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	<title>approfondimento Archivi - Il cane in città</title>
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	<description>Alessandra Piccolo, Istruttrice Cinofila.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 19 Jun 2026 14:02:38 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Estate con il cane&#8230;</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/05/18/estate-con-il-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 14:07:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziare con il piede giusto]]></category>
		<category><![CDATA[salva il tuo cane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arrivano i primi caldi, cambia l’aria e improvvisamente tutti vogliono vivere appieno l&#8217;estate con il proprio cane. Compaiono i programmi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2026/05/18/estate-con-il-cane/">Estate con il cane&#8230;</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Arrivano i primi caldi, cambia l’aria e improvvisamente tutti vogliono vivere appieno l&#8217;estate con il proprio cane. Compaiono i programmi dell’ultimo minuto, gli aperitivi al tramonto, le escursioni, le gite fuori porta, il SUP, il mare al mattino presto e le foto perfette delle vacanze pet friendly. Tutto molto bello. Peccato che, spesso, il cane fino a due settimane prima conoscesse solo il tragitto casa-parchetto e l’unica acqua vista da vicino fosse quella del bidet mentre scorre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così, verso fine maggio, iniziano le ricerche frenetiche di spiagge dog-friendly, campeggi pet-friendly, hotel family welcome, appartamenti vista mare che accettano animali. Una corsa all’organizzazione della vacanza perfetta, in cui però raramente ci si ferma a chiedersi se il cane sia davvero pronto ad affrontarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per molti cani l’anno è trascorso dentro una routine piuttosto prevedibile: passeggiate veloci incastrate tra gli impegni, poche esperienze nuove, poca autonomia e pochi contesti realmente stimolanti. Alcuni non hanno mai imparato a rilassarsi in un locale affollato, altri non sanno aspettare, non sono abituati a viaggiare o faticano ancora a gestire la presenza di altri cani. C’è chi non ha mai indossato una museruola, chi non riesce a restare solo in un ambiente sconosciuto e chi, semplicemente, non ha mai sperimentato nulla di diverso dalla propria routine urbana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi, all’improvviso, arriva l’estate e quel cane dovrebbe affrontare autostrade, hotel, spiagge piene di persone, caldo, bambini che corrono, rumori, mercatini, funivie, aperitivi interminabili e giornate intere fuori casa. E quando qualcosa va storto, la spiegazione più usata è quasi sempre la stessa: “non è socializzato”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non sempre è questo il problema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A volte, più semplicemente, nessuno si è preparato… né voi né i vostri cani.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Primo step: gli antiparassitari.</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’arrivo della bella stagione torna puntuale anche il grande dibattito sugli antiparassitari. Una specie di rituale estivo collettivo dove, a un certo punto, compare sempre qualcuno che dice:<br>“Io non uso niente perché ho letto su internet…”,<br>“in televisione hanno detto…”,<br>“al cane della vicina è successo…”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni gli antiparassitari sono diventati terreno di battaglia tra allarmismi, terrorismo psicologico, influencer improvvisati e persone convinte che una zecca possa essere fermata con due gocce di lavanda e la forza del pensiero positivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La realtà è che d&#8217;estate il cane ha bisogno di determinate profilassi. Punto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pulci, zecche, zanzare e pappataci esistono davvero. E soprattutto esistono le malattie che possono trasmettere. Leishmaniosi e filariosi non sono invenzioni create per vendere collari fluorescenti nei negozi per animali, ma patologie serie che, in alcune zone e situazioni, rappresentano un rischio concreto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo il consiglio più sensato resta sempre lo stesso: parlarne con il proprio veterinario e costruire una prevenzione adatta al singolo cane. Perché non esiste una soluzione universale valida per tutti. Cambiano le esigenze del cane, la zona in cui vive o viaggia, l’età, lo stato di salute, la frequenza dei bagni, il tipo di vita che conduce e persino la convivenza con altri animali o bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è chi si trova bene con il collare, chi preferisce le compresse e chi usa gli spot-on. La scelta del prodotto può cambiare, ma basare la prevenzione sulla paura alimentata online resta una delle idee peggiori con cui affrontare l’estate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché a volte il problema non è “la chimica”.<br>Il problema è sottovalutare rischi che esistono davvero.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Secondo step: “Pet-friendly” e “animali ammessi” non sono la stessa cosa.</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Altro grande classico dell’estate: le prenotazioni fatte all’ultimo secondo in strutture descritte come “pet-friendly”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla carta sembra tutto perfetto. Foto del cane sorridente sul prato, ciotolina elegante all’ingresso, zampette stampate ovunque. Poi arrivi lì e scopri che il cane, in realtà, non può entrare quasi da nessuna parte. Non può restare solo in stanza, il ristorante lo accetta ma con dei MA e la spiaggia “dog friendly” consente sì l’accesso… purché il cane resti immobile sotto l’ombrellone senza avvicinarsi all’acqua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E lì arriva la grande rivelazione dell’estate: “pet-friendly” e “animali ammessi” non sono la stessa cosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto spesso, semplicemente, si prenota di fretta senza approfondire davvero cosa offra quella struttura e si scopre troppo tardi che il cane è tollerato, più che realmente accolto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una struttura davvero pet-friendly dovrebbe essere pensata anche per il benessere del cane, non solo per la presenza del cane. Dovrebbe avere spazi adeguati, personale preparato e una gestione che renda la permanenza più semplice e serena anche per chi viaggia con un animale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo però non significa presentarsi in vacanza contando sul fatto che l’hotel risolva ogni necessità. Anche nei posti migliori resta importante portare con sé tutto ciò che aiuta il cane a sentirsi al sicuro e a mantenere una continuità con la propria routine: la sua cuccia, i suoi accessori, i suoi riferimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il punto non è soltanto trovare un posto dove il cane possa entrare.<br>Il punto è trovare un posto dove possa stare bene davvero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi approfondire meglio questo argomento, trovi un articolo dedicato: <strong><em><a href="https://ilcaneincitta.it/2023/08/14/cosa-significa-veramente-pet-friendly/">“Pet-Friendly” cosa significa veramente.</a></em></strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Terzo step: è bellissimo passare l&#8217;estate con il cane, ma…</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Io adoro vedere persone che vogliono condividere esperienze con il proprio cane. Fa parte anche del mio lavoro: aiutare le persone a costruire con gli strumenti giusti un rapporto solido, essere così in grado di affrontare certe situazioni e capire quali esperienze siano davvero adatte alla coppia cane-proprietario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Però vivere bene insieme non è qualcosa che nasce all’improvviso a giugno, tre giorni prima della partenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si costruisce lentamente durante l’anno, abituando il cane a contesti diversi, insegnandogli a rilassarsi, facendogli fare esperienze graduali e imparando anche a leggere i suoi limiti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli errori più grandi è pensare che tutti i cani debbano amare tutto: il mare, la spiaggia affollata, i locali pieni di gente, il caldo, le giornate infinite fuori casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sempre è così.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A volte il gesto più rispettoso non è trascinare il cane ovunque per forza, ma scegliere attività davvero adatte a lui. Oppure decidere che, in certi momenti, possa stare meglio altrove mentre tu ti godi la tua vacanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io, ad esempio, sia per lavoro sia per alcuni viaggi, mi sono sempre affidata a ottime pensioni. Quando sapevo di non poter garantire a Etna una routine adeguata, oppure quando la destinazione sarebbe stata troppo calda, stressante o poco compatibile con il suo benessere, preferivo lasciarla a professionisti di fiducia. Poi tornare e dedicare del tempo a qualcosa che potesse piacere davvero ad entrambe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché a volte il compromesso migliore è proprio questo: qualcosa per noi e qualcosa anche per loro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ultimo step: salva il tuo cane da un’estate improvvisata</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di partire, forse la domanda più importante non è “dove andiamo?”, ma:&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>il mio cane è davvero pronto?</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché organizzare una vacanza col cane non significa soltanto trovare una struttura che lo accetti. Significa chiedersi come affronterà quel viaggio, quel contesto, quei cambiamenti improvvisi nella routine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è il cane che soffre l’auto, quello che non riesce a rilassarsi in ambienti nuovi, quello che il mare lo ama e quello che dopo dieci minuti sotto il sole vorrebbe soltanto tornare a casa sul pavimento fresco della cucina. Ci sono cani che vivono bene le passeggiate infinite e altri che fanno fatica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi ci siamo noi. Con la nostra organizzazione spesso un po’ romantica e un po’ improvvisata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché oltre al costume e alle prenotazioni, bisognerebbe pensare anche al resto:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>avere documenti e profilassi in ordine,&nbsp;</li>



