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	<title>salva il tuo cane Archivi - Il cane in città</title>
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	<description>Alessandra Piccolo, Istruttrice Cinofila.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 18 May 2026 14:07:29 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Estate con il cane&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 14:07:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziare con il piede giusto]]></category>
		<category><![CDATA[salva il tuo cane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arrivano i primi caldi, cambia l’aria e improvvisamente tutti vogliono vivere appieno l&#8217;estate con il proprio cane. Compaiono i programmi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2026/05/18/estate-con-il-cane/">Estate con il cane&#8230;</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Arrivano i primi caldi, cambia l’aria e improvvisamente tutti vogliono vivere appieno l&#8217;estate con il proprio cane. Compaiono i programmi dell’ultimo minuto, gli aperitivi al tramonto, le escursioni, le gite fuori porta, il SUP, il mare al mattino presto e le foto perfette delle vacanze pet friendly. Tutto molto bello. Peccato che, spesso, il cane fino a due settimane prima conoscesse solo il tragitto casa-parchetto e l’unica acqua vista da vicino fosse quella del bidet mentre scorre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così, verso fine maggio, iniziano le ricerche frenetiche di spiagge dog-friendly, campeggi pet-friendly, hotel family welcome, appartamenti vista mare che accettano animali. Una corsa all’organizzazione della vacanza perfetta, in cui però raramente ci si ferma a chiedersi se il cane sia davvero pronto ad affrontarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per molti cani l’anno è trascorso dentro una routine piuttosto prevedibile: passeggiate veloci incastrate tra gli impegni, poche esperienze nuove, poca autonomia e pochi contesti realmente stimolanti. Alcuni non hanno mai imparato a rilassarsi in un locale affollato, altri non sanno aspettare, non sono abituati a viaggiare o faticano ancora a gestire la presenza di altri cani. C’è chi non ha mai indossato una museruola, chi non riesce a restare solo in un ambiente sconosciuto e chi, semplicemente, non ha mai sperimentato nulla di diverso dalla propria routine urbana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi, all’improvviso, arriva l’estate e quel cane dovrebbe affrontare autostrade, hotel, spiagge piene di persone, caldo, bambini che corrono, rumori, mercatini, funivie, aperitivi interminabili e giornate intere fuori casa. E quando qualcosa va storto, la spiegazione più usata è quasi sempre la stessa: “non è socializzato”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non sempre è questo il problema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A volte, più semplicemente, nessuno si è preparato… né voi né i vostri cani.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Primo step: gli antiparassitari.</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’arrivo della bella stagione torna puntuale anche il grande dibattito sugli antiparassitari. Una specie di rituale estivo collettivo dove, a un certo punto, compare sempre qualcuno che dice:<br>“Io non uso niente perché ho letto su internet…”,<br>“in televisione hanno detto…”,<br>“al cane della vicina è successo…”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni gli antiparassitari sono diventati terreno di battaglia tra allarmismi, terrorismo psicologico, influencer improvvisati e persone convinte che una zecca possa essere fermata con due gocce di lavanda e la forza del pensiero positivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La realtà è che d&#8217;estate il cane ha bisogno di determinate profilassi. Punto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pulci, zecche, zanzare e pappataci esistono davvero. E soprattutto esistono le malattie che possono trasmettere. Leishmaniosi e filariosi non sono invenzioni create per vendere collari fluorescenti nei negozi per animali, ma patologie serie che, in alcune zone e situazioni, rappresentano un rischio concreto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo il consiglio più sensato resta sempre lo stesso: parlarne con il proprio veterinario e costruire una prevenzione adatta al singolo cane. Perché non esiste una soluzione universale valida per tutti. Cambiano le esigenze del cane, la zona in cui vive o viaggia, l’età, lo stato di salute, la frequenza dei bagni, il tipo di vita che conduce e persino la convivenza con altri animali o bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è chi si trova bene con il collare, chi preferisce le compresse e chi usa gli spot-on. La scelta del prodotto può cambiare, ma basare la prevenzione sulla paura alimentata online resta una delle idee peggiori con cui affrontare l’estate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché a volte il problema non è “la chimica”.