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	<title>gestione del cane Archivi - Il cane in città</title>
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	<description>Alessandra Piccolo, Istruttrice Cinofila.</description>
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		<title>Dal punto di vista del cane.</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/02/04/dal-punto-di-vista-del-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 15:38:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con un cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[educazione cane]]></category>
		<category><![CDATA[gestione del cane]]></category>
		<category><![CDATA[proprietario di cane in città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una consulenza educativa raccontata in un altro modo. «Scusa… posso dire anche io una cosa?». Il punto di vista del&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2026/02/04/dal-punto-di-vista-del-cane/">Dal punto di vista del cane.</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Una consulenza educativa raccontata in un altro modo.</h3>



<p>«Scusa… posso dire anche io una cosa?». Il punto di vista del cane.</p>



<p>«Certo, dimmi pure. Sono qui per ascoltare entrambi.»</p>



<p>«Puoi dirgli che se avanzo qualcosa nella ciotola non è perché lo mangio dopo, ma perché è troppo.<br>SANTOCIELO, la mia dose la prende a caso: ogni volta con un contenitore diverso.<br>A volte mangio come un barboncino, altre come un San Bernardo dopo una giornata sotto la neve.<br>Una via di mezzo, ti prego. DIGLIELO!». Il punto di vista del cane.</p>



<p>«Lo sento parlare con la vicina che gli dà consigli dall’alto di non so quale piedistallo.<br>“Eh, la mia Betty si regola da sola, mangia quando vuole. Se non tocca il cibo le cucino qualcosina.”<br>GRAZIE AL PIFFERO DI UN VOLPINO!<br>La Betty può fare la cacca quando vuole sulle traversine.<br>Se mangiassi anche io a caso come lei, passerei la giornata a trattenerla mentre aspetto il momento della passeggiata.<br>Capisci il calvario?<br>Poi è pure capace di lamentarsi perché tiro al guinzaglio.»</p>



<p>Riferisco parola per parola quello che Lebowski, detto Lebo, vuole comunicare a Matteo, il suo giovane e inesperto, ma volenteroso proprietario.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;incontro conoscitiv</strong>o dal punto di vista del cane.</h3>



<p>Siamo a Milano. Sto svolgendo quello che avviene subito dopo la chiamata in cui timidi, sfrontati, disperati o ligi proprietari mi chiedono un appuntamento per “educare” il loro cane in città.<br>Durante il primo incontro, che io chiamo &#8211; <em><strong><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/consulenze-cinofile/">conoscitivo</a></strong></em> -, facciamo una lunga chiacchierata. Ovviamente non a caso.<br>Seguendo le loro prime, spesso vaghe indicazioni, mi appunto uno schema per avere un quadro completo della situazione.</p>



<p>Leggende metropolitane narrano che i cani sappiano regolarsi con il cibo come i gatti.<br>Nella realtà, tendono a mangiare quello che gli viene dato e, se le razioni sono abbondanti, a finirle. Con il rischio di vomitarle (se sono particolarmente abbondanti) o di produrre cacche da leoni in giro per casa, se non vengono letti i segnali di un’urgenza in corso.</p>



<p>Leggi sempre la tabella nutrizionale del cibo che stai dando: lì trovi anche la quantità corretta, da dividere in più razioni giornaliere.<br>Non dare dosi a manciate, a occhio o a sentimento. Usa sempre lo stesso misurino, segnati fin dove riempirlo e vai avanti senza troppi drammi.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Alla fine Lebowski ha ragione.</strong></h4>



<p>Se il quadrupede ha l’abitudine di non mangiare tutto, di avanzare o di piluccare durante il giorno quello che trova nella ciotola, non significa che sappia regolarsi.<br>Significa che ha capito che esiste la possibilità che arrivi qualcosa di diverso. Forse di più buono. Probabilmente fa anche poco movimento, e quindi ha meno fame.<br>Da punto di vista del cane: lui si sente furbo. Tu un po’ meno, perché il giorno in cui non mangia davvero perché non sta bene, potresti non accorgertene subito.</p>



<p>Torno da Matteo che, completamente sconcertato dalla dinamica di questo incontro, forse anche un po’ impaurito, mi chiede se Lebo abbia altro da comunicare.</p>



<p><em><strong><a href="https://ilcaneincitta.it/educatore-cinofilo-life-coach/">Alla fine, il mio lavoro è questo: fare da interprete fra te e il tuo cane.</a></strong></em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>DIVANO O NON DIVANO: ma è davvero questo il problema?</strong></h3>