<li>sapere dove si trova il veterinario più vicino,</li>



<li>avere con sé l’attrezzatura giusta,&nbsp;</li>



<li>capire se quel posto è davvero adatto al proprio cane oppure semplicemente adatto all’idea di vacanza che abbiamo in testa noi.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Perché una struttura può essere piena di scritte “pet-friendly”, avere la ciotola brandizzata all’ingresso e gli snack di benvenuto alla reception. Ma questo non significa automaticamente che quella sarà una vacanza davvero vivibile per il cane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una vacanza davvero pet-friendly è quella in cui le esigenze del cane vengono considerate sul serio. Dove può sentirsi al sicuro, riposare, bere, avere i suoi spazi e affrontare le giornate senza essere trascinato dentro esperienze troppo grandi per lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E forse il punto è proprio questo: smettere di chiederci se il cane può venire ovunque con noi e iniziare a chiederci se, in certi posti, ci può stare bene davvero.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione…</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il problema non è portare il cane ovunque. Il problema è dimenticarsi chi hai accanto: un animale con delle esigenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Meno “dog friendly” scritto sui cartelli, più cani davvero ascoltati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se hai dubbi, ansie o semplicemente vuoi capire come affrontare meglio l’estate col tuo cane, puoi <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">scrivermi</a></strong> oppure approfondire questi temi nel <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/il-mio-libro/">mio libro</a></strong> e negli altri articoli del blog. Meglio una domanda in più oggi che una vacanza stressante per entrambi domani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine creata con <strong><a href="https://www.canva.com">Canva.</a></strong></p>
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		<title>&#8220;Pet-Friendly&#8221; cosa significa veramente.</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/05/14/cosa-significa-veramente-pet-friendly/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 11:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fate attenzione prima di scegliere la vostra meta turistica insieme all’amico a quattro zampe, perché c’è una bella differenza tra&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Fate attenzione prima di scegliere la vostra meta turistica insieme all’amico a quattro zampe, perché c’è una bella differenza tra “Pet-Friendly” e “Animali Ammessi”! </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Pet-Friendly</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Hai prenotato una settimana al mare in un albergo che dichiara di essere Pet-Friendly, quali servizi dovresti trovare? </p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di tutto una struttura pet-friendly accoglie i cani di tutte le taglie con i documenti in regola. Ti permette di muoverti con lui dove vuoi, dal bar ai salottini, e potete cenare insieme al ristorante e godervi un aperitivo nelle zone comuni. In camera avrà a disposizione una ciotola per l’acqua, una per la pappa e una comoda cuccia (tutto ben sanificato). </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’albergo saprà segnalarti (se non fanno parte dello staff) dogsitter, educatori o strutture lì vicino dove portare il tuo cane a fare attività. Ovviamente deve avere un Veterinario di riferimento per le urgenze. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ben attrezzati potranno offrire servizi top come: uno spazio dedicato alla toelettatura, pet-shop, e pasti gourmet anche per l’amico a quattro zampe.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Animali ammessi</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa significa? Che puoi portare il tuo cane o gatto MA devi seguire le regole di “gestione-pet” dettate dall’albergo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La struttura può decidere che tipo di animali ammettere in base alla taglia o razza, può limitare il transito degli animali nelle zone comuni. Può vietarti di lasciare il cane in stanza da solo per troppo tempo o in certe fasce orarie. Non troverai in camera supporti come ciotole o cuccia. Il conto avrà un sovrapprezzo per la pulizia e servizi extra. Dogsitter o aree sgambo, non sono contemplati nella struttura.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vale la stessa storia per le spiagge, state attenti!!!</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>In spiaggia con il cane? Sì, ma</strong>&#8230;</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>&#8220;Animali ammessi in spiaggia&#8221;</em></strong> (negli stabilimenti balneari) significa che puoi portare il cane MA deve stare sotto l’ombrellone. E di solito questi sono collocati all’inizio della struttura, non vicino al bagnasciuga. Non puoi andare con il cane a fare il bagno o a passeggiare sulla riva. Informarti sul <strong>regolamento comunale</strong> e vedi in quali momenti della giornata è possibile. Non è mai completamente vietato, di solito si può utilizzare la spiaggia liberamente con il proprio cane alla mattina presto, e dopo le 18.30/19.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invece le <strong><em>“Dog Beach”</em></strong> sono tutt’altra faccenda! Sono stabilimenti che comprendono al loro interno aree attrezzate con fontanelle, zone dedicate per fare i bisogni, spazi d&#8217;ombra per rilassarsi. Hai sempre a disposizione un ombrellone, uno o più sdraio, una brandina per il cane, ciotole e asciugamano. Addirittura in alcune ogni ombrellone si trova all&#8217;interno di un recinto. Il cane può fare il bagno in acqua quando vuole, con te o con i suoi amici a quattro zampe. Può muoversi liberamente sulla spiaggia, c&#8217;è una zona per la doccia prima di rientrare a casa. In alcuni casi il personale di servizio specializzato organizzerà attività di gioco o di educazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dove sei andato o dove andrai questa estate con il tuo cane? Per te cosa dovrebbe avere una struttura pet friendly? <a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/"><strong>Raccontami le tue esperienze …</strong>&nbsp;</a></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Per me, cosa dovrebbe avere una struttura Pet-Friendly?&nbsp;</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente ciotole e cuccia nelle stanze, e un kit di salviette per la pulizia. Non amo le ciotole nelle aree comuni perché la condivisione dell’acqua con più cani può portare il proliferare di alcune malattie. Capisco che faccia una buona impressione e può essere utile a chi non ha ancora capito l’importanza dell’utilizzo della borraccia. Vedrei più utile una fonte d’acqua, come un lavandino o una fontanella, all&#8217;entrata per poter riempire la propria ciotola. Se non è presente in albergo sarebbe bello avere nell’immediate vicinanze un toelettatore e un pet-shop. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Invece lo chef gourmet per gli ospiti a quattro zampe per me è un servizio &#8220;<em>too-much&#8221;</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; sempre rischioso cambiare alimentazione se non ci sono motivi di salute, se usi le crocchette continua anche in vacanza. Capisco che alcuni cani sono abituati al cibo cucinato quindi, una struttura che ti permetta di seguire la dieta casalinga, è molto utile. Un’area sgambo all’interno dell’albergo, ad uso esclusivo degli ospiti, dovrebbe essere obbligatoria. Per quanto riguarda i professionisti del settore (Veterinario, Dogsitter, Educatore Cinofilo), non penso sia necessario averli nello staff fisso, ma dovrebbero essere reperibili al bisogno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Organizzare per gli ospiti eventi cinofili ed attività d’intrattenimento sarebbe il top!</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Qualcosa di personale&#8230;</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Sinceramente per godermi una vacanza con il mio cane non ho bisogno di strutture Pet- Friendly, mi basta che siano ammessi. Sono sempre stata ben organizzata: ciotole e cuccia da viaggio in auto, la borraccia non manca mai. Ed i quadrupedi, che mi stavano accanto erano abituati a seguirmi ovunque. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sta di fatto che se decidevo di trascorre con i miei cani una vacanza questa doveva essere a misura di bipede e di quadrupede. Quando non potevo portarli con me, sapevo che affidarli ad una struttura (per chi ce l&#8217;ha: il dogsitter) era la scelta migliore. Ne sono tutt&#8217;ora convinta anche se non ho più cani accanto.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Consigli&#8230;</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Che l’albergo sia Pet-Friendly o la spiaggia Dog-Beach il tuo cane dovrà comunque sapersi comportare. Dovrà saper stare con i suoi simili, non dico socializzare con tutti gli ospiti bipedi ma almeno tollerarne la presenza nelle zone comuni. Se necessario essere in grado di stare qualche momento in stanza senza fare disastri o farsi male. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le strutture Pet-Friendly ti permettono di viaggiare leggero sia di bagagli che di pensieri. Oltre alla tua valigia e al cane dovrai portare con te veramente poche altre cose. Ma i due elementi fondamentali che devono accompagnarti in ogni viaggio sono: il libretto sanitario aggiornato e qualche pillola di buona educazione cinofila.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine di copertina di <strong><a href="https://shockdom.com/autore/virginia-salucci/">Virginia Salucci</a></strong>.</p>
