solo in casa.</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/04/26/cane-che-non-resta-da-solo-in-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 13:22:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Educazione Cinofila]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica "Lettera all'Educatrice"]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con un cane in città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; il caso di Francesca e Cloe che mi viene raccontato tramite la Rubrica &#8220;Lettera all&#8217;Educatrice&#8221;&#8230; Quando il cane non&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2026/04/26/cane-che-non-resta-da-solo-in-casa/">Il cane che non resta da solo in casa.</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading">E&#8217; il caso di Francesca e Cloe che mi viene raccontato tramite la Rubrica &#8220;Lettera all&#8217;Educatrice&#8221;&#8230;</h4>



<p>Quando il cane non resta da solo in casa diventa un vero problema… Francesca, nella tua lettera ci sono due cose fortissime: l’amore e la fatica.<br>E spesso arrivano insieme, soprattutto quando si parla di cuccioli.</p>



<p>Il punto non è che Cloe non sa stare da sola.<br>Il punto è che non ha ancora imparato <em>come</em> <em>farlo</em>!</p>



<p>Restare soli non è uno stato naturale per i cani: è qualcosa che va insegnato. Parliamo di animali sociali, abituati a vivere in gruppo, e per questo la solitudine, soprattutto all’inizio, può essere difficile da gestire.</p>



<p>A piccoli passi, quindi.<br>Serve organizzazione.</p>



<p>Se impostate bene il lavoro, in poco tempo si possono già vedere i primi miglioramenti, arrivando a brevi momenti di autonomia. Ma attenzione: ogni cane ha i suoi tempi. Alcuni imparano più velocemente, altri hanno bisogno di più gradualità. Con i cuccioli è spesso più semplice iniziare questo percorso, ma non significa che possano essere lasciati soli per ore fin da subito.</p>



<p>A Cloe, più che insegnarle comandi, in questo momento serve insegnarle a sentirsi al sicuro anche quando non ci siete. Ricordati Francesca: non tutti i cani che piangono quando restano soli hanno lo stesso problema.</p>



<p>Quando un cane non riesce a restare da solo, le cause possono essere diverse: a volte è semplicemente una mancanza di abitudine, altre volte può esserci una difficoltà più profonda legata alla gestione dell’ansia.</p>



<p>Il primo passo, quindi, non è “fare esercizi a caso”, ma capire cosa c’è davvero dietro quel comportamento. Solo così si può intervenire nel modo più adatto, per il benessere del cane… e anche vostro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Da dove iniziare?</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Definire gli spazi: </strong>Decidete fin da subito quali sono le zone della casa a cui il cane può accedere quando resta da solo.</li>



<li><strong>Creare una routine d’uscita: </strong>Organizzate sempre lo stesso schema: spazio, giochi, una parola o gesto per salutarla, e soprattutto un comportamento coerente al rientro.<br>Niente scene teatrali né all’uscita né al ritorno.</li>



<li><strong>Iniziare con tempi brevi: </strong>Le prime volte lasciatela da sola per 5–10 minuti. Se non piange, rientrate in casa in modo tranquillo, senza correre da lei. Se invece piange o abbaia, aspettate che smetta prima di rientrare. Questo è fondamentale:<br>mai entrare e darle attenzione mentre piange o abbaia, perché le insegnereste che più urla… più voi tornate.</li>



<li><strong>Aumentare gradualmente il tempo (non lo spazio): </strong>Una volta che gestisce bene i primi minuti, aumentate poco alla volta: 30 minuti per una commissione; 1 ora per la spesa; 1 ora e mezza per un’uscita. Usate la quotidianità a vostro favore. Non serve creare situazioni artificiali: basta sfruttare quelle che già avete.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Per quanto tempo può restare da sola?</strong></h3>



<p>All’inizio, evitate assenze troppo lunghe.</p>



<p>Se lavorate tutto il giorno, organizzatevi: fatevi aiutare da qualcuno per spezzare la giornata, farla uscire, giocare e fare i bisogni. In questo senso, i dog sitter possono essere un’ottima risorsa, così come servizi di asilo diurno.</p>



<p>Se invece siete spesso a casa, non fate l’errore opposto.<br>Abituatela comunque a stare da sola.</p>



<p>Fatelo gradualmente e in momenti diversi della giornata. Un buon momento, ad esempio, è dopo una passeggiata: sarà più rilassata e predisposta a riposare. Anche se avete la possibilità di portarla sempre con voi, come in ufficio, non fatela diventare l’unica soluzione. Perché un cane che non resta da solo in casa non si aiuta portandolo ovunque, ma bisogna insegnargli ad affrontare la solitudine.</p>



<p>Prima o poi arriverà il momento in cui dovrai farlo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quale zona della casa è più adatta?</strong></h3>



<p>All’inizio, soprattutto con un cucciolo, è sconsigliato lasciare tutta la casa a disposizione. Troppi spazi significano troppi stimoli. E in un momento di noia o agitazione potrebbe: fare danni, ingerire qualcosa di pericoloso All’inizio, soprattutto con un cucciolo, è sconsigliato lasciare tutta la casa a disposizione. Troppi spazi significano troppi stimoli. E in un momento di noia o agitazione potrebbe: fare danni, ingerire qualcosa di pericoloso e farsi male. Cavi elettrici, oggetti fragili, materiali ingeribili… il rischio è concreto.</p>



<p>Molti scelgono di chiudere il cane in bagno o in cucina. Personalmente non è una soluzione che amo: sono ambienti spesso pieni di detersivi e oggetti accessibili, e la chiusura totale può aumentare l’agitazione.</p>