<br>Il problema è sottovalutare rischi che esistono davvero.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Secondo step: “Pet-friendly” e “animali ammessi” non sono la stessa cosa.</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Altro grande classico dell’estate: le prenotazioni fatte all’ultimo secondo in strutture descritte come “pet-friendly”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla carta sembra tutto perfetto. Foto del cane sorridente sul prato, ciotolina elegante all’ingresso, zampette stampate ovunque. Poi arrivi lì e scopri che il cane, in realtà, non può entrare quasi da nessuna parte. Non può restare solo in stanza, il ristorante lo accetta ma con dei MA e la spiaggia “dog friendly” consente sì l’accesso… purché il cane resti immobile sotto l’ombrellone senza avvicinarsi all’acqua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E lì arriva la grande rivelazione dell’estate: “pet-friendly” e “animali ammessi” non sono la stessa cosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto spesso, semplicemente, si prenota di fretta senza approfondire davvero cosa offra quella struttura e si scopre troppo tardi che il cane è tollerato, più che realmente accolto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una struttura davvero pet-friendly dovrebbe essere pensata anche per il benessere del cane, non solo per la presenza del cane. Dovrebbe avere spazi adeguati, personale preparato e una gestione che renda la permanenza più semplice e serena anche per chi viaggia con un animale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo però non significa presentarsi in vacanza contando sul fatto che l’hotel risolva ogni necessità. Anche nei posti migliori resta importante portare con sé tutto ciò che aiuta il cane a sentirsi al sicuro e a mantenere una continuità con la propria routine: la sua cuccia, i suoi accessori, i suoi riferimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il punto non è soltanto trovare un posto dove il cane possa entrare.<br>Il punto è trovare un posto dove possa stare bene davvero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi approfondire meglio questo argomento, trovi un articolo dedicato: <strong><em><a href="https://ilcaneincitta.it/2023/08/14/cosa-significa-veramente-pet-friendly/">“Pet-Friendly” cosa significa veramente.</a></em></strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Terzo step: è bellissimo passare l&#8217;estate con il cane, ma…</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Io adoro vedere persone che vogliono condividere esperienze con il proprio cane. Fa parte anche del mio lavoro: aiutare le persone a costruire con gli strumenti giusti un rapporto solido, essere così in grado di affrontare certe situazioni e capire quali esperienze siano davvero adatte alla coppia cane-proprietario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Però vivere bene insieme non è qualcosa che nasce all’improvviso a giugno, tre giorni prima della partenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si costruisce lentamente durante l’anno, abituando il cane a contesti diversi, insegnandogli a rilassarsi, facendogli fare esperienze graduali e imparando anche a leggere i suoi limiti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli errori più grandi è pensare che tutti i cani debbano amare tutto: il mare, la spiaggia affollata, i locali pieni di gente, il caldo, le giornate infinite fuori casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sempre è così.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A volte il gesto più rispettoso non è trascinare il cane ovunque per forza, ma scegliere attività davvero adatte a lui. Oppure decidere che, in certi momenti, possa stare meglio altrove mentre tu ti godi la tua vacanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io, ad esempio, sia per lavoro sia per alcuni viaggi, mi sono sempre affidata a ottime pensioni. Quando sapevo di non poter garantire a Etna una routine adeguata, oppure quando la destinazione sarebbe stata troppo calda, stressante o poco compatibile con il suo benessere, preferivo lasciarla a professionisti di fiducia. Poi tornare e dedicare del tempo a qualcosa che potesse piacere davvero ad entrambe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché a volte il compromesso migliore è proprio questo: qualcosa per noi e qualcosa anche per loro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ultimo step: salva il tuo cane da un’estate improvvisata</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di partire, forse la domanda più importante non è “dove andiamo?”, ma:&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>il mio cane è davvero pronto?</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché organizzare una vacanza col cane non significa soltanto trovare una struttura che lo accetti. Significa chiedersi come affronterà quel viaggio, quel contesto, quei cambiamenti improvvisi nella routine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è il cane che soffre l’auto, quello che non riesce a rilassarsi in ambienti nuovi, quello che il mare lo ama e quello che dopo dieci minuti sotto il sole vorrebbe soltanto tornare a casa sul pavimento fresco della cucina. Ci sono cani che vivono bene le passeggiate infinite e altri che fanno fatica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi ci siamo noi. Con la nostra organizzazione spesso un po’ romantica e un po’ improvvisata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché oltre al costume e alle prenotazioni, bisognerebbe pensare anche al resto:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>avere documenti e profilassi in ordine,&nbsp;</li>