<p>Sorrido e mi volto verso l’amata bestiola che, nel frattempo, si è sdraiata comodamente sul divano e ci osserva.<br>So già dove vuole andare a parare.</p>



<p>«Sì, mi approprio del divano. Che problema c’è?<br>Guarda dove il genio ribelle amante del feng shui mi ha messo la cuccia: in mezzo al nulla.<br>Spiffero sulla schiena, nessuna parete d’appoggio.<br>Sarà anche in tinta con l’arredamento, ma…<br>sto lì da solo, lontano da tutto.<br>E ogni volta che salgo su quella trappola di cuccia, si sposta. Traballa.»</p>



<p>«Certo che scelgo il divano: è comodo, caldo e accogliente.<br>E quando non si fa venire a trovare dall’amichetta di turno, lo condividiamo.»</p>



<p>«Ah, già che ci siamo: se vuole che smetta di abbaiare contro di lui e contro chi si porta sul divano, digli di cambiarmi la cuccia.<br>La voglio vicino al divano.<br>Il colore può sceglierlo lui, tanto vedo i colori a modo mio.<br>Ma la voglio soffice, avvolgente, con un bel bordo alto.»</p>



<p>Anche questa volta non posso dargli torto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Dal punto di vista del cane: si arreda anche casa.</strong></h3>



<p>Bella la cuccia, nulla da dire, ma forse un po’ troppo di design e poco adatta alla comodità di Lebowski.<br>Lo dico sempre, quando ho occasione di incontrare i proprietari prima dell’arrivo del cane: non spendete subito cifre esorbitanti per la cuccia. Alla fine sarà il cane a dirvi cosa gli piace e cosa lo fa stare bene.</p>



<p>C’è chi ama i tappeti, qualcosa di piatto e morbido senza fronzoli.<br>Chi preferisce i cuscinoni, con o senza sponde.<br>Le brandine oggi si usano meno, ma con pavimenti freddi possono essere utili, magari con un bel cuscino sopra.</p>



<p>Il consiglio resta sempre lo stesso: aspetta e impara a conoscere il quadrupede che hai accolto in casa. Qualunque cuccia scegli, sentiti libero di optare per il colore che più ti piace, ma fai attenzione a dove la metti.<br>La posizione deve essere strategica per il cane, non per l’arredamento.</p>



<p>Evita:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sotto i caloriferi sempre accesi</li>



<li>davanti alla porta</li>



<li>in mezzo al corridoio</li>



<li>vicino alle casse della TV</li>



<li>nascosta sotto un tavolo o relegata nell’angolo più lontano della stanza</li>
</ul>



<p>Il cane fa parte della famiglia. Vorrà stare con te mentre guardi la TV o lavori alla scrivania. Vorrà condividere il momento. Quindi, se non vuoi che salga sul divano, fai in modo che abbia una cuccia che gli piaccia davvero, in un luogo accogliente.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Premessa personale: </h4>



<p>per me il cane può anche salire sul divano.<br>L’importante è che <strong>sia tu ad avere le idee chiare</strong>.<br>Divano sì o divano no. Il cane non deve decidere tutto.<br>E’ importante anche che sappia dove mettersi quando il divano è occupato da altri.</p>



<p>Mentre spiego tutto questo a Matteo, dandogli qualche esercizio pratico da fare, guardo Lebo.<br>Ha sicuramente altro da dire, ma le informazioni per un primo incontro sono già tante.</p>



<p>Mi abbasso per dargli una carezza.<br>Alla fine mi scrocca un biscotto.</p>



<p><strong><a href="https://ilcaneincitta.it/2026/02/18/le-passeggiate-con-il-cane/">«Ci vediamo settimana prossima, furbacchione.»</a></strong></p>



<p>Vivere con un cane in città non è questione di obbedienza. È una questione di scelte quotidiane, spazi, tempi e coerenza. Tutte cose che raramente vengono spiegate prima che sorgano i problemi.&nbsp;È da qui che nasce l’idea di lavorare sulla gestione, prima ancora che sull’educazione.</p>