<p>Meglio, se possibile, utilizzare dei cancelletti per limitare lo spazio in modo più sicuro e graduale, creando una zona controllata e adatta a lui.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il cane non resta da solo in casa&#8230; cosa lasciargli per non farlo agitare?</strong></h3>



<p>La ciotola dell’acqua deve essere sempre a disposizione, insieme alla sua cuccia e ad alcuni giochi. Ma attenzione: non tutti i giochi vanno bene.</p>



<p>Servono giochi mirati, che la aiutino a fare qualcosa di utile quando si attiva.  Ad esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>pupazzi resistenti</li>



<li>giochi in gomma da masticare</li>



<li>oggetti pensati per essere rosicchiati (così da salvare le gambe del tavolo)</li>
</ul>



<p>Ogni gioco ha una funzione e un utilizzo corretto. Non basta “lasciargli qualcosa”: bisogna scegliere cosa e come usarlo. Ma questo merita un approfondimento a parte… e ne parleremo in un altro articolo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il cane non resta da solo in casa: cosa dire quando si esce e cosa fare al rientro!</strong></h3>



<p>Partiamo da un punto importante: potete dire quello che volete!</p>



<p>Non è tanto la frase a fare la differenza, ma il tono e il modo in cui uscite di casa. Per facilitarvi, consiglio sempre di scegliere una frase d’uscita e usare sempre quella. Questo aiuta il cane a prevedere cosa sta per succedere e, allo stesso tempo, aiuta voi ad avere un piccolo “copione” che vi rende più tranquilli.</p>



<p>Può essere qualsiasi cosa:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>“Ciao, torno presto”</li>



<li>“Fai la brava”</li>



<li>“Rimani a casa”</li>



<li>oppure anche “Pippo, Pluto e Topolino”</li>
</ul>



<p>Non conta il significato. Conta la coerenza!</p>



<p>Quello che invece deve essere sempre uguale è il metodo: preparate lo spazio, lasciate i giochi, controllate l’acqua, dite la vostra frase… e uscite. Senza ansia, senza esitazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando si rientra a casa?</strong></h3>



<p>Entrate in modo tranquillo. Evitate di amplificare l’euforia del cane: quella che spesso leggete come “felicità” è, in molti casi, una forma di attivazione molto alta, legata anche all’ansia.</p>



<p>E soprattutto, un punto fondamentale: Se trovate dei danni in casa… <strong>non sgridatela!!!</strong></p>



<p><strong>“Ma perché non posso sgridarla?”</strong>&#8230;È una delle domande più comuni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>“Perché non posso dirle che ha sbagliato?”</li>



<li>“Perché non posso metterle il muso sul cuscino rotto?”</li>



<li>“Perché non posso punirla quando vedo il danno?”</li>
</ul>



<p>PERCHE’ NON SERVE A NULLA!</p>



<p>Il cane non è in grado di collegare la vostra reazione a qualcosa che ha fatto ore prima.<br>Per il cane, quella sgridata arriva “dal nulla”.</p>



<p>Ricompense e correzioni funzionano solo nel <strong>qui e ora</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il cane che non resta da solo in casa fa i dispetti</strong>&#8230;</h3>



<p>Sfatiamo un mito… Quando i cani restano da soli, non mettono in atto vendette studiate per farvi sentire in colpa. Non esiste un piano segreto per punirvi perché siete usciti.</p>



<p>Il cane vive nel presente.</p>



<p>Ricordare il passato, certo. Altrimenti non imparerebbe.<br>Ma non ha una visione del futuro tale da costruire una “strategia di vendetta”. Quindi cosa succede davvero? Se un cane mette in atto un comportamento, lo fa perché in quel momento lo trova gratificante oppure è sotto stress e cerca un modo per scaricarlo</p>



<p>Distruggere, abbaiare, agitarsi… sono risposte. Non dispetti.</p>



<p>Anche il famoso “dispetto” mentre siete in casa, è spesso frainteso: è solo un modo per attirare la vostra attenzione. Non è vendetta, è comunicazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una cosa importante da sapere</strong></h3>



<p>Quello che state vivendo è molto più comune di quanto si pensi. Il fatto che vi si spezzi il cuore è già una risposta: siete le persone giuste per Cloe. Ma proprio per questo, avete bisogno di strumenti. Non solo di buona volontà.</p>



<p>Da una lettera posso fare delle ipotesi e darvi indicazioni di base.<br>Per aiutare davvero Cloe, però, serve vedere cosa succede nella vostra quotidianità: come gestite le uscite; come vive gli spazi; cosa accade nei minuti prima che resta sola.</p>



<p>È lì che si costruisce il cambiamento.</p>



<p><strong><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/consulenze-cinofile/">Possiamo organizzare un incontro</a></strong> e lavorare su misura per voi, passo dopo passo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h3>



<p>Questa è una storia vera.<br>Come tutte le storie vere, non c’è una soluzione copia-incolla.</p>



<p>Se ti sei riconosciuto in questa storia, scrivimi la tua “Lettera all’Educatrice”<br>Nel frattempo, su&nbsp;<strong><a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/">Instagram</a></strong> condivido ogni giorno spunti pratici… e nel mio libro (<strong><em><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/il-mio-libro/">“Il cane in città”, Ed.Tea</a></em></strong>) trovi tutto quello che avrei voluto dire a chi, come te, vuole davvero capire il proprio cane. &nbsp;</p>



<p>Immagine creata con&nbsp;<strong><em><a href="https://www.canva.com">Canva</a></em></strong>.</p>
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