<li>sapere dove si trova il veterinario più vicino,</li>



<li>avere con sé l’attrezzatura giusta,&nbsp;</li>



<li>capire se quel posto è davvero adatto al proprio cane oppure semplicemente adatto all’idea di vacanza che abbiamo in testa noi.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Perché una struttura può essere piena di scritte “pet-friendly”, avere la ciotola brandizzata all’ingresso e gli snack di benvenuto alla reception. Ma questo non significa automaticamente che quella sarà una vacanza davvero vivibile per il cane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una vacanza davvero pet-friendly è quella in cui le esigenze del cane vengono considerate sul serio. Dove può sentirsi al sicuro, riposare, bere, avere i suoi spazi e affrontare le giornate senza essere trascinato dentro esperienze troppo grandi per lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E forse il punto è proprio questo: smettere di chiederci se il cane può venire ovunque con noi e iniziare a chiederci se, in certi posti, ci può stare bene davvero.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione…</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il problema non è portare il cane ovunque. Il problema è dimenticarsi chi hai accanto: un animale con delle esigenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Meno “dog friendly” scritto sui cartelli, più cani davvero ascoltati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se hai dubbi, ansie o semplicemente vuoi capire come affrontare meglio l’estate col tuo cane, puoi <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">scrivermi</a></strong> oppure approfondire questi temi nel <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/il-mio-libro/">mio libro</a></strong> e negli altri articoli del blog. Meglio una domanda in più oggi che una vacanza stressante per entrambi domani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine creata con <strong><a href="https://www.canva.com">Canva.</a></strong></p>
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		<title>Perchè il cane lecca per terra? </title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/04/14/il-cane-lecca-per-terra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 05:31:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[salva il tuo cane]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con un cane in città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inizio questo articolo con una domanda: perché il cane lecca per terra? Perché è un cane. detto questo, devi imparare&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Inizio questo articolo con una domanda: perché il cane lecca per terra? Perché è un cane. detto questo, devi imparare a porre attenzione e quando riesci non farglielo fare!</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’anno scorso seguivo due cani nello stesso stabile, in zona Corso Magenta.<br>Due amiche, due appartamenti diversi, stesso contesto: una palazzina liberty curata nei minimi dettagli. Facciata impeccabile, marciapiede ampio, aiuole perfette e un giardino interno da cartolina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il merito? Del custode.<br>Il signor Mario. Preciso, attento… e decisamente protettivo.<br>Diciamo che per entrare lì, il “terzo grado” era incluso nel servizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il passare dei mesi, in diverse occasioni, i cani che seguivo iniziarono ad avere episodi di dissenteria. Essendo cani giovani, all’inizio si pensò a un virus. Poi a un’intolleranza alimentare. Ma più passava il tempo, più conoscevo le loro abitudini… e più qualcosa non mi tornava.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo campanello d’allarme arrivò durante una settimana di ferie del custode.<br>Al suo rientro fui involontariamente spettatrice di un diverbio tra lui e il ragazzo che lo stava sostituendo. Il motivo?<br>“Il marciapiede è sporco. Puzza. Non è stato pulito bene.” Rimasi colpita da quanto fosse importante, per il signor Mario, la pulizia di quello spazio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei giorni successivi riprese le sue mansioni a pieno ritmo.<br>E, quasi in contemporanea, uno dei cani tornò ad avere dissenteria.