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		<title>Perchè il cane lecca per terra? </title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/04/14/il-cane-lecca-per-terra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 05:31:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[salva il tuo cane]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con un cane in città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inizio questo articolo con una domanda: perché il cane lecca per terra? Perché è un cane. detto questo, devi imparare&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2026/04/14/il-cane-lecca-per-terra/">Perchè il cane lecca per terra? </a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Inizio questo articolo con una domanda: perché il cane lecca per terra? Perché è un cane. detto questo, devi imparare a porre attenzione e quando riesci non farglielo fare!</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’anno scorso seguivo due cani nello stesso stabile, in zona Corso Magenta.<br>Due amiche, due appartamenti diversi, stesso contesto: una palazzina liberty curata nei minimi dettagli. Facciata impeccabile, marciapiede ampio, aiuole perfette e un giardino interno da cartolina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il merito? Del custode.<br>Il signor Mario. Preciso, attento… e decisamente protettivo.<br>Diciamo che per entrare lì, il “terzo grado” era incluso nel servizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il passare dei mesi, in diverse occasioni, i cani che seguivo iniziarono ad avere episodi di dissenteria. Essendo cani giovani, all’inizio si pensò a un virus. Poi a un’intolleranza alimentare. Ma più passava il tempo, più conoscevo le loro abitudini… e più qualcosa non mi tornava.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo campanello d’allarme arrivò durante una settimana di ferie del custode.<br>Al suo rientro fui involontariamente spettatrice di un diverbio tra lui e il ragazzo che lo stava sostituendo. Il motivo?<br>“Il marciapiede è sporco. Puzza. Non è stato pulito bene.” Rimasi colpita da quanto fosse importante, per il signor Mario, la pulizia di quello spazio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei giorni successivi riprese le sue mansioni a pieno ritmo.<br>E, quasi in contemporanea, uno dei cani tornò ad avere dissenteria.<br>L’altro no perché era in campagna. Un dettaglio&#8230;ma poi ne notai un altro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Partiamo dal presupposto che: il cane lecca per terra.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il custode, con una gentilezza solo apparente, cercava di imporre le sue regole anche a una ragazza che si occupava delle pulizie in un appartamento nel palazzo.<br>Nel pomeriggio lei faceva correre nel giardino il cane della signora per cui lavorava. E ovviamente il cane faceva i suoi bisogni lì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma Mario non lo voleva.<br>Non voleva che i cani usassero il cortile condominiale.<br>Diceva che lo sporcavano, lo rovinavano, scavavano buche, rovinavano le aiuole.<br>Quel giardino, che lui curava con tanta dedizione, doveva restare perfetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non era solo una mia impressione.<br>Un giorno me lo disse chiaramente: “Non pensare di portare qui i cani a fare i tuoi esercizi da circo. Insegnagli a fare i bisogni nella lettiera del gatto o lontano da qui.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ebbi nemmeno il tempo di rispondere.<br>Arrivò un’inquilina e, come se nulla fosse, tornò a indossare la maschera del “custode gentile ed impeccabile”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualche giorno dopo, anche il cagnolino che correva in giardino ebbe un paio di giorni difficili. Dissenteria. A quel punto le coincidenze iniziarono a sembrarmi… troppo precise. Credo che certe coincidenze siano segnali, piccoli avvisi che ti invitano a guardare meglio. Così ho iniziato a osservare, con più attenzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">E le mie osservazioni mi portarono dritte al signor Mario.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà dentro nello stanzino degli attrezzi, dove fui io a essere “beccata” a curiosare, con la scusa di dover sciacquare le zampe del cane prima di salire. Non fu per niente cortese e a quel punto lo affrontai.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli dissi apertamente che doveva smettere di mettere qualsiasi cosa stesse usando nell’acqua con cui puliva muri, marciapiede e cortile.<br>Avevo solo un’intuizione e ho rischiato. Si arrabbiò.<br>Succede spesso quando dico le cose in faccia, ormai me ne sono fatta una ragione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne approfittai e portai su il cane. Quando scesi, pronta al secondo round mi trovai davanti un signor Malio diverso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dimesso. Stanco. Esausto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi fermai ed iniziammo a parlare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è che aveva trovato una soluzione sbagliata… a un problema reale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Questa non è una storia inventata.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">È successa davvero, a Milano, qualche anno fa proprio a me quando non ero ancora un’educatrice cinofila ma solo una proprietaria di cani in città. I nomi sono stati cambiati e alcuni dettagli smussati, ma il punto resta lo stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mario era un custode “vecchia maniera”.<br>Vedovo, viveva e lavorava in quella palazzina da sempre.<br>Amava il suo lavoro e lo prendeva sul serio, forse più di quanto gli venisse riconosciuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma a pochi anni dalla pensione si trovava a fare i conti con qualcosa che faticava a comprendere: i “nuovi” proprietari di cani. Cani trattati come bambini, ma spesso senza regole.<br>Intoccabili.<br>E, soprattutto, accompagnati da persone sempre più distratte, per non dire maleducate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo compito era mantenere alto il livello della palazzina, dentro e fuori.<br>Ma ogni giorno si scontrava con marciapiedi sporchi, bisogni non raccolti, aiuole rovinate, pipì lasciate ovunque senza nemmeno un gesto per pulire o diluire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E no, non è solo una questione estetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando nessuno raccoglie, quando nessuno pulisce, quando tutto viene lasciato “tanto è normale”…<br>lo spazio condiviso smette di essere vivibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’odore aumenta.<br>Il degrado si vede.<br>E la convivenza si incrina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Era arrabbiato.<br>Frustrato.<br>Perché vedeva il suo lavoro, fatto con cura e dedizione, vanificato ogni giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo però non giustifica quello che ha fatto. Far stare male dei cani non è una soluzione, ma solamente uno sfogo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ma fermarsi qui sarebbe troppo facile.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Perché, se vogliamo essere onesti, una parte di quella rabbia aveva una base reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La libertà di avere un cane finisce nel momento in cui inizia quella degli altri.<br>E questo vale sempre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il tuo cane sporca, tu pulisci.<br>Sempre.<br>Non “quando capita”, non “se ho voglia”, non “tanto è erba”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché no, non è concime.<br>E quando fa caldo… si sente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E c’è un altro aspetto che spesso viene sottovalutato:<br>più un ambiente è sporco, più aumenta il rischio che qualcuno cerchi di “risolvere” il problema nel modo sbagliato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con prodotti aggressivi.<br>Con sostanze chimiche.