<p>Se ti va di seguire altre avventure urbane o consigli utili, mi trovi su Instagram&nbsp;<strong><a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/">@ilcaneincitta</a></strong>.<br>A breve, anche in formato podcast.<br>Immagine realizzata con Canva.</p>
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		<title>Sopravvivere nell’Area Cani</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2025/11/13/area-cani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 09:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con un cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[educazione cane]]></category>
		<category><![CDATA[gestione del cane]]></category>
		<category><![CDATA[manuale di sopravvivenza]]></category>
		<category><![CDATA[proprietario di cane in città]]></category>
		<category><![CDATA[suggerimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hai un cane? Vivi in città? Questo è il tuo manuale dell&#8217;area cani! Ho un rapporto di amore e odio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2025/11/13/area-cani/">Sopravvivere nell’Area Cani</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Hai un cane? Vivi in città? Questo è il tuo manuale dell&#8217;area cani!</strong></h3>



<p>Ho un rapporto di amore e odio con l&#8217;area cani.<br>La amo perché, diciamolo, in città è indispensabile: permette al cane di correre, socializzare e (se siete fortunati) persino divertirsi.<br>La odio perché spesso si trasforma in teatri dell’assurdo urbano, dove l’umanità mette in scena il meglio — e il peggio — del proprio repertorio.</p>



<p>Se vivete a Milano, sapete di cosa parlo: all’ora X, di solito tra le 17.30 e le 19, scatta l’<strong>“Happy Hour del Cane”</strong>.<br>Tradotto: il cane viene sganciato come una mina vagante mentre il bipede si perde in chiacchiere infinite, rigorosamente ignorando cosa stia succedendo intorno.<br>Ma stanno giocando? Qualcuno litiga? Chi mangia le feci? Mistero. L’importante è che <em>Fuffy</em> “si sfoghi”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Prima di entrare: osserva (e respira)</strong></h3>



<p>Prima regola di sopravvivenza: <strong>non buttarti dentro a occhi chiusi</strong>.<br>Guarda i cani che ci sono. Sono tranquilli o sembrano un branco di ultras al derby?<br>Ci sono proprietari attenti o zombie con lo smartphone?<br>Meglio aspettare cinque minuti fuori che dover correre al pronto soccorso veterinario dopo.</p>



<p>Se potete, scegliete <strong>le aree cani meno affollate</strong>, o quelle dove conoscete già gli altri frequentatori.<br>E se trovate un gruppo equilibrato, tenetevelo stretto: è più raro di un parcheggio gratuito in centro. Ma non occupate l’area cani per troppo tempo, date l’opportunità anche agli altri entrare!</p>



<p>L’area cani racconta molto già prima di entrarci. Se vedi troppa tensione, code dritte come antenne e umani assenti, magari è il caso di fare due passi altrove e tornare dopo.<br>L’area cani non è né il paradiso sociale dei quattrozampe, né il luogo maledetto dove tutto va storto — ma di sicuro è un <em>ecosistema complesso</em>, popolato da dinamiche canine… e umane. Vediamole insieme, con un po’ di ironia e parecchio buon senso&#8230;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il mito del “gioco libero”</strong></h3>



<p>Molti credono che “area cani” significhi: <em>“lascia il cane e spera vada bene”.</em><br>No, non è Disneyland per cani.<br>Il gioco libero funziona solo se i partecipanti (umani e cani) sanno comunicare e rispettare gli spazi.<br>Se il tuo cane è timido o insicuro, non serve è utili buttarlo in spazi affollati: è come buttare un introverso in una festa universitaria e dire “divertiti!”.</p>



<p>La socialità non si impone, si costruisce.<br>E a volte la cosa più educativa che puoi fare è dire “oggi no, grazie”, aspettare momenti migliori e farvi una bella passeggiata tranquilla.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Regole non scritte (ma fondamentali)</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Togli guinzaglio solo se puoi controllare il cane anche senza.</strong><br>Non perché sei un drill sergeant, ma perché la libertà è una responsabilità reciproca.</li>



<li><strong>Non intervenire sugli altri cani.</strong><br>Mai. A meno che non ci sia un’emergenza vera. Nessuno ama l’“istruttore improvvisato” che commenta tutto dal recinto.</li>



<li><strong>Parla col tuo cane.</strong><br>Non serve urlare, serve esserci. Il tuo cane deve sapere che ci sei, che lo stai guardando e sei pronto a giocare con lui, non perderti al telefono o in chiacchiere.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando le cose si scaldano (e succede)</strong></h3>



<p>Risse, ringhi, scatti improvvisi: sì, può capitare.<br>Il trucco non è “chi ha ragione”, ma <em>come reagisci</em>.<br>Anticipa, chiama il tuo cane, allontanati, respira. Poi valuta.<br>Non serve litigare con l’altro umano: tanto nessuno ammetterà mai che il suo cane ha sbagliato.</p>