<br>L’altro no perché era in campagna. Un dettaglio&#8230;ma poi ne notai un altro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Partiamo dal presupposto che: il cane lecca per terra.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il custode, con una gentilezza solo apparente, cercava di imporre le sue regole anche a una ragazza che si occupava delle pulizie in un appartamento nel palazzo.<br>Nel pomeriggio lei faceva correre nel giardino il cane della signora per cui lavorava. E ovviamente il cane faceva i suoi bisogni lì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma Mario non lo voleva.<br>Non voleva che i cani usassero il cortile condominiale.<br>Diceva che lo sporcavano, lo rovinavano, scavavano buche, rovinavano le aiuole.<br>Quel giardino, che lui curava con tanta dedizione, doveva restare perfetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non era solo una mia impressione.<br>Un giorno me lo disse chiaramente: “Non pensare di portare qui i cani a fare i tuoi esercizi da circo. Insegnagli a fare i bisogni nella lettiera del gatto o lontano da qui.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ebbi nemmeno il tempo di rispondere.<br>Arrivò un’inquilina e, come se nulla fosse, tornò a indossare la maschera del “custode gentile ed impeccabile”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualche giorno dopo, anche il cagnolino che correva in giardino ebbe un paio di giorni difficili. Dissenteria. A quel punto le coincidenze iniziarono a sembrarmi… troppo precise. Credo che certe coincidenze siano segnali, piccoli avvisi che ti invitano a guardare meglio. Così ho iniziato a osservare, con più attenzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">E le mie osservazioni mi portarono dritte al signor Mario.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà dentro nello stanzino degli attrezzi, dove fui io a essere “beccata” a curiosare, con la scusa di dover sciacquare le zampe del cane prima di salire. Non fu per niente cortese e a quel punto lo affrontai.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli dissi apertamente che doveva smettere di mettere qualsiasi cosa stesse usando nell’acqua con cui puliva muri, marciapiede e cortile.<br>Avevo solo un’intuizione e ho rischiato. Si arrabbiò.<br>Succede spesso quando dico le cose in faccia, ormai me ne sono fatta una ragione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne approfittai e portai su il cane. Quando scesi, pronta al secondo round mi trovai davanti un signor Malio diverso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dimesso. Stanco. Esausto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi fermai ed iniziammo a parlare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è che aveva trovato una soluzione sbagliata… a un problema reale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Questa non è una storia inventata.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">È successa davvero, a Milano, qualche anno fa proprio a me quando non ero ancora un’educatrice cinofila ma solo una proprietaria di cani in città. I nomi sono stati cambiati e alcuni dettagli smussati, ma il punto resta lo stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mario era un custode “vecchia maniera”.<br>Vedovo, viveva e lavorava in quella palazzina da sempre.<br>Amava il suo lavoro e lo prendeva sul serio, forse più di quanto gli venisse riconosciuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma a pochi anni dalla pensione si trovava a fare i conti con qualcosa che faticava a comprendere: i “nuovi” proprietari di cani. Cani trattati come bambini, ma spesso senza regole.<br>Intoccabili.<br>E, soprattutto, accompagnati da persone sempre più distratte, per non dire maleducate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo compito era mantenere alto il livello della palazzina, dentro e fuori.<br>Ma ogni giorno si scontrava con marciapiedi sporchi, bisogni non raccolti, aiuole rovinate, pipì lasciate ovunque senza nemmeno un gesto per pulire o diluire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E no, non è solo una questione estetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando nessuno raccoglie, quando nessuno pulisce, quando tutto viene lasciato “tanto è normale”…<br>lo spazio condiviso smette di essere vivibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’odore aumenta.<br>Il degrado si vede.<br>E la convivenza si incrina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Era arrabbiato.<br>Frustrato.<br>Perché vedeva il suo lavoro, fatto con cura e dedizione, vanificato ogni giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo però non giustifica quello che ha fatto. Far stare male dei cani non è una soluzione, ma solamente uno sfogo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ma fermarsi qui sarebbe troppo facile.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Perché, se vogliamo essere onesti, una parte di quella rabbia aveva una base reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La libertà di avere un cane finisce nel momento in cui inizia quella degli altri.