<br>Nei casi peggiori, con veri e propri veleni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è lì che il rischio smette di essere teorico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il cane lecca per terra&#8230; Basta una leccata, una sola.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">E il problema non è più il decoro.<br>È la salute del tuo cane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi sì: controlla cosa lecca il tuo cane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma ancora prima…<br>chiediti che ambiente stai contribuendo a creare quando esci con lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché è tutto lì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che sia una macchia sul muro, una pozza, una ciotola fuori da un negozio, la pipì o il sedere di un altro cane, se puoi anticipalo e bloccalo.<br>Altrimenti preparati: qualcosa potrebbe succedere, soprattutto se ha lo stomaco delicato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cane lecca per terra e ingerisce cose da terra per tanti motivi: curiosità, fame, sete.<br>A volte perché l’ambiente lo stressa e concentrarsi su qualcosa lo aiuta a distrarsi.<br>Altre volte per attirare l’attenzione di un proprietario troppo distratto o per rendere più interessante una passeggiata noiosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ciotole lasciate nei parchi o fuori dai negozi sono un bel gesto, soprattutto nelle giornate calde.<br>Ma se l’acqua non viene cambiata spesso e viene condivisa da più cani, può diventare un veicolo per batteri e malattie.<br>Senza contare il rischio peggiore: che qualcuno ci metta “qualcosa” dentro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche leccare la pipì di un altro cane può provocare qualche disturbo, soprattutto in certi periodi o da pozze sporche e stagnanti nelle giornate calde.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E no, non puoi controllare tutto.<br>Non puoi impedirgli di esplorare.<br>Non puoi passare la passeggiata a sgridarlo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ma puoi fare una cosa fondamentale: essere consapevole.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sapere cosa osservare. Sapere cosa riferire al veterinario se qualcosa non va. Non lasciar sporco e chiedere di pulire a chi è &#8220;distratto&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché una dissenteria non è sempre uguale.<br>Può essere alimentare, batterica, ambientale. E capire la differenza può fare la differenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando è successo a me, uno dei miei cani stava davvero male.<br>Il veterinario, conoscendomi, mi disse subito:<br>“Avrà leccato qualcosa da terra.”. Aveva ragione!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho collegato i segnali, abbiamo agito in fretta e si è risolta. Ero giovane, non ero ancora un&#8217;educatrice cinofila ma solo una proprietaria di cani in città!</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Perché il cane lecca per terra?&#8221;, chiesi spaventata alla veterinaria. La sua risposta fu semplice: perché è un cane. Perché, specialmente da giovane, è un animale curioso, è il suo modo per esplorare, per conoscere. Con il tempo è un comportamento che diminuisce, lo fa solo per le cose veramente interessanti, oppure se subentrano situazioni che lo stressano. L&#8217;importante è stare attenti!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché a volte basta una leccata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E il problema non è più il marciapiede sporco o &#8220;troppo pulito&#8221;, è il tuo cane che non sta bene.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se questo articolo ti ha fatto venire anche solo un dubbio, la prossima volta che esci poni più attenzione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Salva il tuo cane anche dalle disattenzioni altrui e dalle cose che non vedi. Per non perderci di vista seguimi su <strong><a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/">Instagram</a></strong>… oppure sfoglia le pagine del mio libro <strong><em><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/il-mio-libro/">“Il cane in città”, Ed.Tea</a></em></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine creata con <strong><em><a href="https://www.canva.com">Canva</a></em></strong>.</p>
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		<title>Corpus Alienum</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/03/16/corpus-alienum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 08:38:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[salva il tuo cane]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con un cane in città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il termine latino corpus alienum si traduce letteralmente come “corpo estraneo” e viene utilizzato in ambito medico per indicare qualsiasi&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il termine latino <em>corpus alienum</em> si traduce letteralmente come <strong>“corpo estraneo”</strong> e viene utilizzato in ambito medico per indicare qualsiasi oggetto o sostanza che si trova all&#8217;interno di un organismo ma che non vi appartiene o vi è entrato in modo anomalo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo veterinario è il termine medico utilizzato per indicare che <strong>il cane ha ingerito un oggetto estraneo</strong> che ora si trova nello stomaco o nell’intestino. Questo accade molto spesso ai cuccioli, che amano giocare, mordere e, non di rado, <strong>mandare giù corde, palline, calze, fazzoletti, mutande, stracci e tutto ciò che trovano in giro di interessante</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Può essere difficile impedire che un cucciolo mangi qualcosa che non dovrebbe: sono geneticamente attratti da ciò che li circonda, esplorano il mondo con la bocca, assaggiano e ingeriscono di tutto. Questo comportamento <strong>dovrebbe diminuire con la crescita</strong>, quando il cane impara, se correttamente educato, a gestire le proprie emozioni e ha finito la fase di esplorazione in cui deve “assaggiare” tutto ciò che trova.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il problema però non è tanto la fase di crescita in sé&#8230;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">ma quanto <strong>prestare attenzione affinché il cane NON ingerisca oggetti estranei</strong>, perché non è affatto vero che ciò che manda giù poi esce sempre con le feci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’oggetto ingerito può infatti <strong>restare bloccato nello stomaco o nell’intestino</strong>. Solo nella migliore delle ipotesi viene espulso con le feci, ma questo dipende dal tipo e dalla dimensione dell’oggetto. Se è troppo grande e non riesce a passare attraverso l’apertura inferiore dello stomaco, può rimanere nell’organo anche per molto tempo, talvolta per mesi. Questo può causare episodi sporadici di vomito e, nel tempo, compromettere lo stato di salute del cane. Se invece l’oggetto passa nell’intestino ma <strong>provoca un’ostruzione</strong>, la situazione diventa ancora più critica: la salute del cane può peggiorare rapidamente e la sua vita può essere in serio pericolo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come evitare che il cane abbia un “corpus alienum”?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una buona educazione e un’attenta gestione!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con buona educazione non intendo un “seduto” da soldatino eseguito a comando con il dito alzato, ma il fatto che il cane <strong>non senta il bisogno di rubare e masticare qualsiasi cosa</strong> a causa di ansia, stress, frustrazione o ipo-stimolazione. Un cane appagato, con una buona routine e una gestione chiara delle <strong>tre grandi risorse</strong><br>– <strong>cibo, spazio e attività</strong> – ha molte meno probabilità di sviluppare comportamenti ingestivi problematici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste sono le tre “carte” che abbiamo a disposizione per gestire il cane nel modo migliore. Se riusciamo a farlo, superata la fase del cucciolo e il periodo del cambio dei denti, la situazione tende generalmente a migliorare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo non significa però che il cucciolo sia giustificato a mandare giù <strong>mutande rubate dalla cesta dei panni, calzini lasciati in salotto, strofinacci della cucina appesi alle maniglie dei cassetti</strong>, o qualunque altro oggetto potenzialmente pericoloso trovato sui comodini o nei cestini della spazzatura.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Come evitarlo?</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Nel modo più semplice possibile. Prima ancora di parlare di routine e gestione emotiva, <strong>iniziate a gestire l’ambiente</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Tenete le spazzature in zone non accessibili al cane.</li>