<p>Se vedi segnali di disagio ricorrenti, cambia orario o area.<br>L’obiettivo non è “resistere”, ma <em>scegliere contesti sani</em> per entrambi.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Bonus: l’area cani come specchio</strong></h4>



<p>Sai qual è la parte più interessante?<br>Che l’area cani riflette te.<br>La tua calma, la tua ansia, il tuo modo di gestire le interazioni.<br>È uno specchio, impari tanto su come vivi la relazione con il tuo cane… e pure con gli altri esseri umani</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Decalogo Area Cani:</strong></h2>



<p>(<em>liberamente ispirato alle regole ufficiali del Comune, ma con un tocco di realtà</em>)</p>



<p><strong>1) Raccogli le feci. Sempre.</strong><br>Sì, anche se “la fa sull&#8217;erba”, non è concime. E no, il sacchetto non va lasciato lì “perché è biodegradabile o perché tanto qualcuno lo prende”. Spoiler: nessuno lo prende.</p>



<p><strong>2) Entra solo con cani microchippati e identificabili.</strong><br>Serve a te, al tuo cane e al povero cristiano che lo troverà se scappa. Il chip e la medaglietta identificativa, non sono un complotto, ma buon senso.</p>



<p><strong>3) Porta solo cani vaccinati e trattati contro parassiti.</strong><br>Non è snobismo, è igiene. Pulci, zecche e giardia non sono infestazioni da collezionare.</p>



<p><strong>4) Non introdurre femmine in calore.<br></strong>Sì, lo so, “tanto non succede niente”. Certo, come no. Due mesi dopo, cucciolata indesiderata e dramma annunciato. Questo non significa che <em>le femmine in calore restano a casa,</em> ma evitiamo lasciarle libere nei parchi.</p>



<p><strong>5) Evita di introdurre cani aggressivi.<br></strong>Se l’area è affollata, passa oltre. Se l’area è vuota entra pure e goditi il momento, se arriva qualcuno chiedi ancora 5 minuti e poi esci a passeggiare. Questo vale per tutti, non è un test di coraggio, è rispetto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>6) Non portare cani malati o convalescenti in area cani.</strong></h3>



<p>Davvero vuoi farli stressare (e rischiare)? Le coccole e le passeggiate tranquille bastano.</p>



<p><strong>7) Entra e esci col guinzaglio.</strong><br>E chiudi il cancello, per l’amor del cielo. Non hai la coda, quindi non serve lasciarlo aperto.</p>



<p><strong>8) Tieni sempre sotto controllo il cane.</strong><br>Non serve il GPS, serve attenzione. Se vuoi farti una telefonata di mezz’ora, fallo dopo. Non è l’asilo nido del tuo cane.</p>



<p><strong>9) I bambini non sono cani. E i cani non sono babysitter.</strong><br>Sembra ovvio, ma a quanto pare non lo è. Se tuo figlio entra, tu entri con lui. Non puoi delegare la vigilanza al cane del vicino.</p>



<p><strong>10) Niente abbaio prolungato (soprattutto alle 7 del mattino).</strong><br>Le aree cani esistono <em>finché non disturbano</em>. Se rovini il sonno dei vicini, la prossima lamentela sarà per te.</p>



<p><strong>Conclusione</strong></p>



<p>Le aree cani non sono il male. In alcuni casi sono l&#8217;espressione di come viviamo la relazione con i nostri cani — e con gli altri umani.<br>Possono essere un piccolo inferno urbano o un’ottima palestra di convivenza. Dipende da noi.</p>



<p>Se vuoi imparare a viverle <strong>senza stress (e senza esaurirti)</strong>, nel mio libro dedico un intero capitolo a questo tema — con casi reali, errori classici e risate garantite.&nbsp;</p>



<p><strong><a href="https://www.tealibri.it/libri/alessandra-piccolo-il-cane-in-citta-9788850259168">[il mio Libro]</a></strong></p>



<p><strong>Qual è stata la tua esperienza nell’area cani del quartiere?</strong><br>Raccontatemelo <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">[scrivimi]</a></strong>: potrei citarti nel prossimo episodio del [podcast].</p>



<p class="has-text-align-right"><em>Sempre sincera, mai addestrata. La Tua Cinofila Bastarda.</em></p>
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