<br>E questo vale sempre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il tuo cane sporca, tu pulisci.<br>Sempre.<br>Non “quando capita”, non “se ho voglia”, non “tanto è erba”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché no, non è concime.<br>E quando fa caldo… si sente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E c’è un altro aspetto che spesso viene sottovalutato:<br>più un ambiente è sporco, più aumenta il rischio che qualcuno cerchi di “risolvere” il problema nel modo sbagliato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con prodotti aggressivi.<br>Con sostanze chimiche.<br>Nei casi peggiori, con veri e propri veleni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è lì che il rischio smette di essere teorico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il cane lecca per terra&#8230; Basta una leccata, una sola.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">E il problema non è più il decoro.<br>È la salute del tuo cane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi sì: controlla cosa lecca il tuo cane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma ancora prima…<br>chiediti che ambiente stai contribuendo a creare quando esci con lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché è tutto lì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che sia una macchia sul muro, una pozza, una ciotola fuori da un negozio, la pipì o il sedere di un altro cane, se puoi anticipalo e bloccalo.<br>Altrimenti preparati: qualcosa potrebbe succedere, soprattutto se ha lo stomaco delicato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cane lecca per terra e ingerisce cose da terra per tanti motivi: curiosità, fame, sete.<br>A volte perché l’ambiente lo stressa e concentrarsi su qualcosa lo aiuta a distrarsi.<br>Altre volte per attirare l’attenzione di un proprietario troppo distratto o per rendere più interessante una passeggiata noiosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ciotole lasciate nei parchi o fuori dai negozi sono un bel gesto, soprattutto nelle giornate calde.<br>Ma se l’acqua non viene cambiata spesso e viene condivisa da più cani, può diventare un veicolo per batteri e malattie.<br>Senza contare il rischio peggiore: che qualcuno ci metta “qualcosa” dentro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche leccare la pipì di un altro cane può provocare qualche disturbo, soprattutto in certi periodi o da pozze sporche e stagnanti nelle giornate calde.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E no, non puoi controllare tutto.<br>Non puoi impedirgli di esplorare.<br>Non puoi passare la passeggiata a sgridarlo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ma puoi fare una cosa fondamentale: essere consapevole.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sapere cosa osservare. Sapere cosa riferire al veterinario se qualcosa non va. Non lasciar sporco e chiedere di pulire a chi è &#8220;distratto&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché una dissenteria non è sempre uguale.<br>Può essere alimentare, batterica, ambientale. E capire la differenza può fare la differenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando è successo a me, uno dei miei cani stava davvero male.<br>Il veterinario, conoscendomi, mi disse subito:<br>“Avrà leccato qualcosa da terra.”. Aveva ragione!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho collegato i segnali, abbiamo agito in fretta e si è risolta. Ero giovane, non ero ancora un&#8217;educatrice cinofila ma solo una proprietaria di cani in città!</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Perché il cane lecca per terra?&#8221;, chiesi spaventata alla veterinaria. La sua risposta fu semplice: perché è un cane. Perché, specialmente da giovane, è un animale curioso, è il suo modo per esplorare, per conoscere. Con il tempo è un comportamento che diminuisce, lo fa solo per le cose veramente interessanti, oppure se subentrano situazioni che lo stressano. L&#8217;importante è stare attenti!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché a volte basta una leccata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E il problema non è più il marciapiede sporco o &#8220;troppo pulito&#8221;, è il tuo cane che non sta bene.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se questo articolo ti ha fatto venire anche solo un dubbio, la prossima volta che esci poni più attenzione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Salva il tuo cane anche dalle disattenzioni altrui e dalle cose che non vedi. Per non perderci di vista seguimi su <strong><a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/">Instagram</a></strong>… oppure sfoglia le pagine del mio libro <strong><em><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/il-mio-libro/">“Il cane in città”, Ed.Tea</a></em></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine creata con <strong><em><a href="https://www.canva.com">Canva</a></em></strong>.</p>