<li>Evitate di lasciare stoffe interessanti per odore e consistenza a sua portata.</li>



<li>Chiudete le porte di bagni, lavanderie e camere molto disordinate.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sono tutti ambienti estremamente interessanti <strong>sia per un cucciolo in fase esplorativa sia per un cane annoiato in cerca di qualcosa da fare</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa fare quando il cane cerca il “corpus alienum”?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La prima cosa da fare è <strong>chiedersi perché lo fa</strong>&#8230; alcuni esempi:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>“Lo porto al parco e continua a mangiare cose da terra.”</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A volte succede perché <strong>la quantità di cibo non è adeguata alle sue esigenze</strong>, oppure perché i pasti sono troppo distanti tra loro. In altri casi può esserci qualcosa nella passeggiata che lo stressa e il continuo raccogliere oggetti da terra diventa una forma di scarico o di &#8220;richiesta di attenzioni&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>“Ruba i calzini di mia moglie perché sta tante ore fuori casa.”</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà spesso <strong>ruba i calzini semplicemente perché riesce a prenderli</strong>. Può scegliere quelli di una persona invece di un’altra perché hanno un odore o una consistenza più interessanti. Se invece avesse rubato gli slip, probabilmente non sarebbe per una questione affettiva ma per una questione di aroma. Anche per questo motivo è vivamente consigliato <strong>tenere la cesta dei panni in una zona non accessibile al cane</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>“Quando lavoro da casa, dopo un po’, inizia a rubarmi le ciabatte o le pezze della cucina. Poi si mette tranquillo nella cuccia a rosicchiarle e lo lascio fare.”</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I cani dovrebbero <strong>masticare i loro giochi o masticativi</strong>, non oggetti di uso domestico. Abituare il cane, per comodità, a rubare e tenersi oggetti di casa da distrugger è pericoloso. Il giorno in cui lo farà <strong>quando sarà solo in casa</strong>, il rischio di ingestione sarà molto più alto.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Quindi cosa fare oltre a chiudere le porte e non lasciare oggetti a portata di cane?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Se il cane è agitato quando siete in casa al mattino, probabilmente <strong>non si è sfogato adeguatamente</strong>: può essere utile iniziare la giornata con una passeggiata più ricca e interessante. Se invece in casa continua a cercare oggetti da rubare e masticare, è importante <strong>individuare la fonte di stress o di noia</strong> e offrirgli masticativi adatti e interessanti per evitare incidenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La lista degli oggetti che un cane può ingerire è praticamente infinita.<br>Per questo motivo, <strong>è molto più semplice imparare a gestire il cane e l’ambiente in cui vive</strong>, invece di perdersi e capire se quello che ha ingerito e nocivo oppure no.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Disclaimer</strong><br>Queste informazioni hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere di un veterinario. In caso di ingestione, contatta sempre un professionista. Quindi… <strong>cosa fare quando pensi che il cane possa avere un “corpus alienum”?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se hai anche solo il minimo dubbio che abbia ingerito qualcosa, <strong>non aspettare di vederlo nelle feci il giorno dopo</strong>, ma chiama subito il veterinario!</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando è necessario chiamare il veterinario?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sempre</strong>! E nel dubbio <strong>NON indurre il vomito con sale grosso, acqua ossigenata o altri metodi “fai da te”</strong>. Chiama invece il tuo veterinario o la tua clinica di riferimento e fatti guidare da un professionista. I sintomi causati dall’ingestione di un corpo estraneo possono essere diversi: vomito, dolore addominale, abbattimento, difficoltà a defecare. Possono essere più o meno intensi, ma a volte <strong>possono anche non comparire subito</strong>, facendo sembrare la situazione sotto controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio questo uno dei rischi più grandi: pensare che non sia successo nulla e accorgersene troppo tardi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">In tanti anni di lavoro ne ho viste parecchie di situazioni… alcune anche piuttosto assurde.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta un pitbull mandò giù al volo la pallina con cui stava giocando con il proprietario. Nessuno se ne accorse e si pensò semplicemente che fosse stata persa nel prato. Dopo qualche giorno però il cane iniziò a stare malissimo. Alla fine la diagnosi fu proprio quella: <strong>corpus alienum</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro caso era quello di un Golden che seguivo in educazione. Un cane tendenzialmente tranquillo, ma che soffriva molto le passeggiate in mezzo alla gente.<br>Improvvisamente iniziò a stare male: vomito, dissenteria. I proprietari pensavano fosse un virus intestinale. Quando la situazione peggiorò corsero dal veterinario… e si scoprì che il cane <strong>aveva ingerito molte castagne</strong>. Durante le passeggiate le raccoglieva da terra per scaricare lo stress. Alcune venivano espulse, ma molti residui e intere castagne erano rimaste nell’organismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avevo consigliato di cambiare giro ed evitare i viali pieni di castagne, e di farlo sfogare un po’ di più in spazi adatti a lui. La risposta però era sempre la stessa: “Non possiamo portarlo sempre al parco, quella zona verde è più comoda per noi durante la settimana.”Avevo anche suggerito di usare temporaneamente la museruola per evitare che continuasse a ingerirle. La risposta?</p>



<h3 class="wp-block-heading">“Ma poverino, la museruola no!”, ma &#8220;corpus alienum&#8221; sì</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La museruola no, il parco più spesso non si può, dal veterinario <strong>pieno di castagne nello stomaco</strong>&#8230; sì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra storia riguarda una giovane e vivace Beagle di una coppia di studenti. Quando si annoiava rubava strofinacci della cucina o asciugamani e li riduceva a brandelli. Il problema era che, dopo averli rovinati, <strong>le lasciavano continuare a distruggerli</strong> senza preoccuparsi troppo.<br>“Tanto poi li fa a pezzetti e li troviamo nella cacca al parchetto”, dicevano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avevo spiegato che la stoffa non è esattamente il masticativo più adatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un giorno, durante una lezione, il cane si isolò per fare i bisogni. Dopo un po’ mi avvicinai perché vedevo che non finiva mai.<br>Mi trovai davanti una cagnolina che <strong>non riusciva a defecare</strong> perché aveva una lunga lingua di strofinaccio rimasta bloccata. Se la toccavi guaiva, la presi in braccio e via di corsa dal veterinario più vicino, che fece quello che doveva fare… compresa una bella lavata di capo ai due proprietari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io non dissi nulla per non infierire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fino all’incontro successivo, ovviamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potrei andare avanti ancora…</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione&nbsp;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La verità è che i <strong>&#8220;corpus alienum&#8221;</strong> non arrivano dallo spazio. Nella maggior parte dei casi arrivano <strong>dalla nostra disattenzione, dalla noia del cane e da una gestione poco attenta dell’ambiente</strong>. Calzini lasciati in giro, strofinacci appesi, cestini della spazzatura aperti, oggetti a portata di bocca.<br>Per un cane curioso sono semplicemente <strong>inviti irresistibili</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La buona notizia è che la maggior parte di questi incidenti <strong>si può evitare</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un cane appagato, con attività adeguate, oggetti da masticare adatti e un ambiente gestito con un minimo di attenzione, ha molte meno probabilità di cercarsi da solo un “corpus alienum”. E se, anche solo per un momento, pensi che il tuo cane possa aver ingerito qualcosa che non dovrebbe…</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>non aspettare.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiama il veterinario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Meglio una telefonata in più e <strong>un calzino in meno nello stomaco del cane.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il tuo cane non ha mai provato a mangiare qualcosa di assurdo… sei stato/a bravissimo/a o probabilmente non l’hai ancora beccato sul fatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tuo cane ha mai provato a mangiare qualcosa di improbabile? </p>



<p class="wp-block-paragraph">Raccontamelo:  <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">i miei contatti!</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per continuare a parlare di bizzarrie, tips sulla gestione e vita quotidiana con il cane, ci vediamo su <strong><a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/">Instagram</a></strong>… oppure tra le pagine del mio libro <strong><em><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/il-mio-libro/">“Il cane in città”, Ed.Tea</a></em></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A breve, anche in formato podcast.<br>Immagine realizzata con Canva.</p>
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		<title>Devi essere il capo branco!</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/03/09/devi-essere-il-capo-branco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 13:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[miti e leggende cinofili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il signor Desdua, forse tra tutte le indicazioni ricevute dall’allevatore o dal veterinario, aveva memorizzato soprattutto quella che diceva: “Devi&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il signor Desdua, forse tra tutte le indicazioni ricevute dall’allevatore o dal veterinario, aveva memorizzato soprattutto quella che diceva: “Devi essere il capo branco per poter gestire un cane in casa.”<br>“Devi dimostrargli chi comanda, altrimenti non ti ascolterà.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse perché in casa erano solo loro due.<br>Forse perché, essendo entrambi maschi e nella sua testa si era trasformata in una sorta di competizione, di conseguenza la gerarchia doveva essere forte e chiara.<br>Anche se ormai non c’erano più dinamiche legate alla sopravvivenza del branco o alla riproduzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma alla questione del <strong>“capo branco”</strong> lui ci teneva.<br>E parecchio, a quanto pare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando gli agenti sono finalmente riusciti ad entrare nell’appartamento, la scena che si sono trovati davanti li ha lasciati tutti piuttosto basiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un barboncino serenamente accucciato sulla poltrona.<br>E davanti a lui il suo proprietario che si agitava e sbraitava:</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La poltrona ora è sua !?!»<br>«Non è la cuccia del cane.»<br>«Vuole essere lui il capo branco!»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una serie di farneticazioni che il cane probabilmente non stava nemmeno ascoltando e che facevano apparire il povero signor Desdua completamente fuori controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Sono stanco! Gli dico di mangiare dopo di me e non lo fa. Gli preparo le crocchette e non le vuole… poi devo cucinargli riso e pollo!»<br>«Ha la sua cuccia, ma appena mi alzo va sulla mia poltrona!»<br>«Dorme dove vuole e decide lui quando uscire!»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi conclude: «Mi hanno detto che devo essere il capo branco per gestirlo e seguire certe regole… ma non funziona nulla! Fa quello che vuole e io sono in balia del cane!»</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa sarà realmente successo?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro alla sfuriata del signor Desdua c’è probabilmente un piccolo esaurimento, sicuramente non causato dal cane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma questa scena ci offre uno spunto perfetto per parlare di <strong>alcuni falsi miti cinofili</strong> che, se presi alla lettera, possono incrinare un rapporto che potrebbe essere più che soddisfacente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Almeno dal punto di vista del cane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni dettagli di questa storia potrebbero essere romanzati per tutelare la privacy dei protagonisti. Il mito invece è assolutamente reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora oggi la frase <strong>“devi essere il capo branco”</strong> è una delle più mormorate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così come: “Per poter gestire il tuo cane devi mantenere la gerarchia.”<br>“Devi fargli capire chi comanda.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non dico che siano frasi completamente sbagliate, ma è necessario modernizzarle e <strong>contestualizzarle</strong>.<br>Bisogna usare termini più adeguati e inserirle nella realtà quotidiana del proprietario e del cane.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>“Devi essere il capo branco”</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Iniziamo dalla più famosa: “Devi essere il capo branco.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una traduzione più corretta sarebbe: <em>Devi essere il suo punto di riferimento</em>. Questo è il concetto che personalmente preferisco insegnare. Il cane è geneticamente un animale sociale, abituato a vivere in gruppo.<br>Ma vivendo in un contesto urbano siamo noi a dover gestire molte situazioni.</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<p class="wp-block-paragraph">Per esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il cane non sa quando è sicuro attraversare una strada;</li>