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		<title>Corpus Alienum</title>
		<link>https://ilcaneincitta.it/2026/03/16/corpus-alienum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Piccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 08:38:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[salva il tuo cane]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con un cane in città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il termine latino corpus alienum si traduce letteralmente come “corpo estraneo” e viene utilizzato in ambito medico per indicare qualsiasi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2026/03/16/corpus-alienum/">Corpus Alienum</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il termine latino <em>corpus alienum</em> si traduce letteralmente come <strong>“corpo estraneo”</strong> e viene utilizzato in ambito medico per indicare qualsiasi oggetto o sostanza che si trova all&#8217;interno di un organismo ma che non vi appartiene o vi è entrato in modo anomalo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo veterinario è il termine medico utilizzato per indicare che <strong>il cane ha ingerito un oggetto estraneo</strong> che ora si trova nello stomaco o nell’intestino. Questo accade molto spesso ai cuccioli, che amano giocare, mordere e, non di rado, <strong>mandare giù corde, palline, calze, fazzoletti, mutande, stracci e tutto ciò che trovano in giro di interessante</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Può essere difficile impedire che un cucciolo mangi qualcosa che non dovrebbe: sono geneticamente attratti da ciò che li circonda, esplorano il mondo con la bocca, assaggiano e ingeriscono di tutto. Questo comportamento <strong>dovrebbe diminuire con la crescita</strong>, quando il cane impara, se correttamente educato, a gestire le proprie emozioni e ha finito la fase di esplorazione in cui deve “assaggiare” tutto ciò che trova.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il problema però non è tanto la fase di crescita in sé&#8230;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">ma quanto <strong>prestare attenzione affinché il cane NON ingerisca oggetti estranei</strong>, perché non è affatto vero che ciò che manda giù poi esce sempre con le feci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’oggetto ingerito può infatti <strong>restare bloccato nello stomaco o nell’intestino</strong>. Solo nella migliore delle ipotesi viene espulso con le feci, ma questo dipende dal tipo e dalla dimensione dell’oggetto. Se è troppo grande e non riesce a passare attraverso l’apertura inferiore dello stomaco, può rimanere nell’organo anche per molto tempo, talvolta per mesi. Questo può causare episodi sporadici di vomito e, nel tempo, compromettere lo stato di salute del cane. Se invece l’oggetto passa nell’intestino ma <strong>provoca un’ostruzione</strong>, la situazione diventa ancora più critica: la salute del cane può peggiorare rapidamente e la sua vita può essere in serio pericolo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come evitare che il cane abbia un “corpus alienum”?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una buona educazione e un’attenta gestione!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con buona educazione non intendo un “seduto” da soldatino eseguito a comando con il dito alzato, ma il fatto che il cane <strong>non senta il bisogno di rubare e masticare qualsiasi cosa</strong> a causa di ansia, stress, frustrazione o ipo-stimolazione. Un cane appagato, con una buona routine e una gestione chiara delle <strong>tre grandi risorse</strong><br>– <strong>cibo, spazio e attività</strong> – ha molte meno probabilità di sviluppare comportamenti ingestivi problematici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste sono le tre “carte” che abbiamo a disposizione per gestire il cane nel modo migliore. Se riusciamo a farlo, superata la fase del cucciolo e il periodo del cambio dei denti, la situazione tende generalmente a migliorare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo non significa però che il cucciolo sia giustificato a mandare giù <strong>mutande rubate dalla cesta dei panni, calzini lasciati in salotto, strofinacci della cucina appesi alle maniglie dei cassetti</strong>, o qualunque altro oggetto potenzialmente pericoloso trovato sui comodini o nei cestini della spazzatura.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Come evitarlo?</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Nel modo più semplice possibile. Prima ancora di parlare di routine e gestione emotiva, <strong>iniziate a gestire l’ambiente</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Tenete le spazzature in zone non accessibili al cane.</li>



<li>Evitate di lasciare stoffe interessanti per odore e consistenza a sua portata.</li>