<li>non sa quali luoghi sono pericolosi;</li>



<li>non sa che i suoi bisogni vanno raccolti;</li>



<li>non si procura più il cibo da solo.</li>
</ul>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, indipendentemente dalla taglia del cane, deve poter vedere in te una figura di riferimento. Tu sei il suo custode, sei la persona che: lo accudisce, lo tiene al sicuro, che gli dà indicazioni per affrontare il mondo urbano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le indicazioni concrete sono, ad esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>il richiamo</strong>, quando lo lasci libero al parco</li>



<li>la capacità di <strong>passeggiare al guinzaglio senza trascinarti ovunque</strong></li>



<li>oppure, al contrario, aiutare quei cani che si bloccano e non vogliono camminare perché spaventati o annoiati.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>“Sei il capo branco, quindi il cane deve vederti mangiare”</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Anche questa frase ha una spiegazione che arriva da lontano, dai cugini lupi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel branco di lupi la <strong>coppia alfa</strong> mangiava per prima, spesso in una zona più tranquilla, scegliendo le parti migliori della preda.<br>Solo dopo il resto del branco si nutriva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma come si traduce questa cosa nella vita con un cane in città? In realtà, in modo molto più semplice: insegnare al cane a stare tranquillo mentre voi mangiate. Questo evita che:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>chieda continuamente cibo dal tavolo;</li>



<li>si agiti durante i pasti;</li>



<li>crei problemi quando siete a casa di amici o al ristorante.</li>



<li>Detto questo&#8230; bisogna sempre conoscere il proprio cane.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Se avete un cane molto famelico e cenate alle <strong>21:30</strong>, è probabile che a quell’ora lui sia già affamatissimo. In questo caso è più sensato nutrirlo <strong>dopo la passeggiata del tardo pomeriggio</strong>, qualche ora prima della vostra cena. Così quando vi sedete a tavola sarà già sazio e, se non gli date cibo dal tavolo, difficilmente verrà a chiedervelo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se invece cenate presto, potete mangiare voi e poi pensare a lui. L’importante è <strong>non creare confusione</strong> e non viziarlo con assaggi di cibo mentre cucinate o siete a tavola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In poche parole: non è una questione di dominanza. È <strong>una questione di gestione e abitudini</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con i cuccioli, in particolare, si consiglia di evitare il pasto nello stesso momento non perchè altrimenti diventano loro i capi branco, ma perché potrebbero:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>distrarsi guardando il vostro cibo e non mangiare il loro;</li>



<li>mangiare troppo velocemente e poi cercare il vostro cibo;</li>



<li>non mangiare affatto perché vogliono capire cosa sta facendo il resto del “branco”.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>“Non devono dormire sui posti alti, altrimenti pensano di comandare.”</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Altro mito che merita di essere contestualizzato. Non devono gestire gli spazi di casa,<br>non devono diventare territoriali, bisogna evitare che facciano tana sotto il letto o sotto il tavolo. <strong>Questo è il punto.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il cane sale sul letto, e non gli è mai stato insegnato a non farlo, non puoi sgridarlo e nel momento in cui hai bisogno che scenda lui deve farlo senza ringhiare o opporsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io, per esempio, non ho mai vietato ai miei cani di salire su letti o divani.<br>Ho semplicemente insegnato <strong>quando potevano farlo</strong>. Negli altri momenti avevano comunque a disposizione la loro bella cuccia per condividere quello spazio vicino a me.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cane sulla poltrona non lo rende il capo branco.<br>È un animale opportunista per genetica: sa che la poltrona è accogliente e calda, che lo isola dall’ambiente circostante e che da lì ha una visuale migliore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi quando è libera e ha voglia di comodità… ci sale. Punto. Solo un pizzico di astuzia.<br>E, se vogliamo dirla tutta, anche piuttosto intelligente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se invece non vuoi che ci salga, per una questione di igiene o di gestione, la soluzione è molto più semplice: <strong>non farlo mai salire</strong>. E se lo fa quando non ci sei, impedisciglielo.<br>Metti sopra delle sedie, chiudi la stanza, rendi quello spazio non accessibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ti svelo anche un piccolo segreto:  se un cane <strong>non impara una determinata abitudine durante la crescita o l’educazione</strong>, molto difficilmente inizierà a farla più avanti. Vale anche se hai appena adottato un cane adulto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A patto che voi restiate coerenti e costanti nelle indicazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">I miti cinofili non spariscono da soli. Ma con un po’ di buon senso possiamo almeno smettere di litigare con i barboncini sulle poltrone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il signor Desdua aveva probabilmente molto chiara una cosa: doveva essere il capo branco. Quello che nessuno gli aveva insegnato era <strong>come diventarlo davvero</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse non aveva neppure grande manualità nella gestione del cagnolino che i figli gli avevano portato a casa.<br>Un gesto sicuramente pieno d’amore, ma che non sempre tiene conto di una cosa fondamentale: quanto una persona sia davvero pronta a gestire un cane. Soprattutto in città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Colgo l’occasione per lasciarti anche un altro piccolo consiglio: <strong>non regalare mai un cane senza che venga esplicitamente desiderato e richiesto.</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://ilcaneincitta.it/2025/11/13/vivere-con-un-cane/"><em><strong>(in questo link troverai un articolo dedicato all&#8217;argomento)</strong></em></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per continuare a parlare di miti e leggende cinofile da sfatare o da capire meglio, ci vediamo il mese prossimo con questa Rubrica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo puoi seguirmi su <strong><a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/">Instagram</a></strong>, dove condivido altri articoli e spunti sulla vita con i cani in città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E presto arriverà anche il podcast dedicato proprio a questo tema, ma nel frattempo ti lascio il link del mio libro <strong><em><a href="https://www.amazon.it/cane-città-Alessandra-Piccolo/dp/8850259166/ref=sr_1_2?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&amp;crid=33Y5MT5AJMSFK&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.QUTRezcL2WeWLP0b1lAVqg6l-JQ5f5gelHcOLk0ulwyqqCuN_VDnMjxnDDnlhXSiu8uB3ULDdngEAuoB2zEIdZPvm5TfRGLvIFShY0znm46pQEMTSlJBWnaO4QW0FkEIweAzVHG6b8H2F0GnO76Q1xNPSykmIgwOSa7HK-qCWQvwuAlezxoQ9vVD-_kD8Ya7u-0gD8zdFdrux2UESvdBFez98Eztr_f3b37pXIDJeYyh42Cg_ECAUK3w_vcpvUF7Kzn3qJU2CSNXNKXScFKHwCo5jO_mt2681UAyjwUvccU.Rea6UHLIpzwhC4aT4M--5WjXjJd2JL8VEmS2mirZdss&amp;dib_tag=se&amp;keywords=alessandra+piccolo&amp;qid=1773060534&amp;sprefix=alessandra+piccolo%2Caps%2C261&amp;sr=8-2">“Il cane in città”, Ed. Tea.</a></em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine creata con Canva.</p>
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		<title>Le passeggiate con il cane&#8230; sempre dal suo punto di vista.</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/02/18/le-passeggiate-con-il-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 14:34:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con un cane in città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Vorrei dire la mia sulle uscite… perché NON ci siamo!”&#8230; le passeggiate con il cane croce e delizia di ogni&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>“Vorrei dire la mia sulle uscite… perché NON ci siamo!”</strong>&#8230; le passeggiate con il cane croce e delizia di ogni proprietario di cani in città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«BUONGIORNO Lebo! Dammi il tempo di sedermi e salutarvi.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Matteo mi guarda già sconvolto. Non immagina cosa mi stia dicendo il cane, anche se i segnali sono piuttosto chiari:<br>Lebo è carico a molla, corre per casa, mi salta addosso e punta deciso verso la porta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Matteo, scusa… ma sei sceso con Lebo?»<br>«Ma sì, un giretto veloce. Tanto poi avevo lezione con te.»<br>«Ok… però ricordati che l’ora di lezione non è una bella passeggiata al parco.»</p>