<li>Chiudete le porte di bagni, lavanderie e camere molto disordinate.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sono tutti ambienti estremamente interessanti <strong>sia per un cucciolo in fase esplorativa sia per un cane annoiato in cerca di qualcosa da fare</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa fare quando il cane cerca il “corpus alienum”?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La prima cosa da fare è <strong>chiedersi perché lo fa</strong>&#8230; alcuni esempi:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>“Lo porto al parco e continua a mangiare cose da terra.”</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A volte succede perché <strong>la quantità di cibo non è adeguata alle sue esigenze</strong>, oppure perché i pasti sono troppo distanti tra loro. In altri casi può esserci qualcosa nella passeggiata che lo stressa e il continuo raccogliere oggetti da terra diventa una forma di scarico o di &#8220;richiesta di attenzioni&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>“Ruba i calzini di mia moglie perché sta tante ore fuori casa.”</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà spesso <strong>ruba i calzini semplicemente perché riesce a prenderli</strong>. Può scegliere quelli di una persona invece di un’altra perché hanno un odore o una consistenza più interessanti. Se invece avesse rubato gli slip, probabilmente non sarebbe per una questione affettiva ma per una questione di aroma. Anche per questo motivo è vivamente consigliato <strong>tenere la cesta dei panni in una zona non accessibile al cane</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>“Quando lavoro da casa, dopo un po’, inizia a rubarmi le ciabatte o le pezze della cucina. Poi si mette tranquillo nella cuccia a rosicchiarle e lo lascio fare.”</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I cani dovrebbero <strong>masticare i loro giochi o masticativi</strong>, non oggetti di uso domestico. Abituare il cane, per comodità, a rubare e tenersi oggetti di casa da distrugger è pericoloso. Il giorno in cui lo farà <strong>quando sarà solo in casa</strong>, il rischio di ingestione sarà molto più alto.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Quindi cosa fare oltre a chiudere le porte e non lasciare oggetti a portata di cane?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Se il cane è agitato quando siete in casa al mattino, probabilmente <strong>non si è sfogato adeguatamente</strong>: può essere utile iniziare la giornata con una passeggiata più ricca e interessante. Se invece in casa continua a cercare oggetti da rubare e masticare, è importante <strong>individuare la fonte di stress o di noia</strong> e offrirgli masticativi adatti e interessanti per evitare incidenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La lista degli oggetti che un cane può ingerire è praticamente infinita.<br>Per questo motivo, <strong>è molto più semplice imparare a gestire il cane e l’ambiente in cui vive</strong>, invece di perdersi e capire se quello che ha ingerito e nocivo oppure no.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Disclaimer</strong><br>Queste informazioni hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere di un veterinario. In caso di ingestione, contatta sempre un professionista. Quindi… <strong>cosa fare quando pensi che il cane possa avere un “corpus alienum”?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se hai anche solo il minimo dubbio che abbia ingerito qualcosa, <strong>non aspettare di vederlo nelle feci il giorno dopo</strong>, ma chiama subito il veterinario!</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando è necessario chiamare il veterinario?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sempre</strong>! E nel dubbio <strong>NON indurre il vomito con sale grosso, acqua ossigenata o altri metodi “fai da te”</strong>. Chiama invece il tuo veterinario o la tua clinica di riferimento e fatti guidare da un professionista. I sintomi causati dall’ingestione di un corpo estraneo possono essere diversi: vomito, dolore addominale, abbattimento, difficoltà a defecare. Possono essere più o meno intensi, ma a volte <strong>possono anche non comparire subito</strong>, facendo sembrare la situazione sotto controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio questo uno dei rischi più grandi: pensare che non sia successo nulla e accorgersene troppo tardi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">In tanti anni di lavoro ne ho viste parecchie di situazioni… alcune anche piuttosto assurde.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta un pitbull mandò giù al volo la pallina con cui stava giocando con il proprietario. Nessuno se ne accorse e si pensò semplicemente che fosse stata persa nel prato. Dopo qualche giorno però il cane iniziò a stare malissimo. Alla fine la diagnosi fu proprio quella: <strong>corpus alienum</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro caso era quello di un Golden che seguivo in educazione. Un cane tendenzialmente tranquillo, ma che soffriva molto le passeggiate in mezzo alla gente.<br>Improvvisamente iniziò a stare male: vomito, dissenteria. I proprietari pensavano fosse un virus intestinale. Quando la situazione peggiorò corsero dal veterinario… e si scoprì che il cane <strong>aveva ingerito molte castagne</strong>. Durante le passeggiate le raccoglieva da terra per scaricare lo stress. Alcune venivano espulse, ma molti residui e intere castagne erano rimaste nell’organismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avevo consigliato di cambiare giro ed evitare i viali pieni di castagne, e di farlo sfogare un po’ di più in spazi adatti a lui. La risposta però era sempre la stessa: “Non possiamo portarlo sempre al parco, quella zona verde è più comoda per noi durante la settimana.”Avevo anche suggerito di usare temporaneamente la museruola per evitare che continuasse a ingerirle. La risposta?</p>



<h3 class="wp-block-heading">“Ma poverino, la museruola no!”, ma &#8220;corpus alienum&#8221; sì</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La museruola no, il parco più spesso non si può, dal veterinario <strong>pieno di castagne nello stomaco</strong>&#8230; sì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra storia riguarda una giovane e vivace Beagle di una coppia di studenti. Quando si annoiava rubava strofinacci della cucina o asciugamani e li riduceva a brandelli. Il problema era che, dopo averli rovinati, <strong>le lasciavano continuare a distruggerli</strong> senza preoccuparsi troppo.<br>“Tanto poi li fa a pezzetti e li troviamo nella cacca al parchetto”, dicevano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avevo spiegato che la stoffa non è esattamente il masticativo più adatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un giorno, durante una lezione, il cane si isolò per fare i bisogni. Dopo un po’ mi avvicinai perché vedevo che non finiva mai.<br>Mi trovai davanti una cagnolina che <strong>non riusciva a defecare</strong> perché aveva una lunga lingua di strofinaccio rimasta bloccata. Se la toccavi guaiva, la presi in braccio e via di corsa dal veterinario più vicino, che fece quello che doveva fare… compresa una bella lavata di capo ai due proprietari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io non dissi nulla per non infierire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fino all’incontro successivo, ovviamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potrei andare avanti ancora…</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione&nbsp;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La verità è che i <strong>&#8220;corpus alienum&#8221;</strong> non arrivano dallo spazio. Nella maggior parte dei casi arrivano <strong>dalla nostra disattenzione, dalla noia del cane e da una gestione poco attenta dell’ambiente</strong>. Calzini lasciati in giro, strofinacci appesi, cestini della spazzatura aperti, oggetti a portata di bocca.<br>Per un cane curioso sono semplicemente <strong>inviti irresistibili</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La buona notizia è che la maggior parte di questi incidenti <strong>si può evitare</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un cane appagato, con attività adeguate, oggetti da masticare adatti e un ambiente gestito con un minimo di attenzione, ha molte meno probabilità di cercarsi da solo un “corpus alienum”. E se, anche solo per un momento, pensi che il tuo cane possa aver ingerito qualcosa che non dovrebbe…</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>non aspettare.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiama il veterinario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Meglio una telefonata in più e <strong>un calzino in meno nello stomaco del cane.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il tuo cane non ha mai provato a mangiare qualcosa di assurdo… sei stato/a bravissimo/a o probabilmente non l’hai ancora beccato sul fatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tuo cane ha mai provato a mangiare qualcosa di improbabile? </p>



<p class="wp-block-paragraph">Raccontamelo:  <strong><a href="https://ilcaneincitta.it/contatti/">i miei contatti!</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per continuare a parlare di bizzarrie, tips sulla gestione e vita quotidiana con il cane, ci vediamo su <strong><a href="https://www.instagram.com/ilcaneincitta/">Instagram</a></strong>… oppure tra le pagine del mio libro <strong><em><a href="https://ilcaneincitta.it/servizi-istruttore-cinofilo/il-mio-libro/">“Il cane in città”, Ed.Tea</a></em></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A breve, anche in formato podcast.<br>Immagine realizzata con Canva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaneincitta.it/2026/03/16/corpus-alienum/">Corpus Alienum</a> proviene da <a href="https://ilcaneincitta.it">Il cane in città</a>.</p>
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