<h3 class="wp-block-heading">Questo è un tasto dolente.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Spesso le lezioni vengono scambiate per l’uscita della giornata. Ma non è così. Non sono passeggiate con il cane.<br>Bisogna scendere prima della lezione. Non per stancarlo fino allo sfinimento, ma neanche per fare una toccata e fuga da cronometro olimpico. Mi ricordo una volta che dovevo lavorare con un cane di taglia grande sulla conduzione al guinzaglio in città, perché “tirava un po’”, a dire della proprietaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Me lo ricordo come fosse ieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Era gasatissimo. Appena usciti dal cancello mi ha letteralmente strappato una spalla. Ero pronta, ma il contraccolpo è stato pazzesco.<br>Dieci metri di delirio puro. Poi sono riuscita a gestire la situazione e ho guardato la signora:</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Mi scusi, ma fa sempre così in passeggiata? Perché questo non è solo un problema di tirare al guinzaglio.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Beh… dipende. In effetti non usciva da ieri mattina. Tanto sapevo che facevo la passeggiata con te. È uscito solo per i bisogni nel giardinetto.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giardinetto era un fazzoletto di terra grande quanto un parcheggio per un’auto.<br>Quel cane non usciva davvero da casa da un giorno e mezzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre a essermi fatta male, ho concluso l’incontro facendo una passeggiata decente. Era così euforico che non avrebbe percepito nessun insegnamento. Ho preferito aiutarlo a rilassarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla proprietaria ho fatto notare che:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>La lezione non è una passeggiata di sfogo.</li>



<li>La lezione non è un servizio di dogsitteraggio di gruppo.</li>



<li>Il cane deve uscire più volte al giorno, fuori dal cancello, non nel giardinetto.</li>



<li>Al prossimo incontro doveva essere già uscito prima del mio arrivo.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Con queste premesse… cosa sarà mai successo dopo?</p>



<h4 class="wp-block-heading">Ma torniamo a Lebo e Matteo.</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Non faccio in tempo a finire la frase che l’amato quadrupede innaffia, letteralmente, la pianta vicino alla portafinestra del salotto.<br>Per un pelo non segna anche le tende.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Appena finisce, si gira, ci guarda e…</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Non mi ha dato il tempo di farle tutte stamattina. Aveva fretta.<br>Prima o poi gli do uno strattone che gli faccio volare il cellulare dentro la fontana. Traiettoria perfetta.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi giro verso Matteo e gli dico di non sgridarlo. Ormai il danno è fatto. E, a dirla tutta, il cane non aveva tutti i torti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Respira. Fai finta di nulla. Non calcolarlo e pulisci senza drammi.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo passaggio è fondamentale.<br>In questo caso il cane non è riuscito a trattenersi. Ma se si innesca il meccanismo “fa pipì &#8211; lo sgrido &#8211; mi guarda”, rischiamo che il cane impari a fare pipì per ottenere attenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per un cane, l’attenzione è attenzione, che sia positiva o negativa.<br>Che sia carezza o rimprovero, qualsiasi cosa arrivi… ha funzionato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sediamo. Matteo è sospeso tra il dispiaciuto e il disarmato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Prendi atto che hai un cane giovane.<br>Non puoi permetterti, al mattino, di fargli fare un giro veloce senza dargli modo di annusare e fare i bisogni.<br>Non è più un cucciolo e sai bene che non fa solo una pipì durante le passeggiate.<br>E poi, quando uscite, dagli retta.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Per il resto come va?»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Matteo non fa in tempo ad aprire bocca che interviene Lebo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Allora… la questione crocchette va meglio.<br>Ha capito come si usa un dosatore.<br>Abbiamo trovato una quadra sugli orari e, finalmente, mangio dopo aver evacuato.<br>Era così complicato?»</p>



<h3 class="wp-block-heading">Se fosse stato semplice non sarei qui.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Lebo si sistema meglio sul tappeto e riparte:</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Se non esco di casa per nove ore, la prima cosa che voglio fare quando si sveglia lui, non io, è scendere.<br>Bisogni. Zampe da sgranchire. News del quartiere da annusare.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Però ora dobbiamo lavorare sulle passeggiate.<br>Io ho bisogno dei miei momenti di svago. Almeno una volta al giorno qualcosa di qualità.<br>TE LO DICO: impazzisco se continuiamo a fare il giro del parchetto a ogni uscita.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ha tutti i torti. Le passeggiate con il cane, non vanno proprio bene se questo è il risultato</p>



<p class="wp-block-paragraph">La routine è importante. Anche il giro del parchetto serve, spezza la giornata.<br>Ma devono esserci almeno un paio di passeggiate di qualità: percorsi variati, strade nuove, stimoli diversi, momenti di esplorazione vera. Magari anche qualche incontro gestito bene, qualche esperienza interessante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non basta il weekend. Soprattutto se accanto hai un cane giovane e vivace. In città, spesso, il problema non è quanto cammina il cane, è quanto poco viene ascoltato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si vedono da lontano i cani che patiscono l’uscita “subita”: proprietari al telefono per tutta la passeggiata, cani che zigzagano come trottole impazzite; cani che ingoiano qualcosa da terra per ottenere una reazione; cani che dopo un giro lampo vengono trascinati a fare commissioni e, nel dubbio, abbaiano o marcano territorio nel negozio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Anche nelle passeggiate con il cane un compromesso si può trovare.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Si può rispondere a una telefonata mentre si passeggia.<br>Ma non per tutta la durata dell’uscita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si possono fare commissioni con il cane.<br>Ma prima fagli fare il cane. Davvero. Così entrambi finite il giro con meno tensione e meno sceneggiate improvvisate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lebo e Matteo ora dovranno lavorare su questo: costruire abitudini che abbiano senso per entrambi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mio consiglio è semplice e spietato:<br>le uscite devono essere la struttura della giornata, non l’avanzo del tempo rimasto dopo tutto il resto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Passeggiate di qualità al mattino e al pomeriggio. Prima&#8230; di mettersi a lavorare; di uscire per andare in ufficio; di lasciarlo solo. La Parola Chiave è: <strong><em>Prima</em></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così poi sei libero di fare le tue cose con la coscienza di aver davvero soddisfatto il tuo cane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre ci prepariamo per uscire, Lebo mi guarda.<br>Ha quell’espressione di chi sa che non è finita qui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Probabilmente ha ragione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vivere con un cane in città non significa riempire il tempo.<br>Significa organizzarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le passeggiate non sono un riempitivo tra un impegno e l’altro.<br>Sono il fondamento dell’equilibrio quotidiano. Quando questo fondamento manca, il problema non è il cane “agitato” è la gestione che scricchiola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vi siete persi l’inizio della consulenza con Lebowski, lo recuperate nell’<a href="https://ilcaneincitta.it/2026/02/04/dal-punto-di-vista-del-cane/"><strong>articolo precedente</strong></a>.<br>Per continuare a parlare di passeggiate, gestione e vita quotidiana con il cane, ci vediamo su <strong><a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/">Instagram</a></strong>… oppure tra le pagine del mio libro <strong><em><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/il-mio-libro/">&#8220;Il cane in città&#8221;, Ed.Tea</a></em></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A breve, anche in formato podcast.<br>Immagine realizzata con Canva.</p>
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		<title>Dal punto di vista del cane.</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/02/04/dal-punto-di-vista-del-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 15:38:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con un cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[educazione cane]]></category>
		<category><![CDATA[gestione del cane]]></category>
		<category><![CDATA[proprietario di cane in città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una consulenza educativa raccontata in un altro modo. «Scusa… posso dire anche io una cosa?». Il punto di vista del&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Una consulenza educativa raccontata in un altro modo.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Scusa… posso dire anche io una cosa?». Il punto di vista del cane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Certo, dimmi pure. Sono qui per ascoltare entrambi.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Puoi dirgli che se avanzo qualcosa nella ciotola non è perché lo mangio dopo, ma perché è troppo.<br>SANTOCIELO, la mia dose la prende a caso: ogni volta con un contenitore diverso.<br>A volte mangio come un barboncino, altre come un San Bernardo dopo una giornata sotto la neve.<br>Una via di mezzo, ti prego. DIGLIELO!». Il punto di vista del cane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Lo sento parlare con la vicina che gli dà consigli dall’alto di non so quale piedistallo.<br>“Eh, la mia Betty si regola da sola, mangia quando vuole. Se non tocca il cibo le cucino qualcosina.”<br>GRAZIE AL PIFFERO DI UN VOLPINO!<br>La Betty può fare la cacca quando vuole sulle traversine.<br>Se mangiassi anche io a caso come lei, passerei la giornata a trattenerla mentre aspetto il momento della passeggiata.<br>Capisci il calvario?<br>Poi è pure capace di lamentarsi perché tiro al guinzaglio.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riferisco parola per parola quello che Lebowski, detto Lebo, vuole comunicare a Matteo, il suo giovane e inesperto, ma volenteroso proprietario.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;incontro conoscitiv</strong>o dal punto di vista del cane.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo a Milano. Sto svolgendo quello che avviene subito dopo la chiamata in cui timidi, sfrontati, disperati o ligi proprietari mi chiedono un appuntamento per “educare” il loro cane in città.<br>Durante il primo incontro, che io chiamo &#8211; <em><strong><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/consulenze-cinofile/">conoscitivo</a></strong></em> -, facciamo una lunga chiacchierata. Ovviamente non a caso.<br>Seguendo le loro prime, spesso vaghe indicazioni, mi appunto uno schema per avere un quadro completo della situazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leggende metropolitane narrano che i cani sappiano regolarsi con il cibo come i gatti.<br>Nella realtà, tendono a mangiare quello che gli viene dato e, se le razioni sono abbondanti, a finirle. Con il rischio di vomitarle (se sono particolarmente abbondanti) o di produrre cacche da leoni in giro per casa, se non vengono letti i segnali di un’urgenza in corso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leggi sempre la tabella nutrizionale del cibo che stai dando: lì trovi anche la quantità corretta, da dividere in più razioni giornaliere.<br>Non dare dosi a manciate, a occhio o a sentimento. Usa sempre lo stesso misurino, segnati fin dove riempirlo e vai avanti senza troppi drammi.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Alla fine Lebowski ha ragione.</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Se il quadrupede ha l’abitudine di non mangiare tutto, di avanzare o di piluccare durante il giorno quello che trova nella ciotola, non significa che sappia regolarsi.<br>Significa che ha capito che esiste la possibilità che arrivi qualcosa di diverso. Forse di più buono. Probabilmente fa anche poco movimento, e quindi ha meno fame.<br>Da punto di vista del cane: lui si sente furbo. Tu un po’ meno, perché il giorno in cui non mangia davvero perché non sta bene, potresti non accorgertene subito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Torno da Matteo che, completamente sconcertato dalla dinamica di questo incontro, forse anche un po’ impaurito, mi chiede se Lebo abbia altro da comunicare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong><a href="https://ilcaneincitta.it/educatore-cinofilo-life-coach/">Alla fine, il mio lavoro è questo: fare da interprete fra te e il tuo cane.</a></strong></em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>DIVANO O NON DIVANO: ma è davvero questo il problema?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sorrido e mi volto verso l’amata bestiola che, nel frattempo, si è sdraiata comodamente sul divano e ci osserva.<br>So già dove vuole andare a parare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Sì, mi approprio del divano. Che problema c’è?<br>Guarda dove il genio ribelle amante del feng shui mi ha messo la cuccia: in mezzo al nulla.<br>Spiffero sulla schiena, nessuna parete d’appoggio.<br>Sarà anche in tinta con l’arredamento, ma…<br>sto lì da solo, lontano da tutto.<br>E ogni volta che salgo su quella trappola di cuccia, si sposta. Traballa.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Certo che scelgo il divano: è comodo, caldo e accogliente.<br>E quando non si fa venire a trovare dall’amichetta di turno, lo condividiamo.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Ah, già che ci siamo: se vuole che smetta di abbaiare contro di lui e contro chi si porta sul divano, digli di cambiarmi la cuccia.<br>La voglio vicino al divano.<br>Il colore può sceglierlo lui, tanto vedo i colori a modo mio.<br>Ma la voglio soffice, avvolgente, con un bel bordo alto.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche questa volta non posso dargli torto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Dal punto di vista del cane: si arreda anche casa.</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Bella la cuccia, nulla da dire, ma forse un po’ troppo di design e poco adatta alla comodità di Lebowski.<br>Lo dico sempre, quando ho occasione di incontrare i proprietari prima dell’arrivo del cane: non spendete subito cifre esorbitanti per la cuccia. Alla fine sarà il cane a dirvi cosa gli piace e cosa lo fa stare bene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è chi ama i tappeti, qualcosa di piatto e morbido senza fronzoli.<br>Chi preferisce i cuscinoni, con o senza sponde.<br>Le brandine oggi si usano meno, ma con pavimenti freddi possono essere utili, magari con un bel cuscino sopra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il consiglio resta sempre lo stesso: aspetta e impara a conoscere il quadrupede che hai accolto in casa. Qualunque cuccia scegli, sentiti libero di optare per il colore che più ti piace, ma fai attenzione a dove la metti.<br>La posizione deve essere strategica per il cane, non per l’arredamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Evita:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sotto i caloriferi sempre accesi</li>



<li>davanti alla porta</li>



<li>in mezzo al corridoio</li>



<li>vicino alle casse della TV</li>



<li>nascosta sotto un tavolo o relegata nell’angolo più lontano della stanza</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il cane fa parte della famiglia. Vorrà stare con te mentre guardi la TV o lavori alla scrivania. Vorrà condividere il momento. Quindi, se non vuoi che salga sul divano, fai in modo che abbia una cuccia che gli piaccia davvero, in un luogo accogliente.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Premessa personale: </h4>



<p class="wp-block-paragraph">per me il cane può anche salire sul divano.<br>L’importante è che <strong>sia tu ad avere le idee chiare</strong>.<br>Divano sì o divano no. Il cane non deve decidere tutto.<br>E’ importante anche che sappia dove mettersi quando il divano è occupato da altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre spiego tutto questo a Matteo, dandogli qualche esercizio pratico da fare, guardo Lebo.<br>Ha sicuramente altro da dire, ma le informazioni per un primo incontro sono già tante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi abbasso per dargli una carezza.<br>Alla fine mi scrocca un biscotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://ilcaneincitta.it/2026/02/18/le-passeggiate-con-il-cane/">«Ci vediamo settimana prossima, furbacchione.»</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Vivere con un cane in città non è questione di obbedienza. È una questione di scelte quotidiane, spazi, tempi e coerenza. Tutte cose che raramente vengono spiegate prima che sorgano i problemi.&nbsp;È da qui che nasce l’idea di lavorare sulla gestione, prima ancora che sull’educazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ti va di seguire altre avventure urbane o consigli utili, mi trovi su Instagram&nbsp;<strong><a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/">@ilcaneincitta</a></strong>.<br>A breve, anche in formato podcast.<br>Immagine realizzata con Canva.</p>
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